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	<title>Italia Dall'Estero</title>
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		<title>Corista del Vaticano coinvolto in uno scandalo omosessuale in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 19:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/>Un corista nigeriano del Vaticano è rimasto coinvolto in uno scandalo omosessuale per aver fornito dei ragazzi "squillo" ad un alto funzionario del governo italiano accusato di corruzione e attualmente agli arresti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[O Globo]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/><p>Un corista nigeriano del Vaticano è rimasto coinvolto in uno scandalo omosessuale per aver fornito dei ragazzi &#8220;squillo&#8221; ad un alto funzionario del governo italiano accusato di corruzione e attualmente agli arresti.</p>
<p>La notizia è stata resa pubblica venerdì [5 marzo, N.d.T.] da Panorama, rivista di proprietà della famiglia Berlusconi.</p>
<p>Il settimanale ha avuto accesso a intercettazioni telefoniche realizzate dagli investigatori italiani nell&#8217;ambito di un&#8217;ampia indagine sulla corruzione di Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.</p>
<p>Dalle trascrizioni dei nastri è emerso chiaramente che il nigeriano, soprannominato &#8220;Mike&#8221; e battezzato come Chinedu Thomas Ehiem, telefonava regolarmente a Balducci per fissare incontri con altri uomini.</p>
<p>Angelo Balducci, che possiede tra l&#8217;altro il titolo nobiliare &#8220;Gentiluomo di sua Santità&#8221; dal 1995, ha smentito le affermazioni.</p>
<p>Alla rivista, Mike, 40 anni, che dice di &#8220;cantare nel coro di San Pietro&#8221; pur &#8220;non essendo religioso&#8221;, afferma che &#8220;un amico italiano nel giro della prostituzione gli presentò Balducci più di 10 anni fa&#8221;.</p>
<p>Disse anche di aver accettato di avere relazioni sessuali con lui &#8220;per cinque o sei mesi&#8221; per risolvere alcuni difficoltà finanziarie e familiari.</p>
<p>La relazione fu in seguito interrotta, e &#8220;dopo un lungo periodo&#8221; Angelo Balducci riapparve per chiedergli di organizzare degli incontri tramite internet.</p>
<p>Secondo il nigeriano, l&#8217;italiano preferiva &#8220;i più maturi, di 40 anni o più&#8221; e gli dava (a lui, Mike) &#8220;ogni tanto 50 o 100 euro, ma non più di 1.000 o 1.500 euro all&#8217;anno&#8221;, come ha specificato.</p>
<p>L&#8217;ultimo incontro tra i due risale allo scorso gennaio quando Mike afferma di aver trovato &#8220;un ungherese di circa 40 anni, moro&#8221; per Angelo Balducci, quest&#8217;ultimo arrestato lo scorso 10 febbraio.</p>
<p>In base alle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, pubblicate anche dal giornale La Repubblica, tra gli uomini con i quali Balducci si incontrò figuravano vari seminaristi.</p>
<p>Il Vaticano ha dichiarato alla stampa di aver espulso il corista ma non si è pronunciato riguardo al proprio consulente, uno degli organizzatori del Giubileo del 2000.</p>
<p>Sebbene il titolo nobiliare non possa essere revocato, dato che è vitalizio, il Vaticano può però non convocare la persona per evitare che svolga le proprie funzioni, il che sarebbe un&#8217;esclusione indiretta.</p>
<p>In ogni caso per tradizione la Santa Sede non si pronuncia prima della sentenza definitiva su una persona e sulla condanna giudiziaria.</p>
<p>La Chiesa cattolica si è trovata negli ultimi mesi a fare i conti con una serie di scandali di pedofilia, soprattutto in Germiania, nel celebre coro di Ratisbona diretto per 30 anni da Georg Ratzinger, fratello di papa Benedetto XVI.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://g1.globo.com/Noticias/Brasil/0,,MUL1517449-5598,00-CORISTA+DO+VATICANO+ENVOLVIDO+EM+ESCANDALO+HOMOSSEXUAL+NA+ITALIA.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Corista do Vaticano envolvido em escândalo homossexual na Itália" di France Presse]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Questo è un paese morale?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:03:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/>“Il nuovo Sud dell'Italia" - Pino Esposito nella sua testimonianza filmata mostra un Suditalia che da un luogo di emigranti si è trasformato in un un luogo di immigranti. Lo scrittore di Soletta Franco Supino, figlio di un immigrato campano, è andato a vedere il film.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>[WOZ]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/><p><em>Pino Esposito nella sua testimonianza filmata mostra un Suditalia che da un luogo di emigranti si è trasformato in un un luogo di immigranti. Lo scrittore di Soletta Franco Supino, figlio di un immigrato campano, è andato a vedere il film.</em></p>
<p>Lunedì 1 marzo, intorno a mezzogiorno: un sole incredibilmente caldo splende sul pittoresco cimitero di Grenchen situato su un pendìo a sud ed accompagna i 100 o 200 ospiti che finita la cerimonia funebre si dirigono verso il luogo della sepoltura. Che splendida vista sulle Alpi da qui, da questo cimitero quasi troppo grande. Che aria limpida dopo un febbraio inizialmente gelido, poi uggioso. Che bella e triste giornata!</p>
<p>Tanti dei partecipanti sono emigranti come lo era il defunto, emigrati 50 anni fa o anche più dal Suditalia verso la Svizzera, dove hanno lavorato da manovali nell&#8217;edilizia oppure nell&#8217;industria. La grande maggioranza di loro decideranno di essere sepolti in Svizzera. Da stranieri hanno oramai trovato qui una nuova patria.</p>
<p><em>Solo nostalgia </em></p>
<p>Da forestieri in Svizzera ci si può sentire a casa. Non è nemmeno necessario conoscere benissimo la lingua locale. Gli italiani presenti  a questa cerimonia ne sono la testimonianza. Nemmeno da morti vogliono tornare in quel paese che tempo fa li abortì come figli indesiderati. Che non gli ha dato niente. Nessuna casa materna (tanti padri come il padre del defunto furono obbligati a condurre la guerra coloniale in Abissinia per Mussolini). Senza formazione (il defunto frequentò solo la prima elementare per poi andare a lavorare da bracciante nei boschi dell&#8217;Hinterland di Napoli a raccogliere legna da ardere). Si, nemmeno da mangiare avevano, perciò &#8211; dopo essere emigrati alla fine degli anni cinquanta nella pure povera Svizzera &#8211; si accontentavano di potersi almeno coricare sazi dopo un&#8217;intensa giornata di lavoro.</p>
<p>Niente gli ha dato il Suditalia, solo una seducente nostalgia. Gli italiani qui presenti l&#8217;hanno superata. Non sono ritornati e non ritornano. Non si aspettano più niente dal Suditalia.</p>
<p>Nella loro patria di una volta ora immigrano marocchini, moldavi, ghanesi. Di questi nuovi abitanti del Suditalia racconta il documentario “Il nuovo Sud dell&#8217;Italia” di Pino Esposito, regista zurighese di cinema e teatro. Esposito, che è originario della Calabria e vive a Zurigo dal 1994, disegna un quadro squallido di una regione &#8211; nella quale nessuno, ma davvero nessuno,  ci andrebbe a vivere volontariamente se non fosse costretto da una miseria estrema. Questi nuovi abitanti del Suditalia recentemente sono finiti sulle prime pagine di molti giornali: Come ad esempio i braccianti agricoli sudafricani di Rosarno, una cittadina in provincia di Reggio Calabria, che durante i raccolti di arance e mandarini sono costretti ad abitare in una vecchia cartiera abbandonata senza corrente elettrica e senz&#8217;acqua in stanze costruite con scatole di cartone. Da quando a  inizio di gennaio due di loro sono stati feriti da colpi di pistola usciti da una macchina che passava ci sono state dure manifestazioni di protesta culminate in fortissimi scontri tra la gente locale e gli immigrati. Pino Esposito e&#8217; la e filma gli eventi.</p>
<p>Ma il suo film inizia prima. Con foto in bianco e nero di Antonio Murgeri che con la sua camera fotografica ha ripreso il cimitero navale di Lampedusa. Le foto mostrano i relitti delle navi usate dalle decine di migliaia di profughi libanesi che negli ultimi dieci anni sono arrivati in Italia. Si calcola che circa 7000 persone hanno perso la vita. Adesso non arrivano più profughi: Silvio Berlusconi ha stretto un accordo ambiguo con Muammar al-Gaddafi. Cinque miliardi di Euro &#8211; ufficialmente per riparare i danni delle stragi causate dagli italiani nel periodo coloniale 1911-1941 &#8211; è l&#8217;importo che riceve Gaddafi, a condizione che non faccia più salpare navi di profughi in direzione di Lampedusa. La reazione furibonda del ministro degli affari esteri Franco Frattini dopo la decisione presa dalla Svizzera di bloccare 181 libanesi senza visto, può renderci l&#8217;idea di cosa significhi per l&#8217;Europa civilizzata un&#8217;amicizia tra Berlusconi e Gaddafi.</p>
<p>Malgrado in Italia non arrivino più navi di clandestini, la quantità dei cosiddetti profughi illegali che immigrano rimane invariata. Insieme a Esposito ci chiediamo: com&#8217;è possibile? La risposta è semplice ed è spaventosa. Gli africani arrivano dal nord. Sono sfollati delle regioni del nord dove governa la Lega Nord, dove vengono smontate le panchine dai parchi ed i parchi vengono rinchiusi con filo spinato per evitare che gli “illegali” possano passarci la notte. Oppure dove di notte fanno la ronda pattuglie di cittadini volontari a caccia di emigranti senza tetto. Nel sud nessuno si preoccupa di loro. Vengono impiegati come lavoratori stagionali: in Campania per il raccolto dei pomodori in luglio,  in Puglia per la vendemmia in agosto, in Calabria e Sicilia per i raccolti di limoni, arance e mandarini in novembre e dicembre. Tra un raccolto e l&#8217;altro le nocciole a settembre e le castagne a ottobre.</p>
<p><em>Tagliati fuori dall&#8217;Europa </em></p>
<p>I braccianti si piazzano il mattino presto sulle strade e vengono raccolti dai camion dei propietari dei terreni. Per dieci ore di lavoro ricevono 25 Euro. La sera vengono nuovamente scaricati sul luogo di scambi umani. Dove e come alloggiano non interessa a nessuno.</p>
<p>Questa nuova immigrazione ha inizio negli anni novanta. Mi trovavo sulle Alpi tra Cosenza e Catanzaro per raccogliere informazioni per il mio romanzo “Ciao amore, ciao” quando fui sorpreso dalla enorme quantità di marocchini che vivevano in questi paesi sperduti. Qui si aveva bisogno di loro, perchè interi paesaggi si stavano man mano desolando per la crescente spopolazione. Non solo i cittadini italiani più preparati, ma tutti se trovano l&#8217;occasione lasciano ancora oggi il paese. Un tempo gli emigranti mandavano soldi a casa oppure tornavano con soldi di pensioni e rendite. Ma quelli che sono stati costretti ad andarsene tornano sempre più di rado.</p>
<p>Il flusso di denaro degli emigranti è una fonte che si sta lentamente ed inesorabilmente estinguendo. L&#8217;Italia del sud è comunque tagliata fuori dall&#8217;Europa. La cosiddetta globalizzazione l&#8217;ha emarginata ancora di più. Acciaierie hanno chiuso i battenti perchè per la potente industria del nord è più economico acquistare a Böhmen. Non esistono settori economici legali che possano generare valori veri. Si va avanti a colpi di subvenzioni. Non esistono materie prime o fonti di energie. L&#8217;infrastruttura è vecchia e sta cadendo a pezzi. Da Roma in giù in tutto il ventesimo secolo non è stato posato nemmeno un metro di ferrovie nuove.</p>
<p><em>Il sogno del nord </em></p>
<p>Al contrario degli emigranti di inizio anni cinquanta nell&#8217;Europa del nord, come per esempio in Svizzera, gli immigranti nel Suditalia di oggi non servono a colmare la richiesta di un mercato in espansione economica. Gli immigranti servono ad evitare il collasso di un&#8217;economia malata. Si presume che questo sfruttamento senza scrupoli degli immigrati serva all&#8217;economia agricola per competere con altri paesi e compensare lo svantaggio delle infrastruttue inesistenti e le superfici coltivabili spezzettate e sparse. Perciò nessuno, nè di  sinistra nè di destra e nemmeno i sindacati hanno alcun interesse a tutelare i diritti di questi lavoratori. Se lo facessero, ed è questo l&#8217;inconcepibile e paralizzante credo, i proprietari agricoli sarebbero rovinati.</p>
<p>Molti degli emigranti che trovano voce nel film di Pino Esposito, si chiedono più sbalorditi che spaventati dove siano approdati. Questo è un paese morale? Questa è l&#8217;Italia?</p>
<p>Il film di Esposito è silenzioso e rumoroso, disperato e allegro, arrabbiato e conciliante. Mostra spiagge stracolme di rifiuti, dove giocano cani randagi. Um cane divora il cadavere putrefatto di un piccione. L&#8217;inquadratura seguente mostra il cadavere di un cane investito in mezzo a un&#8217;autostrada.</p>
<p>Un emigrante si lamenta che vengono trattati come animali. “Sparate agli uccelli se volete sparare, non su di noi.” Chiede che la società che gli accoglie metta a disposizione un minimo di infrastrutture. “Si può pretendere da noi di vivere in scatole di cartone?”</p>
<p>Altri vantano ospitalità, calore umano e amore verso il prossimo, sperimentati in prima persona. Si vedono volontari che si impegnano. Una ex-insegnante di 85 anni, chiamata &#8220;mamma Africa&#8221;, sostiene un&#8217;organizzazione di assistenza autofinanziata. Piange, quando racconta del nigeriano che si è impiccato perchè non riusciva a mandare soldi a casa. Un&#8217;altra organizzazione aiuta prostitute rumene sulle tangenziale 106 tra Crotone e Taranto.</p>
<p>Un giornalista locale si chiede, come mai la solidarietà verso gli immigrati nel sud è molto più grande di quella nel molto più ricco nord. Forse perchè nel sud hanno meno da perdere? Esposito ha girato un film intelligente. Non ha sostenuto una tesi con affermazioni. Il film rimane contradditorio: che ci si lamenti o no da straniero, non ha importanza. Non ci sono colpevoli.</p>
<p>Alla fine siamo a Napoli, punto di partenza e di approdo della maggioranza di questi lavoratori ambulanti. Antonio Murgeri mostra le sue immagini dei nuovi emigranti. Vediamo alloggi squallidi, nei quali abitano persone visibilmente allegre. Vivono come i nostri genitori cinquant&#8217;anni fa. Il cerchio si chiude. Anche questi nuovi abitanti del Suditalia proveranno a fuggire dalla miseria. Proveranno, come tutti i poveri che vivono in Suditalia, a fuggire verso il nord.</p>
<p><em>Non è colpa di nessuno</em></p>
<p>Istituzioni che funzionano non sono scontate, nemmeno da noi. Sono sempre i piu&#8217; deboli a dover pagare le conseguenze sulla propria pelle. Come si fa a morire di dolori alla coscia destra? Per un mese intero, nel freddo febbraio del 2010, mio padre stentava a reggersi in piedi a causa di questi fortissimi dolori. Lui che non era mai stato in un&#8217;ospedale, eccetto da ventenne quando cadde dal trattore, era il suo primo posto di lavoro da garzone nel Wasseramt di Soletta. Quando mi disse che stava veramente male e che qualcuno doveva aiutarlo, io mi associai all&#8217;opinione dei medici: pazienza, non si muore di dolori alla coscia.</p>
<p>Nessuno lo ha ascoltato o quantomeno capito. Perchè si muore anche di dolori alla coscia, se a causa dello stare continuamente seduti si forma una stasi sanguigna e la trombosi arriva ai polmoni. E a nessun medico passa per la testa di prescrivere anti-coagulanti. Soltanto un quarto d&#8217;ora prima che muoia i medici hanno la diagnosi e lo imbottiscono di anti-coagulanti al punto che ancora due giorni dopo, nella camera mortuaria, perde sangue dal naso.</p>
<p>Non mi assolverò mai per non aver insistito. Per non aver dato l&#8217;allarme appena avuto il chiaro sospetto che non venisse preso sul serio. Per essere  un inguaribile uomo di sinistra che si ostina a difendere le istituzioni anche davanti a una persona visibilmente sofferente e abbandonata.</p>
<p>Non è colpa di nessuno per la mancata assistenza, nessuno desiderava questa situazione, nessuno è responsabile quando qualcosa non funziona. Non a Soletta e nemmeno in Suditalia.</p>
<p>Andate al cinema e vedetevi il film di Pino Esposito. Potreste sentirvi come mi sono sentito io: il film ci riguarda più di quanto non vogliamo ammettere.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.woz.ch/artikel/2010/nr10/kultur/19044.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Ist das ein gesittetes Land?" di Franco Supino]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>La sinistra si unisce contro Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 06:18:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Due anni dopo la traumatica fine del governo di Romano Prodi, gran parte del vecchio centrosinistra si è nuovamente riunito ieri a Piazza del Popolo a Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Due anni dopo la traumatica fine del governo di Romano Prodi, gran parte del vecchio centrosinistra si è nuovamente riunito ieri a Piazza del Popolo a Roma per protestare contro il decretaccio approvato la settimana scorsa dall’esecutivo di Silvio Berlusconi per salvare le liste elettorali non ammesse dai giudici.</p>
<p>Alla manifestazione hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 200.000 persone (25.000 secondo la polizia) con un unico motto: “Per la democrazia, la legalità e il lavoro. Sì alle regole, no ai trucchi. Per vincere”.</p>
<p>A soli 15 giorni dalle elezioni regionali, il Partito Democrarico e gli alleati dell’Italia dei Valori si sono nuovamente uniti alla dimenticata sinistra extraparlamentare marciando con i Verdi, con Sinistra Ecologia e Libertà, con la Federazione della Sinistra, con socialisti e comunisti.</p>
<p>Emma Bonino, leader dei Radicali candidata con il centro sinistra alla presidenza della regione Lazio, ha aperto i comizi incentrati sulla necessità di cercare un’alternativa di Governo a Berlusconi. Pierluigi Bersani, leader del PD, ha affermato: “Da qui costruiremo l’Italia del futuro”. Antonio di Pietro è stato il più esplicito: “Prima il paese si libererà del <em>piduista</em> (riferendosi alla loggia massonica P2), prima potremo tornare a governare per il bene di tutti”.</p>
<p>Il più applaudito è stato Nichi Vendola, governatore uscente della regione Puglia e leader di Sinistra Ecologia e Libertà. “L’Italia non è una repubblica televisiva fondata sull’impunità” ha affermato. “Dobbiamo dare speranza a chi non ne ha più: abbiamo il compito di risollevare in piedi l&#8217;Italia stanca e sofferente&#8221;.</p>
<p>La manifestazione è stata una festa con musica dal vivo, interventi di professionisti della scuola, dei sindacati e la presenza massiccia del Popolo Viola, il movimento nato su Internet. In mattinata il primo ministro ha criticato l’iniziativa dei suoi rivali politici.</p>
<p>“Quello di oggi a Roma è davvero un’ammucchiata stravagante e contraddittoria. E’ grottesco che la sinistra reclami più libertà mentre a noi, che la libertà ce l’abbiamo nel sangue, vogliono negare la libertà di voto&#8221;. Berlusconi ha convocato una manifestazione del Popolo della Libertà per domenica prossima.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/internacional/izquierda/une/Berlusconi/elpepuint/20100314elpepiint_2/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La izquierda se une contra Berlusconi" di Miguel Mora]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Manifestazione contro i &#8220;trucchi&#8221; elettorali di Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 19:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>"Sì alle regole, no ai trucchi!". Con questo grido di guerra è iniziata a Roma alle 14:30 un'enorme manifestazione contro le manovre oscure di Silvio Berlusconi per far riammettere il proprio partito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El Mundo]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Il partito di governo incassa il &#8220;no&#8221; definitivo per le regionali del Lazio</p>
<p>&#8220;Sì alle regole, no ai trucchi!&#8221;. Con questo grido di guerra è iniziata a Roma alle 14:30 un&#8217;enorme manifestazione contro le manovre oscure di Silvio Berlusconi per far riammettere il proprio partito alle prossime elezioni regionali.</p>
<p>La protesta, che riunisce tutti i partiti del centrosinistra e della sinistra italiana, vuole denunciare le astute manovre a cui sta ricorrendo il Cavaliere al fine di provare a risolvere l&#8217;imbroglio scaturito dopo che l&#8217;incaricato di consegnare a Roma le liste elettorali del suo partito (Il Popolo della Libertà) aveva provato a farlo una volta scaduti i termini, con la mancata approvazione dei giudici.</p>
<p>Il risultato è che, ad oggi, i partito con a capo Berlusconi non può concorrere il 28 e il 29 di questo mese alle elezioni nel Lazio, la regione il cui capoluogo è Roma e che è una delle 13 dove si svolgeranno le elezioni. Di fatto, il partito del primo ministro italiano ha appena ricevuto dal Consiglio di Stato il &#8220;no&#8221; definitivo per la sua lista.</p>
<p>La sentenza del Consiglio di Stato era l&#8217;ultima speranza rimasta al partito di governo Il Popolo della Libertà (PDL), dopo che diverse autorità elettorali gli avevano dato un verdetto negativo.</p>
<p>Ma ad accendere l&#8217;opposizione sono stati i metodi assai dubbi a cui è ricorso Berlusconi per provare a risolvere il torto subìto. Inclusa l&#8217;approvazione, in una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri, di un decreto che interpreta la legislazione elettorale e che afferma che per consegnare in tempo le liste elettorali è sufficiente che l&#8217;incaricato a presentarle si trovi nell&#8217;edificio del tribunale elettorale prima dell&#8217;ora stabilita.</p>
<p>&#8220;Eventi gravi e senza precedenti stanno mettendo in pericolo i principi fondamentali della convivenza civile&#8221;, lamentano i partiti che hanno convocato la manifestazione, nel documento che hanno firmato congiuntamente, nel quale accusano il Governo di aver modificato in pieno iter elettorale le regole del gioco per salvaguardare i propri interessi.</p>
<p>&#8220;Un atto di arroganza contro le istituzioni e gli organi di garanzia e un insulto non solo contro le altre forze politiche che prendono parte alla competizione elettorale, ma anche contro i milioni di cittadini onesti che nella loro vita quotidiana rispettano le regole&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elmundo.es/elmundo/2010/03/13/internacional/1268495715.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Manifestación contra los 'trucos' electorales de Berlusconi" di Irene Hdez. Velasco]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>La RAI proibisce il dibattito politico in campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 14:51:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Il Consiglio di Amministrazione della televisione pubblica italiana (RAI) ha sospeso ieri, in nome del rispetto della par condicio, i programmi di informazione e di dibattito politico durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. La decisione è stata recepita con stupore dal Presidente della Rai Paolo Galimberti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Il Consiglio di Amministrazione della televisione pubblica italiana (RAI) ha sospeso ieri, in nome del rispetto della par condicio, i programmi di informazione e di dibattito politico durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. La decisione è stata recepita con stupore dal Presidente della Rai Paolo Galimberti, che si è detto &#8220;tormentato come giornalista e come amministratore di rete&#8221; per la proibizione, e l&#8217;ha definita &#8220;dannosa per l&#8217;audience, l&#8217;immagine e l&#8217;erario&#8221; della rete (del gruppo) &#8220;. Il sindacato dei giornalisti della Rai ha annunciato azioni legali e manifestazioni contro la misura Rai.</p>
<p>La censura scaturisce da un regolamento approvato dall&#8217;Agcom, organismo regolatore delle comunicazioni, il cui presidente è nominato dal capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio. La normativa proibisce alle televisioni, incluse quelle private, alle radio e alla stampa, di concedere tribune politiche o dibattiti per non pregiudicare i partiti più piccoli.</p>
<p>Tuttavia, osservatori neutrali segnalano che la misura di censura è destinata a mettere a tacere i programmi della Rai più critici nei confronti del governo di Berlusconi, quali Ballarò o Anno Zero. Il portavoce del Primo Ministro, Paolo Bonaiuti, ha detto che il Consiglio di Amministrazione della Rai si è limitato ad eseguire le indicazioni del Parlamento. “La legge che regola il pluralismo politico nei mezzi di comunicazione, non è un meccanismo che abbiamo inventato noi. Di fatto, l&#8217;abbiamo sempre chiamata <em>legge bavaglio</em>.”</p>
<p><strong>Ricorso delle reti private</strong></p>
<p>Gli operatori privati Mediaset e Sky hanno fatto ricorso al Tribunale amministrativo contro la decisione di Agcom, e Rupert Murdoch proprietario di Sky ha dichiarato che in ogni caso continuerà ad emettere dibattiti elettorali.</p>
<p>Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sollecitato il rispetto del principio della par condicio nei mezzi di comunicazione e ha mostrato la sua solidarietà nei confronti di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, entrato in ospedale dopo 33 giorni di sciopero della fame per chiedere il rispetto del pluralismo.</p>
<p>Il direttore del TG 1, Augusto Minzolini, è stato denunciato all&#8217;Ordine dei giornalisti per aver dato una notizia falsa. Venerdì ha detto che l&#8217;avvocato britannico David Mills era stato assolto, quando in realtà la Corte di Cassazione stabiliva che il reato sussisteva ma che era caduto in prescrizione.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/sociedad/RAI/prohibe/debate/politico/campana/electoral/elpepisoc/20100302elpepisoc_4/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La RAI prohíbe el debate político en la campaña electoral" di MIGUEL MORA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>La sfida dei distributori di preservativi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 19:38:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/>Ancora una volta l'Italia è divisa, ma stavolta l'oggetto di discussione non è Berlusconi. Il Vaticano ha espresso grande preoccupazione mentre ragazzi, genitori e professori di tendenza laica parlano di un segnale di coraggio: la scuola pubblica Keplero di Roma è stata la prima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Terra Magazine]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/><p>Ancora una volta l&#8217;Italia è divisa, ma stavolta l&#8217;oggetto di discussione non è Berlusconi. Il Vaticano ha espresso grande preoccupazione mentre ragazzi, genitori e professori di tendenza laica parlano di un segnale di coraggio: la scuola pubblica Keplero di Roma è stata la prima in Italia a installare distributori di preservativi nei bagni degli studenti.</p>
<p>Il cardinale Agostino Vallini &#8211; vicario del papa nella diocesi di Roma &#8211; ha criticato la decisione, e l&#8217;ha definita un modo per &#8220;banalizzare la sessualità&#8221;. Il preside del Keplero si è difeso invitando altri colleghi della capitale a seguire il suo esempio.</p>
<p>Secondo l&#8217;Unione degli studenti, solo in Italia un fatto del genere può provocare tante polemiche. In molti paesi europei e negli Stati Uniti nelle scuole secondarie si distribuiscono preservativi. Nel liceo francese di Roma per esempio la direzione ha preso l&#8217;iniziativa nel 2001. In Brasile dal 2008 il Ministero della Salute ha fatto installare distributori di preservativi nelle scuole di vari stati.</p>
<p>In Italia il basso indice di fertilità dimostra che molte coppie usano gli anticoncezionali. Ma nonostante questo il pregiudizio è ancora molto grande. Il 40% delle adolescenti non usa nulla e il 20% si affida all&#8217;astinenza per evitare rischi. Non è stato solo il Vaticano a criticare la decisione del preside del Keplero. Anche Mario Falconi, presidente dell&#8217;associazione dei medici romani, non ha gradito, e ha commentato: &#8220;È come riconoscere che si può fare sesso a scuola. Non mi piace la presenza dei profilattici nelle scuole in questo modo, soprattutto considerando che non è difficile comprare preservativi in tutto il paese&#8221;.</p>
<p>Al distributore della scuola Keplero un pacchetto di tre preservativi costa 2 euro, cioè la metà di quanto costa nelle farmacie e nei supermercati.</p>
<p>Ma il Vaticano promette di prendere provvedimenti. Dal 1968, data di pubblicazione della enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, la chiesa cattolica condanna ufficialmente qualsiasi atto che impedisca la gravidanza, prima durante o dopo una relazione sessuale. E anche di fronte all&#8217;Aids Benedetto XVI ha affermato che, per la Santa Sede, l&#8217;uso del preservativo non bisogna nemmeno pensarlo.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI4314999-EI6789,00-O+desafio+das+maquinas+de+camisinha.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "O desafio das máquinas de camisinha" di Vera Gonçalves de Araújo]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Prada licenzia dipendenti vecchi, grassi e brutti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:56:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/portugal.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Portogallo" /><br/>La direttrice generale di Prada in Giappone ha deciso di fare causa all'azienda quando ha ricevuto l'ordine di cambiare la sua pettinatura e perdere peso per poter essere gradita ai padroni dell'impresa, e di "eliminare" 15 dipendenti "vecchi, grassi, disgustosi o non corrispondenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Correio da Manhã]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/portugal.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Portogallo" /><br/><p>La direttrice generale di Prada in Giappone ha deciso di fare causa all&#8217;azienda quando ha ricevuto l&#8217;ordine di cambiare la sua pettinatura e perdere peso per poter essere gradita ai padroni dell&#8217;impresa, e di &#8220;eliminare&#8221; 15 dipendenti &#8220;vecchi, grassi, disgustosi o non corrispondenti a un look Prada&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ordine sarebbe partito dall&#8217;Amministratore Delegato del marchio in Giappone, Davide Sesia, e contemporaneamente 13 dipendenti hanno ricevuto un avviso da parte delle risorse umane a causa del calo delle vendite, secondo il quotidiano Daily Telegraph.</p>
<p>Rina Bovrisse, direttrice generale di Prada in Giappone, è una professionista con 18 anni di esperienza nel mondo della moda e si è sentita insultata quando Sesia gli avrebbe detto di &#8220;cambiare la pettinatura e perdere peso&#8221; perché &#8220;si vergognava della sua bruttezza e perciò non voleva che i visitatori provenienti dall&#8217;Italia la vedessero&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.cmjornal.xl.pt/noticia.aspx?channelid=00000021-0000-0000-0000-000000000021&contentid=AB6E266B-0FBD-4450-993A-AF2F4F622D61&h=6' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Prada despede funcionários velhos, gordos e feios" di Isabel Chaves]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Fiat ritira 60mila Stilo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 19:58:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/>La Fiat aspetta l'approvazione del comunicato ufficiale di ritiro che attualmente si trova a Brasilia in attesa della valutazione governativa. Ma secondo la stima dell'ufficio stampa dell'azienda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[O Globo]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/brazil.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Brasile" /><br/><p>Secondo la Fenabrave, dal 2004 sono state vendute 60.149 auto difettate<br />
L&#8217;azienda farà ricorso contro la multa di 3 milioni di reais [1.236.000 Euro, N.d.T] ma ritirerà le auto.</p>
<p>La Fiat aspetta l&#8217;approvazione del comunicato ufficiale di ritiro che attualmente si trova a Brasilia in attesa della valutazione governativa. Ma secondo la stima dell&#8217;ufficio stampa dell&#8217;azienda, il ritiro riguarderebbe circa 60.000 unità.</p>
<p>Secondo i dati della Federação Nacional da Distribuição de Veículos Automotores (Fenabrave), tra gennaio 2004 e febbraio 2010 sono state immatricolate 60.149 auto del modello in tutto il paese.</p>
<p>Martedì scorso (9 marzo) il Departamento Nacional de Trânsito (Dipartimento Nazionale per la Circolazione, Denatran) ha reso pubblico un parere tecnico che constata un difetto nelle ruote posteriori della Stilo, col rischio che possano staccarsi, e ha deciso di obbligare l&#8217;azienda a ritirare immediatamente le unità fabbricate a partire dal 2004. La Fiat subirà anche una multa di 3 milioni di reais dal Ministero della Giustizia, per difetto di fabbricazione.</p>
<p>La multa applicata è la massima prevista dal Codice di difesa del consumatore, poiché secondo l&#8217;ente il fabbricante ha negato l&#8217;esistenza del difetto e non ha provveduto al ritiro, mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei consumatori.</p>
<p>Mercoledì 10 marzo, durante la riunione della Fiesp di San Paolo [corrispettivo della Confindustria, N.d.T.], Il presidente della Fiat Cledorvino Belini aveva dichiarato all&#8217;Agência Brasil che la Stilo non aveva difetti.</p>
<p>Secondo l&#8217;Agência Brasil, Belini aveva ribadito che il problema della ruota si era presentato come conseguenza dell&#8217;incidente e che non era stato il mozzo ad averlo causato.</p>
<p>Il manager ha anche detto che l&#8217;azienda sta analizzando il caso e intende presentare ricorso contro la multa. &#8220;Il prodotto risponde alle specifiche, il difetto non esiste. Abbiamo i risultati dei test effettuati dall&#8217;Inmetro (Instituto Nacional de Metrologia, Normalização e Qualidade Industrial) e da vari istituti, e questa è la realtà dei fatti&#8221;, aveva dichiarato alla governativa Agência Brasil.</p>
<p>La Fiat Automobili ha informato in una nota ufficiale che eseguirà la decisione del Departamento de Proteção e Defesa do Consumidor (DPDC) e in breve le auto verranno ritirate per la sostituzione del mozzo della ruota posteriore della Fiat Stilo, nel caso il veicolo rientri nella decisione degli organi ufficiali. L&#8217;azienda ha affermato di essere &#8220;sorpresa&#8221; dalla decisione.</p>
<p>A motivare l&#8217;analisi del DPDC è stato un incidente accaduto nel febbraio del 2007. La vittima guidava la sua Stilo Sporting 2007 durante un viaggio col marito e le tre figlie nel Nord Est del paese. Secondo il racconto dell&#8217;avvocato della vittima, Eduardo de Albuquerque, la ruota posteriore sinistra si era staccata, l&#8217;auto era andata a sbattere contro un costone roccioso e si era rovesciata sulla strada.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://g1.globo.com/Noticias/Carros/0,,MUL1525048-9658,00-RECALL+DO+STILO+DEVE+ENVOLVER+MIL+UNIDADES+AFIRMA+FIAT.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Recall do Stilo deve envolver 60 mil unidades, afirma Fiat"]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Prostituzione Civile</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:43:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Non c'erano solo gigolò, seminaristi e immigrati senza documenti nella vivace agenda di Angelo Balducci, l'alto funzionario del governo Berlusconi che secondo i giudici era a capo del "gelatinoso sistema" ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>La banda che si spartiva i contratti dell&#8217;ente pubblico in Italia aveva un giro di 350 accompagnatrici</p>
<p>Non c&#8217;erano solo <em>gigolò</em>, seminaristi e immigrati senza documenti nella vivace agenda di Angelo Balducci, l&#8217;alto funzionario del governo Berlusconi che secondo i giudici era a capo del &#8220;gelatinoso sistema&#8221; di corruzione che aggiudicava a piacere i gli appalti multimilionari della Protezione Civile italiana.</p>
<p>Balducci, Gentiluomo di Sua Santità arrestato il 10 febbraio, e gli altri membri della &#8220;cricca dei banditi&#8221; nata ai vertici dell&#8217;ente governativo che si occupa di emergenze, catastrofi e grandi eventi, controllava una rete di 350 prostitute, di lusso e non, il cui obiettivo era soddisfare i desideri di quelli che era possibile corrompere, secondo gli investigatori.</p>
<p>Nel giro delle escort della Prostituzione Civile c&#8217;erano ragazze per tutti i gusti e le misure, soprattutto italiane, ma anche cubane, brasiliane, russe e di altri paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;est, con tariffe fra i 500 e 5000 euro a seduta.</p>
<p>Le ragazze, secondo quanto affermano gli atti giudiziari resi noti ieri, erano pagate quasi sempre da Diego Anemone, il giovane imprenditore romano anche lui arrestato, amico di Balducci e del viceministro Bertolaso, il potente presidente della Protezione Civile. Questi si sottometteva a massaggi frequenti, secondo lui di fisioterapia, nel club sportivo di Anemone, il Salaria Sport Village, situato sulle rive del Tevere e costruito illegalmente approfittando dell&#8217;<em>emergenza</em> dei Mondiali di Nuoto.</p>
<p>Bertolaso, un medico cattolico che iniziò la sua carriera nella pubblica amministrazione come membro dell&#8217;équipe che si occupava dell&#8221;ex primo ministro Giulio Andreotti, è indagato per corruzione. I giudici sospettano che abbia ottenuto favori e soldi da Anemone, uno dei costruttori delle opere faraoniche del G8 nell&#8217;isola sarda della Maddalena, costate 347 milioni.</p>
<p>Nonostante Bertolaso si sia dimesso il 10 febbraio, Berlusconi lo ha mantenuto in carica e la settimana scorsa il papa Joseph Ratzinger lo ha ricevuto in Vaticano insieme a migliaia di volontari della Protezione Civile. Benedetto XVI, riconoscente per il lavoro svolto da Bertolaso nell&#8217;organizzazione di decine di cerimonie religiose, si è vestito con abiti ufficiali ed ha sottolineato la sua dedizione. Il Vaticano ha spiegato più tardi che l&#8217;udienza era prevista da mesi.</p>
<p>Le intercettazioni hanno permesso di scoprire una sorta di cassaforte virtuale, che apparteneva ad Anemone, dalla quale usciva, come da un bancomat del sesso, il denaro per pagare le escorts. Il suo collaboratore Simone Rossetti, alla guida del Salaria Sport Village e incaricato di assicurare i massaggi a Bertolaso, inviò in un giorno particolarmente agitato un sms tranquillizzante ad un amico: &#8220;Due zoccole a Venezia si rimediano&#8221;, diceva.</p>
<p>Altre volte, sostengono i giudici, il cliente delle prostitute era qualcuno &#8220;molto vicino a Balducci e all&#8217;ambiente politico-economico di personaggi noti inquisiti&#8221;. Uno dei clienti più attivi del servizio era Fabio de Santis, responsabile delle Opere Pubbliche in Toscana, oggi anche lui in carcere.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/internacional/Prostitucion/Civil/elpepuint/20100311elpepuint_12/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Prostitución Civil" di MIGUEL MORA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Berlusconi ci è riuscito ancora</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 14:03:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Approvata nuova legge giudiziaria - Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha fatto passare con voto di fiducia una legge in Parlamento che gli consente di sospendere i processi in corso a suo carico. Il suo obiettivo era aggirare la legge sull'immunità cancellata l'anno scorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Tagesschau]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha fatto passare con voto di fiducia una legge in Parlamento che gli consente di sospendere i processi in corso a suo carico. Il suo obiettivo era aggirare la legge sull&#8217;immunità cancellata l&#8217;anno scorso.</em></p>
<p>La “legge sul legittimo impedimento” è in vigore. Per 18 mesi nè il Premier Silvio Berlusconi nè i suoi ministri saranno tenuti a presentarsi davanti ai giudici. E così viene anche rimandata la prescrizione. La motivazione è &#8220;importanti impegni di governo&#8221;. Tra un anno e mezzo dovrebbe esserci quindi una legge sull&#8217;immunità generale. Questo era il progetto di legge respinto nella sua prima stesura dalla Corte Costituzionale. E quello che è passato ora alle due camere deve impedire che il Premier possa essere convocato come imputato nei processi pendenti a suo carico.</p>
<p>L&#8217;argomentazione degli oppositori del partito di Berlusconi si fa sempre più articolata. Maria Elesabeth da Casselati (Maria Elisabetta Alberti Casellati, n.d.t.) è sottosegretario al Ministero della Giustizia: “il &#8216;legittimo impedimento&#8217; crea un equilibrio tra due valori costituzionali: da una parte l&#8217;esercizio del diritto, dall&#8217;altra l&#8217;esercizio dell&#8217;azione di governo. E questo equilibrio non lo può decidere soltanto il giudice con il suo potere decisionale, ma dev&#8217;essere sancito anche dal parlamento attraverso una legge. Questo è l&#8217;obiettivo che condivide anche l&#8217;opposizione, tant&#8217;è vero che i democristiani all&#8217;opposizione hanno partecipato alla stesura del testo di legge alla camera dei deputati.”</p>
<p><em>Presidio di protesta dell&#8217;opposizione</em></p>
<p>In effetti anche i democristiani hanno votato con lo schieramento di governo. Ampia coesione nello schieramento di opposizione poi anche al senato. Il partito Italia dei Valori, dell&#8217;ex magistrato di Mani Pulite Antonio di Pietro, ha organizzato nell&#8217;aula del senato una sorta di sit-in di protesta, i suoi senatori si sono seduti per terra davanti alle gradinate dei senatori che salgono a semicerchio, tenendo in mano, a titolo di protesta, il manuale della Costituzione Italiana. La componente più ampia del partito di opposizione, che si è opposta strenuamente alla legge, ha trovato quella dei democristiani un&#8217;azione indegna.</p>
<p><em>Trentunesimo voto di fiducia in 22 mesi</em></p>
<p>Anna Finocchiaro, capogruppo del PD al senato, ha detto: “perchè il governo pone la fiducia su un testo di legge per il quale la società non ha alcuna necessità? E perchè lo vede come prioritario per l&#8217;azione di governo, in un momento in cui il paese va a rotoli da molti punti di vista ed urge la questione economica, sociale e democratica? Gradirei avere una spiegazione dal ministro della giustizia in nome del mio partito e, penso, anche degli altri gruppi di opposizione.”</p>
<p>Il ministro della giustizia era l&#8217;unico esponente del governo presente alla seduta del senato nel corso della quale il governo Berlusconi, in carica da 22 mesi, ha posto per la trentunesima volta la fiducia. Il premier stesso non aveva tempo.</p>
<p><em>Espulsione fisica dopo schermaglia verbale</em></p>
<p>Doveva dire un paio di cose nella sede del suo partito sul caos intorno alle liste per le elezioni regionali. I giudici amministrativi nel Lazio e in Lombardia avevano stabilito che il partito di Berlusconi non aveva presentato le liste entro i termini prefissati. Così Berlusconi ha detto che giudici di stampo sovietico volevano ostacolare lui e il suo seguito.</p>
<p>Un giornalista freelance che si è lasciato andare a una piccola schermaglia verbale con il Premier – che ha fatto richiamare un consigliere dal palco, invitato da Berlusconi a sedare le critiche – è stato buttato fuori dalla sala, con violenza, dal ministro della difesa Ignazio La Russa in persona. Importanti questioni di governo, per così dire, hanno impedito al premier e ai suoi ministri di essere presenti in parlamento quel giorno. Persino agli esperti di relazioni politiche italiane passa la voglia di ridere, già di per sè tanto amara.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.tagesschau.de/ausland/berlusconi246.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Berlusconi hat es wieder mal geschafft" di Gregor Hoppe]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Roberto Saviano, minacciato dalla Camorra, teme solo la diffamazione</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 20:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>«Se dovessi proprio esprimere un desiderio, uno di quelli impossibili, vorrei che le mie pagine somigliassero a una delle corse di Lionel Messi verso la porta avversaria, veloce, velocissimo, palla incollata al piede, non importa se poi riesce a mandarla in rete o se lo passa a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El Periódico de Catalunya]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Raccoglie i suoi articoli ne <em>La bellezza e l’inferno</em></p>
<p>«Se dovessi proprio esprimere un desiderio, uno di quelli impossibili, vorrei che le mie pagine somigliassero a una delle corse di Lionel Messi verso la porta avversaria, veloce, velocissimo, palla incollata al piede, non importa se poi riesce a mandarla in rete o se lo passa a un compagno più smarcato. La cosa più importante non è il gol, ma venire in avanti, il dribblare, fintare, non perdere la palla». Lo scrive Roberto Saviano (Napoli, 1979) nel prologo di La bellezza e l’inferno (Mondadori), un’antologia delle sue ultime cronache giornalistiche. E, come Messi, Saviano non si fa intimorire dalla pressione della squadra avversaria, né mette freno alla sua penna.</p>
<p>Porta sulle spalle il fardello dello scrittore minacciato di morte. Ovunque vada è accompagnato da un seguito di guardie del corpo. Vede il mondo attraverso i finestrini oscurati delle auto blindate. Se è in tournée dorme ogni sera in un hotel diverso e, se si trova nel Sud Italia, lo fa solo nelle caserme dei carabinieri. A malapena può uscire per strada e se, per esempio, vuole andare a ballare, deve avvertire la polizia. Così è dal 2006, quando la Camorra, la mafia napoletana, ha messo una taglia sulla sua testa per aver mostrato a tutti i suoi panni più che sporchi nel lucido saggio <em>Gomorra</em>, bestseller in più di 30 paesi e adattato ottimamente per il grande schermo da Matteo Garrone.</p>
<p>Ma nonostante tutto, lui scrive. «Se qualcuno ha sperato che vivere in una situazione difficilissima potesse indurmi a nascondere le mie parole, ha sbagliato. Non le ho nascoste, non le ho perdute (&#8230;) Scrivere, non fare a meno delle mie parole, ha significato non perdermi. Non darmi per vinto. Non disperare», afferma.</p>
<p>Il libro raccoglie articoli, pubblicati soprattutto su <em>La Repubblica</em> e <em>L’Espresso</em>, redatti nell’oscurità di quella «notte così lunga» che non rinuncia a citare nell’epigrafe del volume; scritti «in una decina di case diverse, nessuna abitata per più di qualche mese. Tutte piccole o piccolissime, tutte, ma proprio tutte, dannatamente buie», e in buie camere d’hotel, sempre senza finestre per eludere i cecchini.</p>
<p>In centinaia di interviste lo scrittore ha sempre risposto «no» a una domanda frequente: «Non ha paura?». «La paura di morire non la avverto quasi mai – assicura -. La peggiore delle mie paure, quella che mi assilla di continuo, è che riescano a diffamarmi, a distruggere la mia credibilità, a infangare ciò per cui mi sono speso e ho pagato».</p>
<p>Per Saviano «scrivere è resistere, è opporre resistenza», di fronte alla menzogna, alla calunnia, alla corruzione, alla passività e al cinismo&#8230; e nei confronti di quella mafia che ha trasformato la sua terra in un inferno. E parlare di resistenza per lui significa anche parlare di Messi, «il ragazzo che è riuscito a rifare, identico, il gol più bello di Diego Armando Maradona». L’autore evoca come conobbe il calciatore del Barça al Camp Nou, dove volevano portarlo «a vedere la partita circondato da un cubo di vetro antiproiettile». Riguardo ai suoi problemi di crescita, scrive: «Ha la faccia da bimbo che non dice nulla delle sofferenze che ha patito per anni e anni, delle iniezioni quotidiane di ormoni che gli hanno permesso di crescere e divenire un campione».</p>
<p>Politkovskaja e Falcone</p>
<p>Saviano è grato ai suoi lettori, che «hanno reso possibile che <em>Gomorra</em> diventasse un testo pericoloso per certi poteri che hanno bisogno di silenzio e ombra», e a coloro che l’hanno appoggiato. Ricorda la solidarietà di Salman Rushdie, minacciato di morte dagli islamici, ricorda il giornalista scomparso Enzo Biagi e l’artista Miriam Makeba, morta per un infarto: «la grande ‘Mama Afrika’, la voce che cantava la libertà di un continente e invece è morta a Castel Volturno, dopo un concerto per ricordare sei fratelli uccisi dalla Camorra e per esprimere la sua vicinanza a me che non aveva mai incontrato».</p>
<p>Ricorda anche la giornalista Anna Politkovskaja, uccisa per aver scritto della Cecenia, e le parole del giudice Giovanni Falcone, anch’egli assassinato: «la Mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e avrà quindi anche una fine».</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elperiodico.com/default.asp?idpublicacio_PK=46&idioma=CAS&idnoticia_PK=694529&idseccio_PK=1013&h=' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Roberto Saviano, amenazado por la Camorra, solo teme a la difamación" di ANNA ABELLA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Teso faccia a faccia tra un ministro di Berlusconi e un finto giornalista</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 19:31:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Si chiama Rocco Carlomagno, è un sedicente e improbabile giornalista specializzato in traffico di scorie nucleari conosciuto ormai da tempo, tra informatori e politici di sinistra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Si chiama Rocco Carlomagno, è un sedicente e improbabile giornalista specializzato in traffico di scorie nucleari conosciuto ormai da tempo, tra informatori e politici di sinistra, come contestatore ufficiale delle manifestazioni.</p>
<p>Stamattina è entrato liberamente alla conferenza stampa che Silvio Berlusconi teneva nella sede romana del Popolo della Libertà per spiegare il caso delle liste elettorali, rendendosi protagonista di un lungo e teso faccia a faccia con il primo ministro.</p>
<p>Senza microfono, Carlomagno ha lanciato una domanda dietro l’altra sugli scandali della Protezione Civile e ha ripetutamente accusato il viceministro Guido Bertolaso di intascare tangenti. Berlusconi ha chiesto alla sicurezza di accompagnare il molestatore alla porta ma Carlomagno è rimasto seduto tra i veri giornalisti.</p>
<p>Poi il leader del PDL ha attaccato il sedicente giornalista (“lei è un villano, si vergogni. Secondo me la mattina, quando si pettina davanti allo specchio, si è già rovinato la giornata”); successivamente l’ha accusato di essere di sinistra e gli ha chiesto di fornire le sue generalità assicurando che Bertolaso l’avrebbe denunciato.</p>
<p>Le diatribe non sono riuscite a mettere a tacere Carlomagno fino a quando il ministro della difesa Ignazio La Russa ha perso la pazienza e, avvicinatosi al presunto giornalista con aria decisamente poco amichevole, gli ha detto:”Stai zitto, sei un ospite qui!”.</p>
<p>L’uomo però non è rimasto in silenzio e La Russa, rispolverando probabilmente il suo passato di attivista nel Movimento Sociale Italiano, l’ha afferrato per il cappotto e l’ha spintonato. Carlomagno a quel punto ha reagito gridandogli:”Ho fatto solo due domande. Toglimi le mani di dosso, picchiatore fascista, o ti querelo per aggressione”.</p>
<p>L’impatto mediatico è stato fulmineo. In pochissimi minuti le immagini e i video dello scontro hanno reso Carlomagno una celebrità nazionale dando vita alla nascita dei primi gruppi di supporto su Facebook. Alcuni chiedono che venga nominato direttore dei Tg RAI, altri definiscono La Russa “ministro della Difesa ad personam”.</p>
<p>L’ufficio stampa del PDL ha spiegato che Carlomagno era entrato nella sede del partito mostrando un accredito del Senato che successivamente si è rivelato falso e ha aggiunto che era stato notato mentre parcheggiava un furgoncino viola accanto alla sede del partito e che è iscritto al Partito Democratico.</p>
<p>Lo <em>show</em> di Carlomagno è senza dubbio un classico degli atteggiamenti della sinistra italiana. In passato aveva interrotto Walter Veltroni, ex leader del Partito Democratico e, qualche tempo fa, ha affrontato Massimo D’Alema durante un simposio della Fondazione Italianieuropei. Questa volta il suo <em>show </em>tollerato dai servizi di sicurezza del PDL sarà probabilmente utilizzato come arma politica nella campagna elettorale del 28 e 29 marzo.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/internacional/Tenso/enfrentamiento/ministro/Berlusconi/falso/periodista/elpepuint/20100310elpepuint_13/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Tenso enfrentamiento entre un ministro de Berlusconi y un falso periodista" di MIGUEL MORA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia di Berlusconi, un profondo pozzo di corruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:01:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Un’indagine rivela una complessa rete di intrallazzi economici che hanno mandato in carcere un centinaio di persone, per la maggior parte politici e imprenditori italiani

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			<content:encoded><![CDATA[<p>[El Periódico de Catalunya]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Un’indagine rivela una complessa rete di intrallazzi economici che hanno mandato in carcere un centinaio di persone, per la maggior parte politici e imprenditori italiani</p>
<p>Il presidente di uno dei primi operatori nazionali di telefonia è tornato su un jet privato dalle Antille a Roma per andare in carcere. Un senatore risulta eletto direttamente, scheda su scheda, dalla ‘Ndrangheta, la mafia calabrese. Un ex militante dell&#8217;estrema destra che, secondo i magistrati era l’attuale ambasciatore della mafia nella capitale, aveva comprato un intero ristorante «per non dover mangiare da solo». L’ondata nazionale di corruzione che i magistrati italiani stanno svelando da due settimane, potrebbe risultare pittoresca se non fosse che c&#8217;è un intero Paese di mezzo.</p>
<p>L’Italia assiste attonita allo sgretolamento del quadro apparentemente perfetto che i conservatori avevano evocato sin da quando avevano vinto le elezioni nel 2008. In 15 giorni quasi 100 persone sono state arrestate e più di una cinquantina sono indagate. L’incantesimo è finito e la crisi ora alimenta la disoccupazione, che raggiunge l’8,2% e il debito pubblico, che sfiora il 120%.</p>
<p>Tirare il filo</p>
<p>Gli arresti sono cominciati il 10 febbraio, quando sono finiti in carcere Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il funzionario statale Fabio De Santis, l’imprenditore edile Diego Anemone e Mauro della Giovampaola, responsabile delle opere per accogliere il vertice del G8 che avrebbe dovuto svolgersi sull’isola della Maddalena (Sardegna) lo scorso mese di luglio. Ma il 7 aprile ci fu il terremoto a L’Aquila e il summit del G8 fu trasferito in Abruzzo per ragioni di austerità.</p>
<p>I lavori, la gestione del cambio di sede e gli interventi d’emergenza dopo il terremoto furono affidati alla Protezione Civile (PC), con la licenza di prescindere dalle gare d&#8217;appalto.</p>
<p>Tirando il filo della PC, i magistrati hanno ricostruito in 20.000 pagine una complessa rete di assegnazione arbitraria delle opere, favori – anche sessuali – e tangenti per migliaia di milioni di euro. La PC si occupava delle emergenze, ma anche di qualsiasi evento speciale, come la costruzione o la ricostruzione di teatri, carceri o monasteri, così come l’organizzazione del Gran Premio di Formula 1 a Roma, l’Expo 2015 di Milano o una festa popolare.</p>
<p>Soldi che andavano sempre alle stesse imprese. Alcuni dei loro proprietari se la ridevano la notte del terremoto a L’Aquila. «C’è da partire in quarta. Ci sarà da ricostruire per 10 anni», dicevano durante le telefonate intercettate. Un pubblico ministero di Roma, Achille Toro, teneva informati gli interessati riguardo sulle indagini.</p>
<p>Le operazioni illegali per il vertice del G8 si sono poi ripetutie poche settimane dopo per i Mondiali di nuoto di Roma: la maggior parte delle piscine utilizzate durante il campionato, costruite grazie alla Protezione Civile, sono state poste sotto sequestro perché illegali. A gennaio la Corte dei Conti ha calcolato che la corruzione è aumentata del 229%.</p>
<p>Parallelamente, i magistrati hanno scoperto un ingegnoso sistema di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale. Fastweb, l’operatore che ha introdotto la banda larga in Italia e che successivamente è stato comprato da Suisscom per 3.100 milioni di euro, fatturava alla Telecom un traffico telefonico inesistente.</p>
<p>Evasione dell’IVA e riciclaggio di 2 miliardi di euro. Sessanta persone in carcere.</p>
<p>L’artefice è Gennaro Mokbel, ex membro dell’estrema destra, transfuga di partiti e rappresentante della ‘Ndrangheta a Roma. È stato Mokbel ad appoggiare l’elezione di Nicola Di Girolamo a senatore degli italiani residenti in Europa. La mafia calabrese si spostò a Bruxelles per cercare o per comprare le schede in bianco degli elettori. Oggi il politico si dimetterà e sarà arrestato. «Non ho niente a che vedere con la mafia», ha detto. Ma dopo poche ore sono state pubblicate le fotografie di una cena elettorale con Mokbel insieme al boss calabrese Franco Pugliese.</p>
<p>Società per azioni</p>
<p>Questo mese Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, stava per essere nominato ministro della Cultura, ma lo scandalo ha bloccato la sua nomina. Ha anche vanificato il tentativo di trasformare la PC in società per azioni, cosa che avrebbe istituzionalizzato la sua libertà di movimento, e ha frenato un altro progetto ancora più ambizioso: la creazione di Beni Culturali S.p.A. che avrebbe di fatto privatizzato lo sfruttamento commerciale di tutta l’arte italiana. Una vera e propria lotteria.</p>
<p>«La battaglia per la legalità è l’unica strada per far ripartire l’economia», ha commentato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sottolineando che in Italia «ci vogliono quattro anni fra la decisione di un progetto e la sua aggiudicazione». Riguardo alla deriva della corruzione, il comunista Fausto Bertinotti, estromesso dalla politica, ha scritto che «c’è un pezzo di borghesia che vuole uscire dal berlusconismo». </p>
<p>L’esplosione dello scandalo è avvenuta a un mese dal voto in 13 regioni e i conservatori del primo ministro Silvio Berlusconi stanno sulle spine. I progressisti mantengono un profilo basso e un nuovo «popolo viola» di 300.000 giovani senza partito si ribella su internet.</p>
<p>In mezzo a questo maremoto politico, etico e sociale, Berlusconi ha annunciato la creazione di un esercito di giovani che ha chiamato «promotori della libertà», perché, ha detto, «viviamo in uno Stato di polizia». Pirandello non è nulla a confronto.</p>
<div><span style="font-family: Verdana;line-height: normal"><br />
</span></div>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elperiodico.com/default.asp?idpublicacio_PK=46&idioma=CAS&idnoticia_PK=691683&idseccio_PK=1007' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La Italia de Berlusconi, un pozo hondo de corrupción" di ROSSEND DOMÈNECH]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>In Italia, gli errori grossolani del partito di Berlusconi costellano la campagna per le regionali</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 17:31:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Errori grossolani, denunce, ricorsi, cambiamenti delle regole del gioco: le elezioni regionali italiane, che si terranno in 13 regioni su 20 il 28 e 29 marzo, volgono in un pasticcio, fino alla farsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Errori grossolani, denunce, ricorsi, cambiamenti delle regole del gioco: le elezioni regionali italiane, che si terranno in 13 regioni su 20 il 28 e 29 marzo, volgono in un pasticcio, fino alla farsa. Lunedì 8 marzo, il tribunale amministrativo di Roma ha rifiutato di validare una lista che, nel Lazio, sostiene Renata Polverini, la candidata del partito di Silvio Berlusconi, il Popolo delle Libertà (PdL). La corte di appello aveva già annullato questa lista depositata in ritardo.</p>
<p>Questa decisione è una cattiva notizia per il presidente del Consiglio che, per riparare al dilettantismo dei quadri del PdL, aveva fatto approvare, il 5 marzo, nel consiglio dei ministri, un decreto “interpretativo”, firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che autorizzava una lettura più flessibile della legge elettorale.</p>
<p>Tutto comincia a Roma sabato 27 febbraio. Quel giorno il delegato del PdL entra negli uffici della commissione elettorale di Roma, con la sua lista sotto il braccio, qualche minuto prima di mezzogiorno, ora limite per il loro deposito. Solamente ecco: il delegato ne esce poco dopo per non tornarvi solo dopo le 12. “Un obbligo maggiore”, si giustifica, spiegando il suo ritardo con il fatto che, mentre era in cammino, si era fermato per “mangiare un panino”. I funzionari dell’ufficio elettorale non se ne curano. Panino o no, l’orario è l’orario: il delegato, malgrado le sue proteste, è pregato di lasciare l&#8217;ufficio.</p>
<p>Quello che non era che un errore grossolano prende gli aspetti di una farsa grottesca quando, due giorni più tardi, la lista di Roberto Formigoni (PdL), governatore uscente della Lombardia praticamente certo di ottenere un quarto mandato, è a sua volta escluso dalla competizione elettorale. Motivo: le firme valide di Formigoni sono in numero insufficiente.<br />
Per tutta la settimana, il dibattito si è concentrato sulla questione di sapere se bisognasse privilegiare la lettura della legge elettorale o il suo spirito: permettere a 12 milioni di elettori (9 in Lombardia, 3 nel Lazio) di poter esercitare una scelta politica reale. Tra abbattimento e nervosismo, Berlusconi studia tre scenari: l’esaurimento dei ricorsi giuridici, un rinvio delle elezioni ed un adattamento della legge elettorale alle circostanze. Alla fine è quest’ultima soluzione che verrà scelta, salvando così Formigoni in Lombardia.</p>
<p>Questa manipolazione della legge elettorale è stata vivamente denunciata dall’opposizione. Domenica, svariati movimenti di protesta hanno avuto luogo a Roma ed in altre città della Penisola. Una manifestazione è prevista, sabato, nella capitale italiana per denunciare un presidente del Consiglio che “cambia le regole del gioco a suo piacimento” e si comporta “come se il paese gli appartenesse”.</p>
<p>La destra non esce al meglio da questi pasticci in serie. Creato un anno fa, il Popolo delle Libertà appare come un club di tifosi, una corte devota a Berlusconi ma incapace di garantire l’abbiccì di un partito politico:presentare i candidati alle elezioni. “Il PdL non mi piace”, ha dichiarato Gianfranco Fini, [che è] tuttavia cofondatore del partito. “Non sono nemmeno capaci di preparare le liste”, ha borbottato Umberto Bossi, presidente della Lega Nord e alleato di Berlusconi.</p>
<p>Conseguenza: il grado di popolarità del governo è crollato di quattro punti, secondo un sondaggio ISPO pubblicato domenica dal Corriere della Sera. Gli italiani che approvano il governo non sono più del 39%, contro il 43% di inizio febbraio. “Le convulsioni osservate in questi ultimi giorni a proposito delle liste hanno avuto un’influenza negativa sulla popolarità del governo”, spiega Renato Mannheimer, direttore dell’istituto.</p>
<p>Un altro sondaggio, realizzato da Demos e Pi, pubblicato lo stesso giorno da La Repubblica, testimonia anch’esso le conseguenze di questo pasticcio: 45,3% delle persone interrogate considerano che i partiti politici di oggi siano “peggiori” di quelli della “Prima Repubblica” spazzati via dagli scandali politico-finanziari dell’inizio degli anni &#8216;90. Il politologo Ilvo Diamanti analizza: “Il modello inventato da Berlusconi suscita oggi disillusione”.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/03/09/en-italie-les-bevues-du-camp-berlusconi-emaillent-la-campagne-des-regionales_1316565_3214.html#ens_id=1191686' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "En Italie, les bévues du camp Berlusconi émaillent la campagne des régionales  " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il decreto elettorale fa salire la tensione in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:01:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Il decreto urgente e su misura approvato venerdì dal Governo di Silvio Berlusconi in un Consiglio dei Ministri straordinario e notturno, che reinterpreta in corsa la legge elettorale per salvare le liste irregolarmente presentate dal Popolo della Libertà a Roma e in Lombardia
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			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Berlusconi salva le liste del suo partito di fronte all’indignazione dell’opposizione</p>
<p>Il decreto urgente e su misura approvato venerdì dal Governo di Silvio Berlusconi in un Consiglio dei Ministri straordinario e notturno, che reinterpreta in corsa la legge elettorale per salvare le liste irregolarmente presentate dal Popolo della Libertà a Roma e in Lombardia, ha indignato molti cittadini e tutta l&#8217;opposizione.</p>
<p>Il centrosinistra ha mostrato questo sabato il suo sdegno di fronte al Pantheon di Roma, e ha convocato una manifestazione per sabato prossimo. Emma Bonino, candidata alla presidenza del Lazio, ha affermato che il decreto segna un momento critico per la democrazia e per il paese: “Regola le elezioni in piena campagna elettorale contro tutti i principi giuridici nazionali e internazionali. È una prova di arroganza che annulla la certezza del diritto e delle regole. È un broglio di Stato che invita all’illegalità e schiaffeggia e umilia i cittadini onesti”.</p>
<p>Altri politici, commentatori e internauti hanno utilizzato termini simili: golpe, dittatura, attentato alla Costituzione, giornata nera per la democrazia, abuso di potere. La maggior parte del centrodestra, tuttavia, si è mostrata orgogliosa di aver “garantito” ai suoi elettori il diritto di voto, e ha elogiato la “leale collaborazione istituzionale” mostrata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano. In realtà la firma di Napolitano al decreto sembra più “il male minore”, come l’ha definito cinicamente Gianfranco Fini, presidente della Camera e alleato di Berlusconi.</p>
<p>La situazione creata dalla pressione esercitata dal Popolo della Libertà da quando i giudici hanno escluso due delle sue liste per le regionali del 28 e 29 marzo per difetti di forma e di tempo (hanno presentato 500 firme false in Lombardia e sono arrivati oltre i termini di legge a Roma), non lasciava molte vie d’uscita al capo dello Stato. Diversi quotidiani hanno rivelato che Berlusconi è arrivato a minacciare di “portare le masse in strada” se le liste non fossero stare riammesse.</p>
<p>Saputo dell&#8217;approvazione del decreto, decine di giovani del Popolo Viola, un movimento sociale nato in rete, sono saliti fino al Quirinale – sede della presidenza della Repubblica – e si sono sdraiati a terra con dei ceri per inscenare la morte della democrazia. Questo sabato sono tornati a chiedere spiegazioni a Napolitano con cartelli che dicevano: “Presidente, non l’abbiamo capita”.</p>
<p>Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ha criticato duramente il capo dello Stato per aver negoziato e firmato il decreto. L’ex magistrato ha anche suggerito la possibilità di promuovere un ‘impeachment’ contro il capo dello Stato. “L’arbitro non può cambiare le regole del gioco a metà partita”, ha spiegato.</p>
<p>Il presidente ha risposto con una lettera aperta ai cittadini nella quale ha spiegato che “erano in gioco due beni ugualmente preziosi, il diritto di eleggere i propri rappresentanti e il compimento delle norme elettorali”. Napolitano ha aggiunto che non era “sostenibile” escludere dalle elezioni il PDL e che non c’era altra soluzione che il decreto. Il presidente ha inoltre confessato che il caso ha generato “gravi divisioni, tensioni politiche e serie tensioni istituzionali”. E ha chiuso con una critica alla classe politica e al Governo: “Il senso di responsabilità dovrebbe consigliare ai soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e richieste improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri”.</p>
<p>In un tetro editoriale, Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, ha assolto Napolitano e ha accusato Berlusconi. “Il gesto unilaterale compiuto dalla maggioranza per difendere se stessa è la conferma di un&#8217;atrofia politica di base e di vertice (…) e rivela il vero volto che nei sistemi democratici assume la forza quando si esercita senza politica: l’abuso di potere”. “Il Governo lo ha posto tra l’incudine e il martello, non aveva altra opzione”, ha affermato, d&#8217;accordo con Mauro, Massimo D’Alema, dirigente del Partito Democratico.</p>
<p>Shukri Said, analista e segretaria dell’associazione Migrare, crede che “Napolitano non aveva altra via d’uscita. Di fronte al dilemma se lasciare senza voto milioni di elettori, ha accettato lo stratagemma del Governo perché era l’unica soluzione. Se non avesse firmato avrebbe aperto uno scontro istituzionale e Berlusconi sarebbe ricorso alle televisioni denunciando il complotto del capo dello Stato comunista”. Come conseguenza del decreto, promulgato in meno di 24 ore, il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha deciso di riammettere questo sabato la lista del PDL; lunedì i giudici del Lazio faranno lo stesso con quelle della provincia di Roma.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/internacional/decretazo/electoral/sube/tension/Italia/elpepuinteur/20100306elpepuint_12/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "El decretazo electoral sube la tensión en Italia" di MIGUEL MORA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corruzione di funzionari pubblici in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:03:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Accuse di corruzione - Si dimette il capo della protezione civile italiano

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			<content:encoded><![CDATA[<p>[Der Spiegel]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Si dimette il capo della protezione civile italiano</em></p>
<p><em>Guido Bertolaso era considerato un ottimo manager in situazioni d&#8217;emergenza dopo il disastroso terremoto dell’Aquila. Ora il capo della protezione civile italiana ha dato le dimissioni, dopo accuse di corruzione. Ma il presidente della del consiglio Berlusconi respinge questo passo del suo stretto collaboratore.</em></p>
<p>Roma – È uno stretto confidente di Silvio Berlusconi, però ora secondo comunicazioni della stampa è indagato dalla magistratura di Firenze. Sarebbe implicato in irregolarità avvenute riguardo i bandi di concorsi per gli appalti dello G8 svoltosi l’anno scorso in Italia. Si tratterebbe di progetti di milioni di euro mai terminati sull’isola La Maddalena in Sardegna. Ora Bertolaso dichiara: „Mi dimetto per non ostacolare le indagini.</p>
<p>Bertolaso però sarebbe ancora a disposizione dello stato „come servo fedele“, ha detto il capo della protezione civile italiana. La cui centrale a Roma era stata perquisita dalla polizia. Il presidente della repubblica Berlusconi ha respinto le dimissioni nonostante le indagini, come è trapelato da ambienti governativi. Il capo del governo aveva già in passato accennato che Bertolaso sarebbe presto divenuto ministro.</p>
<p>Il capo della protezione civile si era affermato come professionista nell&#8217; amministrare casi di emergenza. Il 59enne è intervenuto nella gestione della crisi dei rifiuti di Napoli e ha anche coordinato la ricostruzione dopo il grave terremoto dell’anno scorso in Abruzzo.</p>
<p>L’anno scorso l’Italia aveva gia investito centiaia di migliaia di Euro nei preparativi per il vertice G8 sull’isola La Maddalena. Ciònonostante dopo al terremoto Berlusconi trasferì il vertice dei capi di governo nella citta&#8217; de L’Aquila distrutta dal terremoto. Lì Bertolaso guidò i capi di governo tra le macerie. Il capo della protezione civile aveva ricevuto molti complimenti per il suo intervento dopo al terremoto. Spesso lo si vedeva con Berlusconi nei progetti di ricostruzione. Il minimo riconoscimento per l’impegno di Bertolaso sarebbe un ministero, aveva dichiarato Berlusconi più tardi.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,677051,00.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Italienischer Zivilschutzchef tritt zurück"]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultima battaglia del Patriarca</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:03:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>La fine di Berlusconi sembra essere imminente. Paradossalmente, ne potrebbe beneficiare anche la mafia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Die Zeit]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>La fine di Berlusconi sembra essere imminente. Paradossalmente, ne potrebbe beneficiare anche la mafia.</em></p>
<p>Quanto riuscira&#8217; Berlusconi a resistere? Per quanto tempo riuscira&#8217; a rimanere ancora al potere? Queste domande vengono sollevate dopo ogni nuovo scandalo. Storie di sesso, accuse di corruzione, ora anche l&#8217;accusa specifica di un pentito mafioso che ha dichiarato che Berlusconi ha avuto contatti fin dal 1993 con Cosa Nostra in Sicilia. Le accuse suonano sempre più drammatiche, gli allarmismi di Berlusconi nei confronti di un &#8220;complotto comunista&#8221; risuonano sempre piu&#8217; come un disco rotto. Sempre più spesso, Berlusconi minaccia nuove elezioni. La convinzione degli italiani che non vi sia alternativa a lui è la sua ultima speranza di rimanere al potere.</p>
<p>Questa convinzione si sta sgretolando. Anche se il Partito Democratico di centro-sinistra all&#8217;opposizione continua a mostrare un quadro triste di se stesso. Per ben otto mesi il Partito Democratico è rimasto senza leader, ovvero proprio al momento in cui le scappatelle sessuali di Berlusconi hanno ridicolizzato l&#8217;Italia agli occhi dell&#8217;opinione pubblica mondiale.</p>
<p>Ma a parte le strutture partitiche dell&#8217;opposizione, si e&#8217; creata un&#8217; opposizione extra-parlamentare. Ci sarebbe, in primo luogo, una Chiesa sempre piu&#8217; apertamente contro il Presidente del Consiglio; cio&#8217; rappresenta una novità nella storia del dopoguerra. Ci sarebbero gli intellettuali che sono rimasti in silenzio per troppo tempo. Un appello dello scrittore Roberto Saviano a Berlusconi di affrontare i suoi casi giudiziari e&#8217; già stato firmato da 500.000 cittadini. Migliaia di scolari e studenti hanno protestato ancora una volta questo autunno contro il governo. Sabato a Roma si sono radunati centinaia di migliaia di giovani per un &#8220;No Berlusconi-Day&#8221; organizzato da blogger. La protesta pacifica organizzata via Internet ha fatto sembrare ancora piu&#8217; vecchio il ferito patriarca Berlusconi. Persino il suo mass-media, la seducente e inebriante televisione, con la quale ha tenuto sotto controllo l&#8217;Italia tanto tempo è ormai vecchia.</p>
<p>Le azioni della generazione di Internet mostrano che la cultura della protesta in Italia non è ancora completamente soffocata. Tuttavia, politicamente non è più chiaramente etichettabile come nel passato. Alla manifestazione a Roma si potevano udire cori per Gianfranco Fini. Ironia della sorte Fini, tuttora presidente della camera e vice di Berlusconi, è anche il suo critico più risoluto. Dall&#8217;estero, Fini sta ricevendo molto supporto e sostegno. Nel partito viene invece attaccato, di recente è stato anche minacciato di espulsione dal partito. L&#8217;uomo che una volta considerava Mussolini come &#8220;il più grande statista del 20mo secolo&#8221;, si presenta ora come un difensore delle istituzioni democratiche contro il suo primo ministro. Un neo-fascista sdoganato come alfiere della democrazia: questa è l&#8217;Italia di oggi. Ed è forse l&#8217;unica possibilità del paese.</p>
<p>Il ruolo di Fini non è ancora chiaro: è il suo atteggiamento vero, o fa solo la parte del critico che Berlusconi stesso si e&#8217; scelto? Ci sono forti indicazioni che Fini non voglia attendere altri tre anni per assumere il potere nel partito e il paese. Fini sente che potrebbe essere troppo tardi per lui e il suo progetto: l&#8217;abbandono di una cultura del capo che è sia antidemocratica che anacronistica, e la costruzione di un partito conservatore moderno ed europeo.</p>
<p>Perche&#8217; non solo per Berlusconi si sta chiudendo la rete, anche per Italia. Per 15 anni, in questo paese tutto cio&#8217; che accade e&#8217; incentrato solo attorno a Berlusconi, la politica non conosce altri temi, Berlusconi stesso neppure. Lui non conosce limiti, di certo non quelli dettati dalla Costituzione. Quando Berlusconi mina e indebolisce le istituzioni democratiche, fa il gioco della mafia. Questo è il grande pericolo per l&#8217;Italia, ed è un pericolo reale. Per salvarsi da possibili condanne giudiziarie, il Premier vuole ora ridurre la durata dei processi e quindi cio&#8217; vale anche per i casi contro la mafia. Cio&#8217; vorrebbe dire consegnare il paese nelle mani dei boss per tutelare gli interessi del capo del governo &#8211; sempre ammesso che glielo si lasci fare.</p>
<p>I seguaci di Berlusconi hanno a lungo avuto vantaggi in tutti i modi da lui. Berlusconi ha offerto loro denaro, influenza e potere. Adesso questi si rendono conto di essere finiti in un vicolo cieco. E cercano una via d&#8217;uscita. Ma probabilmente l&#8217;ultima battaglia del Patriarca lascera&#8217; anche a loro un cumulo di macerie. Il berlusconismo probabilmente non si concluderà in una necessaria pulizia e ricambio interno, ma in sfinimento. Indietro rimarra&#8217; un paese politicamente demoralizzato, che già ha pagato. Perché, a dispetto delle attivita&#8217; dei Blogger e delle manifestazioni studentesche, in questi ultimi anni, tanti giovani laureati hanno voltato le spalle all&#8217;Italia come mai prima nel passato era successo. I migliori abbandonano un paese spossato e a pezzi.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.zeit.de/2009/51/Meinung-Italien' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Die letzte Schlacht des Patriarchen" di Birgit Schönau]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Riciclaggio via Stoccarda</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>L'Italia vanta un nuovo scandalo legato alla mafia. Si tratta di riciclaggio, corruzione e truffa elettorale. Gli indizi portano in Germania. - Risale a tre anni fa l'omicidio di sei giovani italiani a Duisburg che palesò a tutti, in modo improvviso, la presenza della mafia in Germania. Ora l'Italia è scossa da uno scandalo di mafia che porta nuovamente in Germania. La Ndrangheta, l'organizzazione mafiosa calabrese ritenuta l'organizzazione mafiosa più potente in Italia e il cui giro d'affari mondiale è stimato intorno ai 40 miliardi di euro, avrebbe acquistato qui da cittadini dei Ländern schede elettorali in bianco in grandi quantità e le avrebbe poi falsificate, per consentire a un membro del partito di Berlusconi di candidarsi al Senato come rappresentante degli italiani all'estero. Questo politico, Nicola Di Girolamo, si è dimesso la settimana scorsa ed è stato arrestato immediatamente dopo le dimissioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[TAZ]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>L&#8217;Italia vanta un nuovo scandalo legato alla mafia. Si tratta di riciclaggio, corruzione e truffa elettorale. Gli indizi portano in Germania.</em></p>
<p>Risale a tre anni fa l&#8217;omicidio di sei giovani italiani a Duisburg che palesò a tutti, in modo improvviso, la presenza della mafia in Germania. Ora l&#8217;Italia è scossa da uno scandalo di mafia che porta nuovamente in Germania. La Ndrangheta, l&#8217;organizzazione mafiosa calabrese ritenuta l&#8217;organizzazione mafiosa più potente in Italia e il cui giro d&#8217;affari mondiale è stimato intorno ai 40 miliardi di euro, avrebbe acquistato qui da cittadini dei Ländern schede elettorali in bianco in grandi quantità e le avrebbe poi falsificate, per consentire a un membro del partito di Berlusconi di candidarsi al Senato come rappresentante degli italiani all&#8217;estero. Questo politico, Nicola Di Girolamo, si è dimesso la settimana scorsa ed è stato arrestato immediatamente dopo le dimissioni.</p>
<p>É la pista tedesca in un caso internazionale di riciclaggio, truffa, evasione fiscale e corruzione, le cui dimensioni scioccano gli stessi gli inquirenti italiani. Secondo le loro indagini nel corso degli anni sarebbero stati riciclati dalla Ndrangheta circa 2 miliardi euro di denaro sporco, in un sistema costituito da imprese, banche e politici. Il giudice istruttore incaricato Aldo Morgini (Aldo Morgigni, n.d.t.) parla di “una delle frodi nazionali più colossali mai poste in essere nella storia nazionale”. In essa dovrebbero trovarsi coinvolte le società di telecomunicazione Fastweb e Sparkle. Sono sospettate di avere truffato il fisco per 365 milioni di euro. La settimana scorsa nel corso delle retate della polizia in Italia,Gran Bretagna, Lussemburgo e Usa sono stati confermati 56 arresti e sono state arrestate molte persone sospette. Tra di essi vi sono il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia e lo stesso Nicola Di Girolamo, che dopo essere arrivato al Senato nel 2008 &#8211; proprio grazie alla truffa elettorale &#8211; come membro del partito di maggioranza PDL, pare abbia protetto politicamente i loschi traffici della mafia.</p>
<p>Quando al politico è stato notificato l&#8217;arresto questi ha affermato di non aver nulla a che fare con la mafia. Ma una foto pubblicata da un giornale italiano lo ritrae amichevolmente abbracciato a Franco Pugliese, un sospetto boss della &#8216;Ndrangheta. Una intercettatazione telefonica della polizia lascia inoltre intuire un sospetto coinvolgimento dell&#8217;uomo d&#8217;affari nel riciclaggio di danaro e anche il fatto che i criminali tenessero il senatore in pugno: “Anche se diventassi il presidente della repubblica rimani sempre il mio schiavo e devi obbedire”.</p>
<p>I principali scenari della truffa elettorale erano Francoforte e Stoccarda, solo lì pare siano stati falsificati 1700 voti. Gli inquirenti italiani hanno sentito un mafioso raccontare al telefono di aver compilato la sera 40 o 50 schede elettorali. In un&#8217;altra telefonata Di Girolamo ringrazia un affiliato alla Ndrangheta per l&#8217;attività svolta e lo informa che andrà in Germania da “neoeletto”.</p>
<p>“Specialmente dopo la riunificazione”, conferma Jörg Ziercke, presidente dell&#8217;Ufficio Criminale Federale, “la Germania come ambito di azione per affari criminali e investimenti anche per la Ndrangheta ha acquistato sempre maggiore importanza”. L&#8217;ultimo dossier sulla Ndrangheta dell&#8217;Ufficio Criminale Federale (BKA), redatto a fine 2008, spiega in cosa consistono queste attività: traffico di cocaina, commercio di armi e riciclaggio di denaro sporco – un tema scottante anche dal punto di vista politico, infatti l&#8217;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (O.E.C.D.) solo pochi giorni fa ha criticato il Governo Federale di contrastare il riciclaggio di denaro sporco in modo troppo fiacco.</p>
<p>Su una mappa schematizzata della Germania gli inquirenti hanno segnato le cittadine e i comuni in cui sono insediati i diversi clan della Ndrangheta. I punti nevralgici sono il Nordrhein-Westfalen, il territorio del Reno e del Meno e la regione di Stoccarda. I legami della Ndrangheta con Stoccarda rappresentano una lunga tradizione. Tali legami diedero il via già negli anni Novanta a indagini ad ampio raggio provocando scalpore a livello politico. Quando gli inquirenti italiani e tedeschi di allora indagarono sul riciclaggio di danaro sporco e sul traffico di armi e cocaina nell&#8217;ambito della maxioperazione “Galassia”, nella zona di Stoccarda furono arrestati molti calabresi. Tra di loro anche il proprietario di una gastronomia che grazie ai suoi contatti con politici tedeschi si era guadagnato, suo malgrado, una certa notorietà: Mario L., amico di lunga data di diversi politici del Baden- Württemberg e in primo luogo di Günther Oettinger, Governatore del bundesland dal 2005 sino all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.</p>
<p>All&#8217; “Affare pizza” si approdò nel 1993, quando si venne a sapere che l&#8217;ex ministro della giustizia del Land Thomas Schäuble aveva informato il suo compagno di partito Oettinger, allora capo della sezione della CDU del consiglio regionale, sulle indagini di mafia a carico di L. Oettinger frequentava con regolarità la pizzeria, facendo spesso organizzare lì feste della sezione. L. ha fatto, a più riprese, donazioni in denaro di diverse migliaia di marchi alla CDU.</p>
<p>Oltre a Mario L. nel corso dell&#8217;operazione “Galassia” furono arrestati, per sospetta associazione mafiosa, oltre cento calabresi della zona di Cirò che poi vennero trasferiti alla Corte di Catanzaro. La cosa che ancora oggi lascia esterrefatti i magistrati, li fa infuriare e li fa parlare, mettendosi con le mani avanti, di processo politico è che la maggior parte degli imputati furono assolti nel 1999, anche Mario L.</p>
<p>Tuttavia gli inquirenti antimafia italiani e tedeschi, oggi come allora, vedono in lui un membro della mafia calabrese. Nel 2005 era stato notato mentre si incontrava nei pressi di Stoccarda con un esponente della mafia siciliana Cosa Nostra. Gli agenti della sicurezza avevano parlato di “lotta preventiva”.</p>
<p>Nuovo impulso prende ora la causa di Mario L. grazie ai verbali degli interrogatori della polizia italiana che nel corso degli ultimi giorni sono stati in parte resi pubblici dai media italiani. In essi viene confermato che nell&#8217;aprile 2008 un uomo dellla mafia, che prese parte alla truffa elettorale, racconta al telefono di una festa, la sera della vittoria elettorale manipolata di Di Girolamo. Proprio in rapporto a quest&#8217;ultima il mafioso parla di un&#8217; “importanza dell&#8217;attività commerciale dell&#8217;avventore” che “ha rapporti con un ministro e il suo seguito”. Quest&#8217;uomo viene definito, stando gli atti, come qualcuno proveniente da un altro luogo ma dello stesso “livello” di Franco Pugliese, che avrebbe mandato in Germania gli “aiutanti elettorali” calabresi. I magistrati italiani nella documentazione hanno registrato chi sospettano essere il suddetto gastronomo: Mario L.</p>
<p>Se la cosa risultasse vera, sarebbe una prova concreta del fatto che Mario L. ha avuto  contatti prolungati con un politico tedesco di rilievo e con il suo entourage e che costui è conosciuto nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione criminale. L&#8217;ufficio criminale regionale del Baden-Württemberg non vuole rilasciare dichiarazioni. Oettinger stesso, nel frattempo diventato Commissario all&#8217;Energia dell&#8217;Unione Europea, negli anni scorsi sottolineava nelle richieste di chiarimento di non avere da tempo alcun contatto con L. Strano però che un amico di vecchia data di Oettinger, anche collega di cancelleria di Rainer Wieland, il presidente in carica dell&#8217;Europarlamento, appena l&#8217;ottobre scorso sia stato calorosamente ricevuto da L. all&#8217;aeroporto di Bari e si sia recato con lui alla sua residenza di vacanze a Ciro&#8217;.</p>
<p>La capitale della regione del Baden-Württemberg ha un grado di notorietà di tutto rispetto presso gli inquirenti dell&#8217;Associazione Antimafia italiana DIA anche in materia di riciclaggio di denaro sporco della Ndrangheta: ”a Stoccarda l&#8217;organizzazione ha già acquistato molte villette a schiera”. Succede addirittura che i prestanome della mafia calabrese a volte non riescono piu&#8217; ad avere le idee chiare. Gli investigatori italiani una volta hanno intercettato una telefonata: “dobbiamo comprare la casa?” , riferiva la domanda al clan in Calabria. Il boss rispose sbottando: “Ehi, ma quella ce l&#8217;abbiamo già!”.</p>
<p>Tuttavia presso l&#8217;Ufficio Criminale Regionale (LKA) non si vede neanche l&#8217;ombra di un avvio di indagine: “noi osserviamo la scena, ma dobbiamo avere prima di tutto una base di sospetto concreta”. Non c&#8217;è da stupirsi se il Baden-Württemberg, durante la carica del governatore del Land Oettinger, non ha applicato per anni la legge dell&#8217;Unione Europea per la lotta al riciclaggio del danaro sporco a partire dal 2001, come riferisce Andreas Frank, esperto di riciclaggio del danaro. Il governo del Land ha deciso di rafforzare solo tre mesi fa le misure antiriciclaggio nell&#8217;ambito del commercio immobiliare, degli intermediari assicurativi e dei servizi finanziari, colmando così le lacune legislative – proprio quando Oettinger stava per approdare alla commissione europea.</p>
<p>Gli inquirenti italiani, come il magistrato Nicola Gratteri che ha indagato con grande professionalità sull&#8217;omicidio delle sei persone a Duisburg, recriminano alla Germania di aver fatto finora troppo poco per la lotta alla mafia: “in Germania manca la legislazione necessaria. Se non ci si rende conto che si deve collocare il delitto nel quadro di appartenenza a un&#8217;associazione criminale di tipo mafioso e che si deve creare un sistema di sequestro dei beni, il paese non avrà gli strumenti per combattere la mafia.”. Anche il Ministro degli Interni italiano Roberto Maroni ha chiesto un impegno più incisivo da parte della Germania nella lotta alla mafia. “Se non c&#8217;è una legislazione efficace per intervenire sequestrando i beni allora i riciclatori di denaro sporco investiranno là dove possono fare i loro affari”.</p>
<p>Il giudice istruttore Aldo Morgini (Aldo Morgigni, n.d.t.)  parla di “uno dei più colossali casi di truffa italiani”.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.taz.de/1/politik/deutschland/artikel/1/zur-geldwaesche-nach-stuttgart/' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Zur Geldwäsche nach Stuttgart" di Rainer Nübel]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il popolo viola contro Berlusconi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:42:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Già si sa che l'Italia è quel bel posto dove coesistono senza problemi il peggio e il meglio, il sublime e il marcio. In assenza di una degna opposizione, la rivolta democratica contro le pratiche autoritarie e la valanga di leggi fatte su misura per Silvio Berlusconi, non poteva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[El País]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Un movimento in Internet invita a difendere la democrazia in Italia</p>
<p>Già si sa che l&#8217;Italia è quel bel posto dove coesistono senza problemi il peggio e il meglio, il sublime e il marcio. In assenza di una degna opposizione, la rivolta democratica contro le pratiche autoritarie e la valanga di leggi fatte su misura per Silvio Berlusconi, non poteva che essere virtuale, sorta dalla rete. Lì è nato il Popolo Viola, che in questi mesi ha riunito 236.000 seguaci su Facebook. Se si entra ora nella pagina, probabilmente si vedranno molte più adesioni. Il fenomeno cresce ogni secondo, con una velocità di 30 nuovi affiliati ogni cinque minuti.</p>
<p>Tutto è nato nel mese di dicembre, con il <em>No B Day</em> (giorno del no a Berlusconi), una nuova e diversa marcia su Roma alla quale parteciparono all&#8217;incirca due milioni di persone. Tre mesi dopo, il movimento, tanto caotico quanto rinfrescante per una opinione pubblica anestetizzata, trascorre quattro giorni nelle strade protestando contro il tentativo di broglio elettorale perpetrato dal Governo il 5 marzo quando ha approvato il decreto <em>salvaliste</em> per le regionali, che riammette le liste del Popolo della Libertà (PDL) escluse per irregolarità di forma. Ieri, il tribunale amministrativo del Lazio ha negato la riammissione delle liste del PDL, e questi ne ha presentato delle nuove approfittando del decreto. I giovani viola hanno definito quel giorno come &#8220;il giorno in cui è morta la democrazia italiana&#8221; e continuano a chiedere spiegazioni a Berlusconi e al presidente della Repubblica per aver firmato.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del movimento, afferma la pagina web di Facebook, continua ad essere quello di difendere la democrazia e la Costituzione e di chiedere le dimissioni di Berlusconi. Però a comandare sono l&#8217;attualità e la capacità di informare e di unire gli scontenti viola alla velocità di Internet.</p>
<p>Pagine simili come quella di <em>San Precario Revolution</em>, <em>La Costituzione non è una puttana</em> o <em>Resistere al Regime</em> (8.400 iscritti) mostrano que i viola aspirano a demolire la cultura che paralizza il Paese: la partitocrazia, la mafia (il giorno 13 hanno organizzato il <em>No Mafia Day</em> in Calabria); la gerontocrazia, i sindacati, il Vaticano, la corruzione, il lavoro precario&#8230; un po&#8217; come Berlusconi, però al contrario, alla fine hanno diviso il mondo in due: onesti ed immorali.</p>
<p>In questa fase di entusiasmo e tempesta di idee, il Popolo Viola offre soprattutto sfogo e informazione. Pone vignette e link a video critici e satirici; invita a boicottare le aziende che sono pubblicizzate dalle televisioni di Berlusconi; cerca rifugio nei classici (&#8221;Il pastore cerca sempre di convincere il gregge del fatto che gli interessi delle pecore e i suoi coincidono&#8221;, Stendhal), e guarda al futuro con ambizione: &#8220;Abbiamo gli ingredienti, distribuiti disordinatamente, e forse invisibili. La magia consiste nel collegarli, unirli e creare una nuova civiltà&#8221;, arringa Gianni Webstep. Sarà il cosmopolita, dinamico, antipolitico e amorfo Popolo Viola un&#8217;alternativa reale ai mali italiani? Finirà fagocitato da un&#8217;opposizione conformista e incapace di superare la sua paura? Berlusconi li schederà? Difficile saperlo. Come diceva Indro Montanelli, &#8220;gli italiani sono solo disposti a fare la rivoluzione se i carabinieri sono d&#8217;accordo&#8221;. Però i viola hanno un merito. Si sono ribellati al clima di nepotismo, ipocrisia, corruzione e disprezzo delle regole. E ancora non hanno ceduto all&#8217;invincibile triumvirato Casta-Chiesa-Televisione.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.elpais.com/articulo/internacional/Pueblo/Violeta/Berlusconi/elpepuint/20100309elpepiint_10/Tes' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "El Pueblo Violeta contra Berlusconi" di MIGUEL MORA]</u></A></p>]]></content:encoded>
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		<title>I suicidi degli imprenditori illustrano le difficoltà delle PMI (piccole medie imprese) del Nord dell’Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:48:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Imprenditore edile, si è impiccato, il 1° marzo. Nel 2008, la sua azienda aveva dichiarato fallimento. Qualche giorno prima, Paolo Trivellin, 46 anni, anche lui aveva preferito morire piuttosto che licenziare i suoi 8 dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Le esequie di Oriano Vidos, 50 anni, si sono svolte venerdì 5 marzo nel suo paese Camposanpiero. Imprenditore edile, si è impiccato, il 1° marzo. Nel 2008, la sua azienda aveva dichiarato fallimento. Qualche giorno prima, Paolo Trivellin, 46 anni, anche lui aveva preferito morire piuttosto che licenziare i suoi 8 dipendenti. Da Ottobre 2008, dodici imprenditori del Veneto si sono suicidati, non potendo far fronte ai loro debiti o per non separarsi dai loro collaboratori.<br />
Un tempo paradiso della piccola impresa, questa regione è stata toccata con forza dalla crisi. Per decenni è stata, con la vicinissima Lombardia, la vitalità delle piccole-medie aziende italiane, la loro capacità di adattarsi a conquisatre i mercati. All’ombra dei grandi gruppi (Geox, Benetton, Luxottica) per i quali alle volte subappaltano, dei piccoli dirigenti ingegnosi e individualisti che lavorano senza sosta con un pugno d’impiegati, hanno saputo creare dei prodotti ed esportare le loro competenze.<br />
Nell’autunno 2008, le prime conseguenze della crisi economica hanno cominciato a farsi sentire. Se i grossi dimagriscono, i piccoli muoiono … Secondo i dati della Confederazione Italiana dei sindacati dei lavoratori (CISL), in due anni, 42 000 imprenditori, artigiani, e lavoratori autonomi hanno chiuso bottega. Il Cerved, un centro di studi di mercato, conta in 9255 il numero dei fallimenti d’imprese in Italia nel 2009, ovvero il 23% di più del 2008.<br />
In questi lista di vincitori, la Lombardia arriva per prima con 1963 chiusure (+30%), seguita dal Veneto con 880. I fallimenti toccano prima le piccole imprese, più di frequente nell’edilizia. Il 75% di quelle che hanno dovuto chiudere avevano un fatturato inferiore a due milioni di euro prima della crisi.<br />
Resta da capire perché questi imprenditori hanno scelto di mettere fine ai loro giorni. “In Veneto, molto spesso, il dirigente aziendale è sia capo che impiegato”, spiega Claudio Miotto, responsabile del Sindacato degli artigiani della regione. “Per lui, gli impiegati sono dei visi familiari, che vede ogni giorno. Tutti vivono nello stesso quartiere. Per un piccolo dirigente aziendale, licenziare non è una scelta impersonale, ma lo coinvolge radicalmente”.</p>
<p><strong>“Mancanza di considerazione”<br />
</strong><br />
Secondo Daniele Marini, direttore scientifico dell’istituto di ricerche sociali ed economiche del Nord Est, “nella nostra regione, non c’è quell’idea anglosassone per cui il fallimento fa parte della vita dell’imprenditore. Il fallimento, qui, è vissuto come il marchio di una rovina personale”. “Questi imprenditori sono morti per eccesso d’etica”, rincara Dario Di Vico, giornalista del quotidiano Corriere della Sera che ha consacrato un libro (Piccoli, edizioni Marsilio) a questi capi di piccole aziende del Nord. “Forse hanno una Mercedes, scrive, ma mancano di considerazione”.<br />
Ma i fattori umani non sono i soli in causa. Claudio Miotto ha deciso di alzare i toni e di indicare dei responsabili di questa “disperazione diffusa”. Il suo sindacato ha calcolato che le grandi imprese del Veneto dovevano 600milioni di euro ai loro subappaltatori. “Se a questa degenerazione delle relazioni tra imprese, aggiungiamo la burocrazia, un sistema bancario poco attento ai nostri bisogni, capiamo meglio la lotta quotidiana in cui s’impegnano i piccoli dirigenti e alla quale, alle volte, soccombono”, ha precisato.<br />
Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, la morte di Oraiano Vidos non è passata inosservata. La Lega Nord, quasi certa di conquistare il Veneto, vuole presentare al Parlamento una mozione per “sostenere” gli artigiani in difficoltà.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/economie/article/2010/03/08/des-suicides-de-patrons-illustrent-les-difficultes-des-pme-du-nord-de-l-italie_1316003_3234.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Des suicides de patrons illustrent les difficultés des PME (petites ou moyennes entreprises) du nord de l'Italie " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
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