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	<title>Italia Dall&#039;Estero</title>
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		<title>Crisi del debito. Tutta un’altra musica tra Germania e Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:30:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Il premier italiano Mario Monti ha presentato il suo piano di riforme a Berlino. Per prima cosa intende dimostrare all’Europa che può fidarsi dell’Italia.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Die Zeit.png" width="150" height="30" alt="Die Zeit"  title="Die Zeit"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Il premier italiano Mario Monti ha presentato il suo piano di riforme a Berlino. Per prima cosa intende dimostrare all’Europa che può fidarsi dell’Italia.</em></p>
<p>“Quando al governo c’era Berlusconi, tutto era molto più semplice”, si è lamentato un giornalista italiano durante la conferenza stampa congiunta tra Angela Merkel e Mario Monti, svoltasi presso la cancelleria federale.” Prima c’era sempre qualche divertente esternazione, su cui si poteva scrivere. Ora si parla solo di argomenti seri”.</p>
<p>Misure di risparmio, provvedimenti per la crescita economica, imposte sulle transazioni bancarie. In ogni caso durante l’incontro tra la cancelliera e il successore di Silvio Berlusconi non sono mancati argomenti seri. I due capi di governo si sono persino concessi 45 minuti di colloquio riservato non programmato, cosa impensabile con il precedente capo del governo.<br />
L’andamento dei colloqui mostra un radicale cambiamento nel modo di comunicare tra Roma e Berlino. Mentre l’ Italia di qualche tempo fa si comportava come un discolo che rispetta malvolentieri le direttive dei genitori, la nuova Italia di Mario Monti si sta dimostrando una partner degna di fiducia, in grado di dare un fondamentale contributo alla stabilizzazione dell’ Europa.</p>
<p><em>La Merkel elogia Monti per le riforme in atto in Italia</em></p>
<p>In questo senso la Merkel ha avuto parole di elogio per la “straordinaria velocità” con cui il governo Monti ha varato severe misure di risparmio. Dal canto suo il professore varesino ha lodato la Germania per la sua disciplina nel bilancio e l’efficienza di un’economia di mercato sociale come base per una crescita economica durevole. La Merkel ha apprezzato il fatto che l’Italia abbia fatto i compiti a casa. Le misure di risparmio entrate in vigore in gennaio, dovrebbero ridurre il debito pubblico di 33 miliardi di euro e allo stesso tempo risolvere alcuni problemi strutturali &#8211; quali per esempio l’eccesso di baby pensionati e la massiccia evasione fiscale &#8211; che il paese finora non è stato capace di tenere sotto controllo.<br />
Inoltre sembra davvero strano che gli Italiani siano piuttosto soddisfatti della nuova linea di ristrettezze. Da quando Monti è in carica, ci sono state solo tre ore di sciopero generale: un record. “A dire il vero io stesso resto meravigliato di quest’ampia popolarità di cui godo nel paese” ha dichiarato Monti al quotidiano francese Le Figaro. “Considerata la severità delle riforme che ho realizzato, dovrebbe essere praticamente a zero”.</p>
<p>Nell’intervista con il quotidiano Die Welt, Monti ha detto che gli italiani a tal riguardo hanno dimostrato “una maturità politica, che molti non avrebbero creduto possibile”. Tuttavia il clima potrebbe cambiare molto rapidamente. Come Monti ha spiegato nell’intervista, i risultati dei sacrifici di oggi potrebbero essere visibili solo tra cinque dieci anni. Se l’UE non interverrà presto per proteggere l’Italia dal pericolo di nuove speculazioni finanziarie, le tendenze anti europee che serpeggiano, potrebbero prendere il sopravvento sia tra la popolazione che in seno al parlamento.<br />
Per evitare questa previsione, l’Italia si aspetta subito dall’UE due provvedimenti: un ulteriore allargamento del piano di salvataggio dell’Euro e una maggiore partecipazione della BCE alla stabilizzazione dei mercati, eventualmente attraverso l’emissione di Eurobond. L’Italia non è l’unico paese che ha espresso questo desiderio. Come ha fatto capire il presidente francese durante i colloqui della settimana scorsa con Monti, anche la Francia spera in una maggiore partecipazione della BCE al piano di salvataggio.</p>
<p><em>L’atmosfera conciliante inganna</em></p>
<p>“Ora inizieremo la seconda fase del nostro piano di stabilizzazione e metteremo in moto misure per una crescita strutturale” ha detto Monti a Berlino “ce la possiamo fare solo in un contesto economico europeo favorevole. L’Europa deve mostrare ai mercati che l’Italia non è più un pericolo per la stabilità dell’euro.” Finora la Germania si è mantenuta molto cauta nei confronti di queste richieste. Oggi però la cancelliera si è mostrata sorprendetemente disponibilie: “Ognuno deve dare il proprio contributo alla stabilizzazione dell’eurozona” ha dichiarato la Merkel. Sebbene la leva sul fondo salva stati resti come prima una faccenda delicata, si sta già pensando alla possibilità di creare nuovi strumenti e nuovi capitali.<br />
L’atmosfera conciliante non deve ingannare. Nonostante i colloqui amichevoli la partnership italo-tedesca sembra essere ancora ben lungi dalla realtà. Sia La Merkel che Monti sono fortemente sotto pressione, dato che in entrambi i paesi nel 2013 avranno luogo le elezioni del parlamento.</p>
<p><em>La lobby economica potrebbe essere decisiva per l’Italia</em></p>
<p>La Cancelliera è a capo di una coalizione in crisi, che secondo i pessimi sondaggi, non sembrerebbe favorevole in nessun caso a una maggiore partecipazione della Germania al piano di salvataggio dell’euro. Il successo del programma di Monti dipende da una coalizione ancor più litigiosa, fortemente infiltrata da potenti lobby economiche.<br />
Proprio queste lobby economiche potrebbero giocare un ruolo decisivo nella seconda parte del piano di riforme proposto da Monti. Farmacisti e tassisti per esempio hanno già annunciato la loro ferma opposizione alle privatizzazioni in programma. Inoltre Monti nei prossimi giorni dovrà discutere con i sindacati delle liberalizzazioni del mercato del lavoro. I risultati saranno illustrati il 20 gennaio in occasione dell’incontro trilaterale a Roma con la Merkel e Sarkozy.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.zeit.de/politik/ausland/2012-01/monti-merkel/komplettansicht" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Die neue deutsch-italienische Harmonie" di Fabio Ghelli]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia ostacola il rimpatrio dei richiedenti asilo politico</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:00:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/>Grazie agli accordi di Dublino nel 2011 sono stati espulsi dalla Svizzera un numero di richiedenti asilo maggiore dell’anno precedente. Nonostante ciò molte pratiche sono ancora in attesa di definizione, a causa delle limitazioni dei rimpatri da parte dell’Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Tages-Anzeiger.png" width="150" height="30" alt="Tages-Anzeiger"  title="Tages-Anzeiger"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/><p><em>Grazie agli accordi di Dublino nel 2011 sono stati espulsi dalla Svizzera un numero di richiedenti asilo maggiore dell’anno precedente. Nonostante ciò molte pratiche sono ancora in attesa di definizione, a causa delle limitazioni dei rimpatri da parte dell’Italia.</em></p>
<p>Il numero delle richieste di asilo nel 2011 è aumentato drasticamente, non era mai stato così alto dal 2002. Secondo l’Ufficio Federale della Migrazione (BFM), il forte incremento sarebbe dovuto alla primavera araba e alla apertura dal mese di marzo delle rotte migratorie dalla Tunisia e dalla Libia verso l’Italia meridionale. L’ufficio ha rilevato che la Svizzera rispetto all’anno scorso ha potuto rimpatriare un numero sostanzialmente maggiore di richiedenti asilo, tra coloro che avrebbero presentato domanda già in un altro paese. Il numero di questi rimpatri effettuati secondo gli accordi di Dublino è cresciuto da 2711 a 3621.</p>
<p>Tuttavia la Svizzera avrebbe potuto rimpatriare il doppio dei richiedenti asilo, tenendo conto che, in ben 7000 casi la richiesta di asilo era stata accolta dai paesi di prima accoglienza. Questa differenza di dati sarebbe normale, afferma il portavoce della BFM Joachim Gross, poiché tra l’approvazione e il rimpatrio ci vogliono “da due a tre mesi, per l’espletamento di tutte le formalità”. A questo si aggiunge che l’Italia accetta indietro i profughi solo per via aerea e non consente più di 250 rimpatri mensili. Poiché attualmente i due terzi di tutti i casi riconosciuti dal trattato di Dublino riguarda l’Italia, il ristagno sarebbe causato quasi esclusivamente dall’atteggiamento del nostro confinante meridionale.</p>
<p><em>Soprattutto Tunisia e Nigeria</em></p>
<p>Tra i paesi di origine dei richiedenti asilo, le cui domande d’asilo sono state evase dalla Svizzera nel 2011 come riconducibili agli accordi di Dublino, dominano la Nigeria e la Tunisia rispettivamente con 1388 e 1507 rimpatri riconosciuti. Tuttavia sono stati scortati nel paese di primo asilo solo 940 nigeriani e 502 tunisini. Siccome recentemente numerosi profughi che hanno lasciato Maghreb per motivi economici sono stati oggetto di articoli giornalistici dai toni negativi, la bassa percentuale di rimpatri dei tunisini potrebbe creare ulteriore malcontento un po’ dappertutto.</p>
<p>Nel giugno scorso i cantoni avevano criticato le lungaggini dei procedimenti amministrativi per le richieste di asilo politico. In particolare nei casi evidentemente riconducibili agli accordi di Dublino, la confederazione sarebbe dovuta essere più veloce nell’evasione delle richieste e non limitarsi a distribuire i richiedenti nei cantoni svizzeri. La BFM ha accelerato i procedimenti, dichiara Roger Schneeberger, segretario generale della Conferenza dei direttori di Giustizia e Polizia. Dichiara che l’obiettivo di risolvere i casi di Dublino direttamente nei centri di accoglienza della confederazione, è stato chiaramente un fallimento dovuto alla mancanza di posti in questi centri, in cui i richiedenti asilo potrebbero restare in media solo venti giorni.</p>
<p>Nulla è cambiato dalla passata estate secondo David Keller, capo dell’ufficio migrazione svizzero e presidente dell’associazione delle autorità cantonali per le migrazioni. Come prima vi sarebbe un “collo di bottiglia verso l’Italia”. I nostri vicini del sud applicano Dublino sicuramente con correttezza, però rallentano i rimpatri.</p>
<p><em>Uno su dieci torna a casa</em></p>
<p>Un altro problema, secondo Keller, è che il 10 percento dei richiedenti asilo politico riconducibili agli accordi di Dublino ritorna in Svizzera e inoltra una nuova richiesta di asilo. Il ministro per la giustizia Simonetta Sommaruga aveva già evidenziato lo stesso problema, quando nel mese di settembre era stata ospite dell’allora ministro degli interni Roberto Maroni. La questione controversa é se queste domande di asilo possano essere presentate. Le autorità per le migrazioni dicono di no, mentre il tribunale amministrativo federale è di parere contrario. Secondo la Sommaruga si tratta spesso di persone, che la Svizzera non può respingere nel proprio paese di origine.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Italien-behindert-die-Rueckfuehrung-von-Asylbewerbern-/story/29288919" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italien behindert die Rückführung von Asylbewerbern" di René Lenzin]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti italiani a Rotterdam</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:38:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Olanda]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/netherlands.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Olanda" /><br/>L’Olanda non ha rifiuti a sufficienza mentre a Napoli marciscono sei milioni di tonnellate di spazzatura. La soluzione: da questa settimana una centrale per il trattamento dei rifiuti di Rotterdam...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/NRC Handelsblad.png" width="150" height="30" alt="NRC Handelsblad"  title="NRC Handelsblad"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/netherlands.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Olanda" /><br/><p><strong>L’Olanda non ha rifiuti a sufficienza mentre a Napoli marciscono sei milioni di tonnellate di spazzatura. La soluzione: da questa settimana una centrale per il trattamento dei rifiuti di Rotterdam trasforma la spazzatura italiana in energia. &#8220;Napoli vuole liberarsene, noi ne abbiamo bisogno.</strong></p>
<p>Opuscoli pubblicitari, imballaggi in plastica, avanzi di cibo. Duemila tonnellate di poltiglia grigiastra sono state scaricate lunedì nel porto di Rotterdam. Si tratta di rifiuti domestici, importati dalla città di Napoli. Qui in Olanda vengono smaltiti nello stabilimento di trattamento dei rifiuti della AVR a Rozenburg.<br />
Napoli è alle prese con i suoi rifiuti da anni. La città e la provincia non riuscivano nemmeno a raccogliere la spazzatura domestica negli ultimi anni. Montagne di rifiuti si sono accumulate persino nel centro di Napoli. Una combinazione di malgoverno e corruzione, infiltrazioni mafiose e decisioni di investimento sbagliate hanno fatto sì che in città meno del 20 per cento dei rifiuti vengano differenziati e che sei milioni di tonnellate di rifiuti di dubbia natura e parzialmente tossici siano stati impacchettati in discariche all’aperto, in attesa di smaltimento definitivo.</p>
<p>L&#8217;unico inceneritore della regione &#8211; quello di Acerra &#8211; ha funzionato male per anni e bruciava anche materiali tossici mischiati ai rifiuti domestici. La ristrutturazione dell’installazione è durata così a lungo che l’impianto era già obsoleto prima che i forni venissero accesi e tuttora l’inceneritore è più spento che funzionante.<br />
I cittadini delusi e diffidenti non accettano più le discariche accanto alle loro case. Sembra che per anni in molte discariche i rifiuti domestici siano stati mischiati a rifiuti industriali, e sostanze tossiche sono penetrate nelle falde acquifere.</p>
<p>Da maggio dello scorso anno il comune di Napoli ha un nuovo sindaco, che vuole affrontare i problemi in modo strutturale. Luigi De Magistris è costretto a farlo anche perché il commissario europeo per l&#8217;ambiente, Janez Potocnik, tiene il fiato sul collo a Napoli e all’Italia e minaccia multe milionarie, a causa della mancanza di soluzioni per l’emergenza rifiuti che si protrae in Campania da anni.<br />
Per dare un po’ di respiro alla città e al circondario, De Magistris, in collaborazione con il Ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini, ha stretto un accordo con gli olandesi. Spera di poter spedire settimanalmente tra le 4000 e le 5000 tonnellate di rifiuti a Rotterdam. Per farlo, Napoli paga quasi la metà di quello che la città avrebbe dovuto pagare nel proprio Paese. Inoltre, gli olandesi sono meno riluttanti a farsi carico dei rifiuti napoletani, mentre molte regioni italiane del Nord non vogliono più nemmeno accettarli.</p>
<p>Gli impianti olandesi per lo smaltimento dei rifiuti invece sono alla disperata ricerca di spazzatura dall’estero. Poichè sempre più olandesi differenziano i loro rifiuti, gli inceneritori hanno problemi di eccessiva capacità. Insieme, gli impianti possono trattare sette milioni di tonnellate di rifiuti. Ma la quantità annua di rifiuti in l&#8217;Olanda è di ‘appena’ sei milioni di tonnellate.</p>
<p>I gestori degli inceneritori vanno quindi a cercare rifiuti all&#8217;estero. Il leader di mercato Van Gansewinkel importa già rifiuti dall’Inghilterra e dall’Irlanda. E, da questa settimana, ora anche dall’Italia. &#8220;Una soluzione vantaggiosa per tutti&#8221;, spiega il direttore Pim de Vries. &#8220;Napoli vuole liberarsene, noi ne abbiamo bisogno.&#8221; Per De Vries i rifiuti urbani significano energia. Prendiamo per esempio il carico dall’Italia. Nelle prossime settimane verranno spedite 25.000 tonnellate di rifiuti. Secondo De Vries, dopo l&#8217;elaborazione verrà prodotta sufficiente energia per 17 milioni di docce. Questa energia viene venduta alle aziende della zona di Botlek (una zona industriale di Rotterdam, N.d.T).</p>
<p>Anche il calore rilasciato durante l&#8217;incenerimento presto si tradurrà in profitti. La scorsa settimana è stato dato il via alla costruzione di una tubatura di 26 metri [sic, ‘26 km’, N.d.T.] di lunghezza tra Rozenburg e Rotterdam Sud. La costruzione verrà completata nel 2013 e l&#8217;impianto di trattamento dei rifiuti sarà collegato alla rete di teleriscaldamento di Rotterdam. Acqua bollente fluirà attraverso i tubi, permettendo di riscaldare circa 50.000 case. &#8220;Diventeremo la stufa di Rotterdam&#8221;, afferma De Vries. Secondo il direttore, il piano rientra nella filosofia aziendale di Van Gansewinkel, che è quella di gestire i rifiuti in modo sostenibile. &#8220;Siamo alla ricerca di nuovi modi per integrare i rifiuti con un ambiente più pulito.&#8221;</p>
<p>Bendiks Jan Boersma, professore di tecniche energetiche presso la Technische Universiteit di Delft, ha dei dubbi sulla sostenibilità come motivazione dell’azienda. &#8220;È semplicemente un business molto redditizio&#8221;, spiega. &#8220;Anche se nei Paesi Bassi abbiamo già troppi impianti, si continua a costruirne di nuovi. Recentemente se ne è aggiunto un altro, ad Harlingen. Perché permettono di guadagnare un sacco di soldi.”<br />
Boersma è critico riguardo all’importazione di rifiuti da altri paesi. Il professore mette in dubbio la &#8216;qualità&#8217; dei rifiuti, e teme che l’Italia spedisca in Olanda spazzatura vecchia, a volte stoccata nelle discariche da anni.&#8221;Poiché si tratta di quantità talmente grandi di rifiuti, è difficile controllarli.&#8221;</p>
<p>Boersma rileva inoltre che così si dà &#8220;un impulso sbagliato&#8221;. &#8220;Stiamo risolvendo un problema italiano. La combustione dei rifiuti non è pulita. Da quel tubo fuoriesce aria sporca, lo sanno tutti, e l’inquinamento ce lo sorbiamo qui. E in un Paese così densamente popolato come l’Olanda non ne abbiamo proprio bisogno.”<br />
Secondo De Vries, la sua azienda invece aiuta l&#8217;ambiente. &#8220;Se noi non li bruciassimo, i rifiuti marcirebbero in una conca nei pressi di Napoli, quindi per l&#8217;ambiente è meglio che noi ne ricaviamo energia.&#8221;<br />
E la qualità dei rifiuti? Il direttore non ha preoccupazioni al riguardo. &#8220;Controlliamo accuratamente&#8221;, assicura lui. &#8220;I rifiuti italiani sono semplicemente la stessa spazzatura che anch’io butto nella pattumiera tutti i giorni. L’unica differenza è che ci sarà qualche scatola di pizza in più.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://digitaleeditie.nrc.nl/accesdenied/Acces-Denied.jsp?service=http://digitaleeditie.nrc.nl/digitaleeditie/NH/2012/0/20120128___/3_08/index.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italiaans huisvuil in Rotterdam" di Andreas Kouwenhoven e Bas Mesters]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>In pericolo il restauro del Colosseo di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/argentina.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Argentina" /><br/>Della Valle ha manifestato l’intenzione di rescindere il contratto durante un incontro con il ministro della Cultura italiano, Lorenzo Ornaghi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Clarin.png" width="150" height="30" alt="Clarin"  title="Clarin"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/argentina.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Argentina" /><br/><p><strong>L’imprenditore che ha in mano l’incarico potrebbe ritirarsi in seguito a dubbi sulla gara di appalto.</strong></p>
<p>Come molti monumenti, simboli e certezze culturali in questi tempi di crisi, il Colosseo di Roma si sta deteriorando e necessita di lavori di restauro urgenti. Secondo il giornale inglese <em>The Guardian</em> l’edificio, che che fu scenario di crudeli spettacoli durante l’Impero Romano, presenta per lo meno 3.000 “lesioni”. E sta avendo cedimenti in molte sue parti per mancanza di interventi di manutenzione.<br />
La proposta di ripristino più recente è venuta dal fabbricante di scarpe di lusso Diego Della Valle, il quale ha offerto 25 milioni di euro per le riparazioni in cambio dei diritti esclusivi sull’edificio vecchio di quasi 2000 anni.</p>
<p>Una pazzia? Per Della Valle no: nel 2010 il governo di Silvio Berlusconi decise di passare il restauro al settore privato. Della Valle fu l’unico offerente in una gara d’appalto per il restauro del Colosseo, lavoro che include la pulizia della struttura della facciata annerita dallo smog.<br />
Tuttavia ora un’indagine fa emergere dubbi sulla trasparenza della gara d’appalto e il multimilionario minaccia di rompere l’accordo.</p>
<p>Della Valle ha manifestato l’intenzione di rescindere il contratto durante un incontro con il ministro della Cultura italiano, Lorenzo Ornaghi, secondo quanto ha dichiarato il Ministero. Ornaghi ha chiesto a Della Valle – padrone dell’impresa che produce le scarpe Tod’s &#8211; un po’ di tempo per riflettere prima di prendere una decisione definitiva, ha aggiunto il comunicato.<br />
Gli investigatori a Roma e il massimo tribunale amministrativo italiano stanno analizzando la richiesta di un sindacato, secondo il quale l’appalto per i lavori di restauro dell’anfiteatro manca di trasparenza. L’indagine è ancora all’inizio e secondo la stampa ancora non sono emerse prove di illegalità.<br />
Tra le condizioni dell’accordo figurava la possibilità per Della Valle di includere il suo logo sui biglietti per entrare nel monumento, che è visitato da più di sei milioni di persone l’anno. I lavori, che dovevano durare due anni, sarebbero iniziati a dicembre, ma ora inizieranno a marzo.</p>
<p>A parte questo problema specifico, vari gruppi sono contro il finanziamento privato del restauro perché si verrebbe a creare un precedente. La UIL (Unione Italiana del Lavoro), il terzo sindacato più grande d’Italia e un bastione del socialismo, è radicalmente contraria al piano. Avvertono, tra le altre cose, che l’emblema della romanità potrebbe coprirsi di pubblicità delle Tod’s. A suo tempo Gianfranco Cerasoli, segretario generale della UIL Cultur, aveva dichiarato che l’accordo era stato firmato “a gran velocità dopo che il concorso ufficiale era stato dichiarato deserto” e che avrebbe impedito “per almeno 15 anni al ministero, e per tanto allo Stato &#8211; che secondo la Costituzione è responsabile dell’anfiteatro &#8211; di decidere liberamente sull’uso e l’immagine del monumento”.<br />
In conferenza stampa Della Valle di è difeso: “ Per il restauro del Colosseo non abbiamo chiesto niente in cambio. Non c’è scambio commerciale. Ho sentito e letto stupidaggini e cose ridicole. Non esiste la possibilità di utilizzare il logo del Colosseo, non esiste nessuna contropartita. Però pensiamo che sarebbe stata una buona cosa che un gruppo italiano facesse qualcosa per l’immagine e il bene del Paese”.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.clarin.com/sociedad/Peligran-reparaciones-Coliseo-Roma_0_627537389.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Peligran las reparaciones del Coliseo de Roma"]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Con Mario Monti, che viene ascoltato con attenzione, e con l'altro Mario, Draghi, Presidente della BCE, l'Italia è tornata in Europa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/El País.png" width="150" height="30" alt="El País"  title="El País"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p><em></em><strong>Monti vara misure per sbloccare il paese e recuperare influenza nell&#8217;Unione Europea</strong></p>
<p>Rafforzato da una fama di riformista e liberalizzatore conquistata quando rivestaiva il ruolo di potente commissario europeo per la concorrenza, l&#8217;attuale Presidente del Consiglio italiano Mario Monti può riuscire in qualcosa che nessuno dei suoi predecessori, di destra o di sinistra, ha mai ottenuto: sbloccare l&#8217;Italia. Benché quello che è successo con il naufragio della nave da crociera Costa Concordia abbia messo in luce il lato oscuro di un&#8217;Italia che Monti vuole cambiare.</p>
<p>Non si tratta solo di far quadrare i conti pubblici tramite tagli, aumenti delle tasse o riforme delle pensioni. Le sue proposte in proposito sono già state approvate dal Parlamento. Adesso Monti si propone di farla finita con i privilegi e i corporativismi di tanti settori dell&#8217;economia e della società italiana, introducendo un maggiore grado di concorrenza: orari di apertura degli esercizi commerciali, liberalizzazione delle tariffe di avvocati, architetti e notai, ampliamento delle licenze delle farmacie, eccetera. Con questo obiettivo, che dovrà essere seguito da una riforma della pubblica amministrazione, si propone di dinamizzare l’economia italiana ormai fossilizzata.</p>
<p>Non gli sarà facile. Stanno esplodendo scioperi e manifestazioni per evitare che si tocchino gli interessi di parte. Quello dei camionisti, che protestano per l&#8217;aumento del prezzo della benzina e per la concorrenza sleale degli autisti dell&#8217;Est; quello dei tassisti, che non vogliono che si moltiplichi il numero delle licenze; o quello del settore ferroviario che Monti vuole liberalizzare: gli scioperi cominciano a farsi sentire sulla vita quotidiana degli italiani. Questi ultimi, tuttavia, sembrano appoggiare ampiamente l&#8217;impulso riformista di ciò che si era presentato come un governo “tecnocrate”, benchè con una data di scadenza: la primavera del 2013.</p>
<p>Monti ha ricevuto l&#8217;appoggio esplicito della Merkel e di Sarkozy, consapevoli che &#8211; molto più che in Grecia &#8211; il futuro dell&#8217;Euro si gioca in Italia, la terza economia dell&#8217;eurozona. Resta da vedere se si sia creato un triumvirato tra i governi dei tre paesi fondatori dell&#8217;UE. Se fosse così, entrare in questo direttorio sarà una sfida per la Spagna e Rajoy.</p>
<p>In ogni caso, con Mario Monti, che viene ascoltato con attenzione, e con l&#8217;altro Mario, Draghi, Presidente della BCE, l&#8217;Italia è tornata in Europa. Ma se Monti oggi ricopre la carica di Presidente del Consiglio è anche grazie al fatto che la cancelliera tedesca l’ha avuta vinta su un ineffabile Berlusconi che prometteva sempre riforme e poi non faceva nulla, salvo mettere il pericolo la validità dell&#8217;Euro.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://internacional.elpais.com/internacional/2012/01/30/actualidad/1327886674_464594.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "El regreso de Italia"]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Perché l&#8217;Italia dovrebbe assomigliare di più alla Germania</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:53:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi d'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Il nuovo capo del governo italiano Mario Monti non è soltanto un politico, ma soprattutto un esperto di economia. Nella Germania Monti vede un esempio per l'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Die Welt.png" width="150" height="30" alt="Die Welt"  title="Die Welt"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p>Il nuovo capo del governo italiano Mario Monti non è soltanto un politico, ma soprattutto un esperto di economia. Nella Germania Monti vede un esempio per l&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Presidente, il suo mestiere principale, a cui ha detto di voler tornare, è quello di economista. Cosa dice il Professor Monti dell&#8217;attuale crisi finanziare e della crisi dell&#8217;Euro?</p>
<p><strong>Mario Monti:</strong> Posso soltanto ribadire ciò che il Professor Monti ripete da tempo. E cioè che innanzitutto la crisi dell&#8217;Euro non esiste. L&#8217;Euro è ancora molto forte – grazie soprattutto alla Banca Centrale Europea e all&#8217;indipendenza di quest&#8217;ultima. Sicuramente anche per l&#8217;Euro ci sono alti e bassi, ma tutto sommato è una moneta estremamente stabile. Naturalmente molti stati dell&#8217;Eurozona stanno vivendo una crisi finanziaria legata in buona misura all&#8217;indebitamento degli Stati membri. Entità e drammaticità dell&#8217;indebitamento variano molto tra i singoli stati, lo sappiamo bene. E una delle sfide per i prossimi mesi sarà trovare una via per governare e guidare un&#8217;Europa caratterizzata da disuguaglianze così forti.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Questa crisi quanto è legata all&#8217;Europa?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Dobbiamo finalmente imparare che questa crisi non è la conseguenza di un difetto del modello europeo, ma che viene dagli Stati Uniti. In Europa – e questo fa parte della nostra storia di successo – questa crisi non avrebbe potuto nascere. Virtualmente l&#8217;Europa si trova in una situazione eccellente. Dobbiamo soltanto comprendere e accettare questo fatto.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Oggi è il suo 57esimo giorno da Presidente del Consiglio italiano. Professore, aveva sottovalutato la montagna di problemi che deve affrontare?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Non credo. Conosco la mia Italia. Mi è sempre stato chiaro che il nostro Paese si trova davanti a problemi molto gravi, che si tratta di risolvere. Ma allo stesso tempo so che questi problemi sono risolvibili. E questi 57 giorni hanno rafforzato la mia convinzione che effettivamente sono risolvibili – l&#8217;Italia non è così renitente alle riforme quanto altrove talvolta si tende a considerarla.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> E gli italiani sostengono il suo programma di dolorose riforme?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Lo sostengono eccome! La grande maggioranza degli italiani sta dimostrando una maturità politica che molti non avrebbero creduto possibile. E mi fa piacere dirlo ai lettori tedeschi: gli italiani sono molto meno lontani da quello che in Germania si chiama cultura della stabilità di quanto in tanti sospettino. Il mio governo in breve tempo ha presentato agli italiani una serie di decisioni – senza  le procedure e i riti politici a cui finora si era abituati in Italia. Le decisioni sono state prese più rapidamente anche di quanto succeda  in Germania. Anche da voi i processi sono lunghi e ci sono molte istanze, vengono consultati tanti gruppi d&#8217;interesse e parti sociali.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Che cosa avete deciso precisamente?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Solo 16 giorni dopo il giuramento del governo abbiamo elaborato e fatto approvare da un&#8217;ampia maggioranza parlamentare una legge che prevede misure rigide per il consolidamento delle finanze pubbliche. La legge è entrata in vigore il primo gennaio. Le racconto un aneddoto simpatico:  poco fa ho incontrato a Parigi prima il Primo Ministro Fillon e poi il Presidente Sarkozy. Fillon mi disse: “Ho visto che ha portato avanti una riforma delle pensioni decisiva”. E poi mi ha chiesto: “Ma è una proposta del suo governo o soltanto un progetto? Perché il Presidente Sarkozy mi ha detto: ‘Sì, sì, gli italiani portano avanti un sacco di cose – ma non le concludono mai&#8217;.” E io allora ho potuto rispondergli: “No, no, non è un progetto, è una legge che è già entrata in vigore.” E pensi che contro questa legge – molto dolorosa – i sindacati hanno indetto uno sciopero di appena tre ore. Questa è una straordinaria prova di maturità da parte degli italiani</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> E come riesce a far approvare in parlamento progetti così rivoluzionari per l&#8217;Italia?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Difatti al momento in Italia c&#8217;è una sorta di grande coalizione – non dovrei dirlo in realtà, non lo si sente dire volentieri in Italia. In Italia ci sono tre partiti e gruppi politici rilevanti, che si combattono molto aspramente. Non si parlano neanche. Ma tutti e tre sostengono le misure impopolari che ha deciso il mio governo. Questo è quasi un miracolo!</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> E gli italiani sostengono la sua politica di tagli dolorosi?</p>
<p><strong>Monti:</strong> I sondaggi mostrano chiaramente che questo governo insolito, che non può offrire regali di nessun tipo, gode di uno straordinario sostegno da parte dei cittadini. Sebbene nulla di ciò che facciamo sia gradevole, ai cittadini interessano serietà e sincerità – poi sono anche disposti a fare sacrifici.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei chiede sacrifici agli italiani perché costretto dall&#8217;Unione Europea?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Assolutamente no. Non ho mai detto agli italiani che questi sacrifici sono necessari perché li vuole l&#8217;UE. Ho detto loro che dobbiamo realizzare queste riforme per un motivo completamente diverso: nell&#8217;interesse dei nostri figli e dei nostri nipoti. In ballo non c&#8217;è il nostro benessere, ma il futuro dell&#8217;Italia. Facciamo queste riforme non perché sono volute da fuori, ma perché decidiamo di farle noi. E i cittadini evidentemente la vedono allo stesso modo.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei sta dando l&#8217;idea di tanta armonia. Ma c&#8217;è un problema: lei è a capo di un governo “tecnico”, che vuole mettere in atto riforme al di là delle solite linee dei partiti. In quanto eletto, però, lei dipende da un parlamento che è responsabile dell&#8217;emergenza italiana. Crede davvero di poter ottenere l&#8217;appoggio necessario proprio da questo parlamento?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Ci troviamo in una situazione strana, ma molto interessante. È vero, i deputati potrebbero togliere il consenso a questo governo in qualsiasi momento.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> E la Lega Nord è all&#8217;opposizione!</p>
<p><strong>Monti:</strong> È vero. Eppure al momento disponiamo della maggioranza più larga di tutti i parlamenti del dopoguerra. Non condivido la sua espressione secondo cui tutti i partiti presenti in parlamento sono responsabili dell&#8217;emergenza italiana. Noto invece che i partiti per la maggior parte – da destra a sinistra – sostengono il mio programma, un programma che richiede agli italiani sacrifici significativi. Si potrebbe pensare che  questi partiti facciano come la Lega e si oppongano al mio governo nella speranza di guadagnare voti. Ma non lo stanno facendo. E per me questo è un segno del fatto che alla fine si prendono le loro responsabilità, senza guardare a successi populistici. I partiti – mi scusi per la formula altisonante – tengono al bene dell&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Come mai questa svolta sorprendente?</p>
<p><strong>Monti:</strong> In Italia c&#8217;è un abisso tra il mondo politico e l&#8217;opinione del popolo. Quando ho presentato il mio programma di governo in parlamento ho detto in modo molto gentile: noi vogliamo conquistare la fiducia dei deputati. Ma il vostro compito  sarà riconquistare la fiducia dei cittadini. Dovete dimostrare che per voi gli interessi della nazione vengono prima degli interessi del vostro partito. Sono convinto che i rischi per il mio governo non vengano dall&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> E da dove, invece?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Dall&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Ah sì? Io avevo capito che i problemi italiani fossero fatti in casa!</p>
<p><strong>Monti:</strong> Quello che noi proponiamo agli italiani e pretendiamo da loro sono sacrifici pesanti. Sono necessari per portare avanti riforme che portano a una nuova e maggiore crescita. Per questo scopo sono necessarie le liberalizzazioni, tra cui quella del mercato del lavoro, che richiederanno sacrifici a molti cittadini. Tutto questo gli italiani lo hanno nettamente accettato, stando ai sondaggi. Ma il problema è che nonostante questi sacrifici l&#8217;Unione Europea non ci viene incontro, ad esempio abbassando i tassi d&#8217;interesse. I sacrifici che gli italiani stanno facendo oggi porteranno i loro frutti tra tre, cinque o dieci anni, per i nostri figli. E purtroppo constatiamo che questa politica in Europa non gode del riconoscimento e della stima che obiettivamente meriterebbe. Se per gli italiani in un futuro prevedibile non ci saranno successi tangibili della loro volontà di risparmiare e di fare riforme, in Italia ci sarà una protesta – che si sta delineando già oggi – contro l&#8217;Europa e anche contro la Germania, che viene considerata a capo dell&#8217;intolleranza dell&#8217;Unione Europea. Io chiedo grossi sacrifici agli italiani, ma li posso pretendere solo se per loro si prospettano vantaggi concreti.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Questi vantaggi potrebbero non arrivare subito. Il suo governo è in una condizione difficile: è condannato al successo, che gli italiani vogliono. Ma se avrete successo, questo – a causa dei sacrifici di cui Lei ha parlato – sarà molto doloroso per gli italiani.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Se gli italiani accettassero che i sacrifici sono necessari, non vedrei in questo un successo del mio governo. Noi imporremo misure drastiche agli albi, alle corporazioni, e al mercato del lavoro incrostato. Ma posso vendere queste misure ai cittadini che ne soffriranno solo se portano a una nuova crescita. Ma non posso avere successo con la mia politica se non cambia la politica dell&#8217;UE. E se questo non avviene, l&#8217;Italia – che è sempre stata un paese molto filoeuropeo – potrebbe finire in mano ai populisti.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Oggi l&#8217;Unione Europea viene guidata dall&#8217;asse Berlino-Parigi. È un bene, visti gli equilibri del potere? Oppure bisogna  cambiare questo dominio germano-gallico?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Una buona cooperazione del tandem franco-tedesco, che oggi è un tandem tedesco-francese, è un presupposto necessario dello sviluppo dell&#8217;Europa. Ma questo non basta, specie in un&#8217;Europa di 27 nazioni. Penso che questo si sappia a Berlino e Parigi. Penso che tutta l&#8217;Europa approfitti dell&#8217;armonia tedesco-francese.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Da questa armonia è però escluso tutto il resto dell&#8217;Europa. E questo dovrebbe essere un buon equilibrio?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Se Germania e Francia svolgessero un ruolo di impulso, questo sarebbe un bene. Tutta l&#8217;Europa ne approfitterebbe. Ma in questo caso entrambi i paesi dovrebbero comportarsi in modo tale da includere anziché escludere altri stati, come hanno fatto in passato. C&#8217;è il rischio che si verifichi quest&#8217;ultima ipotesi. Ovviamente i due paesi alla guida dell&#8217;Europa non dovrebbero presentarsi in modo troppo autoritario. Infatti, qual è stato il peggior errore commesso nell&#8217;UE negli ultimi dieci anni? È stato commesso nel 2003, quando Germania e Francia non rispettarono i criteri di Maastricht: è stato un errore madornale! Questi due paesi non dovrebbero quindi scandalizzarsi più di tanto. Per questo ho gradito molto l&#8217;invito della Signora Merkel e del Signor Sarkozy di iniziare un nuovo dialogo sistematico. In effetti un&#8217;Europa bipolare sarebbe una cattiva Europa. I due commetterebbero un&#8217;errore gravissimo se credessero di poter gestire da soli l&#8217;UE. L&#8217;Europa deve avere più centri. E l&#8217;Italia è uno di questi.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Allora devo essere più chiaro: l&#8217;Italia vuole e deve tornare a essere attore centrale nell&#8217;UE?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Vogliamo proprio questo. E credo che molti in Europa pensino che l&#8217;Italia oggi in Europa non sta giocando il ruolo che le spetterebbe. Siamo un paese forte e orgoglioso, con un&#8217;economia fondamentalmente efficace. Ho sempre avuto un rapporto di stima reciproca con la Signora Merkel e un rapporto eccellente con il vostro ministro delle finanze Schäuble. Vede, io ho sempre lavorato per un&#8217;Italia che assomigliasse il più possibile alla Germania. Ho sempre voluto un&#8217;Europa della competizione, che fosse il più possibile legata all&#8217;idea dell&#8217;economia sociale di mercato pensata da Ludwig Erhard. Come vede, i miei sentimenti sono molto tedeschi. Posto ciò, dico che l&#8217;Italia può tornare e tornerà a giocare un ruolo più importante.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei ha detto che chiede alla grande Germania più rispetto nei confronti delle istituzioni europee. Che cosa intende?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Prenda il famoso incontro di Deauville tra la Signora Merkel e il Signor Sarkozy. È stato sicuramente molto creativo. Ma quello di cui si è parlato lì non era sicuramente in accordo con le regole dell&#8217;Unione Europea. Si è trattato di un&#8217;azione individualista e incoerente. È di fondamentale importanza per l&#8217;Europa il rispetto incondizionato delle regole. E questo vale in modo particolare per i grandi Paesi. Se i grandi paesi violano le regole – come ha fatto la Germania nel 2003 – non possono aspettare che le rispettino quelli piccoli. I grandi Paesi hanno una grande responsabilità, di cui in Europa non sempre sono stati all&#8217;altezza. Noi lo rivendicheremo.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Di quali temi parlerà oggi a Berlino con la Signora Merkel?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Voglio informarla in modo dettagliato sulle riforme complesse e dolorose che in Italia non abbiamo discusso, ma deciso. Inoltre voglio informarla di quello che deciderà il mio governo nelle prossime settimane. Voglio portare a sua conoscenza quanto siamo disposti a portare avanti le riforme. Voglio mostrarle quanto siamo consapevoli che il rigore nei conti pubblici è indispensabile. Voglio presentarle un&#8217;Italia sicura di sé e orgogliosa.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Quindi informerà solo sui progressi dell&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Niente affatto. Voglio parlare con lei delle iniziative dei nostri tre paesi di portare avanti la crescita. Sappiamo perfettamente che se in Europa solo pochi paesi presentano una crescita significativa, questo non basta.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei è a favore degli Eurobond, la Signora Merkel è contraria. Cambierà la sua opinione, a breve o a lungo termine?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Questo tema non sarà al centro delle nostre consultazioni.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Ma sarà sicuramente un argomento importante nel corso dei colloqui con lei e gli altri che si terranno nelle settimane e nei mesi a venire.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Ha ragione. Ma gli Eurobond non devono essere uno strumento per evitare o mettere a repentaglio la disciplina nei conti pubblici.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Per tornare alla politica interna dell&#8217;Italia: uno dei tanti problemi del suo paese sono le retribuzioni estremamente alte dei parlamentari. Il capo degli stenografi del parlamento italiano guadagna poco meno del Re di Spagna. In che modo vuole riuscire a tagliare questi privilegi?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Un momento, lo stenografo non è un deputato, ma un impiegato..</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> &#8230;lo so. Lo prendo solo come esempio per dimostrare che l&#8217;apparato politico in Italia costa troppo.</p>
<p><strong>Monti:</strong> È vero. Le spese per i parlamentari in Italia, come negli altri paesi europei, vengono stabilite dal parlamento. Il governo ha solo un&#8217;influenza limitata su questo. Ci occuperemo di questo argomento. Lo Stato e l&#8217;amministrazione pubblica devono essere più modesti in futuro – ma devono anche prendere le decisioni giuste perché in futuro persone con una buona formazione e grande talento siano disposte ad andare nell&#8217;amministrazione pubblica. Questo comporterà costi. Ma è vero che anche in questo settore dobbiamo risparmiare. Io ho fatto la mia minuscola parte rinunciando al mio stipendio di Presidente del Consiglio. Scherzi a parte: so bene che questo è solo una goccia nell&#8217;oceano.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Come vuole risolvere il problema più grande dell&#8217;Italia, la corruzione?</p>
<p><strong>Monti:</strong> La corruzione non è solo un problema italiano – anche se è vero che da noi rappresenta un problema particolarmente grave. Sono convinto che il miglior modo di combattere la corruzione sia favorire la competizione. La corruzione cresce rigogliosa laddove ci sono i monopoli e manca la concorrenza. Più competizione significa meno spazio per la corruzione. Più coerentemente seguiamo gli standard europei nelle gare di appalto, più riduciamo lo spazio che rimane alla corruzione.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Di questo complesso di problemi fa parte anche l&#8217;evasione fiscale, che in Italia è di dimensioni spaventose.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Infatti. Abbiamo preso misure per combatterla, anche contro le resistenze dell&#8217;opposizione – per esempio di Silvio Berlusconi, che vede nascere un regime di controllo illegittimo. Ma ripeto: si tratta soprattutto di rendere impossibile la corruzione – e il modo migliore per ottenere questo è rafforzare la competizione. Ma questo non basta. Dobbiamo anche creare maggiore senso civico in questo paese. I cittadini, ciascuno per se stesso, devono rendersi consapevoli della loro responsabilità per la cosa pubblica. Anche questo sarebbe un contributo per favorire competizione, trasparenza e coesione nella società.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Recentemente ha detto che il suo è “un governo strano”. Come mai?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Sì, in effetti è strano. Già solo perché, per il modo in cui è nato e composto e per gli obiettivi che persegue, è completamente diverso dagli altri governi del dopoguerra. Nessun membro del governo, me compreso, si è candidato per un mandato, nessuno di noi è stato eletto. E allo stesso tempo abbiamo un sostegno largo quanto nessun governo prima di noi. Eppure nessuno dei partiti presenti in parlamento può dire che questo governo persegua i suoi obiettivi specifici. E infine le assicuro che mai e poi mai sarei stato disposto a entrare in un governo che non fosse strano.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei governa con il sostegno del Parlamento. Ma poiché nessuno dei partiti presenti in Parlamento è presente nel suo governo, in qualche modo governa aggirando il Parlamento.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Niente affatto. Molti parlamentari mi hanno detto: il suo governo riconosce il lavoro di noi deputati molto più dei governi precedenti, lei stima molto di più il nostro lavoro. Perché adesso non sono più i partiti a decidere le singole leggi tramite il vincolo di voto del gruppo parlamentare. Il governo deve cercare il consenso del Parlamento legge per legge. Questo attribuisce ai deputati maggiore competenza decisionale, ma allo stesso tempo hanno più responsabilità – ciascuno per sé. Non sono più legati così fortemente come in passato alla disciplina di partito. Come vede, non si può parlare di svalutazione del Parlamento.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Il suo governo, come ha dichiarato lei, non si occuperà in alcun caso della riforma del diritto elettorale. Non capisco perché, visto che l&#8217;attuale legge elettorale ha causato l&#8217;emergenza politica che lei ora, come governo di emergenza, deve affrontare. Per raggiungere successi stabili dovrebbe cambiare al più presto la legge elettorale.</p>
<p><strong>Monti:</strong> Per rispondere con un po&#8217; di ironia: dobbiamo lasciare qualcosa da fare anche ai partiti. Ammetto che questa non è una risposta troppo seria. La questione della legge elettorale è di così grande e fondamentale importanza che non vedo in che modo proprio questo governo tecnico, dichiaratamente non politico, potrebbe contribuire alla sua soluzione. Ovviamente possiamo elaborare una proposta – ma per fare questo non siamo di certo più qualificati dei partiti esistenti. Noi siamo al governo per risolvere urgenti problemi economici e di politica finanziaria, siamo al governo per dare un impulso di liberalizzazione alle strutture incrostate del mercato del lavoro italiano e per eliminare o almeno ridurre i vecchi privilegi a diversi livelli. E questo lo possiamo fare – spero meglio dei partiti.  </p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Lei ha detto di voler essere Presidente del Consiglio solo fino alle elezioni politiche del 2013. Forse adesso ci ha preso gusto e potrebbe immaginarsi di continuare a governare dopo?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Assolutamente no. Non sono un politico e non ho intenzione di diventarlo. Assolvo a questo compito, dopodiché tornerò a dedicarmi alle cose che per me hanno maggior valore.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, Altiero Spinelli hanno scritto un manifesto per un&#8217;Europa unita a Ventotene, sull&#8217;isola dei confinati. E dopo la guerra gli italiani sono stati a lungo europeisti entusiasti. Questa ormai è acqua passata. Che fine ha fatto l&#8217;utopia di Ventotene?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Un anno fa è stato fondato il Gruppo Spinelli, dedito al rilancio proprio di questo spirito. Io ne faccio parte. Che non si parli più tanto di questa utopia è dovuto anche al fatto che essa in buona parte è da tempo diventata realtà. L&#8217;Unione Europea esiste – le manca solo una struttura politica solida. Ma costruirla non è più una questione di utopie.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> La struttura che lei chiede porterebbe agli Stati Uniti d&#8217;Europa?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Sono convinto che non avremo mai gli Stati Uniti d&#8217;Europa. Anche perché non ne abbiamo bisogno. Il grande tema europeo è la sussidiarietà, in due direzioni. Determinati compiti che prima erano di competenza nazionale devono passare alla comunità europea, e in parte ci sono già passate. E quelle competenze che non ha senso passare all&#8217;Europa devono restare agli Stati nazionali o addirittura passare a livelli più bassi.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> In Italia, così come in Germania, i cittadini per molto tempo sono stati convinti dell&#8217;Europa unita perché era in chiaro contrasto con gli anni di guerra e distruzione che l&#8217;hanno preceduta. Ai giovani oggi questo non basta più come motivazione per l&#8217;UE. L&#8217;Europa ha bisogno di un nuovo modo di essere raccontata?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Sì. E non si può più parlare solo di guerra e pace – anche se penso che senza il processo di unificazione europea non si potrebbero escludere confrontazioni e guerre. Oggi ci sono in gioco soprattutto questioni di identità e di benessere. Per dirla chiaramente: l&#8217;Unione Europea è l&#8217;unica risposta pensabile e sostenibile ai problemi che pone la globalizzazione.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Come valuta il ruolo della Germania in Europa? Cosa pensa della Germania?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Mi piace molto la Germania. Soprattutto per la sua conquista più grande, l&#8217;economia sociale di mercato. È un modello meraviglioso. La Germania l&#8217;ha sviluppata e poi esportata in Europa, in tre tappe: i contratti di Roma del 1957, il contratto di Maastricht e infine il contratto di Lisbona. La Germania è il paese che ha dato di più all&#8217;Europa – ossia un modello di società funzionante e ben equilibrato.</p>
<p><strong>Welt Online:</strong> Durante la lunga era Berlusconi l&#8217;Italia era un paese ideologicamente diviso in modo netto e inconciliabile. Il suo governo riuscirà a riunificare e riconciliare l&#8217;Italia?</p>
<p><strong>Monti:</strong> Al momento in Italia c&#8217;è un sentimento di unità forte come non lo era da molto tempo. Il mio governo dispone, come già detto, della più ampia maggioranza parlamentare nella storia di questa Repubblica. I conduttori dei talk show televisivi iniziano a lamentarsi perché non riescono più a organizzare dibattiti che vengano condotti con ostilità appassionata. Se così vuole, abbiamo unito un po&#8217; l&#8217;Italia. Ma la politica continuerà anche a dividere le persone. Il mio ideale sarebbe ritornare a una politica in cui ci sono sì le divergenze su cui bisogna poi confrontarsi e litigare. Ma deve anche esserci – e questo sarebbe una novità – un forte senso del bene comune, degli interessi comuni. Spero fortemente che l&#8217;Italia dopo le elezioni del 2013 ritorni a una dialettica politica normale – e a uno stile politico moderato, senza inimicizie a prescindere.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.welt.de/politik/ausland/article13808298/Warum-Italien-mehr-wie-Deutschland-sein-sollte.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Warum Italien mehr wie Deutschland sein sollte    " di Thomas Schmid]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Volgari provocazioni contro l&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ItaliaDallEstero.info</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Il giornalista dello Spiegel Jan Fleischhauer indigna l'Italia con il suo articolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Die Zeit.png" width="150" height="30" alt="Die Zeit"  title="Die Zeit"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Il giornalista dello Spiegel Jan Fleischhauer indigna l&#8217;Italia con il suo articolo. Dalle fila di Berlusconi arriva pronta la reazione con paragoni al nazismo. Entrambi se la prendono con l&#8217;Euro.</em></p>
<p>&#8220;Odio i tedeschi: arroganti e saccenti! &#8220;E odio gli italiani: spacconi e rumorosi! Più di ogni altra cosa però&#8230; odio le generalizzazioni&#8221;, così ha scritto su Twitter venerdì scorso un utente italiano.<br />
Il detonatore della rabbia espressa tramite Tweets è stata la polemica che ha recentemente riacceso l&#8217;eterno odio-amore tra Germania e Italia. Stavolta a dare fuoco alle polveri è stato il giornalista dello Spiegel Jan Fleischhauer e dopo di lui ci ha pensato il caporedattore de Il Giornale Alessandro Sallusti a condurre la polemica a degli eccessi ripugnanti.</p>
<p>&#8220;Ha forse sorpreso qualcuno che il capitano della sventurata Costa Concordia fosse un italiano?&#8221;, ha scritto Fleischhauer nel suo articolo dal titolo &#8220;Fuga all&#8217;italiana del capitano&#8221;. &#8220;Qualcuno riuscirebbe forse a immaginare un capitano tedesco, o diciamo inglese, compiere quella stessa manovra, fuga inclusa?&#8221; Leggendo meglio si capisce subito che l&#8217;autore non parla dell&#8217;incidente della nave da crociera, ma di qualcosa di molto diverso: degli errori alla nascita dell&#8217;Euro.</p>
<p>È vero anche che Fleischhauer precisa che sarebbe scorretto prendere il capitano della sventurata Costa Concordia, Francesco Schettino, come stereotipo dell&#8217;italiano tipico. Tuttavia, prosegue dicendo che gli stereotipi servono per capire meglio il mondo in cui viviamo. La crisi monetaria per esempio ci mostra &#8220;cosa può succedere se trascuriamo la psicologia dei popoli per ragioni politiche.&#8221; L&#8217;errore alla nascita dell&#8217;Euro, secondo l&#8217;opinione di Fleischhauer, è stato &#8220;costringere culture economiche molto diverse nella camicia di forza di una moneta comune&#8221;. E questo dice già tutto.</p>
<p><em>Titolo shock &#8220;Noi abbiamo Schettino, voi avete Auschwitz&#8221;</em></p>
<p>Fleischhauer non è di certo l&#8217;unico in Germania a sostenere questa tesi. E non è neanche l&#8217;unico a sottolineare la necessità di parlare chiaramente, superando le generalizzazioni della sinistra. Anzi è in buona compagnia. E non solo in Germania. Per esempio a dargli man forte arriva il caporedattore del quotidiano della famiglia Berlusconi, Il Giornale, Alessandro Sallusti.</p>
<p>Due giorni dopo l&#8217;articolo di Fleischhauer Il Giornale apriva in prima pagina con il titolo shock &#8220;Noi abbiamo Schettino, voi avete Auschwitz&#8221;. &#8220;Il settimanale Der Spiegel&#8221; scrive Sallusti nel suo editoriale &#8220;rimprovera agli italiani di essere dei vigliacchi. Inoltre non sono una razza. I tedeschi invece lo sono e come. E lo hanno dimostrato. Con Hitler.&#8221;</p>
<p>Aprire con un titolo del genere proprio il giorno della commemorazione della liberazione di Auschwitz è a dir poco raccapricciante. Sallusti non è un giornalista inesperto. Dietro la volgare provocazione si cela calcolo politico.<br />
Nelle ultime settimane in Italia il malumore verso il programma di riforme di Monti è cresciuto drasticamente. E contemporaneamente riscuote sempre più consensi quella frangia populista che ritiene l&#8217;Europa, specie la Germania, responsabile delle disgrazie italiane.</p>
<p>Pochi giorni fa la Lega Nord ha esortato Berlusconi a &#8220;staccare la spina&#8221; e far finalmente cadere il governo di Monti. Berlusconi ha risposto all&#8217;ex-alleato, dicendo che in questa fase sarebbe &#8220;irresponsabile&#8221; far cadere il governo. Infatti, se si dovesse andare alle urne, sarebbe il suo partito, il PDL, a essere condannato alla sconfitta secondo i sondaggi.</p>
<p><em>Fleischhauer e Sallusti fanno lo stesso gioco</em></p>
<p>Tuttavia l&#8217;appoggio al governo Monti non aiuta a ottenere popolarità. &#8220;Al momento Berlusconi esita tra una riluttante fedeltà al governo e la tentazione di cedere agli istinti populistici del suo partito&#8221;, scrive il caporedattore de La Repubblica Ezio Mauro.</p>
<p>La soluzione è semplice: Mentre il capo recita la parte del fedele europeista, i suoi organi di stampa fomentano il risentimento antieuropeo. Quando per esempio un mese fa è stato reso noto che Angela Merkel si era espressa in favore delle dimissioni di Berlusconi, Il Giornale scriveva in prima pagina &#8220;È stata la culona&#8221;. Dal canto suo, Libero, anch&#8217;esso molto vicino al PDL, ha pubblicato pochi giorni fa una caricatura in cui la cancelliera, nei panni di Schettino, abbandona a bordo di una scialuppa un&#8217;Europa che affonda.</p>
<p>Quindi a uno sguardo più attento, appare chiaro che Fleischhauer e Sallusti fanno lo stesso gioco. L&#8217;EU come comunità di culture e di interessi, secondo loro, è fallita. Tuttavia esattamente nella stessa settimana in cui i due lanciavano le loro provocazioni, sei quotidiani europei pubblicavano un&#8217;intervista allo scrittore italiano Umberto Eco con il titolo &#8220;Solo la cultura ci unisce&#8221;. &#8220;Di fronte alla crisi economica non dobbiamo dimenticare che oltre alle guerre solo la cultura ci unisce&#8221; dice Eco. In questo momento la nostra priorità assoluta &#8211; spiega più avanti il professore di Alessandria &#8211; è quella di rafforzare l&#8217;identità europea. A questo scopo si potrebbe pensare a stampare sulle banconote dell&#8217;euro i volti di importanti figure della nostra storia culturale comune. Thomas Mann, Roberto Rossellini, Claude Chabrol. Certo non Adolf Hitler. O Francesco Schettino.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.zeit.de/politik/ausland/2012-01/medien-streit-italien-spiegel" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Geschmacklose Provokationen gegen den Euro" di Fabio Ghelli]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli italiani hanno pensato che bastasse far parte dell’UE per essere al riparo da crisi economiche</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 03:17:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/>L’Italia è in pieno fermento. Il governo di transizione si sta dando da fare per portare a termine la ristrutturazione economica ed il risanamento del bilancio statale. Sommerso da un gravoso indebitamento, lo Stato cerca gli strumenti per ridurre le spese ed aumentare le entrate con un nuovo piano di riforme che doveva essere varato venerdì scorso. Salvatore Cantale, docente alla IMD, fa un’analisi dei fatti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Le Temps.png" width="150" height="30" alt="Le Temps"  title="Le Temps"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/switzerland.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Svizzera" /><br/><p><strong>Salvatore Cantale, docente di finanza alla IMD [International Institut for Management Development, N.d.T.] di Losanna, fa un’analisi obiettiva e super partes della crisi economica e sociale che sta colpendo l’Italia<br />
</strong><br />
<strong>L’Italia è in pieno fermento. Il governo di transizione si sta dando da fare per portare a termine la ristrutturazione economica ed il risanamento del bilancio statale. Sommerso da un gravoso indebitamento, lo Stato cerca gli strumenti per ridurre le spese ed aumentare le entrate con un nuovo piano di riforme che doveva essere varato venerdì scorso. Salvatore Cantale, docente alla IMD, fa un’analisi dei fatti.<br />
</strong><br />
<strong>Lei è stato in Italia di recente? Che atmosfera si respira laggiù, tre mesi dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi e l’insediamento al vertice del paese di un governo ad interim?<br />
</strong><br />
Sono stato in Sicilia a Natale, dove ho trascorso due settimane con la mia famiglia. Laggiu’ la gente è arrabbiata ma allo stesso tempo rassegnata, è preoccupata di quello che sta accadendo in Italia e sa che sarà difficile rimettere in carreggiata il paese. Si rende conto che la recessione sta prendendo piede. Ho anche notato un sentimento di abbandono al proprio destino, lo stesso che ho rilevato recentemente in Grecia. Ma allo stesso tempo, gli italiani si aspettano che i responsabili politici indichino la via da seguire. Ciò non vuol dire che abbiano fiducia in loro, ma sono coscienti che non possono fare nulla in prima persona. Questo comportamento è ben diverso da quello che prevale negli Stati Uniti, dove la gente si domanda cosa può fare per uscire da questa difficile situazione. In Italia, come in Europa, le persone si affidano ai politi, anche se questi non godono di alcun credito. In Sicilia un giovane diplomato su due è disoccupato.</p>
<p><strong>Quale eredità ha lasciato all’Italia Silvio Berlusconi?<br />
</strong><br />
Tutti gli indicatori economici – crescita, disoccupazione, deficit statale, debito pubblico – sono in uno stato peggiore rispetto a venti anni fa. Non siamo neanche più competitivi. Le piccole e medie imprese, motore dell’economia italiana, non hanno più la stessa vitalità. Il mondo degli affari non si identificava più in lui, si è sentito tradito. Quando è entrato in politica, Silvio Berlusconi, a capo di un impero immobiliare e mediatico, veniva considerato come l’esempio dell’uomo di successo. Aveva posto fine a decenni di governi precari. Sul piano politico però, l’epoca Berlusconi ci hanno fatto perdere la fiducia nella classe politica.</p>
<p><strong>In queste circostanze, Mario Monti, il primo ministro a capo del governo in attesa delle elezioni politiche del 2013, è arrivato come un salvatore …<br />
</strong><br />
Certamente dà speranza. Gli italiani pensano che Mario Monti e il suo governo di professori non siano al potere per trarre vantaggi personali. L’ho gia’ conosciuto: è una persona che ispira fiducia. Temo però che la speranza venga delusa. Gli italiani non hanno ancora idea delle sofferenze che dovranno subire nei prossimi tre-cinque anni. La cura a base di tagli adottata dal governo è senza precedenti. Il suo obiettivo è di risparmiare 20 miliardi di euro e raggiungere il pareggio in bilancio nel 2013. Sarà difficile, ma se vogliamo meritarci il posto all’interno del G7, questa è la via da seguire.</p>
<p><strong>Dobbiamo temere crisi sociali a causa del programma di austerità?<br />
</strong><br />
Gli italiani dovranno tirare la cinghia e fare sacrifici. Guardate ad esempio le manifestazioni dei liberi professionisti (tassisti, avvocati, notai) che si oppongono all’apertura del loro settore alla libera concorrenza. La liberalizzazione permetterà l’accesso [nel mondo del lavoro] a più persone, ma ridurrà i loro profitti. Quando si tratta della teoria tutti sono d’accordo a prendere provvedimenti, ma quando vengono toccati personalmente, non ci stanno. In Italia, lo Stato e i sindacati hanno sempre protetto le professioni per scopi elettorali. La crisi economica e sociale che ci sta colpendo è il risultato di una politica conservatrice vecchia di cinquant’anni. La mancanza di concorrenza ha ucciso gli investimenti, lo spirito d’impresa e l’innovazione. Molti italiani hanno creduto che bastasse far parte dell’UE per sentirsi al riparo da crisi economicche e sociali. Ma non abbiamo fatto nulla per adattarci. Per esempio, gli italiani non conoscono le lingue straniere. Oggi non sono in grado di approfittare dell’apertura del mercato del lavoro all’interno dell’UE, ma criticano quelli che vengono a lavorare a casa nostra. Il lavoro, come fattore di produzione è fermo. Gli italiani pensano che saranno sempre al centro del mondo.</p>
<p><strong>Qual è il margine di manovra di cui dispone il governo Monti?<br />
</strong><br />
Ha fatto approvare alcune leggi che mirano a riassestare il bilancio statale, in particolare aumentando le imposte e tagliando le spese. Per il futuro, propone di liberalizzare alcune professioni. Vorrebbe anche privatizzare alcune aziende statali, per esempio il servizio bancario delle Poste, l’energia e le autostrade. Personalmente penso che non abbia alcun margine di manovra nei confronti dell’UE. Non ha alcun potere di trattativa con Angela Merkel e Sarkozy, che sono i pezzi massimi dell’economia europea. Chiede inutilmente che la Germania s’impegni maggiormente per fare abbassare i tassi di interesse che l’Italia deve pagare per rifinanziarsi sul mercato. Molti italiani, ma anche molti greci, hanno l’impressione che la Francia e la Germania vogliano soprattutto salvare le proprie banche, molto esposte al debito italiano e greco. </p>
<p>Mario Monti avrebbe potuto usare questa leva per spingere la Germania a una maggiore solidarietà. Avrebbe dovuto utilizzare lo spettro della caduta dell’euro e spingere i governanti europei ad agire, per esempio emettendo degli euro bond e aiutando i paesi in difficoltà. Mario Monti avrebbe potuto anche chiedere alla Germania di ammorbidire la propria posizione sul ruolo della BCE nella crisi del debito. Berlino si oppone all’acquisto da parte della BCE del debito sovrano dei paesi della zona euro. In base alla dichiarazione stessa dei dirigenti, l’Europa poteva fare a meno della Grecia, ma non dell’Italia.</p>
<p><strong>Non c’è alternativa all’austerità?<br />
</strong><br />
Non dico di essere d’accordo su tutte le misure che obbligano la popolazione a continuare a tirare la cinghia, ma abbiamo bisogno di crescita. Non solo, bisogna che sia solida. Un tasso di crescita del 2% nei prossimi due anni non risolve nulla. Si può anche usare l’arma dell’inflazione per fare abbassare l’indebitamento, ma questa soluzione è inaccettabile per la Germania. È anche contraria al primo compito della BCE, che è il controllo dell’inflazione. In realtà non credo che le misure prese dal governo Monti condurranno ad una sferzata al consumo, a creare posti di lavoro e rilanciare l’economia e, senza crescita, le entrate statali diminuiscono. In breve, la prospettiva è un circolo vizioso. È desolante vedere che i rimedi che vengono applicati all’Italia sono già stati sperimentati senza risultato in Grecia. Non abbiamo imparato nulla da quello che è accaduto nella penisola ellenica.</p>
<p><strong>Mario Monti non può aspettare una solidarietà europea per uscire da questa difficile situazione?<br />
</strong><br />
E’ stupendo avere una persona rispettabile a capo del governo; ma è più importante avere un capo che possa decidere in prima persona se la situazione lo esige, e Mario Monti non lo è. Lui mira a nuovi finanziamenti a tassi accettabili, ma così non va. La settimana scorsa abbiamo festeggiato troppo il fatto che l’Italia ha incassato 4 miliardi di euro, visto che gli interessi erano arrivati a quasi l’8 percento annuo. A questi tassi i finanziatori si faranno avanti senza tanti problemi, tanto più perché sanno che i buoni emessi sono garantiti dallo Stato o dal Fondo Europeo di Stabilità Economica. Sappiamo che la sola idea che un paese come l’Italia possa fallire fa tremare le istituzioni finanziarie europee. A titolo d’esempio, la compagnia assicuratrice tedesca Allianz possiede 28,6 miliardi di crediti italiani.</p>
<p><strong>Come può L’Italia rilanciare la propria crescita?<br />
</strong><br />
Non abbiamo bisogno di investimenti per pagare stipendi di lavori inutili. Tali stipendi devono essere piuttosto indirizzati alla produzione di ciò che i consumatori vogliono e chiedono. Tuttavia il clima non è favorevole. La burocrazia ha ucciso l’imprenditoria italiana. Negli Stati Uniti un’azienda impiega sette anni per entrare in borsa, da noi ce ne vogliono 40! Abbiamo bisogno di spinte alla crescita come [è stato fatto] in Cina, in India e negli altri paesi emergenti. Da noi, quando un giovane prende un’iniziativa, che non va a buon fine, tutti lo prendono in giro. Negli Stati Uniti non c’è da vergognarsi se non si fa centro al primo colpo. Da questo punto di vista la cultura italiana è intollerabile.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://letemps.ch/Page/Uuid/83bae6b4-43a0-11e1-8639-470d827ac0a1/Les_Italiens_ont_pensé_quil_suffisait_de_faire_partie_de_lUE_pour_être_à_labri_de_crises_économiques" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Les Italiens ont pensé qu’il suffisait de faire partie de l’UE pour être à l’abri de crises économiques" di Ram Etwareea  ]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Torturata, uccisa e sciolta nell&#8217;acido</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:50:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Lea Garofalo ha ripudiato la mafia e ha pagato con la vita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Der Spiegel.png" width="150" height="30" alt="Der Spiegel"  title="Der Spiegel"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Lea Garofalo ha ripudiato la mafia e ha pagato con la vita. Sarebbe stato il suo ex-convivente a dare l&#8217;ordine di ucciderla in modo bestiale. Ora la figlia dei due si è rivolta al tribunale affinché l&#8217;uomo venga condannato. Il tempo stringe: se entro luglio non si arriverà a una sentenza i presunti killer potrebbero tornare in libertà.</em></p>
<p>Quando Vincenza Rando entra nella sala delle udienze del Tribunale di Milano, la stanno già aspettando. &#8220;Buongiorno avvocatessa!&#8221;, risuona malignamente dalla &#8220;gabbia&#8221;, una cella di sicurezza completamente munita di sbarre, in cui cinque presunti mafiosi dagli sguardi foschi attendono le dichiarazioni dei testimoni.</p>
<p>La Rando è esperta di minacce. Troppo spesso ha dovuto sperimentare come siano diventate una sanguinosa realtà. Lavora da molti anni per l&#8217;organizzazione antimafia Libera, gode della fiducia di pentiti e vittime della criminalità. Nel processo per l&#8217;omicidio della trentacinquenne Lea Garofalo rappresenta la figlia di lei, Denise Cosco, che si presenta come parte lesa. Gli uomini in gabbia non sono killer su commissione qualunque, tra loro vi sono lo zio di Denise, il suo ex fidanzato e il padre.</p>
<p>Massimo Sabatino è uno dei non parenti, un viso butterato, un naso troppo lungo e grande, baffetti corti. Passeggia nervosamente su e giù dietro alle sbarre. Sabatino avrebbe già tentato di uccidere Lea Garofalo nel maggio 2008, la traditrice che lasciò il suo convivente portandosi via la figlia avuta da lui e che già dal 2002 cominciò a collaborare con la giustizia. Aveva deciso &#8220;di troncare ogni rapporto con la famiglia e il convivente, per condurre una vita nel rispetto della legge e onesta&#8221;, come scrisse in una disperata lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.</p>
<p>Sabatino entrò in casa travestito da idraulico e aggredì la Garofalo. Solo l&#8217;improvvisa comparsa della figlia le salvò la vita. &#8220;La sola persona che sapeva della lavatrice guasta era il mio fidanzato&#8221;, confidò poi all&#8217;avvocato Rando. In quel momento presagiva già che non si sarebbe trattato solo di un&#8217;aggressione.</p>
<p><em>&#8220;Non avrei mai dovuto lasciarla sola&#8221;</em></p>
<p>Nel novembre 2009 la Garofalo si incontrò un&#8217;ultima volta, secondo la procura di Milano, con il suo ex-fidanzato, per discutere del futuro della loro figlia Denise. Immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano Lea e la figlia allora diciassettenne in prossimità del cimitero vicino a via Montello. Dopodiché la madre scompare senza lasciare traccia. &#8220;Non avrei mai dovuto lasciarla sola&#8221;, si sfoga poi Denise. Suo padre, Carlo Cosco, avrebbe poi denunciato la scomparsa della madre. &#8220;Non ha guardato neanche una volta verso di me, ha detto solo che mia madre non è più riapparsa perché voleva sbarazzarsi di me. Era impassibile.&#8221;</p>
<p>Anche in aula si mostra così Carlo Cosco, un omone col naso da pugile e le lunghe sopracciglia diseguali. Saluta contento con la mano i suoi parenti che hanno preso posto dietro alla ringhiera in legno.</p>
<p>A quanto risulta Cosco avrebbe affittato un furgone tramite un intermediario e si sarebbe procurato una pistola già quattro giorni prima della scomparsa di Lea. Oltre ai 50 litri di acido. Massimo Sabatino e un altro accusato, il fidanzato di Denise Carmine Venturino, avrebbero poi rapito la Garofalo. Secondo l&#8217;accusa la vittima sarebbe stata torturata e uccisa con un colpo alla nuca. Il cadavere sarebbe stato portato nei pressi di San Fruttuoso e là sciolto nell&#8217;acido.</p>
<p>Se così è stato, gli autori hanno fatto un lavoro perfetto. Infatti è stato trovato il contenitore dell&#8217;acido, ma senza alcuna impronta o traccia di dna. I difensori degli accusati, in tutto sei, sostengono la teoria che Lea Garofalo non sia affatto morta.</p>
<p>Un omicidio senza cadavere, il caso è un tipico processo indiziario. E siccome è in corso in Italia, il fattore tempo è determinante. La giustizia è oberata in maniera cronica. Per arrivare all’emanazione della sentenza spesso ci vogliono molti anni. Gli accusati nel processo Garofalo resteranno sottoposti alla carcerazione preventiva fino a luglio, dopodiché saranno rimessi in libertà.</p>
<p>Dopo le prime sei udienze nel 2011, quando l&#8217;interrogatorio dei testimoni era già in pieno svolgimento, il giudice Filippo Grisolia, che presiedeva il processo, è stato chiamato al Ministero di Giustizia. La sua collega Anna Introini lo ha sostituito, ma ora tutti i testimoni devono essere riascoltati.</p>
<p>Anche Denise Cosco, testimone-chiave, dovrà esprimersi nuovamente contro suo padre, nascosta da un paravento, proprio accanto alla gabbia. Un peso enorme per la ragazza, che è stata ammessa al programma di protezione e che dalla rottura con la famiglia vive con una nuova identità. &#8220;Denise è una ragazza intelligente e decisa, che ha tagliato gli ultimi legami di sangue e sta affrontando una vita nell&#8217;isolamento, perché venga fuori la verità.&#8221;, dice il suo avvocato. Denise ha il sostegno di sua zia e della nonna, che figurano anch&#8217;esse in qualità di parti lese.</p>
<p><em>&#8220;Lea è stata uccisa due volte&#8221;</em></p>
<p>In un&#8217;intervista televisiva di novembre Marisa, sorella della Garofalo, lancia accuse pesanti allo stato italiano. &#8220;Mia sorella non è stata adeguatamente protetta&#8221;, dice. La Garofalo in effetti non ricevette una totale protezione e questo nonostante avesse fornito alla giustizia numerose informazioni sui clan della &#8216;Ndrangheta di Petilia Policastro e dovesse nascondersi dalla sua famiglia. Lea possedeva informazioni delicate in merito alle faide tra le famiglie Garofalo e Mirabelli. Riferì agli inquirenti di diversi omicidi di mafia che avevano avuto luogo negli anni Novanta in Lombardia, come quello a Antonimi Comperati (Antonino Comberiati, n.d.t.) nel 1995, al quale avrebbe partecipato anche suo fratello.</p>
<p>Le informazioni fornite da sua sorella non hanno mai portato ad alcun processo, dice la Marisa. Lea Garofalo nel frattempo era senza lavoro e senza dimora, cosa che alla fine la costrinse a uscire dal programma di protezione dei testimoni. &#8220;Mia sorella è stata uccisa due volte, una volta dall’autorità penale e la seconda dalla mafia.”</p>
<p>&#8220;Faremo tutto il possibile per evitare inutili sofferenze e guai alle persone coinvolte&#8221;, ha promesso il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro. Per i prossimi mesi sono previsti alcuni interrogatori, entro maggio tutti i testimoni saranno sentiti per arrivare a una sentenza entro luglio.</p>
<p>La conversione dell&#8217;impianto accusatorio da omicidio con matrice mafiosa a omicidio passionale è stata uno scandalo. Un trauma per Denise, non si è affatto trattato di omicidio per gelosia, come suggerisce la difesa con riferimento a una relazione della Garofalo con un altro uomo, ma di un atto di vendetta della mafia con un risultato chiaramente calcolato.</p>
<p>Martedì a Milano sarà collegato in videoconferenza l&#8217;ex-mafioso Angelo Cortese, che collabora dal 2008 con le autorità e che ha conosciuto Carlo Cosco nel carcere di Catanzaro. &#8220;Mi ha raccontato di sua moglie, che lo aveva lasciato e stava con un altro uomo. Mi chiese di uccidere Lea Garofalo&#8221; , riferisce Cortese. Ma lui prima avrebbe dovuto chiedere il permesso al suo boss. La cosa però si arenò, perché al tempo una faida tra clan avrebbe fatto troppo clamore.</p>
<p>La &#8216;Ndrangehta calabrese è l&#8217;organizzazione mafiosa più potente in Italia e dispone di una rete internazionale ampiamente diffusa. Da decenni è saldamente radicata anche in Lombardia il cui capoluogo Milano è considerato la roccaforte del traffico di cocaina del paese. Se negli anni Settanta i calabresi facevano denaro al nord principalmente con i rapimenti, l’attenzione si spostò rapidamente sul traffico di droga. Nel 2009 l&#8217;Istituto delle Ricerce Farmaceutiche a seguito di un&#8217;analisi delle acque di scarico di Milano ha calcolato che nella città vengono consumate giornalmente almeno 10.000 dosi di cocaina, percentuale che sale del 50% nel fine settimana.</p>
<p>Da un nuovo rapporto del gruppo S.O.S. Impresa risulta che con la crisi economica la mafia è diventata la principale finanziatrice delle piccole imprese che non ricevono più prestiti dalle banche. Con disponibilità liquide stimate in 65 miliardi di euro è la &#8220;Banca numero 1&#8243; in Italia, spiega un portavoce dell&#8217;organizzazione. Con un giro d&#8217;affari di 140 miliardi di euro la criminalità organizzata italiana farebbe circa 100 miliardi di profitto, che sono il 7% della capacità economica del paese.</p>
<p>Considerata la modernità della mafia, il destino di Lea Garofalo suona quasi anacronistico. E tuttavia è un risvolto della stessa medaglia. &#8220;Voleva essere libera, voleva che sua figlia crescesse dall&#8217;altra parte dell&#8217;angusto microcosmo dei clan e che ricevesse una buona formazione scolastica.&#8221;, ricorda l&#8217;avvocatessa Rando. &#8220;Ha sentito la sua morte vicina, ma ha cercato con tutte le sue forze di venir fuori dalla situazione.&#8221; Inutilmente. L&#8217;attivista antimafia confida in un giudizio severo e in tempi certi. &#8220;Per Denise, per il paese e per la giustizia.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.spiegel.de/panorama/justiz/0,1518,808486,00.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Gefoltert, erschossen, in Säure aufgelöst" di Annette Langer]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Diverse scosse di terremoto fanno tremare il nord Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 05:30:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Una serie di piccole scosse spaventa l'Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Der Spiegel.png" width="150" height="30" alt="Der Spiegel"  title="Der Spiegel"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p>Una serie di piccole scosse spaventa l&#8217;Italia: nel Nord del paese i geofisici hanno registrato diverse scosse di terremoto. La giustizia nel frattempo é impegnata con il disastroso terremoto de L&#8217;Aquila di tre anni fa. Sono in corso accertamenti sull’ex capo della Protezione Civile.</p>
<p>Una serie di piccole scosse di terremoto ha spaventato, mercoledì mattina, i cittadini dell&#8217;Italia del Nord. L&#8217;Istituto nazionale di geofisica ha registrato poco dopo le 9 una scossa di intensità pari a 4,9 gradi che é stata avvertita a Milano e Torino.</p>
<p>L&#8217;epicentro dell&#8217;evento sismico é stato localizzato in Emilia Romagna. Il terremoto, durato alcuni secondi, ha fatto tremare i palazzi di Milano. Prima della scossa erano già stati registrati due eventi nel Nord Est del paese. Nella tarda mattinata di mercoledì (Ndt: 25/01/2012) é stata rilevata un&#8217;ulteriore scossa di 2,9 gradi. La Protezione Civile afferma che non ci sarebbero feriti e neppure grossi danni.<br />
In Italia, anche se sono ormai passati 3 anni, i ricordi del tremendo terremoto de L&#8217;Aquila sono ancora vivi. Allora, nella cittá dell&#8217;Italia centrale morirono più di 300 persone. Circa 80.000 persone persero la casa.</p>
<p>Da settembre é in corso un processo per omicidio colposo nei confronti dei membri di una commissione che era stata incaricata di valutare il rischio e che avrebbe esitato eccessivamente nell&#8217;informare la popolazione dell&#8217;imminente terremoto. Martedì la giustizia ha effettuato degli accertamenti anche nei confronti dell’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Il capo di imputazione nei suoi confronti è di aver sottovalutato il rischio di un terremoto.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/0,1518,811280,00.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Mehrere Erdbeben erschüttern Norden Italiens"]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La vera voce dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 02:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi d'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/uk.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Gran Bretagna" /><br/>&#8220;Schettino&#8221; suonava come un insulto italiano prima ancora che lo sventurato capitano della tragica Costa Concordia giungesse alla nostra attenzione. Soffermandoci a notare l&#8217;improbabilità che egli riceva un processo giusto,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/The Independent.png" width="150" height="30" alt="The Independent"  title="The Independent"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/uk.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Gran Bretagna" /><br/><p>&#8220;Schettino&#8221; suonava come un insulto italiano prima ancora che lo sventurato capitano della tragica Costa Concordia giungesse alla nostra attenzione. Soffermandoci a notare l&#8217;improbabilità che egli riceva un processo giusto, essendo stato già condannato sia dai media sia dai dirigenti della Costa, bisognerebbe anche ricordare che alle famiglie delle numerose vittime è stata distrutta la vita. Non essendo inglesi, qui sono state dimenticate tutte.</p>
<p>I media del Regno Unito sono infatti caduti nella stereotipizzazione di uno di quei pochi gruppi etnici che sembra sia ancora consentito deridere: gli italiani. Dopo giorni di &#8220;Capitan Codardo&#8221; e l&#8217;atteggiamento &#8220;da macho mediterraneo&#8221; di questo &#8220;Lotario&#8221;, il titolo in prima pagina sul sito del Mail nel momento in cui scrivo è: &#8220;Schettino è un millantatore, uno spaccone, e ha guidato la Costa Concordia come una Ferrari&#8221;, afferma l&#8217;ex-capitano. Una Ferrari!</p>
<p>Eppure&#8230; c&#8217;è qualcosa di tipicamente italiano nei (ricordiamolo) presunti retroscena dell&#8217;incidente. Il fatto che il capitano di una nave gigante possa allontanarsi dalla propria rotta per navigare più vicino alla costa così da consentire al capo cameriere di salutare parenti e amici a terra concorre alla nostra idea di italiani esibizionisti e ossessionati con amici e famiglia.</p>
<p>Naturalmente, lo Schettino accusato di aver presumibilmente abbandonato la nave prima dei suoi passeggeri coincide con una nozione di italiano codardo che io non condivido, sapendo dell’indescrivibile coraggio dimostrato dai miei parenti durante l’invasione dei tedeschi in guerra. Si veda anche la nostra storia sul coraggio dei sommozzatori che hanno rischiato la loro vita alla ricerca dei sopravvissuti.</p>
<p>Per me, la vera voce dell&#8217;Italia si percepiva nel rimprovero fatto a Schettino dalla guardia costiera inorridita. Ora è immortalata su una T-shirt con quella dose di umorismo nero tipicamente italiano: &#8220;Vada a bordo, cazzo&#8221; (<em>in italiano nel testo, N.d.T.</em>). Lascio a voi tradurlo come meglio credete. Auguri. (<em>in italiano nel testo, N.d.T</em>).</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.independent.co.uk/i/editor/i-editors-letter-the-true-voice-of-italy-6291526.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "The True Voice of Italy" di Stefano Hatfield]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Omissione di soccorso all’italiana</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ItaliaDallEstero.info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Già a scuola impariamo che il carattere nazionale è un’invenzione del passato e che gli stereotipi sulle nazioni sono un’idea antiquata. Ma è davvero così? Riflessioni anacronistiche sull’odissea di un...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Der Spiegel.png" width="150" height="30" alt="Der Spiegel"  title="Der Spiegel"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><strong>Già a scuola impariamo che il carattere nazionale è un’invenzione del passato e che gli stereotipi sulle nazioni sono un’idea antiquata. Ma è davvero così? Riflessioni anacronistiche sull’odissea di un capitano italiano.</strong></p>
<p>Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della <strong>Costa Concordia</strong> fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?</p>
<p>Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti. Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche <strong>Francesco Schettino</strong> voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.</p>
<p>D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta. Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini. E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, <strong>razzista </strong>(anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).</p>
<p>Il <strong>carattere nazionale </strong>è un po’ come le disparità fra i sessi. Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro. Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla. A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera.</p>
<p><strong>In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno</strong></p>
<p>Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali. Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether. I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.</p>
<p>Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come <strong>autoaccusa</strong>. Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta.</p>
<p>In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi. E stranamente funziona sempre.</p>
<p>Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro. Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza. Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato. Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la <strong>psicologia dei popoli</strong>, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé. Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.</p>
<p><strong>Difetto congenito dell’euro? La camicia di forza per culture diverse</strong></p>
<p>Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza. Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante <strong>diverse culture economiche</strong> nella camicia di forza di un’unica moneta. Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso. Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi. Si vedrà come andrà a finire.</p>
<p>Le nazioni possono cambiare. Questa, volendo, è la consolazione. Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa. I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio. Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi. A volte più di una generazione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,811817,00.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italienische Fahrerflucht" di Jan Fleischhauer]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia liberalizza tutto: è l’ultimo espediente per dare una scossa all&#8217;economia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>“Attento, scateneremo un inferno”. Le minacce dei tassisti in sciopero al Primo Ministro italiano Mario Monti danno l'idea della sfida che deve affrontare il suo governo tecnico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/El Economista.png" width="150" height="30" alt="El Economista"  title="El Economista"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>“Attento, scateneremo un inferno”. Le minacce dei tassisti in sciopero al Primo Ministro italiano Mario Monti danno l&#8217;idea della sfida che deve affrontare il suo governo tecnico.</p>
<p>Contro le liberalizzazioni che l&#8217;esecutivo ha approvato non ci sono solo conducenti di taxi ma anche benzinai, camionisti, farmacisti, commercianti e avvocati: tutti si preparano a protestare contro la liberalizzazione totale che l’ex commissario europeo per la concorrenza ha preparato per dare una scossa all&#8217;economia.</p>
<p>Dopo un consiglio dei Ministri maratona durato circa otto ore, Monti è comparso in conferenza stampa per informare i giornalisti sul contenuto delle misure approvate nella cosiddetta “fase due” del suo governo, dopo il piano di austerità di più di 30.000 milioni di euro varato a dicembre.</p>
<p>Il decreto “Cresce-Italia” &#8211; come Monti ha voluto chiamarlo – è un insieme di misure pensato per porre fine ad un ampio numero di privilegi che, uniti alle deformazioni e alle trappole burocratiche, rallentano l&#8217;economia italiana.</p>
<p>L&#8217;elenco delle prebende esclusive delle corporazioni italiane è molto lungo e va dai privilegi di deputati e senatori (che nonostante gli stipendi più alti d&#8217;Europa viaggiano gratis in aereo, treno e autostrada) allo smisurato potere contrattuale dei tassisti, che da anni si oppongono all&#8217;assegnazione di nuove licenze.</p>
<p>Monti al riguardo ha poche alternative: con i tassi di interesse che non calano, Roma quest&#8217;anno si prepara ad entrare in recessione; un tunnel, ha avvisato la Banca Centrale italiana, che non avrà via d&#8217;uscita nemmeno nel 2013 a meno che non si riduca lo spread dei buoni del Tesoro.</p>
<p>Dopo il piano di risanamento di 30.000 milioni di euro approvato a dicembre, il professore per far quadrare i conti deve ricorrere ai due giacimenti nascosti della ricchezza del Paese: l&#8217;evasione fiscale e i privilegi di molte categorie professionali. Problemi spesso intrecciati dato che tra le pieghe dei benefici si nascondono molti evasori.</p>
<p>La lotta contro la frode fiscale era già cominciata alla fine del 2011 con un blitz nella lussuosa località di turismo invernale Cortina d&#8217;Ampezzo: la Guardia di Finanza ha trovato vari proprietari di Ferrari con redditi inferiori ai 30.000 euro e, con i controlli alla porta, negozi e ristoranti in un giorno hanno incrementato il fatturato del 400 percento.</p>
<p><strong>Un segnale ulteriore&#8230;<br />
</strong><br />
Ora il Governo passa alla “fase due”: Monti ha spiegato che le misure sono “equilibrate e pragmatiche, ma non timide” e toccano praticamente tutti i settori perché “un sistema di libera concorrenza economica è più giusto”. Difatti il primo ministro (ex commissario europeo famoso per avere sfidato la Microsoft con una mega multa) ha deciso di dare un segnale alle corporazioni.</p>
<p>Così dopo un primo passo falso con il risanamento di dicembre (quando alcune liberalizzazioni vennero eliminate nel Parlamento italiano) ora torna alla carica con un decreto, una misura d&#8217;urgenza che non lascia spazio a interventi partitici.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del professore è “far saltare i colli di bottiglia che fanno dell&#8217;Italia un Paese più lento degli altri” Stati dell&#8217;Unione Europea, e più burocratico. E avvisa: “Questo è solo l&#8217;inizio”.</p>
<p><strong>Libertà nei trasporti</strong></p>
<p>Le novità sono molte e modificano le abitudini quotidiane degli italiani.</p>
<p>La maggior parte dei settori sono molto chiusi alla concorrenza e mantengono vecchie resistenze grazie all&#8217;appoggio dei gruppi parlamentari. Per esempio i tassisti, la cui maggioranza vota a destra, formano una lobby che si è finora considerata invincibile.</p>
<p>Un&#8217;indagine della Banca d&#8217;Italia realizzata in 66 città mostra che le licenze pubbliche sono state concesse “gratuitamente ai privati”, lasciandoli liberi di rivenderle “ad un valore rilevante”: infatti una licenza di taxi costa attualmente più di 100.000 euro.</p>
<p>La ricetta seguita dal governo italiano per liberalizzare i taxi è quella di duplicare le licenze dandone allo stesso tempo ad ogni tassista una in omaggio per risarcirlo.</p>
<p>La liberalizzazione dei trasporti colpirà senza dubbio anche le grandi imprese, a partire da quelle pubbliche come le Ferrovie dello Stato.</p>
<p>Il decreto prevede lo scorporo della rete ferroviaria dal gruppo, cui rimarrebbe solo la gestione del servizio. Una misura necessaria per incentivare la concorrenza dei privati.</p>
<p>Sul piede di guerra contro il decreto si schierano anche le società concessionarie delle autostrade: il governo vuole modificare i contratti in vigore per far crescere le tariffe a carico dei gestori, subordinandole al controllo di una nuova agenzia indipendente.</p>
<p><strong>Servizi pubblici</strong></p>
<p>Questa nuova Authority per le reti si occuperà inoltre di promuovere e gestire la separazione tra i gruppi e le reti di distribuzione anche nel settore energetico.<br />
Monti intende promuovere la separazione di Snam Rete Gas dal suo principale azionista: il gigante pubblico degli idrocarburi Eni.<br />
Allo stesso tempo nel settore energetico i benzinai saranno liberi di comprare all&#8217;ingrosso fino a metà del loro carburante, a prescindere dal marchio che compare sulle installazioni.</p>
<p>L&#8217;esecutivo italiano vuole intervenire anche nel settore dei servizi pubblici locali.</p>
<p>Alla vigilia di una privatizzazione delle compagnie che appartengono ai governi regionali e comunali (processo che apporterà risorse preziose alle casse vuote degli enti locali), l&#8217;Esecutivo nazionale cerca il consolidamento del settore attraverso nuove norme che obbligano alla creazione di gruppi di maggiori dimensioni per i servizi di elettricità, gas e raccolta dei rifiuti.</p>
<p><strong>Categorie professionali</strong></p>
<p>Un altro nervo scoperto è la riforma delle categorie professionali, che in Italia formano una potente classe che gode di ampia rappresentanza in Parlamento.</p>
<p>L&#8217;Esecutivo in questo momento sta studiando anche l’abolizione delle tariffe minime fissate per le diverse associazioni di avvocati, architetti, medici&#8230; In questo modo, in pratica, com&#8217;è già abitudine in altri Paesi, sarà il professionista a dover pattuire la propria retribuzione con il cliente, senza orientarsi in base alla tabella stabilita finora per le categorie professionali.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Monti è quello di facilitare l&#8217;accesso al lavoro dei giovani professionisti, aumentando la competizione e riducendo i costi dei servizi per il cittadino.</p>
<p>Un&#8217;altra misura vuole facilitare la creazione di imprese nel settore commerciale.</p>
<p>Aprire un negozio in Italia è un lungo processo di passi burocratici, che ora verranno sostituiti da un&#8217;autocertificazione.</p>
<p>Libertà anche per la vendita di alcuni prodotti che erano finora limitati dalla legge: nonostante le proteste di edicolanti e farmacisti, sarà più facile comprare giornali e medicinali nei supermercati mentre verranno aboliti limiti all’ orario d’apertura per i negozi.</p>
<p>Il Governo Monti vuole inoltre eliminare i limiti imposti ai periodi di saldi. Si tratta di misure cui si oppongono le associazioni di piccoli commercianti, i quali sono preoccupati per la concorrenza della grande distribuzione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.eleconomista.es/economia/noticias/3683729/01/12/italia-lo-liberaliza-todo-como-ultimo-recurso-para-sacudir-la-economia.html " target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italia lo liberaliza todo, como último recurso para sacudir la economía" di Giovanni Veggezzi]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le riforme di Monti scuotono l’Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Il primo ministro si prepara a tagliare i privilegi dei settori corporativi per favorire la concorrenza - La liberalizzazione minaccia di mettere a ferro e fuoco il paese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/El País.png" width="150" height="30" alt="El País"  title="El País"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Il primo ministro si prepara a tagliare i privilegi dei settori corporativi per favorire la concorrenza &#8211; La liberalizzazione minaccia di mettere a ferro e fuoco il paese</p>
<p>Balla molto bene per non avere mai ballato. Con i suoi 69 anni, Mario Monti preme l’acceleratore su tutti i fronti della politica nazionale e internazionale. Sino quasi al punto di diventare &#8211; se non lo è già &#8211; un riferimento politico per l’Unione Europea al pari di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel.</p>
<p>Dopo appena due mesi dall’essere salito al potere con l’etichetta di tecnocrata, una specie di revisore dei conti mandato a sistemare gli sconquassi di Silvio Berlusconi, Mario Monti &#8211; ex professore, ex commisssario europeo, ex consulente di Goldman Sachs, ma mai vero politico &#8211; ha previsto di mettere sul piatto, nelle prossime ore, un pacchetto di misure economiche talmente drastiche che nessuno dei suoi predecessori &#8211; indipendentemente dal colore politico &#8211; aveva osato proporre.</p>
<p>Dopo aver affondato il bisturi dove fa più male e dove è più facile incidere &#8211; le pensioni, i diritti dei lavoratori, l’aumento astronomico dei carburanti &#8211; Monti è ora pronto a favorire la concorrenza tagliando i privilegi acquisiti delle lobby così potenti in Italia, sebbene così diverse tra loro, come avvocati, farmacisti, notai, benzinai o tassisti. Questi ultimi lo hanno già avvertito che, se intende andare avanti con la liberalizzazione del settore, metteranno a ferro e fuoco il paese.</p>
<p>Tuttavia Monti, flemmatico, non sembra scomporsi. La sua reazione dinnanzi alle spavalderie di Berlusconi &#8211; che a ogni pié sospinto minaccia di ritirargli l’appoggio parlamentare &#8211; o a quelle dei tassisti &#8211; che hanno già iniziato a bloccare il traffico di Roma &#8211; assomiglia molto a quella che aveva mostrato quando il suo Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, pianse pubblicamente. “Commuoviti”, le disse Monti, “però correggimi” e proseguì illustrando tranquillamente i tagli che avevano provocato le lacrime della collega.</p>
<p>Un altro esempio più recente è quello dei suoi commenti a fronte del declassamento dell’Italia da parte di Standard &amp; Poor’s. Mentre il collega Sarkozy si infuriava a causa del declassamento, Monti la prendeva con buon umore. Al punto di scherzare durante un’intervista con il <em>Financial Times</em>.</p>
<p>Tenace sino allo sfinimento nelle proprie spiegazioni, ma allo stesso tempo dotato di un raffinato senso dell’umorismo, il politico mascherato da tecnocrate &#8211; o viceversa &#8211; sembra disposto a dare una svolta all’Italia a qualsiasi costo.</p>
<p>Sebbene le misure prese finora dal suo Governo non nascondano alcun segreto &#8211; stringere la morsa sugli evasori fiscali e diminuire gli sprechi -, la liberalizzazione dei diversi settori che intende portare avanti a partire da venerdì costituisce realmente un passo avanti. Di fatto, altri Governi &#8211; compreso quello del centro-sinistra di Romano Prodi &#8211; avevano provato a mettere ordine in questa giungla e ne erano usciti scottati.</p>
<p>Monti, salvo sorprese dell’ultima ora, tenta con queste riforme di realizzare la promessa di “equità” che aveva fatto al popolo italiano quando aveva presentato le sue misure di risanamento. Tant’è che il nuovo primo ministro va ripetendo che la sua battaglia contro l’evasione fiscale non è un compromesso senza contenuto, ma che perseguiterà implacabilmente “coloro che mettono le mani nelle tasche dei contribuenti”.</p>
<p>Il fatto che a breve distanza dall’insediamento del nuovo Governo tecnico la Guardia di Finanza abbia riscontrato un aumento considerevole nel traffico dei biglietti da 500 euro verso la Svizzera, lascia chiaramente intendere che almeno gli evasori vengono presi in considerazione.</p>
<p>Gli Italiani hanno sempre creduto all’esistenza dei “poteri forti”, invisibili, trasversali, estranei al dibattito quotidiano ma sempre attenti, indipendenti tra di loro, ma allo stesso tempo connessi alla politica, alla Chiesa, ai settori laici e liberali del nord del paese.</p>
<p>Il professor Mario Monti sarebbe, in questo momento, il rappresentante in Terra di quei “poteri forti”. Il suo modo di comportarsi nei principali scenari &#8211; davanti alla Merkel, a Cameron, al Papa &#8211; non sembra quello di uno appena arrivato, scelto con tatto dai mercati e dall’Europa, sotto la spada di Damocle del pollaio politico italiano. Nonostante il poco tempo che ha di fronte, non aspira solo a risanare l’economia e ridare all’Italia il rispetto che ha perso con Berlusconi.</p>
<p>Dichiara anche che la sua intenzione è rifondare il modo di fare politica. “I partiti”, ha appena dichiarato al <em>Financial Times</em>, “non oseranno tornare a quel confronto superficiale che animava il Parlamento”.</p>
<p>Senza che il tempo verbale sia del tutto preciso &#8211; qualche giorno fa Berlusconi era riuscito a evitare che uno dei suoi deputati finisse in carcere per legami con la Mafia e il Parlamento l’aveva celebrato come se l’Italia avesse vinto il Mondiale -, è già un fatto che ci sono settori del centro e della sinistra che hanno fatto pubblica ammenda.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.elpais.com/articulo/internacional/reformas/Monti/despiertan/Italia/elpepiint/20120119elpepiint_3/Tes" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Las reformas de Monti despiertan a Italia" di Pablo Ordaz]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fine di un sogno</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:17:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Cosa resta dell'illusione dell'assoluta sicurezza sulle navi da crociera?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Der Spiegel.png" width="150" height="30" alt="Der Spiegel"  title="Der Spiegel"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Cosa resta dell&#8217;illusione dell&#8217;assoluta sicurezza sulle navi da crociera? Nell&#8217;incidente di fronte all&#8217;isola del Giglio sono morte delle persone &#8211; e un sogno è stato sepolto: le vacanze in una gigantesca meraviglia della tecnica, lontano dalle preoccupazioni, liberi dalle paure, e con un numero di attrazioni sempre maggiore.</em></p>
<p>Per lungo tempo è stato un privilegio dei ricchi e dei nababbi. Godersi le bellezze del mondo lontano dal sudiciume e dai rischi. Farsi trasportare sul mare, su di una nave, in mezzo ai propri simili, rilassarsi al sole sul ponte, la sera cenare in modo raffinato. I giganti delle crociere hanno recentemente reso il lusso alla portata di quasi tutti. Le compagnie contavano sul fatto che presto sarebbe diventato un sogno per milioni di persone.</p>
<p>Più il mondo appare pericoloso, più le offerte diventano allettanti: vacanze verso lidi lontani senza pericoli e problemi. A terra: Tangeri, Tunisi, le Bahamas, Croazia o Italia &#8211; il mondo ridotto a brevi, escursioni organizzate, il bus climatizzato è lì al porto che aspetta, davanti siede la guida turistica poliglotta e il conducente, cintura nera di Karate, esperto in questioni di sicurezza. A bordo: tre discoteche, cinema, teatro, sale da gioco, boutique, campi da tennis, piscine e cibi per palati sopraffini. Lusso per tutti!</p>
<p>All&#8217;inizio arrivavano solo le persone di una certa età. Già da un bel po’ anche i giovani vi prendono parte. Gli organizzatori affermano che l&#8217;età media dei partecipanti è appena al di sopra dei 35 anni.</p>
<p><em>A bordo tutto deve essere come sulla &#8220;Loveboat&#8221; della TV</em></p>
<p>I passeggeri pagano e i volumi d’affari delle società armatrici raddoppiano di anno in anno. E perchè non dovrebbe essere così? Chi vuole passeggiare da solo attraverso Tunisi o a Napoli? Difendersi dai mendicanti, dai borseggiatori? Vedere i cumuli di spazzatura? Non ce n&#8217;è bisogno, dicono i comandanti. Vieni da noi, non costa poi molto. Sette giorni nel Mediterraneo, Civitavecchia, Livorno in Italia, Nizza e Marsiglia in Francia, Barcellona in Spagna, e di nuovo Italia, Napoli e Civitavecchia, 2371 chilometri di lusso per soli 1000 euro. Offerte eccezionali che consentono di pagare fino alla metà del prezzo. Non si fa affidamento su piccole barchette. Si tratta dei giganti dei mari, con 3.000, 4.000 addirittura 5.000 passeggeri. Una piccola città galleggiante di duecento metri. E a bordo vi è tutto ciò che si cerca: boutique e casinò. Un capitano come nella serie televisiva che la sera, prima della cena, fa gli onori di casa in alta uniforme.</p>
<p><em>L&#8217;orrore era grande, l&#8217;ingenuità anche</em></p>
<p>Il comandante vuole fare felici anche un paio di persone a terra. Trascina il Gigante dei mari molto vicino alla costa della piccola isola del Giglio, per fare colpo su parenti e amici del capo cameriere. Molti dei suoi colleghi fanno così, si dice, è gentile! Una cortesia. E così questo eroe dei tempi moderni al timone commette un piccolo errore e la sua nave urta uno scoglio.</p>
<p>L&#8217;errore non perdona questa opera di alta ingegneria navale che si sgretola dietro la sua facciata di sicurezza. Il mondo fatto di incolumità si trasforma in orrore. In maniera tragica ed orribile muoiono delle persone. Alcuni erano bloccati dalle porte nelle loro cabine chiuse dalle chiavi elettroniche di sicurezza. Come è potuto succedere? Si cercano e si trovano i colpevoli, si pretendono e si promettono cambiamenti in futuro. Come sempre in occasione delle catastrofi. Quel che è certo è che l&#8217;incidente mortale in prossimità delle coste toscane ha suscitato più orrore di altre catastrofi simili. Un aereo può precipitare; un traghetto può affondare, questo è tragico, ma è così. Ma la nave dei sogni? Può affondare così facilmente? Com’è possibile? Non dovrebbe, ma è accaduto. L&#8217;incidente davanti all&#8217;isola del Giglio ha portato via qualcosa anche a coloro che non erano a bordo: l&#8217;illusione della sicurezza totale nel galleggiante mondo dei sogni.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/0,1518,809825,00.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Ende eines Traums" di Hans-Jürgen Schlamp]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli italiani evadono il fisco per 120 miliardi di euro l&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 05:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>Il Governo di Roma comprime le spese per combattere il colossale debito pubblico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Der Spiegel.png" width="150" height="30" alt="Der Spiegel"  title="Der Spiegel"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><em>Il Governo di Roma comprime le spese per combattere il colossale debito pubblico. Al contempo l&#8217;Italia perde enormi entrate fiscali: &#8220;La Repubblica&#8221; rivela che i cittadini evadono ogni anno una cifra stimabile intorno ai 120 miliardi di euro di tasse.</em></p>
<p>È un programma di austerità devastante quello con cui il nuovo capo del Governo, Mario Monti, sta flagellando il paese dopo il voto parlamentare: in futuro gli italiani andranno in pensione più tardi, l&#8217;IVA sarà aumentata come anche le imposte sugli immobili e sui terreni. Grazie alle misure approvate, Monti intende recuperare 30 miliardi di euro l&#8217;anno.</p>
<p>Tuttavia questa somma non è che una piccola parte di ciò che i cittadini italiani evadono allo stato: Circa 20 miliardi di euro sarebbe ciò che, secondo &#8220;La Repubblica&#8221;, gli italiani frodano ogni anno al fisco. Una somma equivalente a circa il 30 percento delle entrate totali dello stato.</p>
<p>Per compiere tale calcolo il quotidiano ha messo a confronto, tra gli altri, gli ultimi dati della corte dei conti con alcuni studi sull&#8217;economia sommersa e con le cifre relative allo sviluppo economico. In questo modo la differenza esistente tra i redditi effettivi e quelli dichiarati al fisco è apparsa evidente.</p>
<p>Da questa inchiesta risulta che, solo per quanto riguarda l&#8217;imposta sui redditi, l&#8217;evasione annuale ammonta a 49,5 miliardi di euro. Nel caso dell&#8217;IVA il disavanzo equivarrebbe a 44,7 miliardi di euro. Ovviamente non si tratta che di stime difficilmente verificabili. L&#8217;inchiesta sostiene che finora gli ammanchi dello stato siano quantificabili ad appena 100 miliardi di euro di tasse non versate.</p>
<p><em>I poveri in Italia viaggiano in Ferrari</em></p>
<p>Monti, in carica da novembre scorso come nuovo presidente del consiglio, ha dichiarato guerra senza quartiere all&#8217;evasione fiscale &#8211; un provvedimento che, osservando i dati pubblicati recentemente, appare urgente per risollevare il paese dalla crisi del debito in cui è sprofondato. L&#8217;Italia è indebita per oltre il 120 percento del suo potere economico. A questo si aggiungono la stagnazione economica e l&#8217;alta disoccupazione: il risultato è che i mercati finanziari non hanno più fiducia nel paese e reclamano premi di rischio più alti per i suoi titoli di stato.</p>
<p>L&#8217;arroganza degli evasori fiscali italiani è emersa quanto mai evidente durante il recente blitz degli ispettori del fisco nella rinomata località sciistica di Cortina d&#8217;Ampezzo. I controlli sono stati effettuati su oltre 250 proprietari di Ferrari e altre auto di lusso, che dichiaravano entrate lorde inferiori a 30.000 euro l&#8217;anno. Come se non bastasse oltre 50 delle autovetture in questione risultavano ufficialmente registrate come macchine aziendali intestate ad aziende dichiaranti perdite o nel migliore dei casi entrate estremamente modeste. Lo scherno dei giornalisti verso i finti poveri di Cortina è durato a lungo.</p>
<p>Anche la Grecia sembra avere grossi problemi con i suoi contribuenti. Da un&#8217;indagine condotta da una commissione di esperti dell&#8217;UE emerge che i greci sono indebitati con lo stato per circa 60 miliardi di euro di tasse.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/0,1518,810118,00.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italiener betrügen Staat um 120 Milliarden Euro im Jahr"]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Italia trova un eroe da opporre all&#8217;inetto capitano</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 07:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/usa.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="USA" /><br/>In Gregorio Maria De Falco, fino a poco tempo fa sconosciuto capo delle operazioni della Capitaneria di Porto della città costale toscana Livorno, l'Italia ha trovato non solo un eroe nazionale, ma la controparte del Capitano Francesco Schettino, l'imprudente ed apparentemente codardo capitano della nave da crociera Costa Concordia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/The New York Times.png" width="150" height="30" alt="The New York Times"  title="The New York Times"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/usa.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="USA" /><br/><p>ROMA – In Gregorio Maria De Falco, fino a poco tempo fa sconosciuto capo delle operazioni della Capitaneria di Porto della città costiera toscana Livorno, l&#8217;Italia ha trovato non solo un eroe nazionale, ma la controparte del Capitano Francesco Schettino, l&#8217;imprudente ed apparentemente codardo capitano della nave da crociera Costa Concordia.</p>
<p>Aderendo con facilità alla propensione nazionale per il dualismo, gli italiani si sono dati un eroe da mettere in scena contro il loro anti-eroe, un esempio per il loro criminale, come ha scritto Pierluigi Battista nel giornale milanese il Corriere della Sera giovedì.</p>
<p>Il rimprovero del Capitano De Falco al Capitano Schettino, approssimativamente tradotto in inglese con “Get back aboard! Damn it”, è già entrato nel lessico nazionale, per non parlare delle t-shirt e (in base a quanto giunge dall&#8217;Italia) della suoneria per il cellulare.</p>
<p>“Gli Italiani si vergognano e capiscono che quello che è in gioco va oltre la vita e la morte, e tocca la nozione di identità nazionale che ha a che fare con la storia, l&#8217;etica e il modo in cui siamo percepiti”, ha detto in un&#8217;intervista Francesco Merlo, cronista per il quotidiano romano La Repubblica. </p>
<p>Questo senso di vergogna ha portato a un&#8217;iperbolica rilettura della storia. Sebbene la conoscenza delle personalità dei due uomini sia per lo più di circostanza, i media italiani li hanno facilmente ricondotti a ben distinti stereotipi italiani: il Capitano Schettino un temerario sbruffone e criminale; il Capitano De Falco un sostenitore del dovere e delle responsabilità, spesso ignorato in una nazione facilmente coinvolta da più vivaci, e solitamente meschini, comportamenti.</p>
<p>Il contrasto stridente è stato comparato da alcuni alla stessa grande differenza tra il primo ministro italiano, l&#8217;esibizionista magnate dei media legato a vari scandali, Silvio Berlusconi, e il suo successore da novembre, il serio e virtuoso cattolico del governo tecnico, Mario Monti.<br />
E nel momento in cui i commentatori sociali hanno visto nell&#8217;inabissarsi della Costa Concordia un&#8217;ovvia metafora del Paese, impantanato in una palude economica e politica che affonda sotto il peso del suo ingombrante debito pubblico, il pragmatismo diretto e serio di De Falco ha fatto da eco a quello di Mario Monti e del suo governo tecnico. Allo stesso modo, le conversazioni registrate del Capitano Schettino, in cui egli rassicura che a bordo va tutto bene, sono reminiscenze delle ripetute dichiarazioni di Berlusconi secondo il quale l&#8217;economia italiana era forte (indicò i ristoranti pieni come prova) mentre il Paese era invece sull&#8217;orlo del collasso economico.</p>
<p>“Vedere qualcuno che in un momento di difficoltà mantiene saldi i nervi è consolante perché è quello di cui abbiamo bisogno,” dice Beppe Severgnini, giornalista del Corriere della Sera e autore di “Mamma Mia!”, un nuovo libro su Berlusconi. “L&#8217;Italia vuole avere i nervi saldi perché abbiamo già percorso la via del cabaret.”</p>
<p>Tuttavia, di fronte all&#8217;enormità della tragedia apparentemente causata da un errore di valutazione nautico del Capitano Schettino, l&#8217;Italia ha pubblicamente cercato, e trovato, una qualche consolazione nella lucida reazione del Capitano De Falco a quei momenti di caos in cui la nave ha cominciato ad affondare senza nessun evidente comando a sovrintendere l&#8217;operazione di soccorso. </p>
<p>Inoltre, Schettino e De Falco sono stati ritratti dai media come la duale natura di “una nazione marittima che non sa come servirsi del mare, che dal mare è stata sconfitta”, secondo quanto scritto da Francesco Merlo, giornalista, sebbene l&#8217;Italia sia una penisola con migliaia di miglia di costa. </p>
<p>Il naufragio è stato così grave perché è successo nel mare più calmo, poco lontano dalla costa. “Anche il paragone con il Titanic non è corretto, perché questo non è avvenuto in alto mare, ma praticamente in una tinozza”, ha detto. “Ḕ un naufragio che parla di mediocrità”.</p>
<p>Alcuni giornalisti hanno costruito analogie con altri ignominiosi episodi dal passato dell&#8217;Italia, come la fuga di Roma della famiglia reale e del primo ministro, dopo l’8 settembre 1943, quando il nuovo governo annunciò la rottura dell&#8217;Italia con l&#8217;Asse alleato e la firma dell&#8217;armistizio con gli alleati, spesso descritta come il classico momento dell&#8217;abbandono di una nave che sta affondando.</p>
<p>“La nozione di fuga è parte della nostra storia, e definisce il carattere italiano,” dice Merlo, non per altro la codardia è stato un tema di molti grandi film della tradizione neorealista italiana. “Questa è la nostra storia, anche quando tentiamo di modificarla”, ha detto. E aggiunge, “i nostri momenti di grandezza, spesso, hanno un elemento di eroismo casuale”, come nel caso del Capitano De Falco. </p>
<p>Ma altri mettono in guardia di fronte a certi racconti semplicistici. Il Capitano Schettino è stato reso “facile capro espiatorio sul quale si è scaricata la nostra collera” contrapposto ad “un eroe senza macchia che lo ha placato”, ha scritto Massimo Gramellini, nel giornale torinese La Stampa. “Questa è la stucchevole formula delle storie italiane in momenti di crisi”. Egli invita gli italiani a sospendere il giudizio sull&#8217;episodio, ed è contrario a quello che lui chiama l&#8217;abuso del termine eroe, il quale, dice, è conferito in Italia a chiunque compie il proprio dovere.</p>
<p>Il Capitano De Falco potrebbe essere il primo ad essere d&#8217;accordo. È sotto l&#8217;ordine di non lasciare dichiarazioni ai giornali e ai media, ma il suo riserbo durante il dibattito pubblico di questa settimana suggerisce che non è una persona in cerca di celebrità. Quando ha parlato ai cronisti locali, ha ripetuto di non essere un eroe, e che lui e la sua squadra stavano soltanto svolgendo il loro lavoro.	 	</p>
<p>La lezione che si impara dal naufragio, ha detto Severgnini, è che l&#8217;Italia potrebbe spostarsi da una mentalità “a modo mio” ad una “ad altra maniera”.<br />
“Non vogliamo diventare svizzeri, ma ci sono migliaia di persone serie in Italia”, ha detto, in riferimento alla reputazione svizzera per le abitudini di lavoro calviniste. E queste persone dovrebbero prevalere su coloro i quali “non possono comandare una nave, ma riescono a causare il naufragio delle loro famiglie, del loro lavoro, o del loro paese, e dopo scappano”. </p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.nytimes.com/2012/01/20/world/europe/italians-embrace-a-hero-after-cruise-ship-accident.html?_r=1" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Italy Finds a Heroic Foil for Its Scorned Captain" di Elisabetta Povoledo]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Deputati all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 06:00:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/catalonia.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Catalogna" /><br/>Polemica sugli stipendi dei parlamentari in Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/El Periódico de Catalunya.png" width="150" height="30" alt="El Periódico de Catalunya"  title="El Periódico de Catalunya"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/catalonia.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Catalogna" /><br/><p>I parlamentari del paese transalpino guadagnano molto di più dei loro colleghi europei. Uno stenografo del Senato guadagna quanto il Re di Spagna.</p>
<p>Se ciò che conta è l&#8217;importo finale che entra in tasca, un deputato italiano vive come un re. Se è francese o tedesco se la passa come un principe, e se il deputato è spagnolo, è il più povero. In cifre, l’italiano si porta a casa in totale 18.776,30 euro lordi al mese, il francese13.928,20, il tedesco 12.625,40 e lo spagnolo 4.637,80.</p>
<p>Molti Onorevoli protestano, sostenendo che queste cifre devono essere scorporate, documentate e distribuite, in maniera che sia chiaro che alla fine del mese prendono solo circa 5.000 euro netti. Se un italiano dice &#8220;Un momento! Dobbiamo analizzare la questione&#8221; e l’interlocutore gli dà spazio, è finita. Perciò i social network del Paese non li lasciano parlare. Al punto che ieri il cattolico Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera dei Deputati, è rimasto disorientato e ha detto: ”Non è questo il momento per i Parlamentari di chiudersi in difesa dei propri privilegi e neanche dei propri diritti”.</p>
<p>In estate, quando il governo Berlusconi approvò tre piani di risanamento in tre mesi consecutivi, i parlamentari tirarono un sospiro di sollievo perché i tagli non riguardavano l&#8217;esecutivo. La stampa e la gente protestarono e vennero fuori titoli come “I parlamentari resistono” e “La casta non soffre la crisi”, e sui social network vennero pubblicati nel dettaglio i menù del Senato, dove per 6,70 € si poteva pranzare decentemente. I presidenti di Camera e Senato annunciarono che, per essere corretti, avrebbero creato una commissione per studiare possibili tagli. Fu un altro sospiro di sollievo, dato che le commissioni sono solite prendersi molto tempo per i loro studi. Tuttavia, puntuale come un TAV giapponese, la Commissione ha presentato il suo regalo il 31 dicembre.</p>
<p>L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) presieduto da Enrico Giovannini, ha elaborato varie tabelle comparative tra sette paesi della zona euro. Si prendono in considerazione stipendi, indennità, trasporto, spese di rappresentanza e altri criteri minori. I ricavi totali dei deputati italiani ammontano a quasi 19.000 euro al mese. La Commissione spiega in 37 pagine che non è riuscita a ottenere una media dei salari nella zona euro, perché la composizione dei salari e dei bonus è differente in ogni paese.</p>
<p>Per esempio un deputato di Roma può contare tra le sue entrate, su 3.690 euro al mese per spese di rappresentanza e collaboratori, mentre il suo collega francese ne riceve 6.412. &#8220;I francesi guadagnano di più&#8221; replicano soddisfatti a Roma. Tuttavia c’è un trucco: i collaboratori e le spese di rappresentanza del francese sono pagate direttamente agli interessati, mentre a Roma i soldi li riceve il deputato che, senza doverli giustificare, può non avere collaboratori e tenerseli. Inoltre può detrarre l&#8217;importo nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Lo stesso vale per i trasporti. Se a un deputato del Parlamento spagnolo danno 0,25 euro per chilometro e 250 euro al mese per i taxi, un italiano ha il diritto di viaggiare gratis per terra, mare ed aria. Il suo collega tedesco può utilizzare solo vetture ufficiali e solo a Berlino, mentre il francese può permettersi un taxi, ma deve presentare la ricevuta. Gli austeri calvinisti e riformati olandesi possono viaggiare con la loro auto o il taxi soltanto se per il tragitto non passa il trasporto pubblico, nel qual caso, riceverebbero solo 0,09 € per chilometro.</p>
<p>Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, autori del bestseller La Casta, si chiedevano ieri sulle pagine del <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;Come si può sostenere un sistema in cui uno stenografo (parlamentare) arriva a guadagnare più del Re di Spagna?&#8221; La questione porterebbe agli stipendi e ai bonus della più alta retribuzione di uno stenografo del Senato, prossima ai 290.000 euro annui lordi, e alle pensioni degli Onorevoli. Ma questo non faceva parte dello studio della commissione.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.elperiodico.com/es/noticias/internacional/diputados-italiana-1304211" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Diputados a la italiana" di Rossend Domenech]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Si salvi chi può!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/>Silvio Berlusconi, diciamo la verità, aveva i suoi vantaggi. Durante il periodo in cui è rimasto al governo, gli italiani hanno avuto la scusa perfetta per sfuggire al fisco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/El País.png" width="150" height="30" alt="El País"  title="El País"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/spain.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Spagna" /><br/><p>Silvio Berlusconi, diciamo la verità, aveva i suoi vantaggi. Durante il periodo in cui è rimasto al governo, gli italiani hanno avuto la scusa perfetta per sfuggire al fisco. Non lo faceva forse anche il premier, per di più vantandosene? Il fatto è che in un battibaleno la situazione è cambiata completamente. Se n&#8217;è andato a malincuore il populista Berlusconi, incapace di fronteggiare la tempesta della crisi e del proprio calo di popolarità e il suo posto è stato preso dal suo perfetto antagonista.</p>
<p>Il professor Mario Monti ha fatto cadere il velo e ha mostrato ai suoi concittadini che l&#8217;Italia è ridotta a pezzi. Le ragioni sono tante e diverse, ma ce n&#8217;è una incontestabile che li mette in difficoltà: se gli italiani pagassero le tasse all&#8217;erario come gli inglesi o gli americani, il rapporto tra debito e PIL sarebbe dell&#8217;80% invece che del 120%. Dopo aver saputo i risultati di un&#8217;analisi richiesta da Monti e realizzata da Enrico Giovannini, presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Statistica (Istat), diversi italiani, a metà fra il serio e il faceto, hanno confessato a chi scrive un&#8217;idea molto diffusa tra coloro che dichiarano religiosamente le proprie entrate: &#8220;In Italia pago solo io! E quindi Monti tiene per il collo solo me&#8221;.</p>
<p>Hanno ragione. Per il momento le misure di risanamento del governo tecnico riguardano solo coloro che per vivere dipendono da uno stipendio o da una pensione. E gli altri? Gli altri hanno cominciato a gridare &#8220;Si salvi chi può!&#8221; Ecco i fatti. Tango e Cash, i due labrador della Guardia di Finanza all&#8217;aeroporto milanese di Malpensa non avevano mai annusato tanto inchiostro fresco in tutta la loro vita canina. Nelle settimane di novembre che coincisero con le dimissioni di Berlusconi e l&#8217;arrivo di Monti, hanno scoperto mazzette di biglietti da 500 euro nascosti in scarpe, cinture, valigette sul punto di imbarcarsi verso destinazioni più tranquille. Alla frontiera tra Italia e Svizzera di Ponte Chiasso un giovane collega di Tango e Cash ha annusato 65.000 euro comodamente nascosti nel reggiseno di una signora.</p>
<p>Anche al Nord, a Cortina, la Guardia di Finanza ha schierato i suoi agenti, che il 30 dicembre hanno fermato i proprietari di auto di lusso. Dei 251 a cui hanno chiesto i documenti, 41 erano persone che avevano problemi ad arrivare alla fine del mese (avevano dichiarato solo 30.000 euro di entrate lorde all&#8217;anno) e 118 erano intestate ad imprese in perdita. In un paese in cui un giovane su tre è disoccupato e i servizi pubblici assomigliano al Colosseo per quanto perdono i pezzi, il denaro sporco costituisce esattamente il 17,5% del PIL.</p>
<p>E benché attirino più l&#8217;attenzione notizie come quella che riguarda Giovanni Montresor, il ricchissimo e famosissimo costruttore veronese che ha dichiarato solo sei euro nel 2010, la verità è che, seguendo la filosofia di Berlusconi, qui chiunque può frodare il fisco. Ecco l&#8217;esempio dell&#8217;IVA. Secondo l&#8217;Istat il 36% dei contribuenti evade, e la cifra aumenta a dismisura quando ci si riferisce a imprenditori e lavoratori autonomi. In questo non è l&#8217;Italia il paese più evasore d&#8217;Europa. Ce n&#8217;è uno che lo supera. Proprio dove finisce il Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.elpais.com/articulo/economia/global/Salvese/quien/pueda/elpepueconeg/20120108elpnegeco_5/Tes" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Sálvese quien  pueda" di Pablo Ordaz]</u></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La rete di Berlusconi regge ancora</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ItaliaDallEstero.info</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/>In Italia un parlamentare è sospettato di essere il “referente politico nazionale” della mafia. La vicenda del politico del PdL rivela che Berlusconi può ancora contare sui suoi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://italiadallestero.info/images/logo/Frankfurter Allgemeine Zeitung.png" width="150" height="30" alt="Frankfurter Allgemeine Zeitung"  title="Frankfurter Allgemeine Zeitung"/></p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/germany.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Germania" /><br/><p><strong>In Italia un parlamentare è sospettato di essere il “referente politico nazionale” della mafia. La vicenda del politico del PdL rivela che Berlusconi può ancora contare sui suoi.</strong></p>
<p>Il parlamentare napoletano Nicola Cosentino, nipote di un boss della camorra e cognato di altri due camorristi, non andrà in prigione. Giovedì la maggioranza di governo, formata dal “Popolo delle Libertà” dell’ex premier Berlusconi e la Lega Nord, ha respinto alla Camera una recente mozione della Giunta per le Autorizzazioni. 309 deputati hanno votato per l’immunità di Cosentino e solo 298 si sono espressi a favore della proposta della procura, di detenzione preventiva del 53enne, sospettato di concorso esterno in associazione camorristica.</p>
<p>Già nel 2009 Cosentino era sfuggito all’arresto grazie all’appoggio dei suoi amici di partito. In effetti, più che un aiuto a Cosentino, si è trattato di una dimostrazione di solidità, a quanto pare riuscita, della vecchia maggioranza di Berlusconi rispetto al governo provvisorio del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.</p>
<p>E’ all’interno della Lega, in particolare che si sono avute aspre discussioni: inizialmente il capo del partito era riuscito a fatica ad acconsentire all’arresto di Cosentino. All’interno della commissione camerale dei deputati avevano votato anche due rappresentanti della Lega esprimendo con un solo voto di scarto il verdetto per la carcerazione di Cosentino e rendendo quindi necessaria la votazione del Plenum.</p>
<p>In conseguenza di ciò Berlusconi si era impegnato a favore di Cosentino, che era coordinatore regionale del suo partito, in colloqui riservati con i deputati della Lega e in un incontro privato con Umberto Bossi. Mercoledì sera Bossi aveva dichiarato che i deputati avevano libertà di scelta, non avendo lui stesso trovato, negli atti messi a disposizione dalla procura, prove di colpevolezza a carico di Cosentino</p>
<p><strong>“Attività illecite”</strong></p>
<p>In Italia la carcerazione preventiva è prevista solo in caso di pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. In una vicenda analoga dello scorso luglio, la Camera dei deputati si era espressa a favore dell’arresto di Alfonso Papa, deputato del PdL accusato di “attività illecite” svolte in un’associazione illegale. Immediatamente dopo la votazione, Papa era stato posto agli arresti. Attualmente è ritornato in libertà, in quanto la detenzione preventiva poteva durare nel suo caso solo cinque mesi, dato che la pena prevista per il suo reato non può superare i due anni di detenzione. Naturalmente il processo è ancora in corso. Giovedì i napoletani Papa e Cosentino si sono abbracciati in aula entrambi affermando la loro innocenza, e dichiarandosi, vittime come Berlusconi, di una procura che perseguita in particolare il PdL.</p>
<p>Questo però segna un cambiamento. L’ex capo di governo sicuramente ha tentato di proteggere la sua rete, di cui chiaramente Cosentino è una maglia. Forse il 75enne Berlusconi ha intenzione di ritornare al potere, anche se lo smentisce. Tuttavia il suo successore alla testa del PdL, l’ex ministro della giustizia Angelino Alfano, vuole un altro partito: nelle consultazioni comunali e regionali del PdL si stanno eleggendo nuovi rappresentanti locali non più sostenuti dall’appoggio del carismatico Berlusconi. Lo stesso Alfano vuole distruggere il potere e la rete creata da Berlusconi.</p>
<p>Anche la Lega Nord, da anni legata al PdL grazie all’amicizia tra Bossi e Berlusconi, si trova in un cambio generazionale. I giovani rappresentanti politici vogliono mandare in pensione il carismatico Bossi, classe 1941. Prima della votazione di giovedì avevano eletto come loro portavoce l’ex ministro degli Interni Roberto Maroni ed espresso la loro intenzione di revocare l’immunità a Cosentino. D’accordo con il pratico Maroni, si dichiarano il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Franco Tosi, che vuole essere rieletto in primavera, e chiedono una Lega finalmente libera dai legami di amicizia con Berlusconi. Anche se giovedì non sono riusciti a far valere le loro posizioni, bisognerà fare i conti con questo gruppo.</p>
<p>E c’è di più: la Lega Nord è l’unica vera forza di opposizione al governo Monti. In occasione di un raduno di partito tenutosi a Milano, i fedelissimi di Bossi e l’ex ministro per le Semplificazioni legislative, Roberto Calderoli, hanno festeggiato “la nuova linea politica che finalmente libererà il nord dal ricatto del sud e da Roma”. Al contrario i leghisti più pragmatici, che hanno la responsabilità della politica a livello locale e regionale, vedono nella politica economica e finanziaria di Monti alcune soluzioni per le loro amministrazioni e si dicono disponibili ad una collaborazione funzionale tra Roma e le Regioni.</p>
<p><strong>Monti tace</strong></p>
<p>Il terzo polo, il centro parlamentare del governo, e il Partito Democratico, volevano a priori la revoca dell’immunità di Cosentino. Su questo argomento al contrario Monti tace. In questi giorni ha già avuto a che fare con personaggi sospettati di corruzione: il  segretario di stato Carlo Malinconico dopo la scoperta di presunti fine settimana in un albergo a cinque stella a Porto Ercole in Toscana a lui regalati, si è dovuto dimettere. L’imprenditore Francesco Piscicelli nel 2007 e nel 2008 aveva pagato i conti di Malinconico per un totale di 9800 euro. Piscicelli sospettato di corruzione negli appalti per il G8 all’Aquila nell’estate del 2009, nega le accuse. Malinconico si è dimesso dichiarando di averlo fatto per non danneggiare la credibilità del governo.</p>
<p>Riguardo a Nicola Cosentino, lo stesso ha dichiarato di essere nato nel luogo sbagliato. Casal di Principe in Campania è il cuore della Camorra. Cosentino è imparentato dalla nascita con un capo del clan dei Casalesi, lo zio Giuseppe Russo. Un fratello di Nicola Cosentino, si dice sia sposato con Mirella Russo, sorella del boss Domenico Russo, e un altro con una sorella del boss Costantino Diana. Già nel 2008 Cosentino socio di un’azienda per lo smaltimento di rifiuti, è stato accusato di aver preso tangenti per traffico e trattamento illegale di rifiuti tossici. Adesso non più considerato il coordinatore del Pdl a Napoli, bensì il “referente politico nazionale” della mafia al governo. Roberto Saviano, che nel suo libro Gomorra parla di questa mafia, in occasione dell’arresto di Michele Zagaria, capo del clan dei Casalesi, nel mese di dicembre, aveva dichiarato che la vicenda Cosentino avrebbe dato i suoi risultati: “Dopo la caduta del governo Berlusconi a novembre e il declino del potere di Cosentino a lui legato, qualcuno ha cominciato a collaborare con la procura”.</p>
<p style="text-align: right;"><a href = "http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/italien-noch-haelt-das-netz-berlusconis-11604062.html" target = "_blank" ><u>[Articolo originale "Noch hält das Netz Berlusconis" di Jörg Bremer]</u></a></p>]]></content:encoded>
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