[La Pagina]
Veltroni promuove una raccolta di firme per un referendum abrogativo.
Come avevamo anticipato a metà ottobre, il decreto Gelmini sulla scuola è stato approvato mercoledì 29 anche al Senato senza alcun cambiamento. Lo sciopero generale ha avuto luogo l’indomani, il 30, a decreto divenuto legge. Di solito lo sciopero avviene prima che un provvedimento diventi legge, ma così non è stato. Però questa non è l’unica incongruenza che ha accompagnato e sta accompagnando la materia in questione.
Riepiloghiamo, per chiarezza d’esposizione, il contenuto del decreto che prevede: il ritorno dei voti al posto dei giudizi (che continuano a convivere coi voti solo alle elementari); la reintroduzione dell’educazione civica come materia a sé e del voto in condotta alle medie e alle superiori (ove con 5 si rischia la bocciatura); il maestro unico alle elementari invece di tre insegnanti su due classi (a partire dall’anno 2009-2010); l’adozione dei libri di testo valida per 5 anni; taglio del personale docente (87 mila unità) e amministrativo-ausiliario di circa 20 mila unità a partire dall’anno prossimo.
[Tages Anzeiger]
Dopo le massicce proteste contro le riforme nel mondo dell’istruzione, il Governo italiano sembra tornare parzialmente sui suoi passi.
Da settimane studenti di scuole di ogni grado, insegnanti e genitori manifestano contro le riforme proposte dal governo Berlusconi nel settore dell’istruzione. All’ondata di proteste che nel frattempo si è propagata come un incendio, l’alleanza di governo ha reagito con durezza. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato ripetutamente che le dimostrazioni in piazza non sono legittime e ha minacciato di far intervenire la polizia contro gli studenti.
[La Pagina]
La settimana politica è stata la settimana della piazza. Prima, con le manifestazioni studentesche in varie Università italiane, poi, sabato 25, con la manifestazione del Pd a Roma, tanto attesa, anche se criticata non solo dalla maggioranza ma anche da esponenti del Pd stesso.
E’ stato un evento: quello dell’opposizione e del suo tentativo di dire che c’è ed è viva, con una protesta organizzativamente riuscita, ma politicamente con qualche punto interrogativo.
[Ta Nea]
Ritirato il progetto di riforma dell’istruzione
In fretta e furia il governo Berlusconi ritira il progetto di riforma dell’istruzione [N.d.T. riforma dell'Università] dopo le intense reazioni di protesta delle ultime settimane. «Le manifestazioni hanno portato dei risultati. Il Cavaliere non vuole correre rischi e non ha alcun desiderio di incendiare le piazze, soprattutto in un momento in cui le proteste degli studenti e degli insegnanti sembrano essere legate anche alla crisi economica», riporta il quotidiano «La Repubblica». La riforma prevede, tra le altre cose, il ritorno a un vecchio sistema che stabilisce la bocciatura degli alunni con voto di condotta minore di 6 su 10, un maestro unico per i cinque anni delle elementari e il grembiule per gli alunni della scuola elementare. Sono previsti anche tagli della spesa per l’istruzione superiore pari a 2,3 miliardi di euro nel bilancio del 2009. Nonostante le massicce manifestazioni in molte città e le occupazioni in molte scuole e università, il Senato ha votato la scorsa settimana il progetto di legge del Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, la quale ha sostenuto che con la riforma in Italia tornarà «la scuola della serietà, del merito e della cultura».
[The Sunday Times]
FIRENZE - Da questa estate Mara Carfagna, ex modella in topless diventata Ministro del governo italiano, lotta per conquistare credibilità politica.
E’ stata al centro di uno scandalo che, a quanto si dice, riguarda una telefonata erotica con Silvio Berlusconi, il miliardario Presidente del Consiglio. E’ stata messa alla berlina anche da una famosa [...]
[rue89]
L’Italia non la smette più di tormentarsi da quando il governo Berlusconi, attraverso il suo ministro dell’educazione Mariastella Gelmini,ha iniziato il processo per “riformare” la scuola e l’università. Giornate di protesta, occupazione di scuole e università, manifestazioni: l’opposizione fa sentire la sua voce.
[El Pais]
Roma, Milano, Napoli, Cagliari, Catania, Torino, perfino Madrid e Lipari. Gli studenti italiani ieri si sono mobilitati in massa contro la legge sull’educazione, conosciuta con il nome del suo ministro, Maria Stella Gelmini, e i tagli al bilancio e ai posti di lavoro della scuola e dell’università, approvati dal governo di Silvio Berlusconi. Più di un milione di persone, alunni in maggioranza, ma anche genitori, professori e sindaci, hanno partecipato alle manifestazioni, ai sit-in e alle occupazioni che hanno paralizzato le città.
[La Crónica de Hoy]
Una marea umana formata da più di un milione di persone, in maggioranza studenti, secondo gli organizzatori, ha manifestato ieri in tutta Italia per protestare contro la riforma del sistema educativo del governo di Silvio Berlusconi, che prevede licenziamenti e tagli ai finanziamenti, mentre le scuole sono rimaste chiuse a causa di uno sciopero nazionale dei lavoratori del settore.
[Les Echos]
L’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) ha annunciato venerdì di essere costretta ad abbondonare la piccola isola italiana di Lampedusa, dove arrivano ogni anno migliaia di clandestini, a causa del non rinnovo di un contratto col governo.
[El Economista]
Roma - Migliaia di studenti, docenti e politici dell’opposizione italiana hanno protestato a Roma contro la legge di riforma dell’educazione approvata dal Governo, con un corteo pacifico che ha bloccato gran parte della città e nel quale sono state richieste le dimissioni del ministro dell’Educazione, Maria Stella Gelmini.