articolo di
Società cultura e religione pubblicato venerdì 23 gennaio 2009 in
Svezia[Svenska Dagbladet]
Nelle campagne intorno a Napoli, nel sud Italia, a cucire in piccole fabbriche ci sono lavoratori tessili assunti illegalmente. Senza garanzie e per miseri salari. La maggior parte produce contraffazioni di marche che noi siamo ben contenti di acquistare a buon prezzo quando siamo in vacanza. Ma in alcune di quelle macchine da cucire vengono infilate le stoffe migliori, quando l’ordinazione viene dalle grandi case di moda italiane, che hanno elaborato un ingegnoso sistema per abbassare al minimo i costi di produzione. Una sorta di asta al contrario dove chi fa l’ordinazione spiega quanti capi devono essere cuciti, dopodiché lascia che i fabbricanti facciano un’offerta. Chi riesce a produrre i capi nel minor numero di giorni al prezzo più basso vince…Ma la gara non è ancora decisa. Anche gli altri fabbricanti possono prendere le stoffe e cominciare a cucire. Solo uno però viene pagato, quello che fornisce i capi finiti di qualità superiore.
  » vai all'articolo