<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Italia Dall'Estero &#187; Francia</title>
	<atom:link href="http://italiadallestero.info/archives/category/francia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://italiadallestero.info</link>
	<description>...come ci vede la stampa estera</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 22:07:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>In Italia, gli errori grossolani del partito di Berlusconi costellano la campagna per le regionali</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9157</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9157#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 17:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9157</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Errori grossolani, denunce, ricorsi, cambiamenti delle regole del gioco: le elezioni regionali italiane, che si terranno in 13 regioni su 20 il 28 e 29 marzo, volgono in un pasticcio, fino alla farsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Errori grossolani, denunce, ricorsi, cambiamenti delle regole del gioco: le elezioni regionali italiane, che si terranno in 13 regioni su 20 il 28 e 29 marzo, volgono in un pasticcio, fino alla farsa. Lunedì 8 marzo, il tribunale amministrativo di Roma ha rifiutato di validare una lista che, nel Lazio, sostiene Renata Polverini, la candidata del partito di Silvio Berlusconi, il Popolo delle Libertà (PdL). La corte di appello aveva già annullato questa lista depositata in ritardo.</p>
<p>Questa decisione è una cattiva notizia per il presidente del Consiglio che, per riparare al dilettantismo dei quadri del PdL, aveva fatto approvare, il 5 marzo, nel consiglio dei ministri, un decreto “interpretativo”, firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che autorizzava una lettura più flessibile della legge elettorale.</p>
<p>Tutto comincia a Roma sabato 27 febbraio. Quel giorno il delegato del PdL entra negli uffici della commissione elettorale di Roma, con la sua lista sotto il braccio, qualche minuto prima di mezzogiorno, ora limite per il loro deposito. Solamente ecco: il delegato ne esce poco dopo per non tornarvi solo dopo le 12. “Un obbligo maggiore”, si giustifica, spiegando il suo ritardo con il fatto che, mentre era in cammino, si era fermato per “mangiare un panino”. I funzionari dell’ufficio elettorale non se ne curano. Panino o no, l’orario è l’orario: il delegato, malgrado le sue proteste, è pregato di lasciare l&#8217;ufficio.</p>
<p>Quello che non era che un errore grossolano prende gli aspetti di una farsa grottesca quando, due giorni più tardi, la lista di Roberto Formigoni (PdL), governatore uscente della Lombardia praticamente certo di ottenere un quarto mandato, è a sua volta escluso dalla competizione elettorale. Motivo: le firme valide di Formigoni sono in numero insufficiente.<br />
Per tutta la settimana, il dibattito si è concentrato sulla questione di sapere se bisognasse privilegiare la lettura della legge elettorale o il suo spirito: permettere a 12 milioni di elettori (9 in Lombardia, 3 nel Lazio) di poter esercitare una scelta politica reale. Tra abbattimento e nervosismo, Berlusconi studia tre scenari: l’esaurimento dei ricorsi giuridici, un rinvio delle elezioni ed un adattamento della legge elettorale alle circostanze. Alla fine è quest’ultima soluzione che verrà scelta, salvando così Formigoni in Lombardia.</p>
<p>Questa manipolazione della legge elettorale è stata vivamente denunciata dall’opposizione. Domenica, svariati movimenti di protesta hanno avuto luogo a Roma ed in altre città della Penisola. Una manifestazione è prevista, sabato, nella capitale italiana per denunciare un presidente del Consiglio che “cambia le regole del gioco a suo piacimento” e si comporta “come se il paese gli appartenesse”.</p>
<p>La destra non esce al meglio da questi pasticci in serie. Creato un anno fa, il Popolo delle Libertà appare come un club di tifosi, una corte devota a Berlusconi ma incapace di garantire l’abbiccì di un partito politico:presentare i candidati alle elezioni. “Il PdL non mi piace”, ha dichiarato Gianfranco Fini, [che è] tuttavia cofondatore del partito. “Non sono nemmeno capaci di preparare le liste”, ha borbottato Umberto Bossi, presidente della Lega Nord e alleato di Berlusconi.</p>
<p>Conseguenza: il grado di popolarità del governo è crollato di quattro punti, secondo un sondaggio ISPO pubblicato domenica dal Corriere della Sera. Gli italiani che approvano il governo non sono più del 39%, contro il 43% di inizio febbraio. “Le convulsioni osservate in questi ultimi giorni a proposito delle liste hanno avuto un’influenza negativa sulla popolarità del governo”, spiega Renato Mannheimer, direttore dell’istituto.</p>
<p>Un altro sondaggio, realizzato da Demos e Pi, pubblicato lo stesso giorno da La Repubblica, testimonia anch’esso le conseguenze di questo pasticcio: 45,3% delle persone interrogate considerano che i partiti politici di oggi siano “peggiori” di quelli della “Prima Repubblica” spazzati via dagli scandali politico-finanziari dell’inizio degli anni &#8216;90. Il politologo Ilvo Diamanti analizza: “Il modello inventato da Berlusconi suscita oggi disillusione”.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/03/09/en-italie-les-bevues-du-camp-berlusconi-emaillent-la-campagne-des-regionales_1316565_3214.html#ens_id=1191686' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "En Italie, les bévues du camp Berlusconi émaillent la campagne des régionales  " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9157/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I suicidi degli imprenditori illustrano le difficoltà delle PMI (piccole medie imprese) del Nord dell’Italia</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9147</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9147#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9147</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Imprenditore edile, si è impiccato, il 1° marzo. Nel 2008, la sua azienda aveva dichiarato fallimento. Qualche giorno prima, Paolo Trivellin, 46 anni, anche lui aveva preferito morire piuttosto che licenziare i suoi 8 dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Le esequie di Oriano Vidos, 50 anni, si sono svolte venerdì 5 marzo nel suo paese Camposanpiero. Imprenditore edile, si è impiccato, il 1° marzo. Nel 2008, la sua azienda aveva dichiarato fallimento. Qualche giorno prima, Paolo Trivellin, 46 anni, anche lui aveva preferito morire piuttosto che licenziare i suoi 8 dipendenti. Da Ottobre 2008, dodici imprenditori del Veneto si sono suicidati, non potendo far fronte ai loro debiti o per non separarsi dai loro collaboratori.<br />
Un tempo paradiso della piccola impresa, questa regione è stata toccata con forza dalla crisi. Per decenni è stata, con la vicinissima Lombardia, la vitalità delle piccole-medie aziende italiane, la loro capacità di adattarsi a conquisatre i mercati. All’ombra dei grandi gruppi (Geox, Benetton, Luxottica) per i quali alle volte subappaltano, dei piccoli dirigenti ingegnosi e individualisti che lavorano senza sosta con un pugno d’impiegati, hanno saputo creare dei prodotti ed esportare le loro competenze.<br />
Nell’autunno 2008, le prime conseguenze della crisi economica hanno cominciato a farsi sentire. Se i grossi dimagriscono, i piccoli muoiono … Secondo i dati della Confederazione Italiana dei sindacati dei lavoratori (CISL), in due anni, 42 000 imprenditori, artigiani, e lavoratori autonomi hanno chiuso bottega. Il Cerved, un centro di studi di mercato, conta in 9255 il numero dei fallimenti d’imprese in Italia nel 2009, ovvero il 23% di più del 2008.<br />
In questi lista di vincitori, la Lombardia arriva per prima con 1963 chiusure (+30%), seguita dal Veneto con 880. I fallimenti toccano prima le piccole imprese, più di frequente nell’edilizia. Il 75% di quelle che hanno dovuto chiudere avevano un fatturato inferiore a due milioni di euro prima della crisi.<br />
Resta da capire perché questi imprenditori hanno scelto di mettere fine ai loro giorni. “In Veneto, molto spesso, il dirigente aziendale è sia capo che impiegato”, spiega Claudio Miotto, responsabile del Sindacato degli artigiani della regione. “Per lui, gli impiegati sono dei visi familiari, che vede ogni giorno. Tutti vivono nello stesso quartiere. Per un piccolo dirigente aziendale, licenziare non è una scelta impersonale, ma lo coinvolge radicalmente”.</p>
<p><strong>“Mancanza di considerazione”<br />
</strong><br />
Secondo Daniele Marini, direttore scientifico dell’istituto di ricerche sociali ed economiche del Nord Est, “nella nostra regione, non c’è quell’idea anglosassone per cui il fallimento fa parte della vita dell’imprenditore. Il fallimento, qui, è vissuto come il marchio di una rovina personale”. “Questi imprenditori sono morti per eccesso d’etica”, rincara Dario Di Vico, giornalista del quotidiano Corriere della Sera che ha consacrato un libro (Piccoli, edizioni Marsilio) a questi capi di piccole aziende del Nord. “Forse hanno una Mercedes, scrive, ma mancano di considerazione”.<br />
Ma i fattori umani non sono i soli in causa. Claudio Miotto ha deciso di alzare i toni e di indicare dei responsabili di questa “disperazione diffusa”. Il suo sindacato ha calcolato che le grandi imprese del Veneto dovevano 600milioni di euro ai loro subappaltatori. “Se a questa degenerazione delle relazioni tra imprese, aggiungiamo la burocrazia, un sistema bancario poco attento ai nostri bisogni, capiamo meglio la lotta quotidiana in cui s’impegnano i piccoli dirigenti e alla quale, alle volte, soccombono”, ha precisato.<br />
Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, la morte di Oraiano Vidos non è passata inosservata. La Lega Nord, quasi certa di conquistare il Veneto, vuole presentare al Parlamento una mozione per “sostenere” gli artigiani in difficoltà.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/economie/article/2010/03/08/des-suicides-de-patrons-illustrent-les-difficultes-des-pme-du-nord-de-l-italie_1316003_3234.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Des suicides de patrons illustrent les difficultés des PME (petites ou moyennes entreprises) du nord de l'Italie " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9147/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Italia, un disegno di legge che accorcia la durata dei processi crea polemica</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9081</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9081#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 22:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9081</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Arrivando in cima a via XX Settembre, a L’Aquila, i veicoli rallentano. Otto studenti sono morti qui, sotto le macerie della residenza universitaria che è crollata, all’alba del 6 aprile, durante il sisma che ha distrutto gran parte della città
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Arrivando in cima a via XX Settembre, a L’Aquila, i veicoli rallentano. Otto studenti sono morti qui, sotto le macerie della residenza universitaria che è crollata, all’alba del 6 aprile, durante il sisma che ha distrutto gran parte della città.<br />
I passanti cercano le foto dei morti appese alle reti che delimitano il vuoto lasciato dalla residenza. Gli altri immobili sono rimasti in piedi. Antonietta Centofanti, zia di una delle vittime, assicura che gli studenti avevano visto arrivare il pericolo: “Le forti scosse che hanno preceduto quella fatale avevano indebolito la struttura, ma il responsabile dell’immobile li aveva rassicurati. Aveva detto loro che se avevano paura, non avevano che da dormire con tuta e scarpe da ginnastica. È così che li hanno ritrovati”, confida, con la voce rotta.<br />
In questi giorni, uno striscione è apparso sulle macerie: “Avete rubato loro l’avvenire, ora togliete loro ogni possibilità di avere giustizia.” Firmato: “Il comitato delle famiglie delle vittime”.<br />
L’inchiesta aperta dalla procura ha confermato infatti che la residenza universitaria è crollata soprattutto a causa della pessima qualità dei materiali utilizzati e dei lavori non conformi.<br />
Ma le nuove norme volute dal parlamento per abbreviare la durata dei processi imponendo un limite di tre anni per quelli in primo grado, al termine del quale tutto viene annullato, rischiano di lasciare questi morti senza giustizia in un’Italia in cui i tempi giudiziari sono lenti.<br />
Ora, il processo riguardante i morti de L’Aquila si annuncia complesso, con una lunga fila di testimoni e di esperti. Il testo che determina “i processi brevi” è stato approvato al Senato e attende solo il via libera della Camera. “È come se il delitto non fosse mai stato commesso”, si adira Antonietta.</p>
<p>“<strong>Immunità da funzione</strong>”. Il caso de L’Aquila non è che un esempio tra gli altri. Centomila processi sono a rischio, rincara l’Associazione Nazionale dei Magistrati. Per il suo segretario, Giuseppe Cascini, “non è una legge che abbrevierà i processi perchè non fornisce maggiori mezzi alla giustizia per funzionare meglio. Decreterà semplicemente la morte del processo che non finisce entro i tempi prescritti. È inconcepibile, fare ciò unicamente per mettere al riparo un uomo, Silvio Berlusconi, dalle sue noie giudiziarie”. Molti notano infatti che l’autore della legge del “processo breve” non è altro che il deputato, Niccolò Ghedini, consulente del Cavaliere.<br />
Le reazioni non hanno tardato. Perché “la legge sia uguale per tutti”, sabato 27 febbraio, è stato lanciato un appello alla mobilitazione dal Popolo Viola, movimento cittadino senza etichetta, nato attraverso i contatti su Internet. Ad inizio dicembre, il suo “No-Berlusconi Day” aveva spinto in piazza centinaia di migliaia di persone. Questa volta, l’accento è stato messo sulle leggi ad personam, come i suoi detrattori hanno battezzato queste leggi ad uso del Cavaliere.<br />
Secondo i calcoli della stampa, la legge sul processo breve è la diciannovesima iniziativa legislativa in favore di Berlusconi. Una nuova è già in cantiere: il 9 marzo, il Senato approverà la legge detta del “legittimo impedimento”<br />
Il presidente del Consiglio ed i ministri potranno, per la durata di diciotto mesi, avvalersi di una sorta d’immunità da funzione per non presentarsi davanti ai tribunali se sono sotto processo. Per il senatore Giuseppe Valentino, del Popolo delle libertà, il partito del Cavaliere, “il capo dell’esecutivo non deve rispondere alle convocazioni di un tribunale quando esercita le sue funzioni”.<br />
Il 27 febbraio, sussisteva un’incognita: Silvio Berlusconi, non potendo ancora avvalersi di questo “legittimo impedimento”, sarebbe andato alla ripresa del processo Mills? In questo processo è accusato di aver corrotto, tramite un versamento di 440 000 euro, un ex avvocato, il britannico David Mills, affinché rendesse falsa testimonianza in suo favore in due processi.<br />
Due giorni prima, la corte di Cassazione ha annullato la condanna a 4 anni e mezzo dell’avvocato per prescrizione del reato. Il Cavaliere parla di “giudici talebani battuti”.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/27/en-italie-un-projet-de-loi-raccourcissant-la-duree-des-proces-cree-une-polemique_1312184_3214.html#ens_id=1191686' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "En Italie, un projet de loi raccourcissant la durée des procès crée une polémique  " di Salvatore Aloise]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9081/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il volto nero dell&#8217;Italia</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9177</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9177#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9177</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Da secoli, l'idea dell'Italia suscita nello spirito degli Europei un'emozione speciale. Come se l'universo di questa penisola fosse formato da una materia differente - i suoi paesaggi, le sue città, i suoi villaggi immersi in una sorta di luce mitica il cui segreto restava inaccessibile. I viaggiatori del "Grand Tour" non hanno smesso di descriverne il fascino. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p style="margin: 0px">Da secoli, l&#8217;idea dell&#8217;Italia suscita nello spirito degli Europei un&#8217;emozione speciale. Come se l&#8217;universo di questa penisola fosse formato da una materia differente &#8211; i suoi paesaggi, le sue città, i suoi villaggi immersi in una sorta di luce mitica il cui segreto restava inaccessibile. I viaggiatori del &#8220;Grand Tour&#8221; non hanno smesso di descriverne il fascino. Gli scrittori hanno spesso tentato d&#8217;accostarsi al mistero. Stendhal vi provava un&#8217;emozione continua, fino al malessere condiviso da molti altri visitatori dinanzi alla sovrabbondanza dell&#8217;arte.</p>
<p>Per Nietzsche, l&#8217;Italia è luce, dolcezza, liberazione. In Italia Nietzsche non sente, dirà, il bisogno di dire &#8220;no&#8221;, comme succede a chi esce il mattino nelle vie di una città tedesca; luce, musica, e &#8220;l&#8217;uva dolce dal fruttivendolo&#8221;, a Torino, negli ultimi momenti di serenità. Per Freud, l&#8217;Italia è rivelazione necessaria: &#8220;Ciò che mi ci vuole è l&#8217;Italia&#8221;; l&#8217;arte italiana &#8211; &#8220;tesoro simbolico quasi sacro&#8221; &#8211; è per lui la scoperta della parte incosciente, esperienza di Altro [concetto filosofico che si riferisce al "carattere di ciò che è estraneo", N.d.T.] e di estraneità temporale. Freud pianifica di finire i suoi giorni a Roma.</p>
<p>Ancora oggi nella memoria del viaggiatore sorge l&#8217;impressione di stordimento e di trasfigurazione del primo incontro: i paesaggi armoniosi dei grandi laghi, il caffè al latte delle mattine francesi tramutato in schiuma delicata del cappuccino, il suono degli zoccoli di legno sulle lastre di Sirmione, gaiezza, alberi e fiori. Poi l&#8217;incanto assoluto: Venezia, Firenze, più tardi Roma dalle belle, stupefacenti architetture, il Tevere, fontane&#8230;</p>
<p>Ma esiste anche un altro lato &#8211; il lato oscuro, da molto tempo noto ai poeti e ai romanzieri italiani, esplorato da Alessandro Manzoni (1785-1873), nei Promessi Sposi, il cui innocente titolo non ne lascia indovinare i baratri di nefandezza e tragedia che poco a poco si manifestano al lettore. Romanzo basato, come La Certosa di Parma, su di una antica cronaca italiana molto violenta e sinistra, in esso non appaiono né Fabrizio, né Clelia, né l&#8217;ombra di una Sanseverina [protagonisti de La Certosa di Parma, N.d.T.].</p>
<p>Si svolge ai tempi della peste del XVII secolo, sotto il dominio spagnolo. Intrighi tenebrosi ed oscuri crimini. Pagine implacabili, tragici ritratti del XVII secolo italiano, che si rivelano essere, inoltre, un&#8217;anticipazione dei misteri e degli scandali irrisolti degli anni di piombo e dell&#8217;Italia contemporanea, come Pasolini l&#8217;ha percepita, denunciata e subita, fino alla sua morte inclusa. Di fatto, la vecchia radice della situazione odierna può essere riconosciuta nel fatto che in Italia il potere è quasi sempre stato esercitato come &#8220;fazione ed oligarchia&#8221;, pratica autoritaria dinanzi alla quale &#8220;il peggio è senza alcun dubbio non essere protetto&#8221;.</p>
<p>Ciò che produce un&#8217;atmosfera che può definirsi col termine ignavia, che utilizzava Leopardi riguardo alla &#8220;vilissima condizione&#8221; dei suoi compatrioti &#8211; ignavia, cioè &#8220;inattività per incapacità di capire&#8221;, in una società simile a quella che descriveva Manzoni (quella del XVII secolo, ma che era anche la sua). Oggi, è di nuovo l&#8217;ignavia ad instaurarsi &#8211; una passività, un&#8217;accettazione che ricorda che il regime fascista, che è durato vent&#8217;anni godendo di un vasto consenso, senza dubbio non è mai stato sottoposto ad un processo d&#8217;esame e di giudizio come lo è stato il nazismo nella Germania contemporanea.</p>
<p>La Costituzione italiana, elaborata dopo la guerra da personalità afferenti a diverse correnti politiche ma tutte dotate di una coscienza democratica resa matura dalla recente esperienza storica, è certamente la migliore, la più manifestamente repubblicana, laica, di tutte le Costituzioni europee. Ma, in seguito, l&#8217;educazione del popolo italiano alla democrazia non è stata fatta veramente dai governi democristiani.</p>
<p>La sinistra italiana &#8211; un grande partito comunista gramsciano piuttosto che marxista ed un forte partito socialista, all&#8217;epoca alleati &#8211; era indubbiamente portatrice di una vocazione educativa; ma tutta la sinistra si è progressivamente indebolita a partire dagli anni &#8216;70 sotto i colpi delle faide, del terrorismo, della corruzione, quest&#8217;ultima in costante crescita negli anni &#8216;80, sotto l&#8217;effetto della politica craxiana, che brutalmente rompeva con la tradizione etica della sinistra e forniva un&#8217;ideologia pronta per il governo imprenditoriale che avrebbe presto attaccato le basi stesse della democrazia.</p>
<p>Con la famosa &#8220;discesa in campo&#8221; del 1994, è la società dello spettacolo, come descritta da Guy Debord, che fa il suo ingresso e si estende come una piovra: niente più passato, niente più futuro, un presente finto, sfuggevole, piatto. Due fenomeni danno la misura della particolarità e della gravità del momento storico: lo stato d&#8217;ipnosi degli elettori di questa destra pseudo-liberale, ed il &#8220;servilismo volontario&#8221; di uomini politici che, ad eccezione di quelli reclutati ad hoc (imprenditori, avvocati, ecc.) avevano conosciuto negli anni precedenti un passato di una certa dignità, e che ad oggi si apprestano a sostenere, senza battere ciglio, con disciplina assoluta, il valore intrinseco e &#8220;buono per il popolo&#8221; di ogni nuovo colpo sferrato alla democrazia dal loro re Ubu [Opera teatrale francese considerata come precorritrice del movimento surrealista e del teatro dell'assurdo, N.d.T.].</p>
<p>Ci si domandava allora come un&#8217;intero paese potesse essere portato, senza violenza (sebbene la violenza era meno lontana di quanto si credesse, basti guardare al G8 di Genova) ad un sonno tanto profondo? Le cause sono diverse, radicate nella storia recente e più remota. I mezzi, utilizzati a ripetizione, sono quelli della cancellazione della separazione tra il reale e la finzione, cancellazione progressiva alla quale abitua una televisione allucinante assorbita a forti dosi.</p>
<p>La propaganda governativa, secondo la quale la sinistra &#8211; più precisamente il Partito Comunista &#8211; avrebbe governato il Paese da cinquant&#8217;anni, probabilmente non era una semplice trovata elettorale. La tranquillità con la quale l&#8217;opinione pubblica accettava questa curiosa riscrittura della storia recente rivela senza dubbio una convinzione segreta, e radicata, secondo la quale il governo &#8220;naturale&#8221; del paese sarebbe stato il regime fascista, artificialmente interrotto in qualche modo dalla guerra e dalla sconfitta militare&#8230;</p>
<p>Ciononostante, in tempi record, un paese agricolo e cattolico si trasformava in un paese industriale edonista, senza leggi, senza riferimenti. Scivolamento, liquefazione&#8230;I tessuto cede silenziosamente, la pozzanghera si allarga&#8230;</p>
<p>Sono già visibili i danni che si estenderanno senza limiti fino ad oggi: riapparizione del fascismo, episodi razzisti contro gli immigrati &#8211; ad oggi ridotti in schiavitù come si è visto in Calabria il mese scorso -, collusione con la mafia divenuta sempre più centrale ed evidente.</p>
<p>Negli ultimi tempi, il paese è arrivato all&#8217;&#8221;anestesia totale&#8221;, alla &#8220;sonnolenza collettiva&#8221;, alla &#8220;narcosi&#8221; &#8211; termini usciti qualche giorno fa dalle penne dei grandi giornalisti d&#8217;opposizione, di un&#8217;opposizione peraltro praticamente impotente, dal momento che, secondo un&#8217;inchiesta recente, l&#8217;87% degli italiani s&#8217;informa esclusivamente attraverso la televisione &#8211; una televisione privata, ma anche pubblica, sempre più nelle mani del governo.</p>
<p>Lo scopo originale della scesa in campo berlusconiana &#8211; ciò che la grande giornalista Rossana Rossanda definiva allora come &#8220;una capitolazione del paese di fonte all&#8217;impresa pura e semplice&#8221; &#8211; sembra ormai raggiunto, anche se oggi, per la prima volta, (dei) sintomi di ribellione appaiono qua e là. L&#8217;ultima opera del goveno italiano, che si chiama &#8220;Protezione Civile&#8221;, è un&#8217;organizzazione destinata all&#8217;intervento rapido in caso di &#8220;catastrofi naturali&#8221; (ma poco a poco estesa ad eventi in cui l&#8217;urgenza ed il naturale sono sempre meno dimostrabili).</p>
<p>[La Protezione Civile N.d.T.] Procede a colpi di interventi urgenti, che hanno luogo fuori ed al di sopra della legge. Da cui la nascita di un potere assoluto che sfugge ad ogni controllo ed è incredibile fonte di corruzioni di ogni genere. Alcuni membri della coalizione di governo prendono poco a poco le distanze, Gianfranco Fini, presidente della Camera, Giuseppe Pisanu, ex ministro dell&#8217;Interno: &#8220;L&#8217;orizzonte dell&#8217;interesse generale è chiuso, si sono aperte le cataratte dell&#8217;interesse privato.&#8221;</p>
<p>Ogni giorno scoppia un nuovo scandalo. Forse si prepara una miscela esplosiva &#8211; fatica, esasperazione dei cittadini di fronte ad una classe dirigente &#8220;non soltanto corrotta, ma decrepita&#8221;, scrive Curzio Maltese, lucido analista del fenomeno fin dai suoi albori: ferocità della crisi (migliaia e migliaia di operai e di ricercatori licenziati, ridotti alla povertà assoluta), vittime in rivolta del terremoto dell&#8217;Abruzzo (&#8221;Un anno dopo, qui, tutto muore&#8221;), desiderio di un futuro ora inimmaginabile. Rivedremo presto il cielo italiano di Stendhal?</p>
<p>[Jacqueline Risset è, N.d.T.] scrittrice e traduttice. Professoressa di letteratura francese all&#8217;università Roma-III, dove presiede il Centro di studi italo-francesi, ha in particolare tradotto &#8220;La Divina Commedia&#8221;, di Dante (Flammarion, 1985-1990), pubblicato diversi volumi di poesia (come &#8220;Gli istanti&#8221;, Farago, 2000) e saggi (&#8221;Una certa gioia. Saggio su Proust&#8221;, Hermann, 2009).</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/opinions/article/2010/02/27/la-face-noire-de-l-italie_1312210_3232.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La face noire de l'Italie" di Jacqueline Risset]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9177/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Graziato l’avvocato di Berlusconi</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9155</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9155#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9155</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>La Corte di Cassazione Italiana ha alla fine graziato l’avvocato di Silvio Berlusconi, David Mills, accusato di aver mentito alla giustizia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Nouvel Observateur]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p><strong>La Corte di Cassazione Italiana ha alla fine graziato l’avvocato di Silvio Berlusconi, David Mills, accusato di aver mentito alla giustizia.<br />
</strong><br />
Venerdì 26 febbraio la Corte di Cassazione Italiana ha annullato la condanna dell’avvocato britannico David Mills, che era stato accusato di aver ricevuto delle mazzette per mentire davanti alla giustizia per proteggere il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.<br />
La Corte di Cassazione ha giudicato che i fatti fossero prescritti. Questo stop alla condanna costituisce un’importante vittoria per Silvio Berlusconi, il cui processo per le accuse di corruzione legate a quest&#8217;accusa fu sospeso al termine dell’ultimo ricorso presentato da David Mills.<br />
Il procuratore Gianfranco Ciani aveva giudicato che David Mills avesse effettivamente ricevuto la bustarella, ma ieri, ha alla fine raccomandato che la condanna venisse annullata per prescrizione.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/international/europe/20100226.OBS8118/lavocat_de_berlusconi_blanchi.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "L'avocat de Berlusconi blanchi" di Nouvel Observateur]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9155/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un nuovo scandalo ricade sul parlamento italiano</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9084</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9084#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 23:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9084</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>La 'Ndrangheta ha fatto il suo ingresso al Parlamento italiano reclutando un senatore che è all'origine di «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale», secondo il giudice Aldo Morgigni che conduce l'inchiesta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Figaro]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p><strong>Un senatore del partito di Berlusconi sarebbe implicato in una frode da 2 miliardi di euro.<br />
</strong><br />
La &#8216;Ndrangheta ha fatto il suo ingresso al Parlamento italiano reclutando un senatore che è all&#8217;origine di «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale», secondo il giudice Aldo Morgigni che conduce l&#8217;inchiesta.<br />
Nicola Di Girolamo, un calabrese eletto nel 2008 al Senato in una circoscrizione riservata agli italiani all&#8217;estero, era «promotore e capo di una associazione a delinquere che ha commesso una miriade di reati», rileva il magistrato chiedendo al parlamento l&#8217;autorizzazione per il suo arresto. Dovrebbe ottenerla giovedì prossimo.<br />
Secondo l&#8217;accusa, sarebbero state emesse false fatture per un ammontare di 2 miliardi di euro per finti scambi di servizi di telecomunicazione fra l&#8217;Italia e l&#8217;estero. Il fisco avrebbe subito un danno di 365 milioni di euro, mentre i truffatori avrebbero aggiunto 96 milioni di euro di crediti IVA al loro bottino.<br />
La frode, che durava da alcuni anni, era «particolarmente complessa e raffinata», secondo la procura. Ricorreva ad una serie di società di facciata disperse nel mondo. Alcune fatture per falsi acquisti di servizi nel campo delle telecomunicazioni partivano da Londra e transitavano dall&#8217;Italia prima di ripartire per i paradisi fiscali maggiorati del 19% dell&#8217;IVA. Sono stati chiamati in causa due grandi nomi della telefonia: Fastweb, secondo operatore italiano di telefonia fissa, e Telecom Italia Sparkle, filiale del numero uno delle telecomunicazioni. La giustizia si pronuncerà il 2 marzo sul commissariamento di Fastweb, un gruppo da 3500 impiegati e 2 milioni di clienti.<br />
Cinquantasei persone sono state arrestate: avvocati, agenti di borsa, finanzieri e una serie di prestanome. Circa 200 appartamenti, quadri d&#8217;autore, auto di lusso e un yacht sono stati sequestrati. Quattro arresti sono stati eseguiti in Gran Bretagna e alcune perquisizioni sono state effettuate in Svizzera e in Lussemburgo.  </p>
<p><strong>Eletto grazie alla &#8216;Ndrangheta<br />
</strong><br />
Al centro dello scandalo si trova Silvio Scaglia, il pioniere delle nuove tecnologie in Italia. Nel 1999, aveva fondato Fastweb, di cui in seguito ha venduto l&#8217;82% a Swisscom, in piena euforia da new economy. Dotato di una patrimonio personale di 1,2 miliardi di euro, che lo rende il 13° uomo più ricco d&#8217;Italia, è accusato di frode fiscale aggravata e di associazione a delinquere. Dall&#8217;Argentina, dove è in trasferta, afferma di non avere nulla a che fare con il traffico, «una storia da pazzi». Annuncia il suo ritorno in Italia questo sabato per mettersi a disposizione della giustizia: «Sono assolutamente sereno», dice.<br />
Anche i dirigenti attuali e passati delle due società sono stati messi sotto inchiesta. Affermano di non aver mai emesso false fatture, né costituito fondi neri all&#8217;estero. Il gruppo Telecom Italia ha rinviato ieri la pubblicazione del suo bilancio annuale, avendo la magistratura confiscato conti e crediti per 300 milioni di euro alla sua filiale Sparkle.<br />
Di Girolamo, il senatore incriminato dai magistrati, sarebbe stato eletto nel maggio 2008 per una lista del PDL (il partito di Silvio Berlusconi) nella circoscrizione di Bruxelles (mentre risiede in Italia) grazie a 24500 voti raccolti in Germania dagli emissari della &#8216;Ndrangheta. I suoi «agenti elettorali» erano un capo clan, Franco Pugliese, ed un industriale di estrema destra legato al crimine organizzato, Gennaro Mokbel. Questo parlamentare che viveva nello sfarzo, con auto di lusso e superyacht, amministrava tutta una serie di società implicate nello scandalo. Alcune foto lo mostrano in compagnia di Pugliese e Mokbel.<br />
Gianfranco Fini e Gianni Alemanno il presidente della Camera e il sindaco di Roma, citati in diverse intercettazioni telefoniche, si difendono dall&#8217;accusa di essere mai stati in contatto con Di Girolamo o con l&#8217;estremista Mokbel.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lefigaro.fr/international/2010/02/26/01003-20100226ARTFIG00681-un-nouveau-scandale-rejaillit-sur-le-parlement-italien-.php' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Un nouveau scandale rejaillit sur le Parlement italien  " di Richard Heuzé]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9084/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Italia: la corruzione al centro delle regionali</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9085</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9085#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9085</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>È imminente una nuova operazione "mani pulite" in Italia? Questo è ciò che in ogni caso teme la classe politica, allorché da una decina di giorni una serie di scandali di corruzione eclatante turbano seriamente la campagna elettorale delle regionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Les Échos]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p><strong>Questa volta, non si tratta di finanziamenti occulti ai partiti, ma di appalti truccati, alcuni dei quali riguardanti la ricostruzione di L&#8217;Aquila.<br />
</strong><br />
È imminente una nuova operazione &#8220;mani pulite&#8221; in Italia? Questo è ciò che in ogni caso teme la classe politica, allorché da una decina di giorni una serie di scandali di corruzione eclatante turbano seriamente la campagna elettorale delle regionali. Ad un mese dalle elezioni, il governo tenta di legiferare d&#8217;urgenza, &#8220;per garantire la trasparenza dell&#8217;amministrazione, migliorare il controllo delle comunità locali e condannare più severamente la sottrazione di denaro pubblico a fini privati&#8221;, ha spiegato lunedì il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. </p>
<p>Una prima bozza del decreto legge è stata depositata in Parlamento venerdì per poi essere subito ritirata, su richiesta della destra. La copia dovrebbe essere riesaminata velocemente nel Consiglio dei ministri, con l&#8217;obiettivo di presentare agli elettori, il 28 marzo, liste di candidati che siano &#8220;pulite&#8221;, ha promesso il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Se la tensione è palpabile, è dovuto al fatto che questi casi ricordano gli scandali di corruzione rivelati a catena nel 1992, che avevano portato alla scomparsa della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano. Questa volta, non si tratta di finanziamenti occulti ai partiti, ma di appalti truccati.</p>
<p>Tutto è partito dalla protezione civile, una struttura creata diciotto anni fa per permettere allo Stato di essere più reattivo. Questa, che non ha equivalenti in Francia, dipende direttamente dal capo del governo e si è vista attribuire 10 miliardi di euro in dieci anni, senza alcun controllo. Ha per esempio organizzato le esequie di Giovanni Paolo II, nel 2005, e liberato le strade di Napoli dai rifiuti, nel 2008. Nello scorso aprile, è stata in primo piano dopo il terremoto a L&#8217;Aquila, sotto la guida del suo capo, Guido Bertolaso, un uomo molto popolare che ha un ruolo da ministro. Ora quest&#8217;ultimo è sospettato, con la complicità di Denis Verdini, uno dei colonnelli del partito di maggioranza, il Popolo della Libertà, di aver favorito alcune imprese durante i lavori in un&#8217;isola della Sardegna, in cui doveva tenersi il summit del G8 (che alla fine si è svolto a L&#8217;Aquila). In cambio, avrebbe ottenuto favori sessuali in un centro di benessere della capitale. Cosa ancora più grave, alcune intercettazioni telefoniche hanno permesso di rivelare alcune bustarelle per la ricostruzione di L&#8217;Aquila. </p>
<p><strong>Il momento è grave<br />
</strong><br />
Domenica, gli abitanti [di L'Aquila, N.d.T.] sono scesi in strada per protestare, brandendo le chiavi delle loro case distrutte. Silvio Berlusconi ha rifiutato le dimissioni di Guido Bertolaso, ma quattro persone sono già in carcere. Le prime udienze si aprono domani al tribunale di Firenze. Intanto, il ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, ha appena annunciato che avrebbe dato valore di legge al codice etico redatto a gennaio dagli imprenditori, documento attraverso il quale le imprese si impegnano a non lavorare più con la Mafia. Secondo la Corte dei conti, il momento è grave: sui primi undici mesi del 2009, nella penisola le denunce per corruzione hanno fatto un balzo del 229%.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lesechos.fr/info/inter/300412032-italie---la-corruption-au-centre-des-regionales.htm' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Italie : la corruption au centre des Régionales  " di Guillaume Delacroix]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9085/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;aumento della corruzione in Italia mette in imbarazzo il governo di Silvio Berlusconi</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9136</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9136#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 16:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9136</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>A sei settimane dalle elezioni regionali, Silvio Berlusconi, egli stesso sotto processo a Milano per corruzione di un avvocato (caso Mills), fatica a dare una risposta politica all'onda di scandali politico-finanziari che scuote il governo e la maggioranza. Favorevole a "fare pulizia" nei partiti, ivi compreso il suo, non sembra avere fretta di compiere il grande passo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Il governo italiano ha esaminato, venerdì 19 febbraio, un disegno di legge che prevedeva l&#8217;inasprimento delle pene per fatti legati alla corruzione, ma ne ha rinviato l&#8217;approvazione. A sei settimane dalle elezioni regionali, Silvio Berlusconi, egli stesso sotto processo a Milano per corruzione di un avvocato (caso Mills), fatica a dare una risposta politica all&#8217;onda di scandali politico-finanziari che scuote il governo e la maggioranza. Favorevole a &#8220;fare pulizia&#8221; nei partiti, ivi compreso il suo, non sembra avere fretta di compiere il grande passo.</p>
<p>Un caso di appalti truccati istruito a Firenze che coinvolge diversi stretti collaboratori del presidente del Consiglio, tra cui il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e un alto dirigente del Popolo della Libertà (PdL), Denis Verdini, lo ha messo in allarme dopo alcuni giorni di silenzio. Le intercettazioni telefoniche di cui la stampa rende conto disegnano un quadro opprimente che mette in luce &#8220;il sistema gelatinoso&#8221; descritto dagli inquirenti.</p>
<p>Per ottenere appalti dalla Protezione Civile che gestisce quasi senza controllo i grandi avvenimenti (G8) così come le catastrofi (terremoto de L&#8217;Aquila e ricostruzione della città), alcuni uomini d&#8217;affari si sono avvicinati al cuore del potere grazie ai loro contatti politici. In questo affare sfilano una serie di alti funzionari, di politici, di imprenditori, delle loro mogli, di loro nipoti, di loro cugini&#8230; </p>
<p><strong>&#8220;Urgenza nazionale&#8221;<br />
</strong><br />
Un altro allarme è stato dato dalla Corte dei conti. In un rapporto presentato mercoledì, l&#8217;istituzione nota un balzo del 229% delle denunce per corruzione e del 153% delle denunce per concussione nei primi undici mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008. &#8220;Si tratta di una patologia grave&#8221;, si sono allarmati i magistrati, denunciando le condotte individuali illegali e gli amministratori pubblici &#8220;troppo spesso&#8221; incapaci di sviluppare anticorpi per fronteggiarla. L&#8217;ONG Transparency International, che pubblica una classifica dei paesi in funzione del grado di corruzione, ha fatto passare l&#8217;Italia dal 41° posto nel 2007 al 63° nel 2009.</p>
<p>Gli esempi di questa corruzione quotidiana abbondano. Il giorno in cui la Corte dei Conti lanciava il suo allarme, due agenti del fisco di Varese venivano sorpresi in flagranza di reato mentre incassavano 10 000 euro da un contribuente che sperava di mettersi al riparo da un controllo. La settimana precedente, in occasione di un altro reato in flagranza, un imprenditore desideroso di avviare alcune pratiche consegnava 5 000 euro ad un consigliere municipale di Milano, Milko Penisi, appartenente al partito di Berlusconi. </p>
<p>Si tratta di un ritorno degli anni di &#8220;tangentopoli&#8221;, dal nome dell&#8217;inchiesta che ha smantellato, a partire dal 1992, un sistema generalizzato di finanziamenti illegali ai partiti politici, provocando la scomparsa di cinque di essi? &#8220;No, ha assicurato Berlusconi. Tutti i partiti beneficiano oggi di un finanziamento pubblico. Su cento persone, si sa che non ci sono cento santi e che ce n&#8217;è una, due, tre, quattro o cinque che possono essere dei furbetti che abusano della loro posizione per trarne profitti personali.&#8221; &#8220;La corruzione è un&#8217;urgenza nazionale. È diventato un sistema di gestione, peggio che nella prima Repubblica&#8221;, sostiene invece l&#8217;Italia dei Valori, il partito dell&#8217;ex giudice anticorruzione Antonio di Pietro.</p>
<p>Resta da capire fin dove Berlusconi è pronto ad arrivare per fare &#8220;la pulizia&#8221; promessa. Il presidente del Consiglio ha rifiutato le dimissioni di Bertolaso e quelle del sottosegretario all&#8217;Economia, Nicola Cosentino, oggetto di un mandato di arresto per complicità con la camorra. Il capo dell&#8217;esecutivo, che cerca in ogni modo di evitare i tribunali, spera anche di limitare l&#8217;uso delle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di scoprire numerosi fatti di corruzione, e impedire la pubblicazione del loro contenuto sulla stampa.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/20/la-montee-des-affaires-de-corruption-en-italie-embarrasse-le-gouvernement-de-silvio-berlusconi_1309015_3214.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La montée des affaires de corruption en Italie embarrasse le gouvernement de Silvio Berlusconi  " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9136/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Senza una presa di coscienza, il sud Italia minacciato dal fango</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9126</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9126#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 09:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9126</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Un lato della collina si stacca e scivola per centinaia di metri in un torrente di fango: in Italia, questo spettacolo, trasmesso a ripetizione dalla televisione, rischia di accadere spesso per ragioni geologiche ma anche a causa di un anarchico sviluppo urbano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Les Échos]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Un lato della collina si stacca e scivola per centinaia di metri in un torrente di fango: in Italia, questo spettacolo, trasmesso a ripetizione dalla televisione, rischia di accadere spesso per ragioni geologiche ma anche a causa di un anarchico sviluppo urbano.</p>
<p>Per tutta questa settimana, piogge torrenziali nel sud Italia hanno causato imponenti frane che hanno trasformato in città fantasma la località di Maierato (2.000 abitanti, tutti evacuati) in Calabria e svuotato della metà dei suoi abitanti quella di San Fratello (4.000 abitanti) in Sicilia.</p>
<p>&#8220;Ci saranno sempre frane in Italia. Quello che non è accettabile per un paese avanzato, è vedere queste frane bloccare un&#8217;autostrada o toccare un ponte o un ospedale&#8221;, ha dichiarato ad AFP [Agence France Presse, N.d.T.] il geologo Leonello Serva.</p>
<p>Secondo gli esperti, la densità di popolazione nelle zone a rischio e l&#8217;assenza di presa di coscienza dei pericoli geologici contribuiscono a provocare regolarmente catastrofi.<br />
Secondo l&#8217;ISPRA, un istituto che sorveglia i territori a rischio da punto di vista geologico, il 5% della penisola si trova in zona a rischio.</p>
<p>Ma &#8220;ovunque dove c&#8217;è un pendio in Italia, potete aspettarvi una frana&#8221;, ha spiegato Serva, capo del dipartimento della protezione del suolo all&#8217;ISPRA, perchè la terra sulle innumerevoli colline e montagne della penisola è &#8220;giovane da un punto di vista geologico&#8221;.</p>
<p>Ci sono state circa 470.000 frane in Italia negli ultimi 50 anni, ha ricordato l&#8217;ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che precisa che il 70% dei comuni italiani sono soggetti ad un rischio elevato in campo idrotecnico.</p>
<p>Il territorio italiano è reso ancora più fragile dagli abusi, dal disboscamento e da un&#8217;urbanizzazione irrazionale, secondo gli esperti.<br />
Le regioni più a rischio, secondo l&#8217;esperto, sono la Calabria e la Campania così come la Sicilia.</p>
<p>&#8220;Abbiamo avuto piogge incredibili, la terra è (già) fragile da un punto di vista geologico e le persone hanno costruito da 40, 50 o 100 anni le loro case su terreni suscettibili di smottamenti&#8221;, ha deplorato in televisione Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia.</p>
<p>Nello scorso ottobre, una frana nella regione di Messina aveva fatto una trentina di morti e più di 700 sfollati.</p>
<p>La stampa e diversi esperti avevano denunciato l&#8217;urbanizzazione anarchica nella regione e il non rispetto delle norme di costruzione, giudicate responsabili della tragedia.<br />
La peggiore catastrofe di questi ultimi anni è successa nel 1998 quando la città di Sarno, vicino Napoli, era stata inghiottita da due milioni di metri cubi di fango, facendo 160 morti.</p>
<p>Anche l&#8217;assenza di informazione e di conoscenza delle regole di utilizzo del suolo rappresenta un serio problema, ha dichiarato all&#8217;AFP Francesco Dramis, professore di geomorfologia all&#8217;Università Roma 3. &#8220;È urgente educare la gente ad un uso corretto del suolo e alla legalità&#8221;, ha detto Dramis.</p>
<p>Le buone abitudini nella costruzione di case o nell&#8217;agricoltura sono state trascurate o dimenticate e hanno aggravato gli squilibri geologici.</p>
<p>&#8220;Stiamo perdendo la cultura della terra. Prima c&#8217;erano molti più agricoltori che sapevano questo genere di cose&#8221; ha conculso Serva.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lesechos.fr/depeches/monde/afp_00232175-sans-prise-de-conscience--le-sud-de-l-italie-menace-par-la-boue.htm' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale " Sans prise de conscience, le sud de l'Italie menacé par la boue" di Davide BERRETTA]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9126/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Beppe Grillo : “Il Web è la nostra unica difesa”</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9042</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9042#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 15:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi d'Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9042</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Comico, attore, politico, giornalista, provocatore : Beppe Grillo possiede tutti questi titoli. Lui si definisce come un “semplificatore di concetti”, che offre agli Italiani un’informazione affidabile, obiettiva, e soprattutto diversa da quella dei media ufficiali. Sul suo blog, con un’ironia graffiante, divulga problemi economici, fa politica, spiega la tecnologia e si batte per l’ecologia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Comico, attore, politico, giornalista, provocatore : Beppe Grillo possiede tutti questi titoli. Lui si definisce come un “semplificatore di concetti”, che offre agli Italiani un’informazione affidabile, obiettiva, e soprattutto diversa da quella dei media ufficiali. Sul suo blog, con un’ironia graffiante, divulga problemi economici, fa politica, spiega la tecnologia e si batte per l’ecologia. </p>
<p>Creato nel 2005, il suo blog è stato visto da 300 milioni di persone. “In qualche anno, siamo arrivati tra i primi venti blog del mondo. In italiano! E questo è un miracolo, che non riesco neanche a spiegarmi.” Un miracolo consacrato dalla stampa mondiale : questo attore di 62 anni si è visto dedicare copertine sul <em>New York Times</em> e sul <em>New Yorker</em>, e <em>Forbes</em> l’ha consacrato come settima persona più influente del web nel 2009. Il quotidiano italiano <em>Il Sole 24 Ore</em> ha parlato di lui indicandolo come il primo ad aver utilizzato il Web come “grido di libertà”.</p>
<p>Il Web è prima di tutto il suo strumento di lavoro, che gli permette di farsi notare in un universo dove criticare il governo non è sempre facile. Beppe Grillo è persona non grata in televisione dal 1986, dopo alcune critiche troppo accese nei confronti dei politici allora al potere. Neanche i giornali gli concedono molto spazio. Il Web, è la sua seconda vita : “ Chiuso fuori, davanti all’ingresso principale, entro dalle finiestre, dai buchi, dai tetti, dal basso : dal Web”.</p>
<p>Due persone lavorano a tempo pieno sul blog : lui e il suo collaboratore, Gianroberto Casaleggio. “Ci chiamiamo cinque o sei volte al giorno. Mia moglie si preoccupa molto&#8230;”. Spulciano la stampa internazionale “per capire cosa succede in Italia”. Le idee arrivano, vengono condivise, e il testo nasce cosi’, “semplicemente da due persone”.</p>
<p>Gli internauti hanno anch’essi un ruolo cruciale. Grillo non è un sostenitore particolarmente accanito dei social network : non crede al futuro di Facebook, e se pensa che Twitter è una nuova forma di comunicazione, parlandone non mostra alcun entusiasmo. Ma nella sua maniera di gestire il blog, la partecipazione è fondamentale, Web 2.0 in tutta la sua potenzialità. Pubblica le idee di semplici internauti, ma anche di specialisti come Jeremy Rifkin, Lester Brown&#8230; O di premi Nobel : Joseph Stiglitz contribuisce per l’economia, Mohammed Younous per le banche, Dario Fo per la letteratura. “Discutiamo sul sito. Lo scienziato parla con l’agricoltore, l’ingegnere si confronta con l’elettricista. Insieme, abbiamo un programma da presentare.”</p>
<p>Questo programma, nato dal blog, è quello che Grillo ha finito per portare in politica. Ha fondato il <em>Movimento a cinque stelle</em>, “né di destra, né di sinistra”, che presenterà cinque candidati per le prossime elezioni regionali. In campo, una vera tribu, i grillini, migliaia di giovani che vedono in lui l’unica speranza per il Paese e rispondono &#8220;presenti&#8221; all’appello della rete. Sono loro che l’hanno sostenuto nelle manifestazioni, i Vaffanculo Day, nel 2007. Sono in parte gli stessi che fanno parte della rivoluzione viola, nata anch’essa grazie alla Rete. Sul blog, alterna quindi politica e informazione. Se lo si mette di fronte a questo “conflitto d’interessi”, risponde che “tutto è politica: fare la spesa, comprare un prodotto piuttosto che un altro”.</p>
<p>Sostiene anche che la Rete può cambiare la politica. “Non puoi bluffare sulla Rete. Io, ho aperto un blog e tutta la mia vita professionale era on line qualche giorno dopo. In questo caso, o hai una reputazione e sei valido, altrimenti chiudi bottega. Nessun uomo politico italiano ha aperto un blog : secondo voi perché?”</p>
<p>Dell’anti-berlusconismo ad oltranza, Beppe Grillo si è stancato. Altri temi, come l’ecologia o la caccia ai parlamentari condannati in diversi processi, lo tengono impegnato oggi. Più di ogni cosa, il suo nuovo cavallo di battaglia è il debito pubblico dell’Italia. Un cavallo che pesa : 1.700 miliardi di euro, ovvero 30&#8242;000.- euro per abitante e il 114.6% del prodotto interno lordo nel 2009, un tasso più alto di quello della Grecia, della Spagna e del Portogallo. Quanto a Silvio Berlusconi, non lo nomina nemmeno più, ma lo chiama “lo psiconano”. E se ne parla, ne parla come di un virus pronto a contaminare tutti gli altri paesi europei, Francia compresa.</p>
<p>A volte realista, a volte perso nelle sue utopie, Beppe Grillo rileva l’assurdità di un sistema economico che muove ogni giorno “cinque miliardi di tonnellate di merce con un miliardo di tonnellate di petrolio. La finanza, quanto a lei, muove più o meno rapidamente questo pachiderma di merci. È il delirio dell’economia”. Ed è ancora una volta Internet, con lo sviluppo della tecnologia, che può apportare nuove soluzioni.</p>
<p><em>Beppe Grillo in cinque date</em></p>
<p>1948 : Nasce a Genova. Partecipa alle sue prime trasmissioni televisive alla fine degli anni &#8216;70, imponendo i suoi monologhi satirici.</p>
<p>1986 : Dopo aver criticato il socialista Bettino Craxi, all&#8217;epoca primo ministro, durante la trasmissione Fantastico 7, viene radiato dalla televisione italiana. Ritornerà solo una volta, nel 1993, per una breve apparizione sulla Rai, nella quale realizza il record italiano d’ascolto per una trasmissione di varietà, 15 milioni di telespettatori.</p>
<p>2005 : Apertura del blog. Il Time gli attribuisce il premio di eroe europeo dell’anno.</p>
<p>2007-2008 : Organizza i Vaffanculo Day, giornate di protesta contro la società civile, organizzate unicamente con l’aiuto del Web.</p>
<p>2009 : Creazione del Movimento a 5 stelle per le elezioni regionali di marzo 2010</p>
<p><em>[All'indirizzo dell'articolo originale sono presenti estratti, in italiano con sottotitoli in francese, dell'intervista di Le Monde a Beppe Grillo, N.d.T.]</em></p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/19/beppe-grillo-le-web-est-notre-seule-defense_1308664_3214.html#xtor=RSS-3208' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Beppe Grillo : "Le Web est notre seule défense"  " di Charlotte Pudlowski e Federica Quaglia]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9042/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Italia, la corruzione è triplicata nel 2009</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9008</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9008#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 14:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9008</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>In Italia, l'anno scorso, i reati di corruzione sono aumentati del 229% e quelli di concussione del 153%, denuncia la Corte dei conti nel suo rapporto annuale. “Siamo soprattutto preoccupati dalla piccola corruzione. È un fenomeno della società che il Codice penale non riesce ad eliminare”, afferma il suo presidente, Tullio Lazzaro.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Figaro]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p><strong>Il rapporto annuale della Corte dei conti denuncia un’amministrazione con pochi scrupoli<br />
</strong><br />
In Italia, l&#8217;anno scorso, i reati di corruzione sono aumentati del 229% e quelli di concussione del 153%, denuncia la Corte dei conti nel suo rapporto annuale. “Siamo soprattutto preoccupati dalla piccola corruzione. È un fenomeno della società che il Codice penale non riesce ad eliminare”, afferma il suo presidente, Tullio Lazzaro.</p>
<p>Sanità e lavori pubblici ne sono particolarmente affetti, ma il fenomeno si allarga a tutti i settori dell’amministrazione. I corrotti usano spesso il loro rango sociale con arroganza, come il consigliere municipale di Milano, Mirko Pennisi, presidente della commissione urbanistica, sorpreso la settimana scorsa mentre incassava per strada una tangente di cinquemila euro. All’arrivo dei carabinieri, che avevano precedentemente fotografato i biglietti, si è nascosto in una grande libreria dove il pacchetto è stato ritrovato tre giorni più tardi nascosto dietro un lavandino nei bagni.</p>
<p>Ancora più grave, il caso di Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, principale autorità in materia di controllo degli appalti dello Stato. Balducci è stato arrestato la settimana scorsa contemporaneamente ad un imprenditore di 39 anni, Diego Anemone, e a due funzionari nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione che ha portato ad indagare anche sul capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Avrebbero aumentato del 50% alcuni appalti per la creazione di diverse infrastrutture, un centro conferenze in Sardegna, la ristrutturazione dell’aeroporto di Firenze, la costruzione d’impianti sportivi in occasione dei mondiali di nuoto nel 2010 e di altri avvenimenti&#8230;.</p>
<p>Diciotto anni dopo l’inchiesta “Mani Pulite” che aveva decapitato una gran parte della classe politica, Silvio Berlusconi non crede al ritorno della grande corruzione: “Tutt&#8217;al più esistono dei casi di arricchimento personale”, ha dichiarato.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lefigaro.fr/international/2010/02/19/01003-20100219ARTFIG00027-en-italie-la-corruption-a-triple-en-2009-.php' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "En Italie, la corruption a triplé en 2009" di Richard Heuzé]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9008/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quasi la metà dei giovani italiani sono intolleranti o del tutto xenofobi</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9059</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9059#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 23:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9059</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Quasi la metà dei giovani italiani sono intolleranti verso gli stranieri o del tutto xenofobi, secondo uno studio reso pubblico giovedì alla Camera dei deputati su iniziativa del suo presidente che ha invitato la classe politica ad elaborare "un modello d'ntegrazione italiano".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Les Échos]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Quasi la metà dei giovani italiani sono intolleranti verso gli stranieri o del tutto xenofobi, secondo uno studio reso pubblico giovedì alla Camera dei deputati su iniziativa del suo presidente che ha invitato la classe politica ad elaborare &#8220;un modello d&#8217;ntegrazione italiano&#8221;.<br />
Il sondaggio, effettuato dall&#8217;istituto SWG su un campione rappresentativo di 2000 giovani dai 18 ai 29 anni, mostra che il 45,8% di loro esprimono una forma di ostilità verso gli stranieri o direttamente xenofobia, mentre solo il 39,6% si dice &#8220;aperto&#8221; ad essi.<br />
Tra i giovani definiti &#8220;chiusi&#8221;, l&#8217;SWG distingue tre gruppi. Il primo, che rappresenta il 15,3% del totale, esprime soprattutto una &#8220;fobia verso rumeni-zingari-albanesi&#8221; e in maggioranza è composto da donne (56%). Un secondo gruppo, il più piccolo ma il più estremista, riunisce i comportamenti apertamente razzisti con il 10,7% dei giovani. Il terzo gruppo (20%) raccoglie gli &#8220;xenofobi&#8221;, che escludono di ricorrere alla violenza ma si augurano che gli stranieri vivano lontano da loro, preferibilmente fuori dall&#8217;Italia. Sono soprattutto ragazzi di una ventina d&#8217;anni.<br />
Reagendo al sondaggio SWG, il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini ha invitato i suoi colleghi ad immaginare un modello di integrazione all&#8217;italiana e si è mostrato scettico sul sistema francese di &#8220;assimilazione e dunque di sradicamento totale, per il quale tu sei francese, italiano o tedesco solo se fai tua la lingua e l&#8217;identità del paese&#8221;.<br />
La diffusione del sondaggio, condotto in ottobre, è coincisa con la pubblicazione giovedì dei risultati del censimento 2009 dell&#8217;Istituto di statistiche nazionale Istat che vi descrive la presenza degli immigrati come &#8220;determinante&#8221; per la crescita demografica dell&#8217;Italia. Gli stranieri rappresentano, al primo gennaio scorso, il 7,1% dei 60 387 milioni di abitanti della penisola.<br />
Secondo Fini, le recenti tensioni tra immigrati sud-americani e nord-africani a Milano dimostrano che &#8220;non basta dare loro un alloggio&#8221;. &#8220;Bisogna ridurre i tempi per ottenere la nazionalità e dare loro la possibilità di votare alle elezioni locali senza essere italiani&#8221;, ha dichiarato Fini.<br />
Ha anche invitato televisione e stampa scritta a smettere di stigmatizzare l&#8217;origine etnica dei delinquenti nelle loro varie rubriche perché questo &#8220;accresce l&#8217;ignoranza e i pregiudizi&#8221;.<br />
Nel suo sondaggio, SWG sottolinea sulla base di una scala di apprezzamento qualitativa, che i giovani italiani dicono di preferire cenare nell&#8217;ordine con una persona in difficoltà economica, un ebreo, un omosessuale e uno straniero non europeo. Sono più &#8220;freddi&#8221; quando si tratta di mangiare con un musulmano. Ed escludono di cenare con un drogato o un rom (zingaro), di averli per vicini e peggio ancora che loro figlio o figlia viva con uno di loro.<br />
SWG disegna il profilo del giovane apertamente razzista: &#8220;bisogno di potenza, attitudine apertamente omofoba, spinte antisemite, convinzione che le donne siano inferiori e soprattutto rifiuto di tutto ciò che è diverso&#8221;.<br />
Secondo uno studio di SWG, più di un migliaio di gruppi xenofobi esistono sul social network Facebook Italia, di cui un centinaio anti-musulmani, 350 anti-immigrati, 300 anti-zinganri e 400 contro i meridionali.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lesechos.fr/depeches/monde/afp_00231852-pres-de-la-moitie-des-jeunes-italiens-intolerants-ou-carrement-xenophobes.htm' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Près de la moitié des jeunes Italiens intolérants ou carrément xénophobes  " di Les Échos]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9059/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mafia: &#8220;I tedeschi pensano di essere fuori pericolo&#8221;</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9110</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9110#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 22:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9110</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Dopo il massacro di Duisburg Petra Reski, giornalista tedesca profonda conoscitrice della mafia, si batte per informare i suoi concittadini. "Non hanno coscienza di quello che succede. La mafia è in mezzo a noi da anni. Ricicla tranquillamente i suoi milioni sfruttando le falle del diritto."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[L'express]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p style="text-align: justify">Secondo la giornalista Petra Reski, la &#8216;Ndrangheta è [presente] in Germania da anni, e ricicla tranquillamente i suoi milioni sfruttando le falle del diritto tedesco.</p>
<p style="text-align: justify">Con l&#8217;arresto, l&#8217;11 febbraio, dei due presunti assassini del massacro di Duisburg, si sarebbe si farebbe luce, secondo gli inquirenti, sul peggior attentato commesso in Europa dalla &#8216;Ndrangheta, la mafia calabrese. L&#8217;opinione pubblica ha preso consapevolezza dagli avvenimenti del 15 agosto 2007, in questa città industriale della Ruhr (Germania occidentale)? Petra Reski non sembra affatto tranquilla. Questa giornalista tedesca, profonda conoscitrice della mafia, si batte per informare i suoi concittadini. &#8220;Non hanno coscienza di quello che succede- insiste -. La mafia è in mezzo a noi da anni. Ricicla tranquillamente i suoi milioni sfruttando le falle del diritto.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2008, Petra Reski ha pubblicato in Germania <em>Mafia: sui padrini, sulle pizzerie e sugli impostori ecclesiastici,</em> che è appena stato pubblicato in Italia e in Spagna. È stata costretta dal tribunale a censurare alcune pagine, dopo essere stata attaccata da due italiani noti a Duisbourg e citati in un rapporto del BKA (polizia federale) nel 2000. Secondo gli autori di questo testo, uno dei querelanti, noto con il nome di Romeo, sarebbe uno dei gestori di un hotel &#8220;comprato per 19 milioni di marchi&#8221;, che offrirebbe &#8220;eccellenti possibilità per nascondere rappresentanti ricercati del clan&#8221; e di &#8220;riciclare denaro&#8221;&#8230; ma la polizia tedesca non disporrebbe di alcuna prova a riguardo.</p>
<p style="text-align: justify">La censura di cui è stata vittima sarebbe la prova evidente del rifiuto tedesco [di considerare la 'Ndrangheta radicata nel territorio, N.d.T.], secondo Petra Reski. Che ci racconta vent&#8217;anni di reportage sulla mafia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nella prefazione del suo libro, il procuratore antimafia italiano, Vincenzo Macri, scrive, a proposito della censura del suo libro: &#8220;Non si può dunque parlare di loro, la gente deve continuare ad ignorare il problema. Il massacro di Duisbourg deve passare per un incidente della storia&#8230;&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Petra Reski:</em> La Germania sta rimuovendo [il problema, N.d.T.]. Certo, gli arresti dell&#8217;11 febbraio sono una buonissima notizia e il risultato di una buona cooperazione europea. Ma temo che numerosi tedeschi ne deducano che la mafia non esista più. Ancora di recente, per esempio, il governo regionale della Westfalia ha dovuto rispondere a interrogazioni dell&#8217;opposizione sulla presenza della mafia in Germania, e ne ha totalmente negato l&#8217;esistenza.<br />
Questo mi ha ricordato l&#8217;atteggiamento dell&#8217;Italia negli anni &#8216;70. All&#8217;epoca, avevano arrestato un mafioso a Milano. Davanti al giudice, questi diceva: &#8220;La mafia? Che cos&#8217;è? Una varietà di formaggio?&#8221; Anche i tedeschi pensano di essere fuori pericolo. Ed è nell&#8217;interesse dei politici tedeschi che l&#8217;opinione pubblica non si allarmi oltre misura. Se nessuno considera la mafia come un pericolo, il problema non esiste. Il nemico numero uno è il terrorismo islamico. Quanto al riciclaggio del denaro sporco, questo non si vede&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perché un simile rifiuto</strong>?</p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.</em>: Un poliziotto tedesco mi diceva: &#8220;Qui si prova a combattere la mafia con le stesse leggi del crimine comune&#8221;. Il reato di &#8220;associazione mafiosa&#8221;, per esempio, non esiste in Germania. Perchè la polizia possa provare un reato mafioso, bisogna che sia successo qualcosa di ben preciso: un assassinio, un furto&#8230; Ma i mafiosi in Germania fanno di tutto per non cadere in questa trappola. Non lasciano cadere nemmeno il minimo pezzo di carta per terra!<br />
Di conseguenza, si sentono liberi di riciclare enormi somme di denaro con i loro ristoranti (la &#8216;Ndrangheta ha così 300 ristoranti in Germania), i loro hotel, i loro immobili. In Italia, chi investe deve provare che il suo denaro ha un&#8217;origine pulita; in Germania, al contrario, tocca alla polizia provare che il denaro arrivi da fonti illegali. I mafiosi conoscono molto bene le leggi tedesche&#8230; Inoltre, la normativa rende praticamente impossibile le intercettazioni telefoniche.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>È stata fatta oggetto pubblicamente di invettive, durante una lettura del suo libro a Erfurt, in Germania&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.</em>: Si, sono stata minacciata pubblicamente. Quando scrivevo il mio libro, i miei amici mi avevano avvertita di non farlo in Italia, perché &#8220;i giornalisti che scrivono di mafia laggiù corrono dei rischi&#8230;&#8221; Ora, sono stata minacciata in Germania, e il mio libro è stato censurato da giudici tedeschi. E i soli che mi hanno creduta sono stati gli italiani!<br />
Mi hanno fatto tre processi, al termine dei quali l&#8217;albergatore Antonio Pelle di Duisburg e il ristoratore Spartaco Pitanti di Erfurt, in Turingia, hanno ottenuto che alcuni passaggi fossero cancellati. In quelle pagine avevo citato alcuni rapporti della BKA, la polizia tedesca. Le informazioni erano state confermate da Vincenzo Macri, alto magistrato alla Direzione nazionale antimafia, a Roma. Mai avrei pensato che un giorno potesse succedermi questo nel mio paese. A Corleone, sì!</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei racconta nel suo libro che un mafioso calabrese, Marco Marmo, fu intercettato mentre si trovava a Duisburg, l&#8217;estate precedente al massacro. Queste conversazioni raccontavano della preparazione di un massacro&#8230; I tedeschi non ne erano al corrente?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R</em>.: Sembra che i poliziotti italiani abbiano informato i loro colleghi tedeschi, ma troppo tardi. Secondo tutte le mie inchieste, la cooperazione tra polizie funziona dal momento in cui c&#8217;è un buon rapporto personale fra gli attori. In mancanza di questo gli ostacoli legati alla burocrazia e ai problemi della gerarchia rallentano tutto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La sua prima visita a Corleone risale al 1979. Perché si è appassionata alla mafia?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R</em>.: Inizialmente sono andata a Corleone come turista. Avevo letto Il padrino ed ero molto delusa, sul posto, perché non avevo trovato il folklore che mi aspettavo. Sono tornata in Sicilia nel 1989 come giornalista; era il periodo della &#8220;primavera di Palermo&#8221;, con Leoluca Orlando sindaco, senza dimenticare i due giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino [assassinati dalla mafia nel 1992, N.d.R.]. Un momento di grande speranza. Si credeva che la mafia potesse crollare come il muro di Berlino. Sfortunatamente, ci siamo ingannati&#8230; Ma ho incontrato veri amici in Sicilia, e non ho più smesso&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei ha girato il Sud Italia per 20 anni&#8230; Cos&#8217;è cambiato, dai suoi esordi?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.</em>: Sfortunatamente è peggio. La mafia non regna più solo nel Sud Italia, ma in tutto il paese. È presente ai vertici della politica. Al parlamento. Nel Nord. Ovunque.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il suo libro è un mosaico di incontri, ricordi, ritratti, spesso sorprendenti&#8230; Come quello, per esempio, dell&#8217;unica donna avvocato che difende i mafiosi, a Palermo, Rosalba di Gregorio. Come interpreta quest&#8217;ultima il suo mestiere?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.:</em> Rosalba Di Gregorio è molto cosciente del suo ruolo. Suo marito difende Bernardo Provenzano [l'ex capo dei capi di Cosa Nostra, N.d.R.], lei ha difeso il mafioso che ha vissuto nella villa di Berlusconi, Vittorio Mangano. Difende un capo importante come Pietro Aglieri&#8230; Credo che nel cuore di Rosalba si trovino molti misteri della storia italiana. Soprattutto per quanto riguarda la politica.<br />
La forza della mafia sta nel suo potenziale di ricatto verso i politici&#8230; E Rosalba lo sa molto bene. Fa tutto per il bene dei suoi clienti. Un avvocato che difende i mafiosi corre solo un rischio: non essere sufficientemente attivo nell&#8217;adempiere al suo compito&#8230; Non è il caso di Rosalba. Lei ha molte idee. È simpatica. Anche se sta sfortunatamente e terribilmente dall&#8217;altra parte&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei scrive: &#8220;I comandamenti della Chiesa sono quelli della mafia&#8221;. Vale a dire?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R</em>: Come tutti, ero sorpresa nello scoprire lo stretto legame tra la mafia e la Chiesa, ho incontrato molti preti che mi hanno confessato senza remore di aver incontrato dei mafiosi latitanti. Per celebrare messa. Così, padre Frittita di Palermo si difendeva affermando che non aveva fatto altro che applicare &#8220;la giustizia divina&#8221;. La mafia non avrebbe potuto sopravvivere se non avesse fatto finta di condividere i valori della Chiesa cattolica. Eppure, la Chiesa non è un punto di riferimento etico della mafia. Questa non ha alcuna morale. Finge di appartenere alla cultura cattolica e di riconoscere la superiorità della Chiesa, ma non è vero. Lo ha provato spesso assassinando preti antimafia. Il solo valore etico nel quale crede la mafia, è la sua sopravvivenza. A qualunque costo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Esistono preti ostili alla mafia. Ricordiamo l&#8217;emozione suscitata dall&#8217;omicidio di Don Puglisi&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.</em>: Oggi vorrebbero farlo santo. Ma quando era in vita, era molto isolato. Il Vaticano, su questa questione, dà prova di negligenza. Non c&#8217;è una posizione ufficiale del papa contro la mafia. Giovanni Paolo II la condannò nel 1993 ad Agrigento. Ma Benedetto XVI non ha ancora detto nulla. È un peccato, perché molti preti coraggiosi avrebbero bisogno di sostegno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lei scrive che le donne sono il fondamento della mafia&#8230; E spesso impediscono il pentimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R: </em>Il loro ruolo è essenziale. Come madri, prima di tutto: sono loro che trasmettono la cultura della mafia di generazione in generazione. Inoltre, sono spesso complici &#8211; tra i recenti arresti in Calabria c&#8217;erano anche delle donne. Spesso sono loro, che trasportano armi, nascondono mafiosi ricercati, organizzano gli affari in assenza dei loro mariti. Sono l&#8217;altra faccia della mafia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ci sono ancora molti pentiti, oggi?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.: </em>Molti meno. Nella &#8216;Ndrangheta, strutturata per famiglie di sangue, quasi non ce ne sono. Diversi governi hanno attenuato, nella legislazione, la possibilità di usare la loro testimonianza. È sempre più difficile per la giustizia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L&#8217;Italia dispone di strumenti procedurali per lottare contro la mafia?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>P.R.: </em>Sì, ma si sono indeboliti. Le prigioni di massima sicurezza sono chiuse e il regime di carcere duro è applicato nelle strutture ordinarie. L&#8217;isolamento totale non esiste più. Un mafioso può ricevere la sua famiglia, abbracciare i suoi figli&#8230; E così, molto spesso, continuare i suoi affari.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>È già stata minacciata?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em> P.R.: </em>Sì, ho conosciuto la paura. Mi sono sentita molto sola in Germania. È un&#8217;esperienza umiliante essere minacciata e vedere che nessuno ti crede. Il senso comune vorrebbe che in Germania la mafia non esista; conseguentemente non credevano alle minacce. Ero felice di tornare in Italia. In questo paese, anche il mio giornalaio mi capisce. C&#8217;è stata un&#8217;ondata di solidarietà nei miei confronti, quando gli italiani lo hanno saputo. Era confortante.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lexpress.fr/actualite/monde/europe/massacre-de-duisbourg-les-allemands-se-croient-hors-de-danger_849316.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Mafia: "Les Allemands se croient hors de danger"" di Delphine Saubaber]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9110/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Italia, la costruzione di nuove centrali nucleari destabilizza la destra prima delle elezioni regionali</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9010</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9010#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 20:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9010</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>La costruzione di nuove centrali nucleari in Italia, sospesa dal referendum abrogativo del 1987 doveva essere, secondo il governo, una "formalità". Prudentemente, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha tuttavia rinviato l'annuncio della scelta degli otto futuri siti a dopo le elezioni regionali del 28 o 29 marzo che devono eleggere i governatori in tredici Regioni su venti. Ha anche assicurato agli abitanti ed ai comuni coinvolti che avranno vantaggi finanziari.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>La costruzione di nuove centrali nucleari in Italia, sospesa dal referendum abrogativo del 1987 doveva essere, secondo il governo, una &#8220;formalità&#8221;. Prudentemente, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha tuttavia rinviato l&#8217;annuncio della scelta degli otto futuri siti a dopo le elezioni regionali del 28 o 29 marzo che devono eleggere i governatori in tredici Regioni su venti. Ha anche assicurato agli abitanti ed ai comuni coinvolti che avranno vantaggi finanziari.</p>
<p>Malgrado questa precauzione, il tema dell&#8217;energia nucleare si è imposto nella campagna elettorale. L&#8217;incertezza sull&#8217;installazione delle otto centrali, le prime quattro delle quali potrebbero essere messe in funzione nel 2020, non ha resistito a lungo.</p>
<p>Attraversata dalla catena degli Appennini e soggetta a frequenti terremoti, l&#8217;Italia offre poche scelte. Nel 1979, il Comitato Nazionale per l&#8217;Energia Nucleare (CNEN) aveva identificato 45 comuni, concentrati lungo il Po e sul litorale, che presentavano caratteristiche compatibili dal punto di vista sismico, idrologico e demografico. Trent&#8217;anni dopo, questa lista è ancora valida.</p>
<p>Un tempo divisa sul nucleare, la sinistra si batte oggi contro il suo ritorno. La destra, dal canto suo, si ritrova in piena contraddizione. Uno ad uno, i suoi candidati dichiarano la loro ostilità alla costruzione di una centrale nella loro regione per quanto alcuni fossero favorevoli.</p>
<p>Dalla Lombardia alla Puglia, è lo stesso ritornello: gli aspiranti governatori non vogliono vedere installazioni di centrali durante il loro mandato. Se, nel 1991, il 35% degli italiani era favorevole al nucleare, nel 2009 erano il 53%, secondo l&#8217;istituto SWG. Eppure questo aumento non garantisce un successo elettorale su questo tema.</p>
<p><strong>Contestazione inutile<br />
</strong><br />
L&#8217;esempio più esplicativo è quello del ministro dell&#8217;agricoltura, Luca Zaia, che per le elezioni dovrebbe, quasi a colpo sicuro, regalare il ricco Veneto al suo partito, la Lega Nord. Secondo lui, il Veneto &#8211; dove il CNEN aveva identificato quattro siti possibili nel 1979 &#8211; ha già contribuito molto allo sforzo energetico dell&#8217;Italia. È diventato autosufficiente. Il ministro che si è pronunciato in favore del nucleare all&#8217;interno del governo, spiega che la sua regione presenta &#8220;caratteristiche turistiche&#8221; che non la qualificano per ospitare questo tipo di installazioni.</p>
<p>Qual è la differenza con il rifiuto delle regioni governate dalla sinistra, tre delle quali hanno fatto votare leggi ad hoc per impedire il ritorno del nucleare? &#8220;La sinistra fa ideologia&#8221;, taglia corto l&#8217;entourage di Zaia. &#8220;La Lega ha dimostrato che quando decidiamo di fare qualcosa noi la facciamo. Ma qui, c&#8217;è un ostacolo maggiore&#8221;.</p>
<p>Insistendo ad oltranza sulla difesa dell&#8217;identità del territorio, la Lega è diventata portatrice di una forma di sensibilità ecologica che piace ai suoi simpatizzanti. Il deputato Giovanni Fava riconosce che &#8220;i militanti non sono tutti convinti della necessità del ritorno al nucleare&#8221;. Per eliminare le loro reticenze, propone un altro argomento. &#8220;L&#8217;Italia, spiega, dal punto di vista energetico dipende troppo da regimi poco democratici. Solo l&#8217;energia nucleare ci libererà da queste relazioni diplomatiche compromettenti&#8221;.</p>
<p>Il Lazio è un&#8217;altra regione con un&#8217;alta probabilità d&#8217;installare una centrale. Qui, l&#8217;ex commissario europeo Emma Bonino affronta la sua rivale di destra Renata Polverini. La Bonino ha reso noto il suo rifiuto del nucleare, imitata, venerdì 12 febbraio, dalla sua concorrente. Anche lei ha spiegato che la regione è &#8220;già autosufficiente da un punto di vista energetico&#8221; e che non ha per missione quella di contribuire all&#8217;approvvigionamento del resto del paese.</p>
<p>Questa fronda dei candidati resta tuttavia retorica e a fini elettorali. Sebbene le regioni beneficino di larga autonomia, soprattutto in materia di trasporto dell&#8217;energia, il governo ha previsto di andare oltre le loro reticenze. Un articolo di legge stabilisce infatti che lo Stato può dichiarare i futuri siti &#8220;zone di interesse strategico&#8221;, come aveva fatto per l&#8217;installazione dell&#8217;inceneritore di rifiuti a Napoli. Questa procedura rende quindi inutile ogni contestazione. </p>
<p>Per l&#8217;associazione di difesa dell&#8217;ambiente Legambiente, &#8220;le contraddizioni della destra sono il segno della sua incoerenza&#8221;. &#8220;La scelta del nucleare dell&#8217;Italia arriva troppo tardi, spiega Stefano Ciafano, direttore scientifico dell&#8217;associazione. I problemi delle scorie, dei costi e dei rischi restano intatti. Nel 2030 quando le otto centrali di terza generazione saranno in funzione la loro tecnologia sarà superata.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/17/la-construction-de-nouvelles-centrales-nucleaires-en-italie-met-la-droite-en-porte-a-faux-avant-les-elections-regionales_1307257_3214.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "La construction de nouvelles centrales nucléaires en Italie met la droite en porte-à-faux avant les élections régionales  " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9010/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intrecci</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9137</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9137#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9137</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>E talvolta, la televisione a Roma, fa di tutto per alimentare questa caricatura di un'Italia dai facili costumi, di un paese di cantanti affascinanti e di mandolini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[France Inter]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>(Nicolas Demorand: “E questa mattina, sulla stampa informazioni che si susseguono)</p>
<p>Nella foto firmata Ina Fassdenber, a pagina 27 sul quotidiano “Liberation”, si vede la faccia di Berlusconi che emerge da una marea di seni prosperosi.</p>
<p>Non si può utilizzare nessun’altra espressione: seni enormi degni dei film di Fellini. È uno dei carri vedetta del carnevale tedesco di Colonia.</p>
<p>E talvolta, la televisione a Roma, fa di tutto per alimentare questa caricatura di un&#8217;Italia dai facili costumi, di un paese di cantanti affascinanti e di mandolini. Mercoledi scorso, sulla RAI, i telespettatori erano invitati ad eleggere “il piu’ grande italiano di tutti I tempi”. Philippe Ridet, il corrispondete di Le Monde da Roma, racconta: “Tra i 14 finalisti, non un solo personaggio politico o storico ma una pleiade di artisti: Caravaggio, Dante, Leonardo Da Vinci, Puccini, Verdi &#8230;e, in mezzo alla lista, la popolare cantante Laura Pausini”.</p>
<p>Tra i 15 più grandi italiani di tutti I tempi, ci sarebbe quindi questa cantante&#8230; ”Il nostro scopo era quello di creare un gioco polemico”, spiega il responsabile della trasmissione. Rappresentanti della stampa estera, membri della giuria, ne erano disgustati. Alla fine, è stato Leonardo  Vinci a vincere.</p>
<p>Mentre la RAI si diverte, ogni mese, in Italia, il clima si fa sempre più teso. Continua Philippe Ridet, nella stessa edizione de Le Monde: “Il week-end scorso,  a Milano, sono scoppiati alcuni scontri molto violenti tra comunità di immigrati e tra stranieri ed italiani. Dopo una discussione in un autobus, un Egiziano e’ stato ucciso con una coltellata da un Peruviano. Si sono susseguite lunghe ore di sommosse, nel corso delle quali sono state dette le seguenti frasi: “Italiani, vi massacriamo” e la risposta: “Immigrati, ritornate a casa vostra”.</p>
<p>Le violenze di questo tipo hanno dei precedenti. Il mese scorso, in gennaio, in Calabria, alcune sommosse avevano opposto lavoratori giornalieri africani agli abitanti della città di Rosarno, in seguito alle quali un migliaio d&#8217;immigrati sono scappati dalla regione.</p>
<p>Su CourierInternational.com, l’inquietudine del quotidiano La Stampa “Cosa succede nel nostro paese, dove nessuno riconosce il diritto dello Stato a fare giustizia? Nel Sud e in certe periferie del nord, è la Mafia a governare. A Roma, all&#8217;interno delle istanze stesse del potere, si rifiuta ai magistrati il diritto d’indagare. E oggi, alcuni stranieri che vivono sul nostro suolo non sembrano a loro volta riconoscere l’autorità dello Stato. Quest&#8217;odio e questa volontà di farsi giustizia da soli devono far riflettere, scrive la Stampa, prima che sia troppo tardi”.</p>
<p>[La trasmissione continua con altri argomenti, N.d.T.] </p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://sites.radiofrance.fr/franceinter/chro/larevuedepresse/index.php?id=88545' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Télescopages" di Nicolas Demorand]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9137/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il traffico di rifiuti tossici si propaga in tutta l’Italia</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9019</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9019#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9019</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>A quel prezzo : 150 euro la tonnellata per far sparire i rifiuti tossici, la società Agrideco, con sede principale a Grosseto, era molto concorrenziale. Una ventina di grandi imprese, tra cui il gigante dei beni di consumo Procter&#38;Gamble e le metallurgiche Lucchini e Marcegaglia, non hanno provato a capire. È esattamente quello di cui li accusano i magistrati specializzati in reati contro l’ambiente del della procura di Grosseto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>A quel prezzo : 150 euro la tonnellata per far sparire i rifiuti tossici, la società Agrideco, con sede principale a Grosseto, era molto concorrenziale. Una ventina di grandi imprese, tra cui il gigante dei beni di consumo Procter&amp;Gamble e le metallurgiche Lucchini e Marcegaglia, non hanno provato a capire. È esattamente quello di cui li accusano i magistrati specializzati in reati contro l’ambiente del della procura di Grosseto.<br />
In Europa un trasferimento su cinque sarebbe illegale.<br />
Ogni anno, l’Unione Europea (UE) produce 2.6 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 90 milioni di rifiuti pericolosi. Per la Commissione di Bruxelles, lo smaltimento illegale è una pratica diffusa.<br />
I movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi sono regolati dal 1992 dalla convenzione di Basilea. Alcune ispezioni e controlli hanno permesso di determinare che, nell’UE, il 19% dei trasferimenti di rifiuti sarebbe illegale.<br />
Tutto inizia il 26 giugno 2008 con la morte accidentale di un operaio rumeno dell’Agrideco mentre manipolava una bombola di gas. Scoppia l’incendio, che durerà più di una settimana. Gli inquirenti s’interessano alla natura dei rifiuti manipolati in loco dall’operaio e scoprono che questi sono in parte pericolosi mentre l’azienda non dispone dell’autorizzazione per trattarli.<br />
Un anno e mezzo più tardi, martedì 9 febbraio, i carabinieri hanno proceduto a sei arresti. Altre nove persone sono state poste agli arresti domiciliari e 46 sono oggetto di un’indagine per falso, utilizzo del falso e associazione a delinquere. Tra queste figura Steno Marcegaglia, proprietario dell&#8217;omonima azienda e padre di Emma, attuale presidente di Confindustria. L’Agrideco, di cui 5 dirigenti sono sotto inchiesta, avrebbe smaltito un milione di tonnellate di rifiuti industriali contaminati contenenti mercurio, delle bombole di gas e terra inquinata da carburanti in semplici discariche in Toscana, Emilia e nel Trentino. Questo grazie a false certificazioni ottenute da laboratori accondiscendenti.<br />
Le aziende coinvolte negano di essere state a conoscenza di tale traffico. Gli inquirenti si stupiscono, ch’esse abbiano accettato senza batter ciglio di far trattare i loro rifiuti pericolosi ad un prezzo più vicino ai 30 euro la tonnellata richiesto per eliminare i rifiuti  non tossici, che ai 500 euro a tonnellata per le scorie contaminate. “I nostri dirigenti sapranno dimostrare che non sono implicati”, dichiara un portavoce di Marcegaglia.<br />
Questo evento si aggiunge alla lunga lista dei reati constatati in quest&#8217;ambito in Italia. L’associazione ecologista Legambiente, che dal 1994 pubblica un rapporto sui tali traffici, stima che nel 2009 circa un terzo dei rifiuti non domestici sono scomparsi senza lasciare traccia. Secondo Legambiente esiste una forte probabilità che si tratti di rifiuti pericolosi. Un mucchio di immondizia, che si smaltisce nelle cave, nei campi o finisce mischiata al cemento o alla terra che serve da zoccolo alle infrastrutture stradali, costituirebbe una montagna di 3100 metri di altezza su una base di 3 ettari. Il fatturato di tale traffico ampiamente gestito dalla mafia ammonterebbe a 7 miliardi di euro. Limitato dapprima alle regioni del Sud (Sicilia, Calabri, Campania, Puglia), l&#8217;occultamento illegale dei rifiuti tossici tocca ormai tutta la Penisola. Dal 2001 al 2008, 121 inchieste sono state condotte su 560 imprese. Esse hanno condotto a 800 condanne in 19 regioni su 20.<br />
“L’Italia è sia fortunata che sfortunata”, dichiara Stefano Ciafani, direttore scientifico di Legambiente. “Fortunata, perché il fenomeno è ormai molto conosciuto ed è diventato oggetto dell’attenzione di tutti gli ingranaggi dello Stato, dal Parlamento ai Servizi Segreti, passando per la magistratura. Sfortunata, perché, malgrado gli sforzi di tutti, il fenomeno si è esteso.<br />
Le associazioni ecologiste italiane, che spesso si costituiscono parte civile nei processi in cui sono imputati i trafficanti, rimpiangono che la legge non permetta di punire con la stessa severità tutti gli anelli di questa catena fraudolenta.<br />
Secondo le associazioni, il reato sui traffici di rifiuti, introdotto nel codice penale nel 2001, è troppo limitato. “Allargando il quadro del reato, l’azione dello Stato sarebbe più efficace”, spiega M.Cifani. Quest’ultimo teme anche che la riforma delle intercettazioni telefoniche in discussione al Parlamento, avente per oggetto la limitazione del loro utilizzo ai casi di associazione mafiosa e di terrorismo, annientino gli sforzi dei carabinieri e dei magistrati. “Se questa legge passa, i trafficanti di rifiuti non rischieranno più nulla”. </p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/planete/article/2010/02/16/le-trafic-de-dechets-toxiques-gagne-toute-l-italie_1306671_3244.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Le trafic de déchets toxiques gagne toute l'Italie " di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9019/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il capo della protezione civile italiana è sospettato di aver truccato appalti per opere pubbliche</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/8996</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/8996#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 17:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/8996</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Il nome di Guido Bertolaso è stato fischiato, domenica 14 febbraio, durante una manifestazione a L’Aquila, città in parte distrutta dal terremoto dell’aprile 2009. Sottosegretario di Stato alla protezione civile, Bertolaso si credeva intoccabile dopo aver dimostrato, in occasione del sisma, un’innegabile efficacia nel rialloggiare 50 000 sfollati in qualche giorno.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Il nome di Guido Bertolaso è stato fischiato, domenica 14 febbraio, durante una manifestazione a L’Aquila, città in parte distrutta dal terremoto dell’aprile 2009. Sottosegretario di Stato alla protezione civile, Bertolaso si credeva intoccabile dopo aver dimostrato, in occasione del sisma, un’innegabile efficacia nel rialloggiare 50 000 sfollati in qualche giorno.</p>
<p>Questa immagine di santo laico è stata cancellata l’11 febbraio con la rivelazione, da parte di un giornale, di un avviso di garanzia emesso nei suoi confronti dalla procura di Firenze.<br />
Quattro dei suoi più stretti collaboratori, tra i quali Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, sono stati arrestati nell&#8217;ambito di un’inchiesta sulla manipolazione degli appalti per i lavori di ristrutturazione dell’arcipelago della Maddalena, nel nord della Sardegna, dove, nel 2009, si sarebbe dovuto svolgere il G8, alla fine spostato all’Aquila.<br />
Lo stesso Bertolaso è sospettato di essere intervenuto in certi contratti pubblici, in favore di alcune imprese, in cambio di “servizi sessuali”.</p>
<p>Di fronte a tali sospetti, Bertolaso ha immediatamente presentato le sue dimissioni al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Quest’ultimo, che considera il capo della protezione civile come il miglior asso nella manica del suo governo, le ha rifiutate. “Si tratta di un grosso malinteso”, ha subito dichiarato questo ex medico di 59 anni, negando di aver beneficiato di qualsivoglia favore. Le prestazioni sessuali? “Delle sedute di massaggi, praticate da una fisioterapista” ha dichiarato. Tuttavia, il contenuto delle intercettazioni telefoniche tra Bertolaso e Diego Anemone, un piccolo imprenditore del Lazio vincitore di diversi appalti in Sardegna e gestore di un centro benessere alla porte della capitale italiana, resta ambiguo. “Buongiorno, sono Guido, sono appena rientrato dagli Stati Uniti, se questo pomeriggio Francesca fosse libera, verrei volentieri per una seconda seduta.”<em> La Repubblica</em> (sinistra) e il <em>Corriere della Sera</em> (conservatore), che hanno pubblicato venerdì degli estratti di queste conversazioni, fanno inoltre allusione a dei versamenti di denaro. Bertolaso si difende in modo maldestro: “Gestisco milioni di euro, perché mi dovrei far comprare per qualche decina?”</p>
<p>Al di là del lato scabroso di questa vicenda, è il ricorso sistematico alla protezione civile da parte dello Stato italiano che è in discussione. La protezione civile assicura la prevenzione e la gestione delle catastrofi, ma anche la messa in opera, in tempi record, di infrastrutture per i più disparati “avvenimenti speciali” come il G8, il giubileo dell’anno 2000, i funerali del Papa, i lavori di Pompei, il congresso delle famiglie o i Mondiali di nuoto a Roma del giugno 2009.<br />
Il ricorso alla protezione civile, di cui il governo stava considerando la privatizzazione prima che scoppiasse questo scandalo, deve essere autorizzato da un decreto del governo. Nel 2009, Berlusconi ne ha firmati 78, per un ammontare di svariate centinaia di milioni di euro, che si sono aggiunti ai 10 miliardi di euro stanziati per la protezione civile in 10 anni. Esempio: 320 milioni di euro sono stati spesi per l’edificazione di un hotel e di un centro congressi in Sardegna che non sono mai stati utilizzati.<br />
Questa procedura ha permesso alla protezione civile di liberarsi da alcune regole di controllo sui contratti pubblici. Desideroso di risolvere velocemente numerose questioni sulle quali giocava la propria credibilità (crisi dell’immondizia a Napoli, assegnazione di nuovi alloggi per gli sfollati dell’Aquila…), Berlusconi ha chiesto molto a Bertolaso. “Non ho potuto controllare tutto”, si è rammaricato quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/15/le-chef-de-la-protection-civile-italienne-est-soupconne-de-truquage-d-appels-d-offres-pour-des-travaux-publics_1306055_3214.html#ens_id=1191686' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "Le chef de la protection civile italienne est soupçonné de truquage d'appels d'offres pour des travaux publics" di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/8996/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>«L&#8217;Italia non è paragonabile alla Grecia»</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9179</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9179#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9179</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Il presidente di Sorgenia invita l'Europa ad adottare un metodo coordinato sullo sviluppo delle energie rinnovabili, che, come l'automobile negli anni '60, possono essere un giacimento di posti di lavoro
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Les Échos]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><h4 style="font-size: 10pt">[Intervista a, N.d.T.] Rodolfo de Benedetti</h4>
<p>Il presidente di Sorgenia invita l&#8217;Europa ad adottare un metodo coordinato sullo sviluppo delle energie rinnovabili, che, come l&#8217;automobile negli anni &#8216;60, possono essere un giacimento di posti di lavoro</p>
<p><strong>L&#8217;Italia esce timidamente dalla crisi. Quale bilancio trae dall&#8217;anno 2009?<br />
</strong><br />
Abbiamo appena vissuto la peggior crisi dalla Seconda Guerra mondiale. La contrazione dell&#8217;economia è stata violenta e ha toccato tutti i settori o quasi. Oggi, i mercati finanziari funzionano di nuovo normalmente, creando le condizioni per ripartire. Ciononostante la ripresa in Europa è molto timida, mentre alcune regioni del mondo come la Cina, l&#8217;India o il Brasile hanno ricominciato a crescere in maniera più che significativa.</p>
<p><strong>Quali possono essere i vettori della ripresa?<br />
</strong><br />
Nella zona euro, si parla dell&#8217;1% di crescita quest&#8217;anno. Non è una cifra confortante quando si pensa alla quantità di denaro immesso nelle economie attraverso i piani di rilancio dei governi. La principale sfida alla quale siamo chiamati è di ritrovare un livello di attività decente, senza prolungare per troppo tempo le misure di sostegno agli investimenti e al consumo.</p>
<p><strong>La priorità in Italia non è fermare l&#8217;impennata di un debito pubblico che batte il record d&#8217;Europa, davanti alla Grecia?<br />
</strong><br />
In tutte le grandi economie mondiali, il tasso del debito pubblico rispetto al PIL tocca livelli record. Quello che in altri tempi appariva come un&#8217;anomalia specificamente italiana è oggi un problema che incontrano tutti i paesi occidentali. L&#8217;abbassamento della spesa pubblica è dunque una priorità per tutti. Ma non bisogna solo ragionare in termini di debito pubblico. Da noi, il settore privato è molto poco indebitato. Risultato: il tasso di indebitamento globale dell&#8217;Italia risulta molto inferiore [rispetto] a [quello di] molti altri [paesi], come dimostra un recentissimo studio di McKinsey.</p>
<p><strong>Comprende come mai l&#8217;Italia sia citata fra i paesi a rischio? Si può temere un contagio della crisi greca?<br />
</strong><br />
Un aggravamento della crisi greca porrebbe un serio problema a tutta l&#8217;Europa, non soltanto ai paesi mediterranei. Sembra che ci sia una volontà politica di aiutare Atene e di evitare il contagio. In Italia, in ogni caso, la situazione non è paragonabile a quella della Grecia. Il nostro deficit è molto minore. E lo ripeto: le imprese private italiane sono meno indebitate e le famiglie continuano a risparmiare in proporzioni importanti. Quanto al nostro sistema finanziario, spesso accusato di essere troppo chiuso e troppo provinciale, ha resistito meglio degli altri e non ha avuto bisogno di piani di rilancio.</p>
<p><strong>Il salvataggio della Grecia da parte dell&#8217;Europa le sembra adatto alla situazione?<br />
</strong><br />
Secondo me, l&#8217;intervento dell&#8217;FMI [Fondo Monetario Internazionale, N.d.T.] sarebbe stato la soluzione ideale perché questo organismo possiede la competenza, per aver gestito in passato casi ancora più complicati. Sarebbe anche preferibile, politicamente, che sia l&#8217;FMI a negoziare con Atene le condizioni di un piano di sostegno e che ne verifichi il rispetto nel tempo. Questa crisi mostra i limiti del modello di integrazione europeo attuale. Spero che nel medio termine l&#8217;Unione sarà più solida in modo da prevenire questo genere di rischi.</p>
<p><strong>In queste condizioni, giudica opportuno il dibattito italiano sull&#8217;abbassamento delle tasse?<br />
</strong><br />
Il nostro sistema è senza alcun dubbio troppo complesso. Bisognerebbe semplificarlo. La questione è sapere quando e come. Per il momento, tenuto conto dell&#8217;aumento del debito pubblico, trovo irrealistico prevedere una diminuzione delle entrate fiscali dello Stato. In realtà, la sfida più importante, qui come negli Stati Uniti, è il livello elevato di disoccupazione. Nel 2009, l&#8217;Italia ha perso 500,000 posti di lavoro ed il fenomeno rischia di continuare. Le imprese che sono state obbligate a ristrutturare e a licenziare sono in una posizione d&#8217;attesa e non son pronte a riassumere. La cosa più grave è che questi sono tutti disoccupati a cui sta per scadere la cassa integrazione.</p>
<p><strong>Lei che costruisce apparecchiature per automobili, come reagisce all&#8217;annuncio del governo Berlusconi, la settimana scorsa, di porre fine agli incentivi?<br />
</strong><br />
L&#8217;anno scorso, bisognava agire per evitare il naufragio di tutta la filiera automobilistica. Tuttavia, gli aiuti pubblici hanno avuto effetti perversi. Hanno lasciato credere che i piani industriali dei paesi sviluppati fossero idonei. Ora, questo è completamente falso. Siamo di fronte ad un vero problema di eccesso di produzione. Quando vedo che in Germania le vendite di vetture hanno raggiunto un livello record nel 2009, mi dico che c&#8217;è un problema. D&#8217;altra parte, anche lì, gli incentivi sono stati bloccati e i costruttori tedeschi prevedono di vendere un milione di veicoli in meno quest&#8217;anno. Questa è la prova che alcuni stati ne hanno fatto senza dubbio un uso eccessivo.</p>
<p><strong>La holding che lei dirige, CIR, ha realizzato la migliore performance della borsa di Milano nel 2009, con un aumento del 150%. Come affronta il 2010?</strong></p>
<p>La performance della nostra quotazione in borsa vuol dire molto e poco allo stesso tempo. Una cosa è certa: la nostra strategia di diversificazione dimostra la sua sensatezza. Se fosse stata troppo spinta la società sarebbe stata ingestibile. Se fosse stata troppo timida, saremmo stati molto più esposti alla recessione. Mi ricordo di aver sentito il mercato consigliare di concentrarci su l&#8217;una o l&#8217;altra delle nostri attività&#8230; Fortunatamente non lo abbiamo fatto! Il nostro portafoglio occupa ormai cinque settori di attività, è ragionevole ed equilibrato.</p>
<p><strong>Nell&#8217;energia, non siete di fronte ad un problema di dimensioni?<br />
</strong><br />
Essere più piccoli degli altri ha alcuni inconvenienti ed alcuni vantaggi. In un mercato stabile, la sola maniera di ingrandirsi è di strappare i clienti ai propri concorrenti, e questo richiede tempo. La nostra impresa energetica, Sorgenia, ha la fortuna di essere nata dieci anni fa, nello stesso periodo delle nuove problematiche ambientali. Così produciamo l&#8217;energia più pulita del paese, con centrali a ciclo combinato di ultima generazione, parchi eolici e fotovoltaici. Ecco un giacimento di posti di lavoro ed un vettore per la ripresa economica! L&#8217;innovazione tecnologica apre larghi orizzonti a coloro che vogliono produrre energia a costi competitivi e nel rispetto dell&#8217;ambiente. L&#8217;Europa avrebbe tutto l&#8217;interesse ad adottare un progetto coordinato sullo sviluppo delle energie rinnovabili, nella prospettiva del dopo Kyoto. Penso che oggi l&#8217;energia possa giocare per il nostro continente il ruolo che è stato dell&#8217;automobile negli anni &#8216;60.</p>
<p><strong>Lei crede al ritorno del nucleare in Italia?<br />
</strong><br />
Se il ritorno del nucleare ci sarà, Sorgenia potrà avere un ruolo. Salvo che lo studio è ancora allo stadio preliminare. Restano molti problemi da risolvere, come la scelta dei siti, il trattamento delle scorie e la riconversione al termine [della vita della centrale, N.d.T.]. Mi dispiace che, nel dibattito attuale, si dica che il nucleare farà abbassare il prezzo del chilowattora. Non sono d&#8217;accordo. Il costo dei reattori EPR è più alto di quanto non si ritenesse in origine. L&#8217;argomento vincente in favore del nucleare, è che non produce CO2.</p>
<p><strong>Qual è attualmente la vostra principale fonte di sviluppo?<br />
</strong><br />
L&#8217;energia mobilita la maggior parte dei nostri investimenti, ma la crisi ha fatto abbassare il consumo di elettricità del 6% e quello del gas del 10%, creando una situazione di maggiore competizione. Al contrario, il settore della sanità non è toccato dalla congiuntura. Abbiamo avuto un bilancio record nelle nostre case di riposo e nei nostri centri di cura, nei quali contiamo 5,200 posti letto distribuiti in più di sessanta strutture d&#8217;accoglienza. Eppure in questo settore, siamo partiti da zero nel 2003. Per il 2010, non prevediamo nessuna flessione, né in termini quantitativi, né in termini di utili, per la semplice ragione che l&#8217;Italia conosce un trasferimento progressivo della sanità pubblica verso il privato e che la popolazione invecchia.</p>
<p><strong>In questo caso, perché alcuni operatori francesi come Générale de Santé si ritirano dalla penisola?<br />
</strong><br />
Nel nostro mondo globalizzato, la sanità resta un settore locale. Le economie di scala transazionale non esistono perché la richiesta e le competenze differiscono da un paese all&#8217;altro. Uno stesso filtro per automobile può vendersi ovunque sul pianeta mentre una persona anziana non ha la stessa mobilità. Per quanto ci riguarda, la nostra ambizione è consolidare le nostre posizioni di preminenza sul nostro mercato domestico, senza avventurarci all&#8217;estero.</p>
<p><strong>Con il gruppo L&#8217;Espresso e il suo quotidiano, «La Repubblica», lei è uno dei principali protagonisti dei media. Come vede l&#8217;avvenire della stampa?<br />
</strong><br />
Gli ultimi diciotto mesi sono stati molto difficili, a causa di una crisi congiunturale segnata dal crollo della pubblicità. Questa si è venuta ad aggiungere ad un fattore strutturale che prevaleva prima del 2008, vale a dire la tecnologia Internet, che cambia profondamente il modo di consumare i media. L&#8217;Espresso ha saputo affrontare queste sfide prima degli altri, riducendo i suoi costi fissi di 140 milioni di euro all&#8217;anno, senza alcuno sciopero e rinforzando la sua presenza nei nuovi supporti.</p>
<p><strong>Bisogna ancora produrre giornali di carta, secondo lei?<br />
</strong><br />
Internet è uno strumento di diffusione di contenuti verso un pubblico differente da quello dei giornali di carta tradizionali. Questi ultimi continueranno a giocare un ruolo centrale e i due sono complementari. Per prova: il sito di «La Repubblica» riceve 1,5 milioni di visitatori al giorno e, quando lancia una petizione, può raccogliere fino a 500,000 firme in pochi giorni. Il giornale di carta ha un avvenire per la sua capacità di criticare e di proporre, attraverso la sua linea editoriale e la professionalità della sua redazione. L&#8217;importante è arrivare a produrre contenuti di qualità che interessano i lettori.</p>
<p><strong>Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, è stata condannata di recente ad indennizzarvi con 750 milioni di euro per avervi sottratto la casa editrice Mondadori negli anni &#8216;90. Che farete con questo denaro?<br />
</strong><br />
Il giudizio ottenuto in prima istanza si fonda su alcuni fatti indiscutibili di corruzione che avevano impedito a CIR, all&#8217;epoca, di conservare il controllo di Mondadori. Abbiamo ottenuto un indennizzo per questo danno ma Fininvest è ricorsa in appello. Aspettiamo le prossime scadenze con grande serenità, convinti delle nostre ragioni. Tuttavia, la nostra strategia d&#8217;impresa non dipende da questo processo. Questa somma sarebbe una risorsa importante che potrebbe essere impiegata per sviluppare le nostre attività, ma non contiamo su di essa per continuare a lavorare.<br />
<strong>Il suo percorso<br />
</strong>Rodolfo De Benedetti (48 anni) dirige dal 1993 la holding Compagnie Industriali Riunite (CIR) quotata a Milano e, dal 1995, la holding principale Compagnia Finanziaria De Benedetti (Cofide) fondata da suo padre Carlo. La famiglia è presente in 5 settori: energia con Sorgenia e la sua filiale Société Française d&#8217;Eoliennes comprata nel 2007, le apparecchiature automobilistiche con Sogefi, le case di riposo con KOS (ex-HSS), i media con «L&#8217;Espresso» e i servizi finanziari con Jupiter.<br />
Laureato in economia politica e in diritto all&#8217;Università di Ginevra, ha iniziato la sua carriera in Lombard Odier in Svizzera.<br />
<strong>Attualmente<br />
</strong>Il 23 febbraio, inizia il processo d&#8217;appello intentato da CIR a Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, condannata in primo grado a pagare 750 milioni di euro a CIR per «danno patrimoniale», in seguito all&#8217;acquisto del 50% del capitale della casa editrice Mondadori, all&#8217;inizio degli anni &#8216;90. Marina Berlusconi, figlia maggiore di Silvio e presidente di Fininvest e di Mondadori, ha definito questa decisione «politica».</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lesechos.fr/info/auto/020364083869---l-italie-n-est-pas-comparable-a-la-grece--.htm' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "« L'Italie n'est pas comparable à la Grèce »" di Guillaume Delacroix]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9179/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Italia ritiene di essere al riparo da un attacco speculativo, nonostante un debito importante</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/9007</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/9007#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia salute e ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/9007</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>Una buona dose d’ottimismo, una debole esposizione delle banche ai prodotti tossici ed un'inclinazione degli italiani per il risparmio sembrano avere messo la penisola al riparo dal rischio, nonostante un debito pubblico di 1700 miliardi d’euro, ossia 30 000 euro per abitante e pari al 114,6% del prodotto interno lordo (PIL) nel 2009, secondo la Commissione Europea, un tasso superiore a quello di Grecia, Spagna e Portogallo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Le Monde]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>Una buona dose d’ottimismo, una debole esposizione delle banche ai prodotti tossici ed un&#8217;inclinazione degli italiani per il risparmio sembrano avere messo la penisola al riparo dal rischio, nonostante un debito pubblico di 1700 miliardi d’euro, ossia 30 000 euro per abitante e pari al 114,6% del prodotto interno lordo (PIL) nel 2009, secondo la Commissione Europea, un tasso superiore a quello di Grecia, Spagna e Portogallo.</p>
<p>Ancora meglio: L’italia conduce una campagna di comunicazione con lo scopo di spiegare che lo sgarbato acronimo “PIGS”, con il quale gli Anglo-Sassoni designano i cattivi allievi della finanza pubblica, non la riguarda. Precisano gli italiani che l&#8217;infamante I insinuata tra la P del Portogallo, la G della Grecia e la S della Spagna, non è la loro, ma ovviamente quella dell’&#8230;Irlanda.</p>
<p>Autoconvincimento? Riflesso identitario di un paese che non sopporta di essere paragonato alla Spagna e, a maggior ragione, alla Grecia?<br />
Nel momento in cui la Borsa di Milano ha subito, giovedì 4 e venerdì 5 febbraio, attacchi che gli le hanno fatto perdere rispettivamente il 3.45% e 2.75%, fonti del governo spiegano che benché il debito italiano sia considervole, è aumentato solo del 13% rispetto al 2008, a fronte di una crescita del 77% in Irlanda, del 66% in Spagna e del 27% in Portogallo. Parimenti per il deficit. Contenuto al 5.3% del PIL, si può confrontare positivamente al 12.7% della Grecia, all&#8217;11.4% della Spagna ed al 9.4% del Portogallo.</p>
<p>A questo si aggiunga un&#8217;inflazione controllata (0.8% nel 2009) ed un tasso di disoccupazione dell&#8217; 8% (10% includendo le persone in cassa integrazione). “Ecco perchè i mercati non sono preoccupati dalla finanza pubblica italiana” ci si felicita nella cerchia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che afferma che “l”italia esce dalla crisi in forma migliore rispetto agli altri paesi”.</p>
<p><strong>Una ripresa non strabiliante<br />
</strong><br />
La Banca d’Italia manifesta la stessa fiducia: “Il paese è al riparo da attacchi speculativi”. “La determinazione del governo Prodi (centro sinistra) ed adesso di Berlusconi (destra) a mantenere i conti [in ordine, N.d.T], non scappa agli investitori e agli analisti”, spiega un manager della banca centrale. Altra spiegazione proposta: “La debole esposizione delle banche italiane durante la crisi dei subprime ha affermato la nostra credibilità ed ha mantenuto al di sopra delle nostre teste un&#8217;ombrello di protezione”.</p>
<p>È vero che l’Italia ha affrontato la crisi con i propri mezzi. Non ci sono piani di rilancio strabilianti, come in Francia o in Spagna. Nonostante l’annuncio eclatante di un investimento di 80 miliardi di euro, lo Stato si è accontenato di riutilizzare i propri aiuti, andando a prelevare i fondi delle casse per gli aiuti allo sviuluppo delle regioni rimasti inutilizzati. I buoni del Tesoro emessi per venire in aiuto alle banche e alle aziende sono rimasti largamente inutilizzati.</p>
<p>Questa gestione ha avuto come effetto di contenere la crescita del deficit. Tuttavia, nonostante le smentite segnate dall&#8217;amor proprio, L’Italia non è uscita dalla zona di rischio. Il tasso dei titoli di Stato è tra il 3 e il 4%, segno che i mercati restano prudenti. Quanto al volume delle prossime emissioni, inizialmente previsto per 9 miliardi di euro, è stato abbassato a 7 miliardi di euro, per paura di non trovare acquirenti.</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/02/11/l-italie-s-estime-a-l-abri-d-une-attaque-speculative-malgre-une-dette-importante_1304252_3214.html' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "L'Italie s'estime à l'abri d'une attaque spéculative, malgré une dette importante" di Philippe Ridet]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/9007/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia di Berlusconi, un paese sulla via dell&#8217;imbarbarimento</title>
		<link>http://italiadallestero.info/archives/8978</link>
		<comments>http://italiadallestero.info/archives/8978#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 14:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Società cultura e religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://italiadallestero.info/archives/8978</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/>L'Italia è un paese normale? L'anomalia che rappresenta Berlusconi - il fatto che concentri su di  sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come "fabbrica" per produrre leggi atte a salvarlo dai tribunali, che getti fango sulla magistratura, che critichi senza sosta la Costituzione, che riduca la politica in barzellette e dichiarazioni istrioniche, che si trascini dietro i resti dei suoi scandali sessuali - indurrebbe a rispondere di no.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Libération]
</p><img src="http://italiadallestero.info/wp-content/uploads/flags/france.mini.gif" width="25" height="13" alt="" title="Francia" /><br/><p>L&#8217;Italia è un paese normale? L&#8217;anomalia che rappresenta Berlusconi &#8211; il fatto che concentri su di  sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come &#8220;fabbrica&#8221; per produrre leggi atte a salvarlo dai tribunali, che getti fango sulla magistratura, che critichi senza sosta la Costituzione, che riduca la politica in barzellette e dichiarazioni istrioniche, che si trascini dietro i resti dei suoi scandali sessuali &#8211; indurrebbe a rispondere di no.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. Ciò che colpisce, ad esempio, è che dopo essere stata giudicata come laboratorio all&#8217;avanguardia d&#8217;Europa, l&#8217;Italia, oggi, regredisce ad uno stato &#8220;provinciale&#8221;. La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco, raramente parla inglese. Il ruolo centrale ancora attribuito alla televisione rimane [tipico degli, N.d.T.] &#8220;anni &#8216;80&#8243;. Si va &#8220;in&#8221; televisione tutti in ghingheri, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show dominati dalle urla, sederi e pizzi, le trasmissioni d&#8217;inchiesta sono rarissime, quelle, di approfondimento, alle quali parteciperebbero filosofi, storici, sociologhi, psicanalisti o scienziati praticamente non esistono.</p>
<p>Una sera su due, su Rai Uno, condotto da un  inamovibile giornalista sdolcinato e servile, c&#8217;è Porta a porta, una sorta di messa alla quale partecipano sempre gli stessi politici, e che non è lontano dal rimpiazzare Camera e Senato. Molto raramente, nel pubblico delle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede un nero o un mulatto.</p>
<p>Nuova provincia, L&#8217;Italia perde punti un po&#8217; in tutte le classifiche, che riguardino la scuola, la sanità, l&#8217;ecologia, i diritti, la cultura (budget massacrato) e persino la tecnologia. Ancora recentemente, dopo Bob Geldof, che rimproverava al governo di far quadrare i conti a scapito dei poveri, è Bill Gates in persona ad essere intervenuto per accusare Berlusconi (&#8221;I ricchi spendono molti più soldi per risolvere i propri problemi personali, come la calvizie, di quanti ne spendano per combattere la malaria&#8221;) di dimezzare gli aiuti pubblici allo sviluppo promessi davanti alle telvisioni, facendo dell&#8217;Italia &#8220;il paese europeo più avaro&#8221;.</p>
<p>Stessa regressione a livello informatico. Sapete che, a causa del decreto Pisanu, per la connessione senza fili ad internet nei luoghi pubblici, un aeroporto o un internet-caffè, è necessaria la carta d&#8217;identità? Che gli stanziamenti per lo sviluppo della banda larga sono bloccati dal 2008, che nei ranghi della maggioranza, si levano voci che chiedono il controllo dei social network come Facebook? Che si firmano petizioni ovunque, chiedendo al governo di &#8220;emancipare internet&#8221;  da  norme legislative che penalizzano il futuro del Paese, il quale, per l&#8217;accesso alla rete, è già &#8220;arretrato e sotto-sviluppato rispetto al resto dell&#8217;Europa&#8221;? È vero che Berlusconi è un uomo della televisione vecchio stile, per il quale Internet è pericoloso, in quanto &#8220;fluido&#8221;, incontrollabile &#8211; al di fuori del suo impero.</p>
<p>Ma è a livello della società che la regressione è più marcata. Berlusconi mobilita talmente l&#8217;attenzione che all&#8217;estero non si capisce molto bene che l&#8217;effetto maggiore è piuttosto una deriva della società verso le posizioni della Lega Nord, deriva che porta con sè un degrado morale e civico, ossia un &#8220;imbarbarimento&#8221; dell&#8217;Italia. La Lega Nord di Umberto Bossi &#8211; il cui organo, La Padania, scriveva: &#8220;Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Buttateli fuori, questi maledetti!&#8221; -, alleata fondamentale del partito di Berlusconi, ha fatto eleggere i suoi uomini, di cui molti sono ministri, in un numero considerevole di amministrazioni, ha diffuso ovunque i suoi valori ed il suo linguaggio, ha sdoganato e reso normale l&#8217;atteggiamento xenofobo.</p>
<p>Ci vorrebbe una biblioteca vaticana per enumerare i discorsi d&#8217;incitazione all&#8217;odio razziale, [discorsi] di omofobia, di &#8220;anti-meridionalismo&#8221;, pronunciati dai suoi esponenti. Che si guardino su YouTube dei video del signor Mario Borghezio, o che si ascoltino alcuni estratti delle trasmissioni di Radio Padania: in nessun paese verrebbe tollerato un tale scatenarsi d&#8217;odio, e di stupidità, xenofobo! Si difendono i valori cristiani, la famiglia, il lavoro, si vuole la croce sul tricolore ed il crocefisso nelle scuole, ma il ministro dell&#8217;Istruzione prevede d&#8217;imporre un limite agli stranieri nelle classi, il ministro dell&#8217;Interno ha voluto istituire ronde di sorveglianza (fiasco colossale, fortunatamente, nessuno si è presentato per costituirle), ha stabilito che il solo fatto di essere un candestino costituisce reato.</p>
<p>Una piccola star della politica, capo d&#8217;impresa alla destra dell&#8217;estrema destra, indicata quale futuro sotto-segretario al Welfare in quanto ben voluta da Berlusconi (a proposito del quale aveva detto: &#8220;è ossessionato da me,  tanto non gliela do &#8220;, o &#8220;a lui piacciono solo le donne in posizione orizzontale&#8221;), si è distinta finemente dichiarando che &#8220;Maometto era un pedofilo&#8221;. Un fanatico (un eletto) ci teneva a disinfettare i treni presi dai Nigeriani, un altro (anch&#8217;egli eletto) voleva &#8220;eliminare tutti i bambini (rom) che derubano gli anziani&#8221; e, interrotto dagli applausi del &#8220;popolo della Padania&#8221;, invitava i musulmani a &#8220;pisciare nelle loro moschee&#8221;.</p>
<p>Altri ancora hanno appiccato incendi a baracche d&#8217;immigrati, proposto vetture dei treni o linee autobus separate per italiani e stranieri&#8230;</p>
<p>Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, spedizioni punitive [di matrice etnica, N.d.T.], a volte crimini, strisconi e grida razziste nei raduni della Lega, vera e propria caccia all&#8217;uomo nero, con bastoni e fucili, che evoca, per la stampa internazionale, il Ku Klux Klan, e che, al ministro dell&#8217;Interno, fa dire: &#8220;Noi abbiamo dimostrato troppa tolleranza verso gli immigrati.&#8221;</p>
<p>Ciò suscita poche reazioni in Europa. Ed è senza dubbio in questo senso che l&#8217;Italia è la più &#8220;provincializzata&#8221;: la si guarda da lontano e dall&#8217;alto, amandola al contempo per la sua cucina, la sua arte ed i suoi paesaggi, non la si prende troppo sul serio, né nel bene, né nel male. Si provi ad immaginare cosa succederebbe nelle strade di Londra, Parigi, Berlino o altrove se la Lega Nord fosse un partito, diciamo, austriaco, o francese, e se Umberto Bossi si chiamasse Jörg Haider!</p>
<p style="text-align: right;"><A HREF = 'http://www.liberation.fr/monde/0101618349-l-italie-de-berlusconi-un-pays-en-voie-de-barbarisation' TARGET = '_blank' ><u>[Articolo originale "L’Italie de Berlusconi, un pays en voie de barbarisation" di Robert Maggiori]</u></A></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://italiadallestero.info/archives/8978/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
