Gheddafi e Unicredit scatenano polemiche

Wirtschaftsblatt

La controversa visita del dittatore libico Muammar Gheddafi a Roma alimenta polemiche circa il ruolo degli investitori libici nella Unicredit, madre di Austria Bank.

Hanno scatenato polemiche le voci secondo le quali gli investitori libici, in seguito alla visita di Gheddafi a Roma, intendono aumentare la loro partecipazione a Unicredit dal sette al dieci per cento. I libici sono già senza dubbio i principali azionisti della banca del nord Italia.

Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che il governo Berlusconi garantisce la “piena trasparenza” su tutti gli investimenti libici in Italia. Il Ministero degli Esteri avrebbe istituito un apposito comitato strategico per controllare il ruolo dei fondi statali stranieri nell’economia italiana. “Vogliamo assicurare procedure trasparenti che siano conformi alle norme internazionali. E’ quello che abbiamo fatto con i fondi statali del Qatar e del Kuwait e lo faremo anche con quelli della Libia”, ha detto Frattini. Il governo Berlusconi mantiene relazioni molto amichevoli con Gheddafi, con il quale il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi due anni fa ha sottoscritto un trattato di amicizia.

Secondo la Consob, l’organismo di controllo della Borsa di Milano, la Libyan Investment Authority (LIA) ha acquisito nelle ultime settimane una quota del 2,075 per cento di Unicredit. La Banca Centrale Libica detiene già una partecipazione del 4,98 per cento nella banca italiana. In questo modo i libici, con il loro 7 per cento, diventano il principale azionista di Unicredit. L’organismo di controllo della Borsa vuole verificare che i libici non violino la normativa sulla limitazione dei diritti di voto. Gli statuti di Unicredit prevedono un limite dei voti del cinque per cento.

Gli investitori stranieri in questo momento hanno un ruolo importante nelle banche italiane. Il Fondo Statale Aabar – controllato dall’Emirato di Abu Dhabi – a giugno è diventato il secondo azionista della banca italiana con il 4,99 per cento. Il Fondo, che dispone di un patrimonio di circa € 8 miliardi di euro ed è anche il più grande azionista della Daimler, aveva investito per la prima volta nella banca in obbligazioni convertibili in occasione dell’aumento di capitale della Unicredit, nel 2008. Il Fondo di Abu Dhabi ha sostituito la Cassa di Risparmio Fondazione Cariverona come secondo maggiore singolo azionista.

[Articolo originale "Gaddafi und UniCredit - das sorgt nun für Debatten"]

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Traduzione di:
Cristina Bianchi Cristina Bianchi
Laureata in lingue e letterature straniere traduce articoli dalla stampa tedesca per passione, ma soprattutto per aprire una finestra sul modo in cui la situazione italiana è vista da fuori.
Revisione di:
Mirko Bischofberger