Il partito di Berlusconi implode e l’Italia vive una crisi politica

O Estado de São Paulo

L´Italia si è svegliata venerdì [29 luglio, NdT] immersa in una crisi politica in seguito alla drammatica rottura tra il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo più importante alleato di centrodestra, un evento che può portare alle elezioni anticipate.

In un teso susseguirsi di eventi che ha raggiunto il suo culmine giovedì sera, Berlusconi ha accusato Gianfranco Fini, potente presidente della Camera dei Deputati, di essere un traditore e un cospiratore e di tentare di provocare una “morte lenta” del Popolo della Libertà (PDL), il partito di cui entrambi fanno parte.

I due politici avevano già mostrato un´aperta litigiosità negli ultimi mesi, culminata con un duro documento della direzione del partito che censurava Fini per le azioni e le dichiarazioni e lo accusava di non rappresentare più gli ideali del partito che lui stesso aveva contribuito a creare.

Berlusconi ha detto che la rottura non influenzerà la stabilità del governo, sebbene si stimi che Fini controlli il voto di oltre 50 parlamentari.
“Non ci sono rischi”, ha detto il primo ministro in conferenza stampa giovedì sera. “Abbiamo la maggioranza”.

Tuttavia, in base al numero dei parlamentari che seguiranno Fini nella formazione di un nuovo gruppo, Berlusconi può perdere la maggioranza in uno dei due rami del Parlamento o vederla ridursi ad un margine pericoloso.

La coalizione formata dal PDL e dal partito della Lega Nord aveva prima della frattura 344 deputati, compresi 14 deputati di piccoli partiti che decidono il proprio voto volta per volta. Per avere la maggioranza un governo ha bisogno di 316 deputati.

Senza l´appoggio di Fini Berlusconi può ritrovarsi ostaggio dei piccoli partiti e della Lega Nord che già causò la caduta del suo primo governo nel 1994.

Ma la situazione causata dall´implosione del partito di governo è inedita, e non ci sono precise indicazioni costituzionali su quello che deve accadere adesso. Vari analisti hanno detto venerdì che Berlusconi sarebbe intenzionato a convocare nuove elezioni ritenendo che il suo partito guadagnerà dall´assenza di Fini.

Berlusconi ha affermato che spetterà ai parlamentari decidere se Fini dovrà o no restare presidente della Camera.
Fini ha detto che non intende rinunciare alla presidenza della Camera, carica che gli dá un enorme potere nella gestione dei lavori parlamentari.

[Articolo originale "Partido de Berlusconi implode, e Itália vive crise política"]

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