[Dagens Nyheter]
Nuove elezioni si avvicinano in Italia da quando il disaccordo tra il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo vecchio sostenitore Gianfranco Fini si è incendiato fino a diventare guerra aperta.
Dopo mesi di critiche e relazioni tese tra i due, durante la sera di giovedì la loro collaborazione politica si è distrutta. Berlusconi ha accusato Fini di essere un traditore e un cospiratore che cerca di “uccidere lentamente” il loro partito, il Popolo della Libertà, che per due anni ha guidato la coalizione di governo.
In un’amara dichiarazione della direzione di partito, Fini è stato dichiarato non essere più all’altezza degli ideali del partito.
La stampa italiana ha tratto la conclusione che Fini in pratica sia stato buttato fuori dal partito e che con questo il forte Presidente della Camera potrà costringere Berlusconi ad andare alle elezioni anticipate. Il mandato scadrà nel 2013.
– “Non c’è alcun rischio. Abbiamo la maggioranza.” ha commentato Berlusconi sulla crisi di governo. Ma diversi osservatori riferiscono che la maggioranza è pericolosamente risicata e potrebbe rompersi in qualsiasi momento se Fini porterà con sé un numero sufficiente di simpatizzanti.
Secondo il quotidiano Corriere della Sera la brutalità dell’espulsione di Fini da parte di Berlusconi, inoltre, potrà avere effetti a lungo termine per tutta la coalizione di destra.
L’ex neofascista Fini ha appoggiato politicamente Berlusconi a lungo e ha sciolto il proprio partito per fondare, insieme con Berlusconi, il Popolo della Libertà.
Negli ultimi tempi Fini ha, tra l’altro, criticato duramente i tentativi di Berlusconi di proteggersi contro i suoi processi e limitare le possibilità della stampa di riportare informazioni sulle intercettazioni.
Gianfranco Fini ha fatto sapere venerdì che intende mantenere la carica di Presidente della Camera.
Ha spiegato che il Presidente è responsabile di fronte al Parlamento e non di fronte alla maggioranza che lo ha eletto, scrive il Corriere della Sera.
Fini ha detto di essere praticamente stato escluso dal partito giovedì sera. Egli ha accusato Berlusconi di avere un concetto “ben poco liberale” di democrazia.
Secondo il Corriere della Sera i sostenitori di Fini costituiranno immediatamente un nuovo gruppo alla Camera, chiamato Futuro e Libertà.
Fini ha rilasciato una conferenza stampa venerdì pomeriggio e ha detto, secondo Reuter, che i suoi alleati “appoggeranno lealmente il governo ogniqualvolta agirà nel solco del programma elettorale, ma non esiteranno a contrastare scelte ritenute ingiuste e lesive dell’interesse generale”.




















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