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Il paradiso della Santa Sede

Pubblicato Giovedì 25 Settembre 2008 in Brasile

[CartaCapital]

Benedetto XVI tende a rafforzare l’interferenza politica della Chiesa cattolica nel mondo e in Italia, aumentando il raggio d’azione conseguito durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Durante la sua visita in Francia dal 15 al 17 settembre papa Ratzinger è tornato sul tema della famiglia in un discorso ai vescovi del paese, attaccando le leggi “che da decenni relativizzano la sua natura di cellula primordiale della società”. La Chiesa, ha detto il papa, deve opporsi alla legalizzazione delle unioni stabili fuori dal matrimonio. Si noti che la Francia è pioniera nel riconoscimento di queste unioni, legalizzate fin dal 1999. “Spesso - ha sottolineato - le leggi cercano di adattarsi alle abitudini e alle rivendicazioni di certi individui o gruppi, invece di promuovere il bene comune”.

Giorni prima, in Italia, Ratzinger si era lamentato per l’assenza di veri cattolici praticanti tra i politici in generale e nel governo stesso. Si tratta di manifestazioni che offendono poche persone e che non sorprendono il mondo cristiano, abituato alle ingerenze di una Chiesa che dice di preoccuparsi della saluta spirituale degli uomini, ma che in pratica agisce frequentemente come potere temporale. E non sempre per il bene dell’umanità.

Per esempio la Santa Sede, come paradiso fiscale, è molto più sicura delle isole Cayman e, se Daniel Dantas (banchiere e faccendiere brasiliano, N.d.T.) avesse usato le conoscenze giuste in Vaticano, molto probabilmente l’Operazione Satiagraha (operazione della polizia brasiliana che nel 2004 portò all’arresto di Dantas e di altri banchieri e investitori accusati, tra le altre cose, di corruzione e di riciclaggio di danaro sporco, N.d.T.) sarebbe morta sul nascere. L’Istituto per le Opere Religiose o, come tutti lo conoscono, lo IOR, questo è il nome della banca del papa, concede ai suoi selezionatissimi clienti interessi minimi del 12% all’anno a garanzia dei proventi a rischio zero, impensabili nel resto del mondo occidentale, sicurezza del capitale, e un anonimato blindato nella cassaforte della torre in cui si trova la sede centrale dell’Istituto, con i suoi 5 miliardi di euro.

Negli ultimi 30 anni lo IOR è stato coinvolto in tutti gli scandali che hanno devastato l’Italia, ma mai nessun giudice ha chiesto un’indagine, neanche di routine, per cercare di capire, nel caso ci fossero, quali erano le responsabilità dei banchieri vaticani. No, non è fantascienza, ma solo alcune rivelazioni de “La Questua”, saggio che da mesi è in cima alle classifiche di vendita in Italia, anche se è ignorato dalla maggioranza dei media. Il volume è il risultato di anni di ricerca di Curzio Maltese, giornalista investigativo delquotidiano “La Repubblica”, che da tempo indaga caparbiamente su questi temi sbattendo contro il muro di gomma delle autorità ecclesiastiche.

[Articolo originale di Paolo Manzo]

Gli ultimi commenti.

  1. Sabato, 27 Settembre 2008 alle 11:53 am, Saverio ha scritto :

    Ho fatto l’asilo dalle orsoline, le elementari dalle brandine, le medie dalle suore del Sacro Cuore di Gesù, il liceo dai gesuiti e, dulcis in fundo, all’università ho frequentato ( e frequento) i ragazzi di Comunione e Liberazione!
    Bè, se quella è la base cosa potevamo aspettarci dal vertice ????

  2. Venerdì, 26 Settembre 2008 alle 6:09 pm, stecca66 ha scritto :

    Fa una certa tenerezza sentire il papa che lamenta l’assenza di politici cattolici praticanti.

    Che sia un invito in codice per qualcuno (il nano)ad aumentare la ‘questua’?

  3. Venerdì, 26 Settembre 2008 alle 4:53 pm, Antonio Macchi ha scritto :

    Vaticano Stato Canaglia!

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