Trans brasiliano mette in difficoltà un consigliere di Roma in una vicenda di sesso e cocaina

[Terra Magazine]

-1. Con 40 gradi, i romani sono andati al mare.
Sulle spiagge, l´argomento prevalente non riguardava la “Parata gay” (il Roma Pride 2010), svoltosi ieri (3 giugno, N.d.T.), che ha preso il via dalla stazione della metro Piramide.

Da quello che si capiva, c’era qualcosa di più piccante. Tra l´altro ben riassunto da una donna di mezza età che prendeva il sole in topless sulla spiaggia di Castel Fusano: “Non solo ai politici di sinistra piacciono i viados. Ma anche a quelli di destra”.

La donna si riferiva allo scandalo di giovedì che ha avuto come protagonista il giovane consigliere comunale Pier Paolo Zaccai, del partito di Berlusconi (il Popolo della Libertà), e la 26enne trans brasiliana Morgana.

Il politico di sinistra menzionato era l´ex governatore della regione Lazio che si dimise dopo uno scandalo con trans brasiliane e tanta cocaina.

Zaccai, un populista e moralista che aveva rapporti con organizzazioni fondamentaliste cattoliche di appoggio a papa Ratzinger, ha cercato di cambiare sui media di oggi la versione riportata dai giornali di venerdì. Cioè le notizie che riferivano della sua partecipazione, giovedì ad un “festino di cocaina e trans” in un appartamento in via Manlio Torquato, nel quartiere Appio. E che durante la festa aveva fatto uso di cocaina.

Il consigliere provinciale Zaccai ha ammesso di aver sniffato cocaina e, da questa circostanza, la polizia vuole sapere chi gliel´ha fornita o dove l´ha comprata. Ma Zaccai ha detto di essere stato vittima di un complotto. E di trovarsi sul luogo (l´appartamento di Morgana) per svolgere un lavoro con i trans. Ma “mi hanno voluto incastrare” e sto rischiando la vita. Ha sottolineato, con il suo avvocato difensore fornito dal partito PDL, di aver subito lesioni corporali.

La trans brasiliana Morgana ha parlato di incontro amoroso con Zaccai, il quale ha fatto un uso esagerato di cocaina e si è sentito male. Morgana ha evidenziato di non fare uso di cocaina e nemmeno di comprarla per i clienti.

-2. L´ex parlamentare Vladimir Luxuria, all´epoca eletta per il partito Rifondazione Comunista, ha partecipato come sempre al Roma Pride 2010. Intervistata, Luxuria, che come parlamentare ha svolto il suo mandato brillantemente, ha menzionato il racconto fatto da Morgana ai poliziotti e magistrati sottolineando che lei non faceva uso di droghe.

Luxuria ha dato un avvertimento ai trans: “Non andate con chi si droga”.
Ha ricordato che durante l´ultima campagna elettorale del Lazio per l´elezione del governatore e dei consiglieri, il caso Marrazzo fu molto sfruttato e la candidata progressista Emma Bonino, che perse per pochi voti, ne venne penalizzata.

Per Luxuria “il caso del consigliere Zaccai almeno ha mostrato che le relazioni sessuali con i trans non sono una prerogativa degli uomini di sinistra”.

- 3. NOTIZIA FLASH. Il consigliere Zaccai, secondo il quotidiano La Repubblica di domenica, è stato accolto dagli amici e da loro ha ricevuto la solidarietà di cui ha bisogno. Zaccai non è tornato a casa e ancora non ha incontrato la moglie. Per un moralista sarà difficile giustificarsi, non solo con la moglie, ma anche con l´elettorato.

[Articolo originale "Travesti brasileiro complica vereador de Roma em programa sexual com cocaína" di Wálter Fanganiello Maierovitch]

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6 commenti per Trans brasiliano mette in difficoltà un consigliere di Roma in una vicenda di sesso e cocaina

  • El Padan

    Ma noi della Lega, siamo vecchia maniera solo gnocca please!! e ne andiamo fieri con il nostro proverbiale armamentario.

  • “Sono passati ormai sei mesi dal fatidico 1° luglio 2010, giorno in cui
    sono stato coinvolto in una triste vicenda, definita impropriamente
    come “festino a base di coca e trans”. Pur avendo subito una brutale
    aggressione fisica, sono stato accusato da due trans brasiliane
    clandestine di aver ceduto loro sostanza stupefacente, senza che la
    droga sia stata rinvenuta in alcun luogo malgrado tre accurate
    perquisizioni effettuate dalla Forze di polizia. Sono stato messo alla
    gogna dagli organi di informazione che mi hanno sommariamente
    processato e condannato. Nel contempo, la Procura della Repubblica di
    Roma ha ritenuto di non dover svolgere altre indagini basandosi
    esclusivamente sulle dichiarazioni dei trans clandestini! Non è stata
    acquisita alcuna testimonianza in ordine ai fatti accaduti: tutti i
    giornali hanno scritto che avrei effettuato in piena notte un “comizio”
    dalla finestra di una abitazione della zona Appia,che in realtà era una
    una richiesta di aiuto, al quale avrebbero assistito molte persone ma
    non vi è agli atti processuali alcuna testimonianza di vicini o
    passanti. Ho appreso dalla stampa (il Messaggero del 16 novembre 2010)
    che il P.M. dott. Maiorano avrebbe depositato, nei miei confronti, la
    richiesta di rinvio a giudizio, come ”pusher” dei transessuali. Né io
    né il mio avvocato Domenico Stamato abbiamo però ricevuto comunicazioni
    al riguardo da parte dell’A.G. Infatti, qualora si dovesse celebrare,
    in tempi auspicabilmente rapidi, un processo a porte aperte nei miei
    confronti, avrei l’opportunità di rendere noto tutti i particolari più
    agghiaccianti di quella maledetta sera; quella notte sono stato
    selvaggiamente picchiato e ridotto in fin di vita da tanto da rendere
    necessario il ricovero, con codice rosso, presso il nosocomio G.B.
    Grassi, ove pervenivo, dopo oltre due ore di tragitto, in ambulanza con
    versamenti di sangue dalla bocca ed ecchimosi e contusioni a livello di
    tutto il corpo. Un pestaggio a regola d’arte che poteva avere un
    tragico epilogo! Dopo sei mesi dai fatti, chiedo di essere sottoposto
    ad un processo pubblico, come qualunque cittadino, perché ho massima
    fiducia nella Giustizia e sono sicuro che le mie ragioni troveranno
    accoglimento. Finora sono stato vittima di un processo mediatico-
    politico, ora pretendo che la giustizia faccia il suo corso! La mia
    vicenda personale mi accomuna a quella di tante persone che hanno
    subito soprusi ed hanno visto calpestati i propri diritti, per questo,
    sono promotore di un movimento nazionale riformista e garantista per
    dare voce e sostenere le istanze di giustizia di ognuno”.
    Pier Paolo Zaccai, Pres. movimento nazionale riformista e garantista

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