[de Volkskrant]
ROMA - La mafia nella regione Campania ha ‘dichiarato guerra civile allo stato italiano’. Il governo deve perciò reagire ‘con tutti i mezzi possibili’. In questi toni gravi il ministro degli interni Roberto Maroni giustificava la risoluzione straordinaria presa mercoledi dal governo per l’invio di 500 militari in Campania per la lotta alla criminalità organizzata.
Tali misure seguono la strage avvenuta la settimana scorsa nella località litoranea di Castel Volturno, cinquanta chilometri a nord di Napoli. In quell’occasione sei immigrati africani sono stati liquidati a colpi di pistola e kalashnikov, probabilmente da un gruppo della camorra, la mafia campana.
Il ministro Maroni ha definito ieri ‘un autentico atto di terrorismo’ l’agguato agli africani, il quale portava con se ‘un segnale per lo stato’. Il ministro ha deciso già dal fine settimana passato l’invio di un rinforzo di 400 tra agenti di polizia e carabinieri verso la zona in questione.
Fin dal maggio di quest’anno sedici omicidi hanno già avuto luogo nella provincia di Caserta. Principale sospettato della serie di liquidazioni è il famoso clan camorristico dei Casalesi. Maroni ha dichiarato che le uccisioni hanno principalmente lo scopo di seminare terrore tra la gente. In questo modo, quei cittadini che pensano di non rispettare più le regole della camorra, sanno che cosa li aspetta. Molte delle recenti vittime sono stati famigliari di quei cosiddetti pentiti passati dalla parte delle autorità italiane.
Il ministro Maroni ha chiesto al parlamento di valutare presto misure volte ad impedire che i condannati per reati di mafia finiscano semplicemente agli arresti domiciliari. Lunedi, all’atto dell’arresto dei sospettati della strage di Castel Volturno, si scoprì che uno degli uomini in realtà già si trovava in custodia domiciliare per reati di associazione mafiosa.





Invia un commento