[Sydsvenskan]
Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità.
La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni.
Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il vecchio detto che significa che tutto è peggiorato, “non c’è più religione” [N.d.T. In italiano nel testo], non è mai sembrato così vero.
Ma la cosa più grave è il tracollo della famiglia, l’ultimo bastione della società italiana. In nessun paese al mondo la retorica della famiglia è altrettanto solenne. Ancora oggi a scuola, in occasione della festa della mamma e del papà, i bambini imparano a memoria poesiole che poi declamano a casa davanti a genitori con le lacrime agli occhi.
In omaggio alla sacra “famiglia normale” vengono allestite grandi manifestazioni, ed ogni tentativo di estendere questo concetto a costellazioni meno tradizionali muore già allo stadio embrionale. Ogni volta che se ne comincia a parlare, sui ponti di Roma si nota un intenso sfrusciare di tonache di cardinali diretti verso il parlamento: la famiglia è uomo, donna, figli, fine del discorso.
I figli del resto sono sacri, così come la madre, strettamente imparentata con la Vergine Maria, sempre che non si allarghi troppo, voglia lavorare a tempo pieno e pretenda un posto all’asilo per il figlio. Il padre non ha uno status altrettanto elevato, ma essendo, per così dire, necessario, può stare anche lui sul piedistallo. Il tutto benedetto dal papa, dal presidente del consiglio e da tutti i loro discepoli e i loro savi, che ovviamente hanno tutti una famiglia, (tranne il papa e i preti, si capisce, Dio ce ne scampi e liberi), e oltre ad essa alcuni hanno poi tante altre cose.
Ma nonostante tutti questi sforzi la famiglia comincia a vacillare. Nel 1995 divorziava l’8 % di tutte le coppie sposate in Italia. Nel 2005 il 15 %, nel 2007 il 27 %.
Poiché praticamente tutto stimola il commercio, lo scorso fine settimana ha aperto la prima fiera del divorzio italiana. Gli inesperti italiani potranno imparare come amministrare al meglio le loro nuove vite. Tra gli espositori si trovano detective privati, agenti matrimoniali, baby-sitter, dog-sitter, psicologi e truccatori.. La cosa senz’altro più divertente è lo stand dove i visitatori possono vendere o barattare i propri regali di nozze più brutti.
Il divorzio comunque non turba La Mamma [N.d.T. in italiano nel testo], che nel bene e nel male rimane sempre la roccia nella vita di quasi tutti gli italiani. L’istituto di statistica italiano Istat ha appena pubblicato recenti statistiche sulla relazione tra madri e figlie adulte. Il 43 % delle figlie intervistate parla con la mamma ogni giorno e il 38 % la vede quotidianamente. Quando una coppia divorzia, è normale per l’uomo tornare a casa dalla mamma.
Infatti lì trova conforto, buona cucina, pulizia perfetta e camicie stirate. A meno che la mamma e il papà non se la prendano e trovino che l’improvvisa devozione del figlio puzzi un po’ di approfittatore. C’è anche un altro sintomo dei problemi della famiglia: succede infatti che i genitori si rivolgano al tribunale per liberarsi dei propri pargoli adulti per vie legali.
Per non parlare poi dei crimini violenti in seno alla famiglia. Nel paese in cui la venerazione della famiglia è maggiore, avvengono più omicidi tra le mura domestiche che in qualsiasi altro paese dell’UE.
In Italia, un giorno sì e uno no viene commesso un omicidio in famiglia. La vittima è quasi sempre una donna.
[Articolo originale "Det knakar i den italienska familjen" di Kristina Kappelin]




















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La problematica proposta dall’Autore di questo articolo riguarda l’intera Civilta’ Occidentale, e non e’ affatto specifica della Famiglia Italiana. Diro’ di piu’: si estendera’ rapidamente anche a quelle Civilta’ millennarie – penso ad India e Cina – le quali hanno scelto – molto stoltamente! – di adottare il Capitalismo, il cui Dio e’ il Denaro e la cui strategia per l’ottenimento del Potere Economico e’ la declassazione dell’Essere Umano a “consumatore”.
In questa ottica folle, non c’e’ piu’ posto per la donna intesa come pilastro biologico portante della Famiglia. Anche lei deve uscire fuori di casa, trovarsi un padrone, lavorare, produrre denaro e “consumare”. E non importa affatto cosa avverra’ ai bambini: cresceranno allevati dalla televisione, addestrati a velocemente “consumare” i soldi di papa’ e mamma, ancor prima, persino, che questi soldi maledetti giungano a casa.
Trionfo! Vittoria!: l’Umanita’ e’ stata trasformata in Mercato! Il Capitale e’ Dio dell’Universo!
Scricchiola la Famiglia Italiana? Collassa la Famiglia Intercontinentale che riceve il bacio della morte del Capitalismo! E con la Famiglia collassa ogni Societa’ che del Capitalismo ha fatto la sua Religione. Di questa immane tragedia stiamo vivendo, in questi due ultimi anni, l’atto finale.
Credo che la crisi della famiglia non sia solo economica ma vada ricercata nella coppia prima di tutto.Esso è forse dovuto anche a un cambio di mentalità a riguardo della crisi di coppia; se una volta le difficoltà relazionali tra gli sposi venivano tenute nascoste come un fatto degradante e vissuto come fallimento, oggi è maturata una maggiore consapevolezza che il disfacimento non è inevitabilmente l’anticamera del fallimento coniugale ma un momento di difficoltà finanziaria comune a tanti. Questa situazione dovrebbe porre la Chiesa e la società di fronte a nuove gravi responsabilità. Anche se in questo momento la Chiesa non è più tanto credibile…
Folclore, folclore! L’unico principio-base del giornalismo nordeuropeo.
Ottimo articolo.
@Caruso Si beh, gli Svedesi si guardassero a casa loro, che se da una parte hanno un solidissimo welfare state che funziona alla stragrande, dall’altra sono anche loro pervasi da una corruzione altissima, e rappresentano uno dei paesi dove la violenza sulle donne e il tasso di suicidi è altissimo !
Concordo con te su tutto.
@Porto Crisi della coppia ? :D Buwahhahahah! Dici sul serio ?
@Giovanni Ma piantala! meglio il giornalismo di Bel Pietro o Feltri allora, che dicono che va tutto bene…che l’ iTaglia è messa meglio degli altri paesi…
articolo bellissimo!! pensavo che mentre la chiesa cattolica fatica ad’abolire il celibato per noi comuni mortali comincia a vacillare il modello famiglia.. non sono anni luce distanti dalla realtà???
oddio quanti luoghi comuni e stereotipi….articolo imbarazzante… -_-
Articolo che mette bene in evidenza la distanza fra gli appelli all’unità della famiglia di molti politici vicini alla Chiesa ( cioè quasi tutti ) e la realtà economico-politico-sociale della coppia italiana.
Tutto vero, cose che già dovremmo sapere.
@Caruso
“La problematica proposta dall’Autore di questo articolo riguarda l’intera Civilta’ Occidentale, e non e’ affatto specifica della Famiglia Italiana.”
Balle. E anche grosse. Sai come funzionano gli asili o i sussidi di maternità in Scandinavia? Sai quante aree verdi ci sono a Stoccolma o ad Amburgo? Sai quanto guadagna un venticinquenne laureato ad Amsterdam o a Bruxelles? Sai quanto costa un affitto a Berlino? Evidentemente no.
All’articolo sarebbe stato interessante aggiungere PERCHÉ le cose stanno come stanno in Italia, giusto nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato.
Sono d’accordo con Menno. Certo la crisi della famiglia riguarda un po’ tutto il mondo occidentale, questo è vero, ma l’articolo intendeva mettere in risalto le caratteristiche che questa crisi assume in Italia: caratteristiche peculiari rispetto ad altri paesi, per via della Chiesa, della nostra mentalità, della disoccupazione ecc. le cose di cui parla l’articolo insomma.
Per esempio quando parla del divorzio, l’intento non è quello di dire “In Italia si divorzia e nel resto d’Europa no” ma evidenziare come il tasso di matrimoni finiti sia pari (o addirittura superiore) a quello degli altri paesi europei nonostante la Chiesa (e i suoi seguaci) continui a “imporre” ipocritamente un modello di famiglia bello ma ormai utopistico…
Anche io se non fossi italiana mi stupirei dell’ipocrisia che c’è in giro da queste parti…