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Chi non si trova bene col proprio vicino di casa può sempre traslocare in un altro quartiere, cosa che le nazioni non sono in grado di fare. Ma supponiamo che invece possano farlo. Riassettare la carta geografica europea renderebbe l’esistenza più logica e amichevole.

La Gran Bretagna, che dopo le elezioni politiche dovrà rendere conto delle terribili condizioni in cui versano le proprie finanze pubbliche, dovrebbe avvicinarsi ai paesi del sud Europa che si trovano nella stessa situazione. La si potrebbe collocare nei pressi delle Azzorre. (Se il viaggio si rivelasse turbolento, potrebbe essere una buona occasione per fare del Galles e della Scozia due isole separate).
Il vuoto lasciato dal Regno Unito dovrebbe essere occupato dalla Polonia, che ha sofferto abbastanza nella sua attuale posizione, tra Russia e Germania, e merita di godersi la brezza frizzante del Nord Atlantico e la sicurezza di avere il mare tra sé ed ogni potenziale invasore.
Le incomprensibili diatribe linguistiche fiammingo-francesi del Belgio (causa del recente crollo del governo) ricordano tanto il centro Europa nella sua peggiore espressione, specialmente le assurdità messe in atto in Slovacchia nei confronti della propria minoranza etnica di lingua ungherese. Quindi, il Belgio dovrebbe far cambio di posto con la Repubblica Ceca. Gli impassibili e ben organizzati cechi andrebbero splendidamente d’accordo con i nuovi vicini olandesi, e viceversa.
La Bielorussia, al momento senza sbocco sul mare e desiderosa di liberarsi dalla morsa della Russia, riceverebbe un gran beneficio esponendosi alle regioni nordiche, la cui influenza è stata determinante nell’aiutare la regione balcanica a liberarsi dell’eredità sovietica. Ecco perché dovrebbe spostarsi a nord, proprio verso l’area balcanica, prendendo il posto di Estonia, Lettonia e Lituania, che a loro volta dovrebbero trovare una nuova collocazione da qualche parte vicino all’Irlanda. Al pari di questa isola di smeraldo, tali paesi hanno serrato i denti di fronte alla “svalutazione interna” e hanno riguadagnato competitività tagliando gli stipendi e i prezzi, piuttosto che scegliendo la strada più facile: svalutare la moneta o indebitarsi in modo sconsiderato come la Grecia.
Gli Stati Baltici sarebbero anche molto contenti di allontanarsi dalla Russia e avvicinarsi all’America. Tra i vari traslochi, Kaliningrad potrebbe scivolare su lungo la costa, verso la Russia, ponendo così fine all’anomalia del suo status di exclave, eredità della Seconda Guerra Mondiale, e facendo sfumare ogni possibilità di futuri misfatti ad opera della Russia relativamente alle linee ferroviarie. Nei posti lasciati vacanti da Polonia e Bielorussia dovrebbero sistemarsi l’ovest e il centro dell’Ucraina.
La Germania, ritrovandosi il confine ucraino a soli 100 km da Berlino, dovrebbe per forza di cose cominciare a prendere più seriamente la questione dell’integrazione europea di quella nazione. Lo spostamento ucraino consentirebbe alla Russia di muoversi verso ovest e verso sud, lasciando così la Siberia ai cinesi, che se ne impadroniranno comunque prima o poi.
Il passo successivo sarebbe riordinare i Balcani. Macedonia, Albania e Kosovo dovrebbe scambiarsi i posti, con la Macedonia al posto del Kosovo vicino alla Serbia, il Kosovo nello spazio liberato sulla costa dall’Albania, che quindi slitterebbe all’interno. Le fantasie paranoiche dei greci sulle rivendicazioni territoriali da parte dei delusi irredentisti slavi del nord svanirebbero all’istante. La Bosnia è troppo fragile per spostarsi e dovrà restare lì dov’è.
Svizzera e Svezia vengono spesso confuse, quindi sarebbe ragionevole pensare di spostare la Svizzera verso nord, dove starebbe benissimo accanto agli altri paesi nordici. La sua neutralità si sposerebbe alla perfezione con quella di Finlandia e Svezia; la Norvegia sarebbe lieta di avere vicino un altro paese non-UE.
La Germania può restare dov’è, così come la Francia. Ma l’Austria potrebbe slittare verso ovest, al posto della Svizzera, in modo da consentire anche a Slovenia e Croazia di spostarsi verso nord-ovest. Potrebbero unirsi al nord Italia per formare una nuova alleanza regionale (idealmente governata da un Doge veneziano). Il resto dello stivale, da Roma in giù, si staccherebbe per creare, insieme alla Sicilia, un nuovo paese, ufficialmente denominato Regno delle Due Sicilie (ma soprannominato Bordello – in italiano nel testo n.d.T.). Potrebbe dar vita ad un’unione monetaria con la Grecia – e nessun altro.















Io nel leggere l’articolo una risata me la sono fatta, poi se volete dare accezioni di fantapolitica/secessionismo/congiura antieuropeista a questo articolo, lascio la discussione a voi;credo solo che si potrebbe imparare a essere un pò più tolleranti o a rispondere per le rime piuttosto che indignarsi a tal punto da sembrare esponenti del pdl durante il monologo di Crozza…
Scusami l’ossimoro, ma…. grande chicco :)
L’incredibile è che qui si parla e si straparla di secessionismo come se la cosa fosse all’ordine del giorno, mentre la realtà (per chi la vuole vedere) è che NESSUNO propone ormai da almeno 10 anni l’indipendenza politica della Padania.
A M che mi chiedeva del grappino…
Famoselo ‘sto grappino!… Non sono d’accordo con il ddl, ma mi sembra davvero poco per dire che la Lega è un pericolo. D’altra parte, quale partito non ha fatto proposte bislacche? Non è per minimizzare, ma… minimizzo. Fermo restando che io non ho una fede cieca in nessuno, neppure nella Lega. Forse un giorno farà qualcosa per cui non la voterò più, ma deve essere qualcosa di più consistente del grappino.. Una gradazione superiore!
L’incredibile è quanto siano spesse le fette di san daniele sui tuoi occhi e grossi i pezzi di cassoeula ‘selettiva’ che intasano i tuoi canali uditivi. E questo per concederti il beneficio del dubbio, cioè ammettendo che tu sia realmente incosapevole delle tue affermazioni e semplicmente e completamente disinteressato a quelle degli altri.
http://www.asca.it/news-150*_UNITA___MARONI_AVVERTE__SENZA_FEDERALISMO_REALE_RISCHIO_SECESSIONE-915774-ORA-.html
Sono anni che si continua a giustificare l’atteggiamento del tuo partito dicendo che sono solo esagerazioni folkloristiche prive di reali risvolti pratici. Beh, in tal caso, seguendo questa teoria, chi voltasse per un partito che baserebbe quindi tutta la propria comunicazione istituzionale su affermazioni ‘fokloristiche’ e volutamente esagerate e scollegate dalla realtà sarebbe semplicmente un minus habens (in teoria).
Altrimenti, un partito che prevede nello statuto un fine chiaramente eversivo e inequivocabilmente contrario alla costituzione repubblicana (il distacco della repubblica federale padana dall’Italia), i cui ministri si esprimono a suon di “abbiamo i fucili pronti”, “i proiettili costano poco”, “la secessione è una possibilità” (detta poi dal ministro dell’interno…), e via dicendo, la cui comunicazione politica è centrata su razzismo, intolleranza, odio delle manifestazioi, simboli e storia dello stato nazionale, beh, mi sembra che un simile partito non dovrebbe avere cittadinanza in un qualsiasi stato civile. E’ un’anomalia talmente grande e grave che quasi oscura quella berlusconiana, ma si è deciso di tentare di ‘normalizzarlo’ e assimilarlo al tessuto istituzionale (a mio avviso sbagliando di brutto e creando un pericolosissimo precedente).
link
Bravo Mirko! E’ come dici tu e io sono scemo. Peccato che anche il trafiletto che tu linki dimostri CHIARAMENTE che la secessione non è evocata come soluzione ma mostrata come qualcosa da evitare, palesemente una leva di ricatto per poter portare avanti il progetto di federalismo. La Lega sa che se tirasse fuori di nuovo l’argomento secessione perderebbe di colpo il 60% del suo elettorato (compreso me), e non mi sembrerebbe una scelta logica proprio ora che sta faticosamente cercando di affermarsi nelle zone rosse e in Sardegna.
Grazie giovanni.
Come M (anzi, più di M), nemmeno a me interessa ‘interrogarti’, ma solo esprimere perplessità insopprimibili sul tuo partito, sulle quali voi votanti leghisti, (così come ormai molta parte della classe politica) sembrate sorvolare allegramente, come se non esistessero affatto.
Ad esempio, a te non sembra affatto strano che un partito abbia un documento costitutivo basato sulla secessione (tant’è che ignori questo fatto: ‘fuffa’, immagino…), che dei ministri della repubblica parlino tranquillamente di “fucili pronti” e “secessione” (tant’è che ignori anche questo fatto: immagino che concordi con loro), o che esponenti con cariche istituzionali ufficiali parlino tranqullamente di far fuori extracomunitari, di bandiera nazionale per pulirsi il culo e di essere ‘infastiditi’ dai simboli della nazione (e nemmeno di questo parli: “so’ ragazzi…”). Ti sembra così tanto normale che addirittura voti per quel partito. Ebbene, a me non sembra affatto normale in uno stato civile, democratico e di diritto (fino a prova del contrario. Ma di questo passo, quando la prova contraria ci sarà, sarà anche troppo tardi per lamentarsene).
Tu giustifichi Maroni dicendo che l’argomento secessione viene usato come mezzo di ricatto, concordo. Ma il fatto è che un ministro della repubblica NON PUO’ fare affermazioni di questo tipo, in NESSUN caso e per NESSUNA finalità. Un ministro della repubblica ha giurato sulla costituzione nelle mani del presidente della repubblica stessa, e rappresenta l’UNITA’ nazionale e TUTTA la cittadinanza. Se non crede in questi valori, dovrebbe andarsene, imbracciare un fucile assieme alle altre migliaia “di fucili” suoi simili e organizzare un bel colpo di stato vecchio stile (anche perché, ti faccio notare come raggiungere la secessione attraverso mezzi istituzionali, come previsto dallo statuto leghista, sia tecnicamente impossibile, in quanto presupporrebbe una maggioranza leghista dei 2/3 in entrambe le camere o una maggioranza assoluta sia di parlamentari che di italiani a favore dell’eversione ‘istituzionalizzata’).
Art. 5 Cost. “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.”
Art. 241 c.p. “Attentati contro la integrita’, l’indipendenza o l’unita’ dello Stato. Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato
o una parte di esso alla sovranita’ di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato e’ punito con la morte (1). Alla stessa pena soggiace chiunque commette un fatto diretto a disciogliere l’unita’ dello Stato, o a distaccare dalla madre Patria una colonia o un altro territorio soggetto, anche temporaneamente, alla sua sovranita’. (1) La pena di morte e’ stata soppressa e sostituita con l’ergastolo.”
E’ ovvio che tu non sia responsabile per ciò che fanno i dirigenti del ‘tuo’ partito, ma indubbiamente sei responsabile del voto che esprimi. Di fatto concordi con una visione egoistica, razzista, discriminatrice e xenofoba della società, giustifichi, sminuendone il significato, gli intenti anticostituzionali espressi dai massimi esponenti del ‘tuo’ partito, che sono anche, e niente affatto secondariamente, tra i massimi esponenti dello stato. Ecco, è questo il significato del tuo voto per la lega.
Vorrei solo che te ne rendessi conto quando ti lamenti per le osservazioni che qualcun altro muove nei confronti delle tue idee politiche e del partito per il quale voti.
Si tratta di prendere atto delle parole, gesti, ‘valori’, classi ideologiche e identità espresse dal tuo partito e considerarle, come tali, seriamente, con tutte le loro implicazioni, come un’aberrazione della politica. E’ paradossale (e anche un po’ triste) che siate proprio voi, elettori leghisti, a declamare la non serietà di questi elementi, fondanti la vostra identità politica, pur di renderli accettabili e ‘normali’ in quel contesto istituzionale che al tempo stesso essi cercano di minare. E’ una tattica estremamente subdola di insinuazione e normalizzazione di categorie ideologiche. E adesso che la lega sta formando ‘scientificamente’ la sua nuova classe dirigente, questo mi preoccupa ancora di più (<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/61123/la-lega-va-a-scuola-di-lega/"link).
link
Mi duole perchè sono convinto della tua buona “fede”, ma devo perchè è giusto.
http://www.terranews.it/news/2010/05/idrovia-l%E2%80%99eterna-incompiuta
L’avevo già detto ad Aeffe. Quando a qualcuno vuoi fare lo scherzo del farlo cadere col culo per terra, toglìendogli la sedia mentre, si stà sedendo, la prioma cosa da farsi è DISTRARLO.
E questa chi l’ha pagata fino adesso? E non è ancora finita vero?
Guarda Marco58 che io abito il Piemonte della Tav…
Scusa Aeffe, hai ragione, non l’ho specificato, ma era rivolto a Giovanni. Sorry.
@ Giovanni
GRAZIE per la risposta sul DDL grappino e, soprattutto, sono felice di sentirti dire che non riponi una fiducia cieca in nessuno. i furbi sono sempre in agguato, ci tocca perciò vigilare sempre!
quindi sei contro:
1) il DDL grappino
2) la secessione
mi spiace però chiederti altri pareri…
quindi, che ne pensi :
- del fatto che la finalità del lega nord per l’ indipendenza della padania espressa nell’ art 1 rimane questa e non viene modificata ? ( per es in lega nord per la federazione dell’ Italia )
- delle modifiche proposte dai leghisti al ” testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ” ?
- di quanto detto dagli ex Cè e Pagliarini ? ( se hai trovato le loro interviste in giro su internet )
non voglio che tu creda di stare subendo un terzo grado, perciò, se per te va bene chiedimi tranquillamente quello che vuoi su IDV e M5S, chiedimi cosa non ti convince, di cosa dubiti ecc.
ciao.
PS: se continuiamo così altro che grappino… ;)
Per la serie: “bastardi scissionisti” ci provano ancora…
http://www.repubblica.it/economia/2010/05/13/news/tasse_dossier-4026236/
Come già dicevo. PURTROPPO, stavolta la Lega ha ragione: se soltanto facesse le cose seriamente!…
Che si occupassero di lotta all’evasione allora! Che rafforzino e rendano metodici i controlli della GdF invece di affidarsi solo agli ‘studi di settore’, che facciano verifiche su tuttu quelle migliaia di signori che dichiarano 15000 euro annui e poi hanno registrati a nome proprio, o di familiari, immobili, barche e auto di lusso (e non sono esempi populisti, è solo che immobili e mobili registrati sono, appunto, “registrati” ufficialmente e quindi facilmente verificabili).
Lo stato si può farlo funzionare, ma mancano la volontà e la cultura politiche per farlo. E’ ridicolo che un partito con circa il 10% parli di secessione o “federalismo fiscale” (che poi è il termine che loro usano per la completa ‘autarchia regionale’) in questa situazione. Poi cosa, si lasciano ‘fallire’ gli altri stati ‘federati’? Gli Stati Uniti potrebbero lasciar andare in default una metà dei prorpi stati?
L’hai detto: adesso mancano la volontà e la cultura politiche per farlo. Ma anche se ci fossero, tu credi che le Regioni del Sud starebbero a guardare, mentre gli chiudiamo i cordoni della borsa?
Non ti passa per il cervello che le Regioni del Nord hanno davvero dato tutto quello che potevano, e ora che le risorse non bastano più non possono continuare a giustificare i tagli centralisti – do you remember the “patto di stabilità” darling? – che vanno a rimpinguare sempre e soltanto gli stessi sprechi delle solite regioni (mentre gli immigrati da quelle regioni continuano a risalire la penisola per trovare un lavoro o servizi decenti) di fronte ai propri cittadini che vengono sistematicamente dissanguati economicamente per mantenere uno status quo distruttivo? Un Presidente di Regione come fa ad andare di fronte ad un operaio disoccupato della sua regione e dirgli: si guarda tu hai ragione, ma non ho soldi per l’edilizia pubblica e non ti posso dare una casa popolare perchè i fondi statali che dovevano arrivare da Roma per la loro costruzione sono finiti tutti nelle risorse destinate allo sviluppo delle aree rurali calabresi,per es.?
Come fa ad andare a dire ad un malato che risiede nella regione che deve aspettare tre mesi per un ricovero, o rivolgersi ad un’altra regione (!) perchè la lista d’attesa è piena di malati extra-regionali? Un federalismo serio prevederebbe che la regione Siciliana, autonoma al 100% come il Trentino A.A. se vuole mantenere il doppio dei dipendenti pubblici della regione Lombardia per es. se li paghi di tasca sua. Invece non soltanto si trattiene le tasse – evasori permettendo – che i suoi cittadini pagano, ma se le imbosca per mantenere la propria attivissima criminalità organizzata e sviluppare la sua corruzione verso i massimi sistemi.
Tanto poi i suoi cittadini possono sempre contare sui servizi essenziali del Piemonte, del Veneto o dell’Emilia Romagna. E’ un modo molto comodo per scaricarsi delle proprie responsabilità verso i propri cittadini e caricare quel costo sulle spalle degli altri. Certo,la Sicilia non è l’unica a farlo, col nord Italia. Eresia per eresia, ti voglio scandalizzare. Credo che sia una comodissima strategia (politico-ricattatoria) messa in atto anche da paesi come la Romania, l’Albania (negli anni ’90), e da molti paesi africani che incentivano i propri cittadini ad emigrare in Italia (e in Ue) ben sapendo che non si fermeranno tanto al sud, ma andranno o cercheranno quasi sicuramente di emigrare verso il nord del paese. Ma il nord del paese adesso deve rispondere, in prima battuta, a coloro che lo abitano e ci risiedono e che stanno perdendo il lavoro e la casa. Chi li sostiene? Le regioni del sud che finora sono andate avanti soltanto grazie ai denari degli sporchi razzisti nordici?
Anche perchè, secondo il mio parere, se Atene piange, a Sparta non conviene (de)ridere…
@Aeffe
Ho vissuto a Torino per oltre 10 anni. Sono stato anch’io uno di quei meridionali che l’anno “insozzata” dicendo che è grigia e fredda (che facesse schifo però non l’ho mai pensato anche perché ritengo che sia una delle città d’Italia più belle – in primavera… – e sicuramente quella culturalmente più vivace in cui ho vissuto. Ci torno sempre volentieri e anzi spero di farci un salto per il salone del libro) Ero lì quando San Salvario aveva l’onore della cronaca nazionale quasi tutti i giorni. Ero lì quando i commercianti di Porta Palazzo si costituivano in comitati per richiedere maggiore controllo del territorio e qualche politico locale di sinistra (PRC se non ricordo male), che per altro abitava in collina, li definì “razzisti”. Ho fatto il servizio civile presso il Servizio Migranti della tua città: ne conservo un ricordo meraviglioso e lì ho imparato che la convivenza non è né facile né scontata. Forse anche per queste ragioni sono d’accordo con te: la sinistra ha smesso di parlare con la gente e di occuparsi dei problemi concreti. E fin quando faremo/faranno finta che non è così la situazione potrà solo peggiorare. Quanto alla Lega, ho poco da dire. Se hai i topi per casa puoi risolvere il problema in molti modi: uno dei quali è quello di bruciare la casa. Per me è esattamente questo che propone la Lega. Ma mi fa moltissima rabbia, sentirli criticare -giustamente- certe “attitudini” meridionali e poi però allearsi con Lombardo (sigh!) solo perché questi si dice leader di un Movimento per l’Autonomia. Autonomia che nel modo in cui è declinata in Sicilia finisce solo con l’aumentare ulteriormente il clientelismo. Io non sono pregiudizialmente contro il federalismo: ma penso che vederlo come la panacea a tutti i mali sia un’assurdità. Più in generale ho una tale bassa considerazione della classe politica attuale -desta,centro,sinistra- che l’idea che possano mettere mano alla Costituzione mi fa rabbrividire, dal momento che non sanno scrivere neanche una legge ordinaria!
Il matrimonio Nord-Sud forse non s’aveva da fare – non così almeno – ma s’è fatto. E da allora sono passati 150 anni. Se leggi i commenti a questo articolo, troverai alcuni meridionali, anche ben documentati, che sono giunti alla stessa conclusione di Flea77: separiamoci. Solo che avanzano la pretesa – e adesso sarai tu a sobbalzare sulla sedia – di un risarcimento danni perché, a loro dire, la mafia è nata con l’unità d’Italia come reazione ad una guerra civile voluta e mai dichiarata dagli occupatori piemontesi, che ci ha derubato della possibilità di una crescita economica – a sentir loro – già avviata. Te lo dico non perché condivida questa tesi ma solo per sottolineare che la discussione sulle “responsabilità” può portare molto lontano. Ma in tutta franchezza il tema mi appassiona molto poco. Mi interessa più il futuro del passato e allora chiedo: siamo sicuri che la secessione renderebbe il Nord più forte? Che la mafia, che esiste ANCHE al nord sarebbe più facilmente battibile? Eppoi: in che cosa nord e sud, tu ed io, saremmo tanto diversi, come a più riprese sottolinei? Finora ho vissuto a Lecce, a Torino, a Novara, a Bologna e a Milano. Ogni città, ogni regione ha le sue peculiarità, ma non ho trovato nessuna differenza insormontabile. E se così non fosse mi spieghi come potremmo anche solo immaginare un processo di unificazione a livello europeo?
E veniamo a questo benedetto articolo: ho scritto che trovo questo articolo – non gli inglesi – semplicistico (perché Bordello = Sud-Italia non “è esattamente la realtà” come scrivi tu: è parte della realtà, probabilmente la più visibile, ma non la esaurisce. E se il giornalista ha il diritto di generalizzare, io rivendico la possibilità, anzi il dovere, di dire che la medaglia ha anche un’altra faccia); pregiudiziale (in base a quale criterio hanno scelto quella e non un’altra linea di separazione?); offensivo (bordello a casa mia non è né una critica né un complimento). Significa che sono provinciale e che non capisco lo humor inglese? Può essere: vero è che in Gran Bretagna non ci sono mai stato. E’ una reazione di pancia? Non direi: se così fosse l’avrei già “digerito”. Si tratta di orgoglio ferito? E come negarlo: quella è casa mia! Significa che non voglio vedere i problemi che ci sono? No: significa che non voglio mischiare Riina con Ingroia, Mastella con Angela Napoli (per citare un politico pulito e ideologicamente lontano da me), le vittime con i carnefici. Dici che non permetti a nessuno di dire che la mafia è al nord, che se c’è è perché l’abbiamo portata “noi”, che “voi” non ne sentivate la necessità. E aggiungi che “Non credo che nessuno del nord possa arrogarsi il diritto di cambiare le cose laggiù – mafia inclusa – se questa è la scelta delle popolazioni di quelle regioni”. Credi forse che il commerciante meridionale senta la necessità di farsi taglieggiare? che il carabiniere di Napoli, Palermo, Reggio o Bari non veda l’ora di poter “scegliere” se farsi saltare per aria o farsi crivellare da una mitraglia? E’ questo che credi? Ti do una grande notizia: non è così. Noi, io, Saverio, quelli che nel meridione ci vivono in modo pulito e quelli che sono stati costretti ad andarsene, la mafia la subiamo direttamente e/o indirettamente perché con un cancro così far crescere l’economia è fantascienza. E nel nostro piccolo facciamo il possibile per non piegarci pagando in prima persona: e se spesso la battaglia diventa per noi solo una disfatta non puoi farcene una colpa, perché comunque ci abbiamo provato!
Ma è vero che con il tuo esempio della sig.ra Mastella hai toccato un punto fondamentale, delicato e complesso. Lombardo, Loiero, Bassolino, i Mastella e tutta una pletora di tirapiedi e loschi figuri li eleggiamo noi. Perché? La ragione l’ho già menzionata prima: si chiama clientelismo. Una mala-pratica tanto più devastante in quanto umilia il cittadino degradandolo allo stato di servo. Tanto più pericolosa in quanto si nutre di miseria, rassegnazione e della furbizia dei fessi. Non credo però che sia “geneticamente” scritta in noi: ci sono quelli che si credono furbi (e non sarò certo io a negarlo) e quelli che ci sono costretti. Punire i prime e aiutare i secondi sarebbe il primo obiettivo da porsi. Ma è difficile che accada se il clientelismo è incoraggiato e foraggiato dagli stessi partiti che occupano le istituzioni, per cui lo Stato -in tutte le sue istituzioni- premia sempre i primi e umilia ancora i secondi!
Ps: la ragione per cui ho parlato di insicurezza è che hai proiettato su di me – e sugli altri – una visione di te stessa che certo non mi appartiene. E lo hai fatto con un atteggiamento a metà fra il frustrato e l’aggressivo. Tuttavia scriverlo è stata una scelta infelice di cui ti chiedo scusa: siamo qui per confrontare le nostre idee, le nostre esperienze e per capire se esiste un alfabeto comune che vada da Campione D’Italia a Lampedusa passando per S. Maria di Leuca. Il resto appartiene alla nostra vita privata che non può e non deve essere oggetto di illazioni da parte di perfetti sconosciuti. Scusami ancora.
Pps: e visto che ormai la pausa pranzo se n’è andata per scrivere questa lenzuolata di roba, vado se riesco a leggermi il papiro che stanotte hai dedicato ad M che, ti assicuro, è altro da me! :)
Grazie per il tuo commento e complimenti per esserti unito al club! :-)
Mi serve un po’ di tempo non tanto per risponderti,ma per sintetizzare i ragionamenti.
Sono contenta che tu abbia vissuto nella mia città per un bel po’ di tempo, significa che quando ti dico che io, cresciuta in una modesta famiglia operaia, vedo gli errori GIGANTESCHI che la sinistra ha fatto proprio a Torino e anche in Piemonte, se la sinistra fosse intelligente come si spaccia di essre dovrebbe fermarsi ed almeno ascoltare me e quelle persone che, pur sostenendola, sono spesso state emarginate ai suoi angoli perchè dicevano delle cose che l’intellighenzia sinistroide del momento pre le quali non poteva esistere giustificazione che non sembrasse, anche solo vagamente, leghista.
La furbiziaissima della Lega è stata proprio questa, caro Harlock: capire che per vincere doveva inserirsi nelle maglie larghe che la sinistra gli stava fornendo. Per quello dico che non mi sento di biasimare i cittadini che l’hanno votata: sono sicuramente ignoranti delle sue vere intenzioni. Ma la sinistra….la sinistra dov’è? Dov’era quando la Lega volantinava anche in tempi NON elettorali, nei mercati, nei quartieri popolari, nelle aree dimenticate delle città?
Potrei portarti racconti della mia, e non solo mia, vita vissuta a sostegno di quanto dico. Ricordo le case costruite per gli operai verso la fine degli anni ’70 assegnate a zingari e ad emigrati con moglie e figli al seguito e negate ai miei genitori sfrattati, da amministratori stoicamente “comunisti” soltanto per il fatto che ambedue i miei lavoravano in fabbrica (erano operai, non dirigenti, Harlock)con la scusa che quelle case erano destinate ai meno “fortunati” di loro e che, con un po’ di “sacrificio” (!!!!!) avrebbero prima o poi potuto comprarsela! (e meno male che erano amministratori “di sinistra”…).
Ricordo i figli degli emigrati dal meridione della mia infanzia, negli anni ’60, che a scuola (pubblica, e in una zona popolare di Torino) nell’intervallo mi sfottevano in napoletano infarcendolo di insulti (ovviamente imparati in casa) che mi indirizzavano con gioia perchè ero torinese e di cui solo dopo anni ne ho capito la cattiveria. La maestra (compagna pure lei negli anni 70 come molti) minimizzava dicendo che i ragazzini non avevano colpa di quello che le famiglie insegnavano loro (appunto) ma a star male e a venire insultata ero io, “‘a torinesa” e le mie compagne come me, mica gli altri…
Ricordo anche le lacrime amare di mia madre, che spiegava in famiglia la risposta ricevuta da una sindacalista di sinistra (!!) nel 1976 (“tutto sommato nella sua famiglia c’è già suo marito che lavora…), quando provò a sondare il sindacato per vedere se non c’era modo di fare causa alla sua azienda per venire assunta dopo anni di contratti a termine e precariato.
E ricordo anche quello che hai scritto tu, ma in un’altra occasione. Ad un dibattito sull’immigrazione extracomunitaria, quando mi alzai e ribattei al personaggio (PRC, piuttosto incazzato, uno di quelli in prima fila alle manifestazioni) senza scendere nei dettagli, che se la legge doveva giustamente valere per tutti, venisse a stare nel mio quartiere a Torino, profondo nord, per vedere con i suoi occhi i limiti della “tolleranza, solidarietà e apertura mentale (sic!) e del beneficio assoluto, in termini di contributo al miglioramento della nostra civiltà” che questi immigrati avrebbero portato “anche in zone un po’ degradate della città come la vostra!…”. La risposta, gelida e sferzante, di una sintesi che sarebbe piaciuta a Marco58 fu “non c’è posto in questo dibattito per una leghista travestita!”. Non avevo neanche avuto il modo di descrivere – nel dettaglio – quello che avevamo vissuto sulla nostra pelle: non me ne ha dato il tempo.
Mi salirono le lacrime agli occhi. L’avrei volentieri preso a pugni e a sputi in faccia, e sono sicura che mi avrebbero seguito in molti, ma era niente rispetto a quello che gli avrei fatto quando, all’uscita, l’ho visto salutare tutti allegramente e salire in auto: uno scintillante X5 nuovissimo e lucente, che è sfrecciato via dal parcheggio in un attimo…
Capisci qual è il vero nocciolo della questione? Che per troppo tempo si è lasciato andare tutto, come la corrente volgeva, sperando che le cose si sistemassero magari con un po’ di fortuna ma da sole, oppure grazie alla gente “normale” che è poi il vero ago della bilancia. Io non sono in guerra con nessuno, ma non sopporto neanche l’imposizione subdola di certe minoranze…
“Ricordo i figli degli emigrati dal meridione della mia infanzia, negli anni ‘60, che a scuola (pubblica, e in una zona popolare di Torino) nell’intervallo mi sfottevano in napoletano infarcendolo di insulti (ovviamente imparati in casa) che mi indirizzavano con gioia perchè ero torinese e di cui solo dopo anni ne ho capito la cattiveria. La maestra (compagna pure lei negli anni 70 come molti) minimizzava dicendo che i ragazzini non avevano colpa di quello che le famiglie insegnavano loro (appunto) ma a star male e a venire insultata ero io, “‘a torinesa” e le mie compagne come me, mica gli altri…”
Allora lo vedi che avevo ragione io, quando parlavo di argomenti “emotivi”: a scuola c’erano dei ragazzini napoletani che ti sfottevano, allora tu voti Lega ! Mai possibile che gli unici maleducati sul pianeta Italia siamo noi napoletani ? Non esistono ragazzini maleducati veneti, lombardi, piemontesi, emiliani e liguri ? No, solo noi ( povera cara …..)
“Potrei portarti racconti della mia, e non solo mia, vita vissuta a sostegno di quanto dico. Ricordo le case costruite per gli operai verso la fine degli anni ‘70 assegnate a zingari e ad emigrati con moglie e figli al seguito e negate ai miei genitori sfrattati, da amministratori stoicamente “comunisti” soltanto per il fatto che ambedue i miei lavoravano in fabbrica (erano operai, non dirigenti, Harlock)con la scusa che quelle case erano destinate ai meno “fortunati” di loro e che, con un po’ di “sacrificio” (!!!!!) avrebbero prima o poi potuto comprarsela! (e meno male che erano amministratori “di sinistra”…).”
Giustamente allora prendiamocela con i “meno fortunati” e diamogli addosso ! Non prendiamocela con quei politici, funzionari , etc., che usurpano le case che spettano di diritto agli altri
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=516&Itemid=72
Prendiamocela con i “meno fortunati”. E’ più comodo e meno pericoloso ;-)
“Ricordo anche le lacrime amare di mia madre, che spiegava in famiglia la risposta ricevuta da una sindacalista di sinistra (!!) nel 1976 (”tutto sommato nella sua famiglia c’è già suo marito che lavora…), quando provò a sondare il sindacato per vedere se non c’era modo di fare causa alla sua azienda per venire assunta dopo anni di contratti a termine e precariato.
E ricordo anche quello che hai scritto tu, ma in un’altra occasione. Ad un dibattito sull’immigrazione extracomunitaria, quando mi alzai e ribattei al personaggio (PRC, piuttosto incazzato, uno di quelli in prima fila alle manifestazioni) senza scendere nei dettagli, che se la legge doveva giustamente valere per tutti, venisse a stare nel mio quartiere a Torino, profondo nord, per vedere con i suoi occhi i limiti della “tolleranza, solidarietà e apertura mentale (sic!) e del beneficio assoluto, in termini di contributo al miglioramento della nostra civiltà” che questi immigrati avrebbero portato “anche in zone un po’ degradate della città come la vostra!…”. La risposta, gelida e sferzante, di una sintesi che sarebbe piaciuta a Marco58 fu “non c’è posto in questo dibattito per una leghista travestita!”. Non avevo neanche avuto il modo di descrivere – nel dettaglio – quello che avevamo vissuto sulla nostra pelle: non me ne ha dato il tempo.
Mi salirono le lacrime agli occhi. L’avrei volentieri preso a pugni e a sputi in faccia, e sono sicura che mi avrebbero seguito in molti, ma era niente rispetto a quello che gli avrei fatto quando, all’uscita, l’ho visto salutare tutti allegramente e salire in auto: uno scintillante X5 nuovissimo e lucente, che è sfrecciato via dal parcheggio in un attimo…”
Emozioni, emozioni ed ancora emozioni : l’humus ideale per la Lega e per la sua demagogia ( Hitler docet ). Invece di osservare razionalmente cosa non va in questo paese si punta un nemico immaginario ( extra-comunitari e meridionali ) e si dice alle persone : ecco la causa di tutti i vostri mali ! Non la politica con i suoi costi astronomici, non i “furbetti” del mondo imprenditoriale a braccetto con Camorra e Mafia, non i giudici con la loro corruzione e avidità , non i banchieri con le loro truffe, non la polizia con la sua prepotenza selettiva ( servilismo con i potenti, botte ai comuni cittadini ) , non l’esercito con la sua costosa inefficienza, non la tentacolare triade mafiosa , ma gli extra-comunitari ed i terroni !
La Sinistra e la Destra non esistono più !!! Qui si sta solo giocando la carta della guerra tra poveri, e le persone come te, Aeffe , ci sono cascate in pieno !
Ehi, “Penelope pensiero complesso” come direbbe Omero, queste tue “ciliegie” oggi hanno un sapore un po’ amaro… :)
Tu sei figlia di operai del nord, io di braccianti agricoli del sud, e di umiliazioni te ne potrei raccontare a iosa.
Però vedi bene che il rischio è che diventi una guerra fra poveri: un rivendicare torti subiti e rinfiacciarsi errori che risalgono indietro nel tempo e che fatalmente possono arrivare a portarci non solo su posizioni inconciliabili ma anche e soprattutto lontano dalla realtà che stiamo vivendo oggi, adesso, qui. Il passato ha un suo peso: è innegabile. Ma a me interessa il futuro.
La realtà è sempre più complessa di come tendiamo a rappresentarla e il ruolo della politica dovrebbe essere quello di cercare di modificarla per il bene di tutti. Ma per farlo bisogna prima conoscerla: cioè ascoltare. Ecco quello che manca: non solo a sinistra, ma è gravissimo che manchi proprio a sinistra. Personalmente trovo insopportabile la tendenza al “lasciateci lavorare”; questo continuo inneggiare dei diversi partiti ai loro rispettivi “leader” che interpretano la politica come una personale partita a scacchi; il continuo ridurre tutto a slogan efficaci perché falsi; l’estrema semplificazione per cui o tutto è bianco o tutto è nero e se gli fai vedere l’arcobaleno di guardano con lo sguardo da… “trota” e ti accusano di divagare; il continuo menzionare gli errori degli altri, e mai riconoscere i propri! E come posso evitare di rompere gli zebedei se sono almeno vent’anni che fanno solo – come direbbe Dante con aulica metafora – minchiate? Come posso tacere quando dalle loro decisioni dipenderà la possibilità di avere una pensione, quella di essere curato o di vivere dignitosamente? Come posso stare zitto se la sicurezza per lor signori è sempre e solo quella dalla microcriminalità e mai, mai, quella di ricevere tutti i servizi che lo stato deve offrire e di cui l’ordine pubblico fa parte ma non è certo l’unico?
E allora hai ragione quando dici che per troppo tempo si è lasciato andare tutto: ma riprendere il controllo per me non significa solo individuare un nemico su cui sparare – metaforicamente parlando, ovvio – si chiami Berlusconi, Bossi, Ciro, Fatima o Hammed! Significa assumermi l’onere di cercare di capire qual è la via migliore per uscirne -costa sempre tempo e fatica, farlo e spesso è anche frustrante perché senti di non appartenere più neanche ad una minoranza ma di essere diventato quello che un matematico chiamerebbe “una singolarità isolata” – consapevole che il mio punto di vista sarà sempre e comunque per sua stessa natura – è il mio, mica quello di tutti – parziale; quindi proporlo agli altri senza ritenere che sia la verità assoluta; e poi però PRETENDERE che sia ascoltato, anche solo per dirmi che è una megastronzata (questa invece l’ho presa direttamente da Virgilio…), a patto che mi si dica anche il perché.
Perché una Democrazia funziona solo se ogni cittadino se ne sente partecipe e responsabile.
Abbiamo permesso loro di metterci da parte: “riprendere il controllo” per me vuol dire pretendere che il nostro paese sia una Democrazia.
Ps: Tanto per completare le presentazioni: il mio vero nome è Roberto.
@ Harlock
Riprendo a risponderti ma da quando scrivo su questo blog al mio pc succedono cose strane.
Inutile ribattere a teoremi che potrei smontare pezzo a pezzo come i Lego. Quello di Saverio con il quale non si discute: io sono, anzi DEVO per forza essere una leghista e basta perchè così hanno deciso lui e i suoi sodali; o Marco58 l’etichettatore che taccia me di isterismo, ma poi nelle sue risposte sbaglia persino il mio nome nel giro di cinque minuti (posso dire quello che voglio, tanto non mi legge) chè se usava il mio generico nick era meglio…o a M che ha finalmente smesso di chiedermi risposte, perchè adesso che gliele ho date si è pentito di avermele fatte.
Per cui mi ritrovo molto in quello che hai scritto: è insopportabile che la sinistra si sia dimenticata di fare la…sinistra. Per me e la mia storia la sinistra non può essere quell’idrovora ipergarantista che ha fatto si che siccome non siamo in grado di punire i pesci grossi allora anche quelli piccoli possono andare, perchè sennò ce la prendiamo con “i più deboli”. i più deboli appunto. Io pensavo all’anziana sarta del palazzo di fronte al mio che vive con 400 euro scarsi di pensione, o alla figlia disabile della mia amica Marta che dal prossimo anno non avrà più la maestra di sostegno a scuola, ad Antonio in cassa integrazione straordinaria con moglie e tre figli a carico, o a Enrico del primo piano che a 34 anni è precario laureato…invece scopro che i “più deboli” per una certa sinistra sono sempre gli stessi. Invece scopro che c’è sempre qualcuno più “debole” di qualcun altro e Antonio, Enrico e la figlia di Marta passano in secondo pian(t)o e anzi diventano per magia i “privilegiati”…ma siccome sono tutti del nord, è chiaro che sono meno “poveri” delle stesse categorie al sud, esattamente come un clandestino è più “povero” per default (a prescindere da quello che fa per campare e se abbia o meno titolo per restare) di un immigrato regolare che a sua volta è certamente più “povero” persino del più povero tra gli italiani. Basterebbe controllare e sanzionare, ma per molti, troppi anche a sinistra questa è violazione della privacy ed è semplicemente “fascista”. Per cui sono arrivata alla conclusione che fascismo storico e comunismo (quello vero, che noi in Italia non abbiamo mai per fortuna avuto) sono due facce della stessa medaglia. Una mia amica un giorno mi ha detto: preferisco ancora una democrazia imperfetta alla più perfetta delle tirannie. Credo che abbia ragione.
Sono stanca di pagare una solidarietà pelosa e di facciata il cui costo ricade sulle mie spalle, e non poterlo dire perchè è “politically incorrect”. Un criminale del nord è più criminale di uno del sud? Uno stupratore italiano è più stupratore di uno stupratore romeno? Un sinti italiano è più spregevole di un rom romeno? Un immigrato islamico ha più diritti di un immigrato induista? Un politico corrotto del sud ha più scusanti di uno del nord?
E sono in completo accordo quando parli di capire qual è la via migliore per uscirne. Appartengo alla regione dei numeri primi solitari, non posso che essere una singolarità isolata ma questa sinistra non è la mia. Non mi ci riconosco, non mi appartiene.
Mi vogliono far credere che per essere di sinistra devo garantire i diritti di chi delinque, e si dimenticano delle vittime di quegli stessi delinquenti, o della violenza da hooligan dei centri sociali che sfasciano qualsiasi attività circondi la loro area, o la tolleranza senza se e senza ma anche per chi è venuto qui dai quattro angoli del pianeta per denigrare il mio territorio, la mia lingua, la mia storia e la mia tradizione sbattendosene dell’integrazione e non m’importa la sua nazionalità, mi vogliono far credere che la sinistra sia quella che dice di voler tutelare i bambini mentre lascia che i loro genitori li scarichino semplicemente per continuare le loro attività al nero (e al nord non sono braccianti agricoli…) ma si disinteressa a quegli stessi bambini quando vanno a casa….mi sono stancata di questa fiera dell’ipocrisia che coinvolge e travolge pure quelli che continuano a sostenere che la soluzione è diritti per tutti. Io sono stata in piazza per conquistarmeli e so che non sono gratis. Non voglio rinunciarci per averli “garantiti” anche ai soggetti sbagliati. Per cui un milione di volte meglio essere giustizialisti leali, che stolti ipergarantisti.
@ Aeffe
Dire che le regioni del Sud succhiano i soldi di quelle del Nord è ancora una volta un modo semplicistico di ricostruire le cose, perchè in realtà molte rimesse pubbliche che prendono la via del Sud ritornano al Nord in vario modo. Questo perchè l’economia privata e pubblica italiana sono caratterizzate da forti interdipendenze che mettono le grandi imprese del Nord nell’impossibilità di svilupparsi ( e di lucrare ) senza l’aiuto dello Stato. Aiuto che molte volte viene presentato come solidarietà interregionale , ma in realtà maschera ben altre cose. Prendiamo la costruzione della nuova linea tranviaria a Napoli : è stata realizzata in parte grazie agli aiuti dello Stato ( cioè di quelle regioni che danno più di quanto ricevano ) ed in parte grazie a quei disastrosi prestiti “cum derivati”, denunciati da Report. Ebbene, in sede di assegnazione dell’appalto fu deciso che se il Comune di Napoli voleva l’ “aiutino” dello Stato , l’appalto doveva andare ad Ansaldo ! Ecco che quindi quei soldini formalmente dati al Sud ritornavano al Nord, senza possibilità di scegliere offerte più vantaggiose.
Perchè vogliamo parlare della buffonata del Ponte sullo Stretto , conteggiata in tutti questi studi statistici come grande investimento dello Stato nel Sud, e che invece servirà a far lucrare poche grandi imprese del Nord Italia e le loro ramificazioni locali ( e mafiose, aggiungo io ) ?
Oppure dei fondi Fas europei destinati formalmente al Sud Italia, ed invece finiti nel Fondo Infrastrutture ( che opera principalmente al Nord )
http://www.cipecomitato.it/focus/Fondi_Strutturali_e_FAS_2007-2013/default.asp
Come già denunciato da M e da Mirko, quello che riesce insopportabile dei leghisti è la loro innata tendenza a fare demagogia su ogni argomento , evitando di rispondere alle domande più urticanti…………
@ Marco58
Se questo articolo mi ha fatto così inc…..e , è perchè sempre di più io vedo emergere dei tentativi di metterci gli uni contro gli altri finalizzati a nascondere le responsabilità dei nostri potenti. Certo, non è il caso di questo articolo, ma è indubbio che di fronte ad una fallimentare politica unitaria, sembri più facile buttarla sull’ “inconciliabiltà” delle due Italie che riconoscere i colpevoli di anni e anni di errori “volontari” ed involontari !
Ricambio saluti e stima :-)
@Saverio: ESATTAMENTE. Come avevo più volte affermato, nel campo militare, questa tecnica si definisce DIVERSIVO. Cioè spostare l’attenzione del nemico su un punto, per poterlo colpire su un’altro.
Mi limito solo ad aggiungere al tuo esemplare commento due link.
Uno, sulla presunta incapacità del popolo del Sud a autogestirsi.
http://www.youtube.com/watch?v=cqP8xRcQfNs
E questo a risposta sul chi VERAMENTE si alimenta con i soldi pubblici.
http://www.terranews.it/news/2010/05/idrovia-l%E2%80%99eterna-incompiuta
Poi su questa discussione mi taccio, poichè mi sono rotto il cazzo di parlare a dei muri di gomma.
E schienadrittasempre Savè. :)
Ah Saverio. Scusa mi dimenticavo. Ricordarti che abbiamo un discorso in sospeso e mi premeva una tua in merito.
http://italiadallestero.info/archives/9305/comment-page-2#comment-58161
Ciao.
A va ben l’idrovia Venezia- Padova. Cioè crdei veramente che “La maglia nera dell’opera incompiuta con sperpero di risorse pubbliche spetta non alla vituperata Campania, né alla derelitta Calabria, ma al Veneto con l’Asta idroviaria Venezia-Padova”?
75 milioni di euro, addirittura!
L’articolo è scritto da un Erasmo Venosi, uno dei Verdi (È stato segretario provinciale dei Verdi di Vicenza per 7 anni) e anche collaboratore del Governo Prodi (durante il Governo Prodi al Ministero dell’ambiente è stato responsabile per l’energia della segreteria tecnica e si è occupato del problema delle scorie nucleari. Attualmente è collaboratore del prof. Brown dell’università “La Sapienza” di Roma per le ricerche sul fotovoltaico di 3a generazione). E’ solo _(giustamente) incazzato nero che la ginuta regionale veneta abbia deciso di trasformare l’idrovia in una superstrada camionabile! Essendo un Verde, esagera la questione, che poi sia pure uno di sinistra e veneto, è OVVIO che masochisticamente proclami l’opera come “il più grande spreco di tutti i tempi è in Veneto” ci mancherebbe! E’ normale. Se conoscessi pure tu qualche Verde del Veneto, capiresti subito che è un’esagerazione per attirare l’attenzione. Esagerazione che però è controproducente, dato che non gli crede nessuno. Per la Salerno Reggio Calabria (vituperata Campania e derelitta Calabria) quanti soldi sono stati sprecati?
Certo , Valerio , come era impossibile che il fiume più inquinato d’Europa si trovasse nel Nord Italia
http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/10_febbraio_23/lambro-petrolio-raffineria-inquinamento-monza-1602522108603.shtml
E che a realizzare quel disastro fossero dei delinquenti che da una ex-raffineria hanno sversato tonnellate di greggio nel fiume ( come da noi , quando sotterrano tonnellate di rifiuti tossici senza alcun timore ).
Ormai siamo uniti nella delinquenza e nel malessere sociale, nella corruzione e nella criminalità organizzata. L’unica differenza è che voi siete nello stadio iniziale e noi in quello finale :-)
Tanto per dare una botta d’allegria, eh, savè?
@Valerio: Io non credo a un bel niente Valerio. Siete voi che vi atteggiate a sboroni illuminati dimenticando, o meglio cancellando, le vostre di nefandezze. Tu sei troppo giovane per saperlo, o troppo ottuso per volerlo fare. Ma a me negli anni settanta prelevavano i soldi dalla busta paga per aiutare il Polesine. O quello non è Veneto. O meglio specificato Italia. Quando in Friuli è venuto il terremoto, gli altri italiani che come me facevano servizio militare a Codroipo, non vi hanno forse aiutato, vanga e piccone in mano, nel nome della fratellanza italiana. Nonostante che molti allora, vi considerassero i terroni del nord? Avete votato 50 anni Democrazia Cristiana e adesso vi lamentate? Siete stati voi, che per primi ad avere sottoscritto col vostro voto, la merda che ora contesti. E parli? Troppo comodo caro. Troppo comodo. Ogniuno si deve assumere le proprie responsabilità storiche. Perchè la storia non la si fà solo “dal-al” a seconda delle proprie convenienze del momento.
Codroipo! Me lo ricordo questo nome… conosci anche tu l’anagramma, Marco? :)
gli altri italiani che come me facevano servizio militare a Codroipo, non vi hanno forse aiutato, vanga e piccone in mano, nel nome della fratellanza italiana
in nome della fratellanza italiana?
perchè se uno non aveva la carta d’identità italiana, cos’era? non sarebbe stato aiutato?
cosa avrebbero dovuto fare i soldati, in un’epoca in cui non esisteva la protezione civile, restare in caserma?
e i soldati americani che hanno partecipato, pure loro lo hanno fatto in nome della “fratellanza italiana”?
e gli aiuti provenienti dalla cecoslovacchia (e che sono stati rifiutati, per cui loro sono ancora oggi incazzati), anche quelli per “fratellanza italiana”?
anche i marinai della marina russa, quando c’è stato il terremoto a messina, hanno agito in “nome della fratellanza italiana”?
e il terremoto all’aquila. in meno di 24 oreo la protezione civile dal nord italia era già in viaggio. e allora?
io non ho sentito nessuno, ma proprio nessuno, neanche il leghista più sfegatato, dire che l’abruzzo non va aiutato “perchè noi aiutiamo solo i padani”, anzi le amministrazioni leghiste sono state le prima a farsi pubblicità, coi vestiti della protezione civile (che schifo) e a ringraziare “gli eroi partiti per l’aquila”. e allora?
in polesine c’era stata un’alluvione, e c’era bisogno di risorse per la ricostruzione (anzi per la costruzione, perchè c’era poco da ricostuire). e allora? almeno qualcosa si è costruito…
I Veneti hanno votato, io no, DC per 50 anni. E non va bene, perchè hanno creato quella merda. Ma in Veneto, in realtà, la DC, di merda, non ne ha creata così tanta, dimmi invece un’altro posto che ha sempre votato DC e nella merda però ci sguazza? Su sentiamo. Perchè, si è vero, i Veneti hanno votato DC e hanno contribuito pure loro alla merda, ma QUANTO hanno contribuito? E chi ha contribuito di più?
@Mirko: Certamente, ma non lo posso scrivere!!! :))
@Valerio: Solidarietà, ti piace di più? Dai tuoi post non si direbbe però. Il senso del mio ragionamento è che la questione delle responsabilità non stanno solo da una parte. Ma hanno una storia di secoli alle spalle. E questo “rimpallarasi” le responsabilità, fà esattamente il gioco degli stessi speculatori mafiosi ed economici.
Marta, Antonio, Enrico: sì, credo di conoscerli. Enrico poi mi assomiglia tanto che, avessi un paio d’anni in meno, potrei essere io! :)
Ma a leggere il tuo post, si direbbe che di loro non ci si possa prendere cura perché troppo presi da altre categorie più sventurate. E a me non sembra affatto sia così. Anzi direi l’esatto opposto: mi sembra si possa parlare di una totale rimozione di alcuni “segmenti della società ” con la sola eccezione dei fatti di cronaca (spesso peraltro strumentalizzati ad arte). Mi sembra che la povertà stia diventando una colpa o almeno un’aggravante (penso al reato di clandestinità), e che la parola “diritto” sia talmente abusata da aver perso completamente valore (penso al diritto al lavoro declinato dalle nuove tipologie di contratti; o al diritto di asilo naufragato in acque internazionali; o anche al diritto alla salute così come inteso in certi ospedali pubblici ma anche in alcune cliniche private – leggasi Santa Rita). Simone Weil proponeva già settant’anni fa di parlare piuttosto di doveri, perché diceva, un tuo diritto ha senso solo se gli altri hanno il dovere di rispettarlo. Tu hai il diritto di parlare: ma a che ti giova se io non sento il dovere di ascoltarti? Di doveri qui però non parla mai nessuno e l’unica legge che mi pare certamente applicata da chi può permetterselo, è quella enunciata da Alberto Sordi/Marchese del Grillo: “Io so’ io, e voi nun siete un cazzo!”. E quel “voi” sta diventando una platea vastissima che va dai clandestini ai ricercatori; dagli emigrati ai pensionati; dai chi ha problemi di disabilità ai precari. Da Marta ad Enrico, appunto. Ma è un “voi” che è solo la somma di tanti “tu” ognuno in lotta con l’altro senza un minimo comune denominatore: un tessuto sfilacciato senza più ordito né trama! Non c’è più una “coscienza di classe” perché non c’è più “IL mondo del lavoro” frammentato da miriadi di contratti – per chi ha la fortuna di averne uno – in un arcipelago in cui le tue rivendicazioni non sono più le mie e viceversa. Non c’è più il senso di appartenenza ad uno stesso paese perché questo viene “stiracchiato” dalla forza centrifuga dell’autonomia regionale da un lato e dalla cessione di parte della sua sovranità all’Europa dall’altro. Non c’è nemmeno più una storia ad accomunarci – e sì che di cose comuni in 150 ne dovranno pur essere accadute!- perché ognuno si sente autorizzato a ritagliare le figure che più gli piacciono innalzandole a proprie bandiere – si chiamino Alberto da Giussano o Don Carlo di Borbone (e di quei poveri fessi di nord, centro, e sud – spesso giovanissimi – morti in una trincea al comando di Cadorna o sul Don a seguito di un delirio di onnipotenza, bhe… loro erano carne da cannone per i loro generali da vivi e lo sono per la nostra memoria da morti)! Quello che resta è una società in cui l’individualismo è la nuova religione e la televisione il nuovo paradiso. Ecco cosa vedo io.
E quanto all’ipergarantismo: questo è un tema cavalcato a corrente alternata dagli uni o dagli altri a seconda delle convenienze e tutti a favore della mafia: leggere Sansonetti che chiede l’abolizione del 41 bis o la Santanchè affermare che i mafiosi non possano essere intercettati per la loro privacy mi fa semplicemente schifo! Fossero i genitori di Emanuela Loi o di Vito Schifani – giusto per fare i primi due nomi che mi sono venuti in mente – dubito direbbero tante stronzate!
Ma tu ti riferivi all’ipergarantismo nei confronti dei “pesci piccoli”, protetti – a tuo dire – da certa sinistra a scapito delle loro vittime. Onestamente può essere che anch’io faccia parte di quella sinistra, perché vedi, non mi riesce proprio di non vedere in uno scippatore di quindici anni un’altra vittima, un altro perfetto esemplare di carne da macello. Lui si sente furbo e ganzo: e in realtà è solo un altro ragazzino a cui è stato scippato il futuro. Può essere che questa visione “edulcorata” sia tale perché a fare le spese delle sue bravate finora non sono stato io proprio come per Sansonetti e la Santanché la mafia è solo un fenomeno da discutere comodamente seduti in un bel salotto. Non lo so. Quello che posso dirti è che mi fanno più paura e più rabbia i Tanzi, i Geronzi, i Carraro e tutti quelli che incontri ovunque ci sia puzza di denaro e potere con le loro mani pulite e le loro giacche d’haute couture! Ed il perdersi all’inseguimento di questa gente e il farne addirittura parte piuttosto che occuparsi della “carne da macello” è esattamente il rimprovero che io muovo alla sinistra.
Quanti infaticabili grafomani in questo forum… Io dico solo una cosa: FORZA LEGA, no alle depresse-deprimenti sinistre. Adesso che hanno visto che la Lega ha aumentato i suoi consensi, D’Alema, Bersani e co. hanno creduto di identificare tale successo con il linguaggio rude della Lega… Avranno fatto uno dei loro formalissimi consulti di illuminati per ‘decidere’ che il popolo-bue (come lo ritengono loro) si conquista con un linguaggio “forte”. Ma la crescita della Lega è dovuta ai contenuti e non a un fenomeno di comunicazione becera. Sinistrati delle Sinistre, ancora una volta non avete capito niente. Andate a farvi f….re e non siate rompic….ni!!!
@Giovanni: Eccoti arrivato col tuo piccolo spazio pubblicità.
Quando si dice lo sforzo di pensiero!!! Attento a non sforzarti troppo, che prima o poi ti sforzi adosso.
Il linguaggio rude della lega… linguaggio forte… fenomeno di comunicazione becera…
Quante definizioni sprecate per dire “maleducazione e ignoranza”! Infatti i “contenuti” sono pure peggio del linguaggio! “discriminazione transitoria positiva”: un ossimoro che di becero ha solo l’intento (oltre all’ideatore evidentemente)!
Fossi in te non canterei ancora vittoria.
La Lega Nord si è svenduta a Roma Ladrona e al Vaticano, per quattro miseri denari e ha svenduto i propri ideali per ancor meno.
Aspetta che vi abbiano utilizzato per bene per fare quello che vogliono, e aspetta sopratutto che il popolo del nord capisca quale tranello gli ha teso la cosiddetta Lega Nord facendoceli cascare come polli e poi al confronto l’Iran ti sembrerà la terra promessa…
…..Sinistrati delle Sinistre, ancora una volta non avete capito niente. Andate a farvi f….re e non siate rompic….ni!!!………..
Quando si dice mettere insieme ignoranza e maleducazione, il risultato non può essere peggiore.
@ Aeffe
Ho letto con interesse tutti i tuoi commenti, ma purtroppo non riesco a concepire una nazione divisa in due (o tre) nè tantomeno credo che alla lunga le risultanti nazioni possano avere un futuro rilevante in un contesto europeo.
Non è che ora siamo molto considerati, ma credo fermamente che siamo un grande paese anche se con i “piedi d’argilla”.
E la cosa che mi sostiene è la potenzialità che abbiamo anche se purtroppo troppi fattori interni la soffocano.
Ma l’Emilia e la Romagna cosa contano in un contesto europeo,
se in 65 anni di repubblica, si e no, i partiti sostenuti da
emiliani e reomagnoli hanno govenrato si e no per 6-7 anni?
Bella domanda Valerio. Me la sono posta migliaia di volte. Posso dirti come la penso io da Emiliano. Ma ti volglio rispondere con altrettante domande (retoriche).
1) Secondo te, il vaticano avrebbe mai permesso che al governo ci fossero andati dei laici convinti e per giunta in buona parte atei?
2) Secondo te stava bene ai capitalisti de noartri, il diffondersi del cooperativismo come alternativa di sviluppo economico?
3) Ed ai fascisti ben “nascosti” nella pancia della DC?
4) La conosci la storia della bomba alla stazione di Bologna?
5) Secondo te perchè hanno ammazzato l’onorevole Aldo Moro??
6) Ti pare che un’aministrazione come quella della sinstra Emiliana di governo, senza praticamente scandali di collusione e corruzione, sia un esempio da imitare e da diffondere in Italia?
7) Ti pare che il modello di coesistenza e collaborazione fra l’industria ed i lavoratori (anche se a volte aspra), fosse un modello auspicabile e spalmabile su tutto il territorio nazionale? E come mai, nonostante i comunisti mangia bambini, vantiamo eccellenze internazionali, in campo industriale?
Quando avrai fatto la quadra di queste questioni, allora potrai farti un’idea e darti una risposta, dei perchè e dei percome non abbiamo mai POTUTO governare.
La mia questione è perchè gli emilianoromagnolitoscani sono così legati all’unità d’italia,
pur partiticamente essendo poco rappresentati nel governo centrale.
mentre venetisiculilombardi, che hanno sempre sostenuto i partiti di governo, siano
i più autonomistszecessionisti. non me ne capacito.
(in spagna, la sinistra era perseguitata nel regime centralista madrilenocentrico franchista,
ed adesso i centrifughi baschi catalani o galiziani sono di sinistra, lì, la cosa, ha senso).
Le caratteristiche 2) 6) e 7) sono proprie anche del “bianco veneto”, ma non mi pare che il modello sia stato un granchè esportato. Sono forse tipicità emiliane, ma non è “tipicità” di sinistra.
Le 1) 3) 4) 5) sono atti volti ad evitare un governo rosso, ma non c’è discriminazione contro gli emiliani in se.
Ciò che non capisco è il link, l’emiliano rosso che sostiene, contando politicamente pochissimo, la necessità di un governo nazionale italiano forte internamente ed internazionalmente.
Dall’altra parte invece venetosiculi bianchissimi (pur forse agli opposti) che sostenendo sempre il governo centrale, lo vogliono debole internamente, mentre internazionalmente ne farebbero volentieri a meno, sostituendolo con uno fatto in casa.
Mi pare vi sia un’inconsistenza profonda NEI DUE comportamenti, ma più in quello emiliantoscano, che in quello venetosiculo.
Spero sempre che un emiliano mi spieghi la sua incosistenza, magari è solo perchè l’emiliaromagnatoscanaumbriamarche sono al centro, mentre il venetosicilialombardia sono più periferiche e con un rapporto contatti con stranieri/contatti con italiani più alto.
Boh.
Hai ragione Vale,
nel contesto europeo contano una minchia, come il norditalia da solo, fìdati. Non credere che l’industria del mobile o della scarpa “tirino il carrozzone” ed abbiano voce in capitolo a Strasburgo.
Ti faccio un banale esempio palpabile day-by-day che è l’agricoltura, dove la voce grossa la fanno i numeri e non la qualità, virgola, sulle decisioni comunitarie.
Una Francia ha una lobby agricola che fa le regole anche per noi, i ns agricoltori contano una cippa perchè, malgrado la capacità produttiva che hanno, hanno rappresentanti che valgono meno di una pippa in Italia, figurati nella UE.
E tu mi vuoi far credere che “piccolo è bello” ?
Mi meraviglia che la tua capacità di analisi sia ferma a questo livello, ti ho sentito fare ragionamenti non di poco conto per non vedere che il norditalia se lo “mangiano a colazione” i tedeschi ed i francesi.
O vuoi fare una joint-venture con la Slovenja ??
why not?
lo consiglia pure l’Economist! (vedi sopra)
e poi secondo me non è questione di grande o di piccolo, ma di come lo si usa.
ci sono piccoli paesi, alcuni piccolissimi, che se la passano molto bene.
e paesi grandi che è vero che contano, la Cina conta.
ma il singolo cinese, l’individuo, la persona, cosa conta?
alla fine quello è che deve contare. mica il primo minitstro!
L’olanda se la sono mangiata francesi e tedeschi? la svizzera?
potrai dire che è questione di classe dirigente.
il norditalia chi ha? sì certo, c’è prodi, bersani, fini e casini.
ma poi votano bossi e berlusconi…
(però ci si risparmiano i letta, i veltroni, i d’alema…)
ma non è un problema di grandi o di piccoli.
poi, sinceramente, io mi sento europeo, nazionalista non sono.
che comandi un tedesco, un inglese, o un partenopeo non fa granchè differenza.
cioè dovrebbe essere così per chi è di sinistra. internazionalista.
quel che non mi spiego tuttora è come nella destra Po, oltre che in siclia, che
nella storia della repubblica ha sempre sostenuto il partito dominante italiano,
ci siano forti spinte autonomistsecesioniste.
mentre i più strenui difensori, a destra e sinistra, dell’unità italiana, sono
emiliani e toscani, quelli che, per i motivi di cui marco parlava sopra,
ideologicamente sono sempre stati minoranza…
@ Valerio
così come a sx sono più ” internazionalisti ” a dx sono più ” legati alle zone di origine “, il punto è cosa intendi per zona di origine ( io l’ Italia intera e dopo la mia città, un legaiolo invece il pianerottolo di casa ), almeno in linea di principio.
il resto della domanda me lo spiego così, la dx del Po è più autonomistasecessionista perchè vuole mangiarsi ( clientelismo ) i soldi che finora sono stato sprecati al sud, la dx in sicilia è invece + autonomistasecesionista perchè vuole continuare a mangiare i soldi che gli arrivano + quelli suoi e la criminalità ringrazia e da suggerimenti.
per questo sono per il centralismo, almeno sono o dovrebbero essere pochi quelli da controllare
ciao