[The Economist]
Chi non si trova bene col proprio vicino di casa può sempre traslocare in un altro quartiere, cosa che le nazioni non sono in grado di fare. Ma supponiamo che invece possano farlo. Riassettare la carta geografica europea renderebbe l’esistenza più logica e amichevole.

La Gran Bretagna, che dopo le elezioni politiche dovrà rendere conto delle terribili condizioni in cui versano le proprie finanze pubbliche, dovrebbe avvicinarsi ai paesi del sud Europa che si trovano nella stessa situazione. La si potrebbe collocare nei pressi delle Azzorre. (Se il viaggio si rivelasse turbolento, potrebbe essere una buona occasione per fare del Galles e della Scozia due isole separate).
Il vuoto lasciato dal Regno Unito dovrebbe essere occupato dalla Polonia, che ha sofferto abbastanza nella sua attuale posizione, tra Russia e Germania, e merita di godersi la brezza frizzante del Nord Atlantico e la sicurezza di avere il mare tra sé ed ogni potenziale invasore.
Le incomprensibili diatribe linguistiche fiammingo-francesi del Belgio (causa del recente crollo del governo) ricordano tanto il centro Europa nella sua peggiore espressione, specialmente le assurdità messe in atto in Slovacchia nei confronti della propria minoranza etnica di lingua ungherese. Quindi, il Belgio dovrebbe far cambio di posto con la Repubblica Ceca. Gli impassibili e ben organizzati cechi andrebbero splendidamente d’accordo con i nuovi vicini olandesi, e viceversa.
La Bielorussia, al momento senza sbocco sul mare e desiderosa di liberarsi dalla morsa della Russia, riceverebbe un gran beneficio esponendosi alle regioni nordiche, la cui influenza è stata determinante nell’aiutare la regione balcanica a liberarsi dell’eredità sovietica. Ecco perché dovrebbe spostarsi a nord, proprio verso l’area balcanica, prendendo il posto di Estonia, Lettonia e Lituania, che a loro volta dovrebbero trovare una nuova collocazione da qualche parte vicino all’Irlanda. Al pari di questa isola di smeraldo, tali paesi hanno serrato i denti di fronte alla “svalutazione interna” e hanno riguadagnato competitività tagliando gli stipendi e i prezzi, piuttosto che scegliendo la strada più facile: svalutare la moneta o indebitarsi in modo sconsiderato come la Grecia.
Gli Stati Baltici sarebbero anche molto contenti di allontanarsi dalla Russia e avvicinarsi all’America. Tra i vari traslochi, Kaliningrad potrebbe scivolare su lungo la costa, verso la Russia, ponendo così fine all’anomalia del suo status di exclave, eredità della Seconda Guerra Mondiale, e facendo sfumare ogni possibilità di futuri misfatti ad opera della Russia relativamente alle linee ferroviarie. Nei posti lasciati vacanti da Polonia e Bielorussia dovrebbero sistemarsi l’ovest e il centro dell’Ucraina.
La Germania, ritrovandosi il confine ucraino a soli 100 km da Berlino, dovrebbe per forza di cose cominciare a prendere più seriamente la questione dell’integrazione europea di quella nazione. Lo spostamento ucraino consentirebbe alla Russia di muoversi verso ovest e verso sud, lasciando così la Siberia ai cinesi, che se ne impadroniranno comunque prima o poi.
Il passo successivo sarebbe riordinare i Balcani. Macedonia, Albania e Kosovo dovrebbe scambiarsi i posti, con la Macedonia al posto del Kosovo vicino alla Serbia, il Kosovo nello spazio liberato sulla costa dall’Albania, che quindi slitterebbe all’interno. Le fantasie paranoiche dei greci sulle rivendicazioni territoriali da parte dei delusi irredentisti slavi del nord svanirebbero all’istante. La Bosnia è troppo fragile per spostarsi e dovrà restare lì dov’è.
Svizzera e Svezia vengono spesso confuse, quindi sarebbe ragionevole pensare di spostare la Svizzera verso nord, dove starebbe benissimo accanto agli altri paesi nordici. La sua neutralità si sposerebbe alla perfezione con quella di Finlandia e Svezia; la Norvegia sarebbe lieta di avere vicino un altro paese non-UE.
La Germania può restare dov’è, così come la Francia. Ma l’Austria potrebbe slittare verso ovest, al posto della Svizzera, in modo da consentire anche a Slovenia e Croazia di spostarsi verso nord-ovest. Potrebbero unirsi al nord Italia per formare una nuova alleanza regionale (idealmente governata da un Doge veneziano). Il resto dello stivale, da Roma in giù, si staccherebbe per creare, insieme alla Sicilia, un nuovo paese, ufficialmente denominato Regno delle Due Sicilie (ma soprannominato Bordello – in italiano nel testo n.d.T.). Potrebbe dar vita ad un’unione monetaria con la Grecia – e nessun altro.




















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Sorry Giovanni. Non ti dimenticare l’ultima puntata di soap Padania style in onda su telepadaniainternational (T.P.I.).
http://www.youtube.com/watch?v=hQj8v7NxwFQ&feature=related
AHAHAHAHA :-), ma cos’è questa schifezza ? In confronto le sceneggiate napoletane sono patrimonio culturale dell’ umanità !
Ora capisco perchè giovanni è diventato così !!!
NON RIDERE! Il fiero popolo padano ha trovato il suo Merola (magari) popolar modernista. E poi, vuoi mettere la padronanza assoluta dell’iglese B.style????
Noi siamo Italiani !! esportiamo il bel vestire, il buon mangiare, il divin bere, le Ferrari,il campionato più bello del mondo, la tecnologia che tutti ci invidiano, i piccoli Imprenditori fiore all’occhiello e modello di tutta Europa.
Ah se non ci fossero i sinistri,i terroni, i cassintegrati, i fannulloni, gli statali e soprattutto gli extracomunitari,la Cina(imprese e tecnologia) e la Russia(turismo e borgate storiche) non starebbero comperando l’ Italia pezzo per pezzo.
…io mi sento europeo, nazionalista non sono…….
Ecco un altro punto che mi fa pensare. Non so se è una contraddizione sentirsi contro la divisione dell’Italia e nello stesso tempo essere fermamente antinazionalista quale sono.
La cosa strana è che fino a 10-15 anni fa non si parlava nemmeno di sentirsi italiano diverso da altri italiani, quasi che essere italiano implichi sentirsi diverso dal proprio connazionale che abita a 7 km.
Poi è scaturita l’idea di tagliare i rami secchi.
Forse, se Miglio e Bossi avessero invertito l’ordine dei fattori (non staccarsi dall’Italia ma escludere il Sud dall’Italia) il risultato sarebbe stato sicuramente diverso.
Sembra la stessa cosa, ma non lo è.
ciao Vale !!!!
Beh, l’Economist fa proprio quello che dici tu: esclude il Sud dall’Italia!!
Gli emiliani sotto l’Italia per la prima volta hanno visto riunita tutta la loro Regione,
prima divisa tra i Ducati (Parma, Reggio, Piacenza, Modena) e i papalini (Bologna).
Forse è per questo che gli emiliani sono molto legati all’Italia.
(tanto che il neoleghista giovanni l’emiliano rinnega la secessione,
andasse “all’estero” e attraversasse il Po e i suoi colleghi di partito
lo ributterebbero in acqua!)
E forse è per questo che lo stendardo italiano nacque in Emilia.
Perchè l’Emilia nacque con l’Italia.
Il primo tricolore aveva una faretra con quattro frecce che simboleggiavano l’Emilia storica composta da Bologna, Ferrara, Modena, Reggio e francamente non me ne può fregar di meno se oggi l’Emilia ingloba PR e PC ed ha anche la Romagna a “pari punti” ma quel che storicamente unisce l’ER e la Toscana è l’antipapalismo culturale di settecentesca memoria.
Antipapalismo sfociante in uno pseudocomunismo che dal dopoguerra si è sempre rivolto contro una Democrazia Cristiana che incarnava il potere ecclesiastico che governava il norditalia come il sud con gli effetti che vediamo tutt’oggi.
L’Italia ci ha liberato dal Papa, per cui, perchè non identificarci nello Stato laico e sovrano? Purtroppo la Storia con la esse maiuscola non ci sta dando grandi soddisfazioni, ma il principio resta.
Orgogliosi di sentirci italiani ? Non credo proprio, ma io mi sento più a casa mia a Grosseto che a Rovigo, forse per qualche turbe psichica di cui non mi pongo il problema, ma tant’è.
Mi accorgo che non sto facendo una valutazione di interesse economico, forse mi converrebbe ripristinare la linea Gotica per questo, ma non me ne vogliano i lombardi se preferisco Roma a Milano.
Credo di avere ancora qualche carta da giocarmi, dopodichè, dò retta a Damiano………tutti in Australia.
Io mi trovo d’accordo con Zerb, perchè alla fin fine , per quanto si dica “piccolo è bello” , sono i numeri quelli che contano.
Prendiamo il caso della Slovenia : all’indomani della secessione dalla Jugoslavia, il piccolo stato balcanico ha conosciuto un indubbio sviluppo economico grazie ai massicci investimenti anglo-tedeschi; ciò ha portato un diffuso benessere nel paese che da più parti è stato indicato come un chiaro esempio delle potenzialità insite in un cammino secessionista.
Ma qual è stato il prezzo dal punto di vista politico di un simile percorso ? La slovenia oggi è praticamente una dependance dell’economia tedesca che può farne ciò che più le aggrada. Per intenderci , se un domani il governo tedesco decidesse di tornare al nucleare, come potrebbe il piccolo stato balcanico rifiutarsi di stoccarne le scorie ? I suoi governanti potrebbero mai correre il rischio di gettare sul lastrico i propri cittadini, vedendosi minacciati di un pronto ritiro dei capitali tedeschi ?
Qualche tempo fa un mio amico mi riferì una discussione con un ragazzo croato in cui quest’ultimo rimpiangeva la Yugoslavia, perchè per quanto marcia e malata non avrebbe mai permesso a dei soldati stranieri di impiantare basi sul suo territorio come aveva invece fatto la Croazia.
Per intenderci , se un domani il governo tedesco decidesse di tornare al nucleare, come potrebbe il piccolo stato balcanico rifiutarsi di stoccarne le scorie ?
Per intendersi , se un oggi il governo italiano decidesse di tornare al nucleare, come potrebbe una qualunque regione italiana rifiutarsi di stoccarne le scorie ?
Per intendersi, la Slovenia ha molte più possibilità di resistere alle decisioni del governo tedesco, più di quanto una qualunque regione italiana ha di resistere alle pressioni del governo italiano. Dirai: ma gli sloveni non votano per il governo tedesco, beh, manco io voto per il governo berlusconi! Gli emiliantoscani poi, lasciamo perdere. Eppure anche loro HANNO meno strumenti a disposizione in UNA SITUAZIONE REALE, di quanti ne AVREBBE la Slovenia nella SITUAZIONE IPOTETICA che hai posto tu.
Quanto alla slovenia “depandance” dell’economia tedesca: il Veneto ha esattamente gli stessi rapporti con l’economia tedesca che ha la Slovenia, poichè fornisce quei componenti che vengono prodotti a minor costo con un sistema produttivo decentralizzato e frammentato che non nelle grandi industrue tedesche. C’è complementarietà economica. Non dipendenza. E’ l’effetto dell’Europa Unita. Il Veneto non si sarebbe MAI sviluppato così senza la CEE.
Qualche tempo fa un mio amico mi riferì una discussione con un ragazzo croato in cui quest’ultimo rimpiangeva la Yugoslavia, perchè per quanto marcia e malata non avrebbe mai permesso a dei soldati stranieri di impiantare basi sul suo territorio come aveva invece fatto la Croazia.
Anche io ho un amico che rimpiange i vecchi bei tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, che ha sempre proibito l’accesso a truppe straniere almeno per 500 anni (dalla guerra di chioggia contro genova, all’invasione napoleonica), mentre l’Italia ora ospita basi stanziali americane, in passato molte di più, molte con arsenali nucleari segreti (che hanno portato il loro seguito di tumori). Senza poi aggiungere la marea di stranieri Terroni che ci sono nelle basi italiane!
Il militarismo nazionalista croato proprio non mi interessa.
Secondo me il tuo paragone non regge.
Se ho capito bene Zerb e Saverio, stanno dicendo che uno stato italiano diviso in più parti comporterebbe che le singole parti avrebbero minor rilevanza (e ‘potere’) sul piano internazionale.
Una ipotetica Padania, con sole (o croce) celtico su campo verde sarebbe probabilmente più ‘ricca’ in proporzione di quanto lo sia ora l’Italia, ma perderebbe di rilevanza (e le sue posizioni all’interno di tutti gli organismi internazionali andrebbero riviste).
Il discorso che fai sul rapporto Slovenia/Veneto e Germania sarà anche di “complementarità”, ma a me sembra un semplice discorso di outsourcing tedesco su mercati internazionali nell’ambito di un qualche specifico indotto. E credo sia ovvio dire che l’industria dominante in questo caso è quella tedesca, che decide dove e a quali prezzi approvvigionarsi (e non viceversa). Se ci sono problemi (di tempi, di costi, sindacali, ecc.), l’industria tedesca può semplicemente decidere di stipulare un contratto di fornitura con un altro produttore in un altro paese, o di acquisire/creare un’azienda in quel paese a minor costo di investimenti e di manodopera (sfruttando anche i nuovi entrati in europa).
Certo è che, tanto minore sarà il peso economico-politico complessivo del paese le cui aziende sono attualmente fornitrici di quelle tedesche, tanto più facile sarà per le imprese tedesche cambiare partner, senza ripercussioni ‘rilevanti’ a livello politico-diplomatico fra i paesi (ce lo vedo proprio un ipotetico bossi (jr.) presidente della futura repubblica federale padana fare la voce grossa col dito medio alzato in una trattativa ufficiale col governo tedesco, pota).
Regge invece.
Perchè sarà pur vero che le singole parti divise (ipotetiche) avranno un minor peso diplomatico dell’insieme (attuale).
Ma il paragone va fatto non tra le singole parti divise (ipotetiche) e l’insieme (attuale), bensì tra la singola parte attualmente parte dell’insieme e la singola parte ipotetica divisa.
Se adesso una singola parte non conta nulla nell’insieme, dopo, da sola, conterà poco, ma è già di più del nulla.
Per questo mi stupisco che mentre in spagna logicamente i partiti più autonomisti siano di sinistra, in contrapposizione al centralismo di destra; in Italia invece ci troviamo che le zone che contano poco o nulla politicamente (es. e-r, toscana), siano le regioni dove attecchiscono meno le ideologie autonomiste-secessioniste, mentre le zone che sempre hanno sostenuto il governo unitario (il bianco veneto, la bianca sicilia, la lombardia, il friuli, eccetera) siano quelle che vogliono rimarcare con più forza il distacco dal governo centrale.
Questo è ciò che mi preme CAPIRE. Perchè non ha senso. Chiedilo ad un non-italiano, e pure lui ti dirà che non ha senso.
Quanto ai rapporti con la Germania, io penso che la visione della Germania che trova facilmente partner diversi secondo convenienza sia un po’ troppo pessimistica, e non tiene conto che l’irreversibilità del processo di integrazione europea, irreversibile pure per la Germania, a quanto pare, se alla fine si son decisi di tirar fuori i soldi per la Grecia (con cui non hanno i rapporti economici che hanno con Slovenia o Nord Italia). Il Veneto e la Slovenia sono a due passi dalla Germania, ci metto meno tempo ad andare in Slovenia che oltrepasare il Po, e tra Roma e Monaco, è più comoda Monaco (pure con l’aereo…).
ce lo vedo proprio un ipotetico bossi (jr.) presidente della futura repubblica federale padana fare la voce grossa col dito medio alzato in una trattativa ufficiale col governo tedesco, pota
Non capisco perchè il trota dovrebbe essere il rappresentante diplomatico della fantomatica repubblica federale padana.
C’è già Berlusconi, che è milanese. Che nelle trattative ufficiali con la Germania si nasconde dietro ai lampioni e poi salta fuori all’improvviso davanti al Cancelleire federale tedesco con un espressivo “Cucù”
(come vedi la situazione di merda c’è già nell’Italia unita…)
http://www.corriere.it/politica/08_novembre_18/berlusconi_trieste_a7f4d9ce-b567-11dd-85d5-00144f02aabc.shtml
“Per intendersi, la Slovenia ha molte più possibilità di resistere alle decisioni del governo tedesco, più di quanto una qualunque regione italiana ha di resistere alle pressioni del governo italiano”
Dài Valerio, guardiamo a quello che succede oggi ( non ieri o l’altro ieri ): lo Stato vorrebbe imporre l’abolizione delle province, ma deve farlo evitando di incorrere nelle ire delle amministrazioni del Nord Italia; allora stila una casistica dalla quale sono escluse tutta una serie di province del Nord Italia vicine al governo; sfortunatamente non basta, perchè , anche con i requisiti predisposti “ad hoc”, alcune province ( fra le quali Vercelli e Belluno ) rischiano; allora si decide di stilare la lista nominativamente, cercando di non penalizzare solo il Sud ; ma anche così non ci siamo perchè le poche province rimaste si ribellano ardentemente, ed allora cade tutto.
A quanto pare i politici del Settentrione sanno resistere bene alle pressioni del “terribile” governo italiano , quando si toccano i loro privilegi; un po’ meno quando si tratta dei bisogni dei propri cittadini ( “C’è la crisi” !!! ).
Hai ragione quando dici che l’economia veneta è in un rapporto sinergico con quella tedesca; sbagli quando dici “come quella slovena”, perchè l’economia slovena si basa esclusivamente sugli investimenti dall’estero e sull’export; quindi in periodi di crisi – come questo – non può in alcun modo ripiegare sul mercato interno ( è troppo piccola , ahimè ! ) nè sviluppare una politica finanziaria autonoma ( sempre perchè è troppo piccola , ahimè ! ), ritrovandosi con aziende relativamente grandi ma completamente in mano ai capitali stranieri.
Quanto alla questione delle basi militari in Croazia, il “militarismo nazionalista” non c’entra proprio niente, perchè come qualunque persona può immaginare avere basi militari straniere sul proprio territorio significa cedere un pezzo della propria indipendenza ( noi già ne abbiamo ceduto un bel po’ agli americani ! ). E questo per un popolo che fino a poco tempo fa rideva in faccia alla Russia di Stalin ed all’America è dura da digerire.
A tutti coloro che hanno reagito, purtroppo!, negativamente al termine “bordello” vorrei fare notare che siamo noi stessi – Italiani del Nord, del Centro e del Sud – i primi a riconoscere la realta’ di questa triste, e pur vera, nostra condizione sociale. L’aspetto curioso – e vorrei aggiungere “comicamente puerile” – di questo nostro riconoscimento e’ che addebitiamo agli “altri” nostri connazionali e corregionali la responsabilita’ della condizione, esentandone sempre noi stessi! Curioso, puerile e perdutamente ridicolo!!!
Personalmente, – da Italiano “terrone” quale io sono – al termine “bordello” avrei preferito quello di “porcile”, perche’, mentre entrambi i termini esprimono perfettamente bene l’assenza totale di “coscienza civica”, il termine di mia preferenza, tuttavia, possiede la peculiarita’ di esprimere anche la realta’ che un Umano – quando privo di coscienza civica – viene ad occupare: quella di “umanimale”. Appunto, una realta’ porcile!
Vorrei inoltre, in chiusura, osservare che – nella mia vita di emigrato – la cosa che mi ha sempre profondamente disturbato e’ stata – nel corso degli anni – la diplomazia con la quale le diverse entita’ etniche, con cui mi sono relazionato, hanno sempre attentamente evitato di condividere con me i loro “veri” sentimenti circa la mia Italianita’ e la mia Meridionalita’ in particolare. Non esiste persona al mondo – almeno in quello Occidentale – che non sappia che Meridionalita’ Italiana sia sinonimo di “mafia” ed “omerta’ “. E tuttavia nessuna persona ha voluto mai concederni il suo vero pensiero ed il suo vero sentire circa la mia etnicita’.
Avrei immensamente preferito la loro franchezza e sincerita’. Perche’ NON e’ nell’ipocrisia – nostra e degli altri – che possiamo maturare il nostro riscatto. NON e’ evitando il confronto con lo specchio che possiamo lasciarci alle spalle il nostro puerilismo. NON e’ sfuggendo alla sofferenza – che il riconoscimento della nostra condizione di “colonia di servi” comporta – che noi possiamo mai assurgere a Civile Societa’ di Cittadini.
Ma perchè dovremmo essere “satelliti” di qualcuno pur di avere un uovo oggi e non una gallina domani?
Parto dal principio che la potenzialità del ns paese è altissima ma con questa classe dirigente si regredisce e questo è un dato di fatto.
Il punto di vista di Valerio non fa una grinza ma resta sempre una visione limitata, a mio modesto avviso.
La ricetta è semplicemente drastica: LEGALITA’ ed investimenti verso le nuove generazioni. Altrimenti…….tutti a casa, o meglio, in Australia.
perché proprio l’australia e non, chessò, il canada?
Niente di chè, caro Mirko, è per dar appoggio al desiderio di Damiano ma a tal proposito, basterebbe valicare le Alpi e vedere quanti laureati italiani hanno trovato il loro futuro a Lione e dintorni
Non so.
Ma secondo me sono le visioni un po’ limitate sono le vostre.
Sarà che vivo un po’ più vicino al confine aperto col resto d’Europa.
(in fin dei conti pure Bossi viene dal confine col ticino svizzero, il confine
più aperto d’italia data la condivisione di lingua e l’altitudine limitata,
NON E’ UN CASO).
E’ vero che la slovenia ha aziende di “proprietà straniera” ciò che mi chiedo
è il significato di “straniero” a livello economico in un sistema come
quello attuale di mercato aperto e libera circolazione di persone, merci, idee
ed adesso pure di euri.
Il vantaggio sloveno sul veneto è semplicemente che la slovenia
può gestire in modo più rapido le trasformazioni economiche del suo paese di quanto
non possa fare il veneto che deve per forza passare da roma (che deve gestire al tempo stesso,
come dice l’economist pezzi di Austria e di Grecia).
Poi è ovvio che uno deve avere una classe dirigente adeguata (il trota?), ma questo vale
sia per i piccoli paesi che per i grandi.
Direte: ma l’Italia in Europa è più forte della Slovenia, ad esempio
la politica monetaria della BCE è più influenzabile da Draghi, che dall’anonimo
banchiere centrale slavo.
E’ vero. I punti sono due:
- la politica monetaria italiana ottimale potrebbe non essere la stessa per il nord e per il sud (come suggerisce l’economist)
- IO posso influire tanto su Draghi (nulla), quanto su Ackermann (nulla), il capo della Deutsche Bank (che come TUTTI saprete, è un extracomunitario del Canotne di San Gallo…: http://en.wikipedia.org/wiki/Josef_Ackermann).
E questo per un popolo che fino a poco tempo fa rideva in faccia alla Russia di Stalin ed all’America è dura da digerire.
“Un popolo”? Molti Popoli!
Orgogliosi dei propri giovani morti mentre ammazzavano i propri vicini di casa perchè andavano in una chiesa, o in una moschea diversa (alle soglie del terzo millennio)…
P.S. voto per il Canada.
Secondo me , invece , stare troppo vicino al confine “aperto” dell’ Europa non ti permette di vedere il fermento di un Sud del mondo che si sta “unendo” per far fronte allo strapotere occidentale
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/cina_india_brasile_russia-no_dollaro_moneta_mondiale.shtml?uuid=53506190-5aa8-11de-8cbc-7a16e32a62f6&DocRulesView=Libero
mentre noi stiamo qui a polemizzare su “rami secchi”, “velocità nella trasformazione dell’economia”, “Europa a due velocità”, “liberismo economico”, etc.
Il caso più eclatante è quello della ex-Urss : decenni di indipendenza e di libero mercato per i vari stati ( “piccolo è bello” ), ed ora……voglia di ritornare insieme per poter far fronte ad un Occidente ( intendi America, Gran bretagna, Germania , etc. ) sempre più aggressivo !
http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_Economica_Eurasiatica
Noi Europei , al contrario , sempre pronti a dividerci ed a farci comandare dagli Americani. Come dicevano i latini ? “Divide et impera”. Una lezione che lo zio Sam ha imparato bene !
“Orgogliosi dei propri giovani morti mentre ammazzavano i propri vicini di casa perchè andavano in una chiesa, o in una moschea diversa (alle soglie del terzo millennio)…”
Chi conosce la storia dei balcani prima della guerra del 1991 ( ed io sono un appassionato lettore di Ivo Andric ) sa bene che il fenomeno del nazionalismo serbo-croato è molto recente ( e – secondo Emir Kusturica – indotto ). In Bosnia , ad esempio , per secoli musulmani, ebrei , cattolici ed ortodossi hanno convissuto pacificamente. Poi capita sempre qualcuno pronto a soffiare sullo pseudo-nazionalismo per “far scannare una metà dei poveri contro l’altrà metà”.
Chi conosce la storia dei balcani prima della guerra del 1991 ( ed io sono un appassionato lettore di Ivo Andric ) sa bene che il fenomeno del nazionalismo serbo-croato è molto recente ( e – secondo Emir Kusturica – indotto ). In Bosnia , ad esempio , per secoli musulmani, ebrei , cattolici ed ortodossi hanno convissuto pacificamente. Poi capita sempre qualcuno pronto a soffiare sullo pseudo-nazionalismo per “far scannare una metà dei poveri contro l’altrà metà”.
“Orgogliosi dei propri giovani morti mentre ammazzavano i propri vicini di casa perchè andavano in una chiesa, o in una moschea diversa (alle soglie del terzo millennio)…”
Appunto.
@ Valerio
( scusa se ripeto quasi il post di prima )
mi sbaglierò, però immagino che in Spagna le idee più autonomiste siano portate avanti dalla sx a causa del franchismo che era di dx e portava un’ idea centralista.
ammesso che quello che ho detto sia giusto, la tua domanda diventerebbe, perché non capita così in Italia ?
a mio modestissimo parere, i territori di dx che tu citi ( lombardia e sicilia ), hanno classi dirigenti di destra che, dopo avere fatto spallucce con chi gli ha garantito l’ impunità e la poltrona a Roma, cercano di tirare acqua ( = soldi ) al proprio mulino ( = federalismo de noiantri ). poi per avere voti raccontano baggianate che possono avere presa sull’ elettorato locale.
la lombardia vuole il federalismo perché vuole più soldi, cosa giustissima visto quello che produce e gli altri sprecano, ma per farne che e farli amministrare da chi ? ( vedi recenti scandali e clientelismo sempre più dilagante anche per un ” misero ” posto di lavoro )
la sicilia vuole il federalismo ma, cosa stupenda, un fondo sperequativo per rimettersi al passo con le altre regioni ( ma in questi anni non le sono arrivati soldi e questo sarebbe federalismo ? ).
se andassimo a controllare l’ elenco dei politici di dx a livello delle due regione non avrei difficoltà a credere che esistano tanti casi cicchito e bondi ( cioè ex-sx ), ma secondo te a persone di questo ” spessore ” cosa importa della reale organizzazione del Paese ?
ma allora, perché la gente li vota ?
al nord li votano i furbi come loro e chi pensa ( ingenuamente ) che possano portare avanti realmente queste idee ( federalismo, specie fiscale ); al sud li votano in massima parte per ” avere ” un posto di lavoro ( per questo dico che il sud andrebbe commissariato tutto per anni e a tutti i livelli )
in sostanza, siamo un Paese con un elettorato attivo e passivo in maggioranza fatto da furbi.
ciao.
Nord Libero!!!
Se intendi libero da Bossi e Berlusconi, allora sono d’accordo con te.
@Marco: Libero da che? Da Prosperini?