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Il riscatto del poeta Eugenio Montale

Pubblicato Martedì 23 Settembre 2008 in Cile

[El Mercurio]

L’autore italiano, Nobel per la Letteratura, è stato antologizzato e tradotto da Pedro Pablo Rosso in “Una manana, tal vez…”
 
Più che “rivivere” Eugenio Montale, questa pubblicazione significa “farlo conoscere” sostiene Pedro Pablo Rosso. Il rettore dell’Università Cattolica del Cile ha appena compilato e tradotto in spagnolo l’opera dell’italiano nel libro “Una manana, tal vez…”, aprendo la strada al poeta nella scena letteraria cilena che finora gli ha dedicato poca attenzione.
 
Montale, nato nel 1896, è stato uno dei pionieri della nuova corrente espressiva nella poesia italiana. Mentre i suoi contemporanei furono inibiti dalla canonica opera di D’Annunzio, egli seppe realizzare un rinnovato. Nel 1975 riceve il Premio Nobel per la Letteratura e muore nel 1981.
 
Nonostante Pedro Rosso e il poeta provengano dalla stessa regione, la Liguria, il rettore ammette che è stato colpito dalle sue opere “prima di sapre che siamo nati sulle rive dello stesso mare”. La sua traduzione, dunque, risponde all’inquietudine di far conoscere un poeta raramente letto in spagnolo.
 
-Cosa metterebbe maggiormente in rilievo della poesia di Montale?
“In primo luogo, la sua straordinaria e uniforme qualità. Senza dubbio, qesto è un elemento che è difficile da definire, ma inconfondibile per coloro che apprezzano la poesia. Montale possiede l’abilità di unire un esimio uso della lingua, in cui nessuna parola stona o risulta eccessiva, con la domanda celata nel senso ultimo della realtà”
 
-Che criterio è stato utilizzato nella selezione dei testi?
“Mi sono riproposto di presentare le poesie più significative di ognuno dei tre periodi stilistici e tematici secondo i quali si suol classificare la sua opera. Una tappa giovanile, di ricerca letteraria; una fase intermedia, di maturità poetica ed ermetismo; e una finale, molto colloquiale e ironica, basata sulle vicende della sua vecchiaia. Nella selezione dei testi, mi son lasciato trasportare dal gusto personale, benchè abbia preso in considerazione le opinioni di diversi critici letterari e altri traduttori.”
 
-Perché crede che Montale non sia stato molto famoso in Cile?
“Mi azzarderei a pensare che il gusto poetico dei cileni, mi riferisco al “vasto pubblico”, sia rimasto legato per molto tempo a un’ammirazione reverenziale verso Neruda. Tutto ciò che suonava diverso appariva “meno buono” e, in tal senso, in quanto a forma e contenuti, Montale si trova agli antipodi di Neruda. Senza dubbio, ciò è cambiato grazie a Parra, Teillier, Lihn, Zurita e altri ancora, e allo stesso modo, credo che adesso il Cile sia pronto per “scoprire” Montale. Questo è quel che mi auguro.”
 

[Articolo originale di Constanza Rojas V.]

Gli ultimi commenti.

  1. Sabato, 27 Settembre 2008 alle 12:08 pm, Saverio ha scritto :

    In cile scrivono articoli sulla poesia di Montale ed in italia sul prossimo film di Muccino………Ehhh sì, é proprio un gran momento per essere italiani!

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