Risposta alla xenofobia

[CartaCapital]

Il tema del dibattito del Parlamento Europeo, martedì 16 settembre, non sarebbe potuto essere più appropriato: come affrontare la xenofobia contro i rom, volgarmente chiamati zingari. Nel 2005 l’Unione Europea lanciò un progetto di 30 miliardi di euro per l’integrazione dei circa 12 milioni di rom che vivono in Europa. Ma come dice il miliardario George Soros, fondatore di un istituto di sostegno agli zingari, l’Open Society Institute, i governi europei agiscono verso questa minoranza discriminata con “misure sporadiche”.

Un altro governo fa peggio: xenofobia per guadagnare popolarità. Si tratta dell’amministrazione di Silvio Berlusconi, che si erge a difensore degli italiani – contro gli immigrati e, in particolare, contro gli zingari. E il Parlamento Europeo ha concesso particolare attenzione ai diritti dei rom, a Bruxelles, a causa della campagna di odio raziale contro questa minoranza in Italia.

L’immagine del governo di Silvio Berlusconi è così cattiva in Europa che quando Eugenia Maria Roccella, sottosegretaria al welfare in Italia, ha preso la parola all’incontro, è stata fischiata. Membri delle ONG hanno abbandonato la conferenza. Il ministro svedese dell’Integrazione, Nyamko Sabuni Sorya Post, ha criticato la decisione delle autorità italiane di prendere le impronte digitali ai rom, ispirata, ha detto, all’”ideologia fascista degli anni ‘30″. E’ importante ricordarlo: le prime espulsioni di rom avvennero nel 1926 sotto la dittatura di Benito Mussolini.
Le autorità dicono che le impronte digitali sono necessarie in modo da censire la popolazione zingara. Secondo dati poco attendibili ci sono 160 mila rom in Italia, dei quali 70 mila di nazionalità italiana. La domanda è: perchè le autorità prendono le impronte dei rom e non degli immigrati russi, per esempio?

Il pregiudizio verso questo popolo originario del Rajastan, nel subcontinente indiano, regione dalla quale emigrarono un millennio fa, è in parte razziale. Ci sono però altri motivi: in prevalenza sono nomadi – alcuni di loro poco avvezzi al lavoro – e per questo non si integrano nella società. Dall’altro lato, se parte dei rom e dei sinti (un altro gruppo) non si adattano, è perché storicamente sono messi ai margini.
In Europa, dove arrivarono intorno al XV secolo, furono sempre perseguitati. Nel 1721, l’imperatore tedesco Carlo VI ordinò il loro sterminio. Centinaia di migliaia di zingari furono uccisi dai nazisti nei campi di concentramento.

Il fondo della UE, destinato principalmente ai paesi con grandi popolazioni di rom, punta a dare migliori condizioni di salute, abitazione, lavoro e educazione ai popoli zingari. Milioni di bambini rom non sono accettati nelle scuole europee. E’ il caso di Nikola Cervenakova, che oggi ha 18 anni. Nata a Ostrava, ex Cecoslovacchia, ha dovuto frequentare la scuola per bambini con problemi mentali. L’anno scorso la Corte Europea ha stabilito che Nikola è una giovane senza nessun problema. La ragazza ha ricevuto un risarcimento di 4 mila euro. Però la madre sostiene che il denaro non fa giustizia al fatto che la figlia non può contare o leggere, ma fare solo lavori manuali.

Nel paese di Berlusconi la situazione è ancora più grave. Sollevato perché adesso non dovrà rispondere dei suoi crimini (è riuscito a far passare una legge di autoimmunità giudiziaria), il premier ha inviato più di mille soldati a pattugliare le città.
Ironicamente, numerosi intervistati dalla televisione si sentono più sicuri con la presenza di donne e uomini in uniforme militare. La misura, per quei cittadini, è giustificabile: in aprile una cittadina italiana venne stuprata da un rumeno. In maggio, nella Napoli della Camorra, una rom avrebbe sequestrato un neonato.

E così gruppi di vigilantes, comandati dai signori della Camorra, perpetrano atti di inenarrabile violenza contro i campi rom. Interpellato se pensava che questa reazione gli sembrasse normale, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha replicato: “questo è ciò che accade quando si rubano neonati”.

In questa Italia spaventosa, ci sono storie veritiere peggiori dei rumori di rom che rubano bambini che non saranno mai dimenticate. In estate, due sorelle zingare, Cristina e Violetta Djeordsevic, di 13 e 11 anni, nate in Italia e registrate attraverso le impronte digitali, andarono a vendere tartarughe di legno nella spiaggia di Torrevergata, vicino Napoli. Decisero di fare il bagno e morirono affogate. I loro corpi, coperti da asciugamani, coi piedi fuori, rimasero in spiaggia in attesa dell’ambulanza per tre ore. Nel frattempo la gente continuò a divertirsi.

In dicembre il Parlamento Europeo dovrà  formulare “proposte concrete” per migliorare il futuro dei rom.

[Articolo originale di Gianni Carta]

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2 commenti per Risposta alla xenofobia

  • Pietro 1987

    La domanda è: perchè le autorità prendono le impronte dei rom e non degli immigrati russi, per esempio?
    Signor giornalista basterebbe informarsi.
    Scoprirebbe che il censimento non riguarda le persone di origine rom, ma gli abitanti dei campi nomadi in generale privi di regolari documenti, siano essi italiani russi rom o pakistani.
    E’ un censimento giusto e doveroso poichè nei campi nomadi non si ha idea di chi ci viva, dato il nomadismo e data la mancanza di numeri civici che colleghino persone ad abitazioni, e visto il proliferare di persone irregolari spesso dedite al crimine, è un’azione doppiamente giusta e doverosa.
    Signor giornalista, scoprirebbe anche che grazie a questa misura i genitori presi a SFRUTTARE i propri figli per la strada costringendoli a MENDICARE o PROSTITUIRSI saranno ARRESTATI, e verrà loro tolta la patria potestà.
    Si informi prima di disinformare milioni di persone, signor giornalista dei miei stivali.

  • matteo

    Come ieri e in altre occasioni, caro Pietro, dimostri pressappochismo, qualunquismo, e anche ignoranza, altrimenti avresti saputo che, nella maggior parte dei campi, il censimento è avvenuto rapidamente rispetto a quello che si pensava perchè
    - il governo aveva gonfiato le cifre della presenza ‘zingara’
    - la maggior parte delle persone aveva regolari documenti validi (molti erano italiani)
    - molti rom se ne stanno andando dall’Italia, ovvero stano fuggendo

    Sul dizionario prova a cercare la parola ‘progrom’.

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