[The Times]
Tra le crescenti proteste per il controllo effettuato da Berlusconi sui mezzi di comunicazione, 140.000 italiani hanno firmato una petizione online per chiedere alla RAI, la rete televisiva pubblica italiana, di scusarsi con i telespettatori per le false affermazioni del telegiornale secondo cui David Mills, ex avvocato di Berlusconi in Gran Bretagna, sarebbe stato “assolto” dalle accuse di aver ricevuto una tangente per aver mentito in tribunale a suo vantaggio.
L’appello sarà consegnato domani al quartiere generale della Rai, dove i manifestanti si sono riuniti in settimana, portando striscioni con scritto “Berlusconi, la RAI ti ha assolto, ma la storia ti condannerà”.
Settimana scorsa la corte suprema aveva confermato la condanna di Mills per aver ricevuto 600.000 sterline da Berlusconi attraverso un intermediario, dopo la reticente testimonianza a suo beneficio nei processi per corruzione degli anni ‘90. Tuttavia i giudici hanno dichiarato che Mills non sconterà la pena di quattro anni e mezzo a cui era stato condannato l’anno scorso poiché, secondo la legge italiana sulla prescrizione, è trascorso troppo tempo dal reato.
Il verdetto comporta delle implicazioni per Berlusconi, che è processato separatamente per aver pagato la tangente. I giudici di Milano hanno stabilito che il processo proseguirà, con la prossima udienza fissata per il 26 marzo, due giorni prima delle elezioni regionali, considerate un test per la popolarità di Berlusconi.
L’appello, partito da Facebook, è indirizzato a Paolo Garimberti, presidente della RAI, e Lorenzo Del Boca, presidente dell’ordine dei giornalisti, per costringere Augusto Minzolini, il controverso direttore del Tg RAI, a rettificare la notizia e a scusarsi. In varie occasioni Minzioni, ex giornalista di La Stampa e della rivista Panorama, si è rivolto direttamente ai telespettatori nel corso dei notiziari per esprimere il suo punto di vista favorevole a Berlusconi, assediato da scandali sessuali e accuse di corruzione.
L’anno scorso Minzolini difese la decisione di non trasmettere notizie riguardo a donne pagate per partecipare a delle feste nelle residenze di Berlusconi a Roma e in Sardegna, dicendo che si trattava solo di “gossip”. Il mese scorso ha detto ai telespettatori che Guido Bertolaso, direttore del dipartimento della Protezione Civile italiana, era oggetto di una “gogna mediatica”. Bertolaso era indagato per sospetto coinvolgimento in sistema di tangenti e favori sessuali in cambio dell’assegnazione di appalti pubblici per i lavori del G8 dell’anno scorso in Italia.
I giornalisti italiani e i politici di opposizione questa settimana hanno anche accusato la RAI di censura, dopo l’annuncio della sospensione dei talk show politici fino alle elezioni regionali. Berlusconi sostiene che le trasmissioni della RAI siano faziose nei suoi confronti, e che è inaccettabile che la tivù pubblica lo critichi.
Lo scorso mese Berlusconi ha accusato il programma televisivo Annozero di “uso criminale della rete pubblica” dopo che aveva mandato in onda la prima intervista dal vivo con la ex escort di Bari Patrizia d’Addario, la quale smentiva le affermazioni del Presidente del Consiglio, che si diceva ignaro che fosse una squillo quando passarono insieme la notte delle elezioni presidenziali americane del 2008.
I critici di Berlusconi replicano che in quanto Presidente del Consiglio, egli indirettamente controlla la RAI, allo stesso modo in cui controlla direttamente le sue reti private Mediaset. I direttori della RAI sono nominati da una commissione parlamentare dominata da membri della coalizione al governo.
La RAI, che secondo il suo statuto è tenuta a essere imparziale, ha dichiarato che programmerà una serie di dibattiti moderati tra i candidati, invece di trasmissioni di approfondimento politico. Tuttavia Giovanni Floris, conduttore del talk show politico settimanale Ballarò ha affermato: “Si tratta di un bavaglio senza precedenti alla libertà di stampa. Cercheremo ogni spazio nel diritto e nei regolamenti per riuscire ad andare in onda”. Rosario Trefiletti, presidente dell’organizzazione Federconsumatori, ha detto: “Questa situazione ci porta allo stesso livello di democrazia e libertà di stampa dello Zimbabwe”.
Il quotidiano Corriere della Sera ha scritto nell’editoriale in prima pagina che il caos in cui verte il PdL di Berlusconi dopo la mancata consegna per tempo della lista di candidati alle elezioni regionali ha mostrato un “partito di plastica che si sta squagliando”. Ha inoltre accusato Berlusconi di accumulare “un inaudito potere mediatico-finanziario” e di governare attraverso “il fantasma di un partito”. L’editoriale è stato ripubblicato mercoledì dopo che era apparso nella prima edizione di martedì, ma era poi stato scartato.




















