La RAI proibisce il dibattito politico in campagna elettorale

[El País]

Il Consiglio di Amministrazione della televisione pubblica italiana (RAI) ha sospeso ieri, in nome del rispetto della par condicio, i programmi di informazione e di dibattito politico durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo. La decisione è stata recepita con stupore dal Presidente della Rai Paolo Galimberti, che si è detto “tormentato come giornalista e come amministratore di rete” per la proibizione, e l’ha definita “dannosa per l’audience, l’immagine e l’erario” della rete (del gruppo) “. Il sindacato dei giornalisti della Rai ha annunciato azioni legali e manifestazioni contro la misura Rai.

La censura scaturisce da un regolamento approvato dall’Agcom, organismo regolatore delle comunicazioni, il cui presidente è nominato dal capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio. La normativa proibisce alle televisioni, incluse quelle private, alle radio e alla stampa, di concedere tribune politiche o dibattiti per non pregiudicare i partiti più piccoli.

Tuttavia, osservatori neutrali segnalano che la misura di censura è destinata a mettere a tacere i programmi della Rai più critici nei confronti del governo di Berlusconi, quali Ballarò o Anno Zero. Il portavoce del Primo Ministro, Paolo Bonaiuti, ha detto che il Consiglio di Amministrazione della Rai si è limitato ad eseguire le indicazioni del Parlamento. “La legge che regola il pluralismo politico nei mezzi di comunicazione, non è un meccanismo che abbiamo inventato noi. Di fatto, l’abbiamo sempre chiamata legge bavaglio.”

Ricorso delle reti private

Gli operatori privati Mediaset e Sky hanno fatto ricorso al Tribunale amministrativo contro la decisione di Agcom, e Rupert Murdoch proprietario di Sky ha dichiarato che in ogni caso continuerà ad emettere dibattiti elettorali.

Ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sollecitato il rispetto del principio della par condicio nei mezzi di comunicazione e ha mostrato la sua solidarietà nei confronti di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, entrato in ospedale dopo 33 giorni di sciopero della fame per chiedere il rispetto del pluralismo.

Il direttore del TG 1, Augusto Minzolini, è stato denunciato all’Ordine dei giornalisti per aver dato una notizia falsa. Venerdì ha detto che l’avvocato britannico David Mills era stato assolto, quando in realtà la Corte di Cassazione stabiliva che il reato sussisteva ma che era caduto in prescrizione.

[Articolo originale "La RAI prohíbe el debate político en la campaña electoral" di MIGUEL MORA]

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