Dirigenti di Google condannati a causa di utente video

[De Volkskrant]

Un tribunale di Milano mercoledi’ ha condannato tre amministratori di Google a sei mesi di reclusione con la condizionale, perchè su Google Video c’era un filmato che violava le regole della privacy.

Sul video si vedono quattro studenti che molestano un giovane handicappato. I tre condannati non sapevano niente del video, uno dei milioni che vengono piazzati sul sito. Il video ha causato molto scalpore in Italia.

Non abbastanza rapido

La denuncia contro Google è stata presentata da Vivi Down, un’associazione per le persone affette da sindrome di Down. Il tribunale ritiene che i tre dirigenti di Google Italia non siano intervenuti abbastanza velocemente contro il video e contro coloro che l’hanno fatto, malgrado il fatto che venissero immediatamente postati commenti di disapprovazione sul video e che l’associazione avesse richiesto la sua cancellazione. L’azienda ha controargomentato che controllare tutto ciò che viene postato è impraticabile e indesiderabile. “Loro non hanno filmato, non hanno postato il video, non hanno fatto commenti. Ciononostante vengono per questo ritenuti responsabili”, dice il portavoce, aggiungendo che è la prima volta che dipendenti di Google vengono condannati a causa della violazione della privacy.

Collaborazione

Il video è stato cancellato, dopo che Google è stato messo al corrente della sua esistenza dalla polizia. L’azienda ha prestato la propria collaborazione alle istanze di ricerca per il rintracciamento di coloro che hanno realizzato il video. L’azienda ha subito annunciato che ricorrerà in appello contro le ’sorprendenti’ pene detentive e la multa che l’azienda deve pagare. Google ritiene che la liberta’ di opinione ne venga intaccata. I condannati nel frattempo vivono in altri Paesi e non erano presenti all’udienza nel corso della quale le sentenze sono state rese note. La procedura per andare in appello può durare anni in Italia. Dei bulli italiani hanno fatto il video nel 2006 e hanno postato le immagini a settembre su Google Video. Due mesi dopo l’azienda ha rimosso il video, in cui si vedono gli studenti che molestano un giovane con la sindrome di Down. I bulli erano osservati da compagni di scuola, che non sono intervenuti. Alla fine l’istituto scolastico di Torino ha sospeso i ragazzi per il resto dell’anno scolastico.

Ostilità

La sentenza si conforma ad una storia di ostilità verso Google e altre aziende internet in Italia. Nel 2006 l’azienda mediatica di Berlusconi ha preteso 500 milioni da Youtube e Google perchè sul sito c’erano immagini sulle quali aveva il copyright. Il fisco ha richiesto al sito d’asta eBay di rendere pubblici i dati dei suoi clienti. L’azienda web Yahoo ha ricevuto una multa di 12.000 euro perchè non ha voluto fornire i dati sulle mail private di sospetti criminali al Pubblico Ministero di Milano. (E i) Il Ministero degli Affari Esteri ha obbligato Facebook a fornire i dati riguardo ai fondatori di gruppi Facebook che esalterebbero boss mafiosi e che minaccerebbero di morte il premier Silvio Berlusconi.

Legge sui video

All’inizio dell’anno il governo italiano ha presentato, in seguito alla vicenda, un progetto di legge per obbligare siti di video come Youtube a controllare in anticipo i filmati che vengono caricati. Secondo la Commissione Europea la legge italiana sui video è diametralmente opposta alla direttiva E-commerce dell’Unione Europea. Secondo quest’ultima, i provider internet non possono essere ritenuti responsabili per il contenuto generato dagli utenti.
La legge renderebbe i servizi video impossibili in Italia. Secondo Google il controllo delle centinaia di video che vengono caricati ogni minuto è impraticabile.

[Articolo originale "Googlebazen veroordeeld om video gebruiker" di Robert Buzink]

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6 commenti per Dirigenti di Google condannati a causa di utente video

  • Francesco

    Ma è ovvio che youotube o google non possano controllare tutti questi video. Ma avete idea di quanti video vengono caricati ogni giorno??? Al massimo sarebbe da punire chi, dopo avere avuto segnalazione per un video non appropriato, lasciasse il video comunque. Ma non si può punire il gestore. Ma siamo matti?????

  • @Davide

    Censura Preventiva. Non i giudici, ma chi fa le leggi, deve attaccare su tutti i campi in modo da non essere attaccabile quando userà la legge per fare il delinquente.

  • Alessandro Ghigna

    A mio parere i provvedimenti italiani in materia all’uso di Internet sono finalizzati ad intimidire la condivisione dei filmati in generale. Il pretesto offerto dal caso del bambino down picchiato è perfetto a tale scopo. In questo modo viene a crearsi un “precedente” che rischia di fare giurisprudenza e, di conseguenza, sarà considerata legittima ogni restrizione futura.Inoltre youtube non è una televisione; ciò significa che non è responsabile per i contenuti caricati da utenti idioti.

  • valerio

    Mi piacerebbe leggere qualche opnione riguardo a questa notizia:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/12/news/cassazione-donne-2606495/
    La metto qui perchè a me sembra essere una sentenza assolutamente contraria
    alla liberà d’informazione.
    Non vorrei però che si iniziasse un discorso “uomo-donna” perchè anche se nella
    notizia si invertissero i generi sessuali,io non cambierei lo stesso idea.
    Consiglio di rileggere questo rapporto di reporter sans frontier:
    http://italiadallestero.info/archives/5113
    in cui chiaramente si afferma che il fatto che “La diffamazione è ancora reato”
    costituisce un elemento limitante la libertà di espressione in Italia.

    Per carità, io l’articolo originale non l’ho letto, per cui se qualcuno sa
    dove trovarlo, forse potrei pure cambiare idea.
    Ma resto del parere che la libertà di espressione e di opinione sia
    più importante della tutela dell’onore, che a dire la verità, è un
    ossimoro qui in Italia, dove di Persone Degne ce ne sono poche e
    invece si incensano gli ipocriti.

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