[Der Spiegel]
L’ultimo scivolone di Silvio Berlusconi dimostra quanto sia malato il suo rapporto con la giustizia. Il Presidente del Consiglio italiano ha dato dei “talebani” ai giudici del suo paese. In questo periodo deve rispondere di corruzione ed evasione fiscale.
Roma – Se ci fosse stato bisogno di una conferma ulteriore del suo rapporto distorto con la giustizia e con la legge, venerdì Silvio Berlusconi l’ha sicuramente fornita. Il Presidente del Consiglio italiano ha insultato i giudici del suo paese dando loro dei “talebani”. “Faremo la riforma della giustizia. Non so se piacerà ai talebani della magistratura”, ha detto venerdì nel corso di una conferenza stampa a Torino. “In Italia la sovranità non è del popolo ma dei Pm”, ha criticato il capo del governo che da decine di anni ormai è finito nel mirino della giustizia.
L’ex magistrato anticorruzione Antonio Di Pietro, capo del partito Italia dei Valori, ha prontamente criticato Berlusconi: “chi vuol prendere in giro?”, ha chiesto. Se Berlusconi fosse davvero innocente allora dovrebbe rispondere davanti ai giudici e non comportarsi come il “dittatore di un’operetta”.
In questo momento sono in corso un processo per corruzione e uno per evasione fiscale a carico di Berlusconi. Solo giovedì la Corte di Cassazione a Roma ha dichiarato prescritto un procedimento per falsa testimonianza a carico di David Mills, ex avvocato di Berlusconi. Non è stato tuttavia assolto. L’avvocato inglese era stato condannato in terzo grado per falsa testimonianza in cambio di denaro. A fine anni Novanta avrebbe ricevuto da Berlusconi 440.000 euro per testimoniare il falso in due processi per corruzione. La Corte di Cassazione ha pero’ seguito l’argomento del Procuratore Generale, che aveva chiesto che venisse annullata la sentenza di secondo grado poiché il reato era stato commesso prima di quanto scritto nella sentenza di secondo grado.
Dopo che la Corte Costituzionale aveva di nuovo annullato una immunità fatta su misura per Berlusconi, a fine 2009 erano ripartiti diversi processi per corruzione a suo carico, tra i quali anche quello relativo al cosiddetto “Caso Mills”.
Nelle scorse settimane il capo del governo conservatore ha avviato, con piena maggioranza in parlamento, diverse iniziative che dovrebbero proteggerlo dalla giustizia. Così il senato delibererà sul breve testo di legge per il “legittimo impedimento” in una seconda, conclusiva convocazione il 9 marzo. Questa legge consentirà a Berlusconi e ai suoi ministri di non essere costretti ad apparire, in futuro, nelle aule di tribunale anche senza il consenso dei singoli giudici.
[Articolo originale "Berlusconi bezeichnet Richter als Taliban"]




















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il comportamento del sig. Berlusconi lo rende colpevole più di qualsiasi sentenza, non presentandosi davanti ai giudici e cercando assoluzioni attraverso presunte riforme alla giustizia in realtà è come se avesse confessato più reati di quelli commessi. In Italia si delinque di più che altrove per la mancanza di una pena certa? figuriamoci dopo le “riforme” berlusconiane!
E’ già inqualificabile che l’Italia abbia un presidente corrotto e corruttore ma che gli si permetta pure di agire sulla giustizia con modifiche che spianano la strada alla mafia e ai delinguenti di ogni tipo questo no! Basta!
dato che quando fa certe affermazioni non seguono denunce, qualcuno mi spiega perchè prendere per mentalmente disturbato, antropologicamente diversi, talebani ecc dei Magistrati non costituisce reato ?
E’ opinione politica.
In italia se sei parlamentare puoi dire qualsiasi cosa, perchè sei protetto dall’immunità.
Per fare un esempio se io adesso scrivessi, ma non lo scrivo, è solo un esempio per spiegare
che “Berlusconi è un talebano” allora lui potrebbe denunciarmi per diffamazione,
lui con tutti i suoi soldi, i suoi avvocati e i suoi parlamentari, perchè io
cittadino comune, non ho imunità di alcun tipo, e dovrei quindi dimostrare al giudice
la frase che ho appena citato.
Così è l’italia, se vi piace.
M, per lui non costituisce reato…la vesse detto un Grillo, un santoro un Travaglio….uff…alla gogna
oramai il nostro è un paese ad personam
@M
Semplice, se venisse querelato avrebbe solo piu’ possibilità di gridare alla guerra con la magistratura. Inoltre ti ricordo che fino a pochi mesi fa non era possibile querelarlo dato che il Lodo Alfano lo proteggeva da qualsiasi accusa, anche di omicidio…
@ Stefano
il mio pensiero andava proprio a loro.
@ passante
il lodo valeva prima ora non più.
io spero nello scontro fra Istituzioni, in certi momenti di un Paese diventano il male minore.
di battaglia in battaglia temo che stiamo perdendo la guerra, cmq vedremo a queste amministrative.
nb: ovviamente parteggio per la Magistratura.
@ tutti
vorrei un parere tecnico.
dire mentalmente disturbato, antropologicamente diversi, talebani ecc a rappresentanti del Potere Giudiziario è o non è reato nel codice Italiano ?
se si, è penale o no ?
se si, chi ha il compito di sporgere denuncia, esposto o cose del genere ? e in caso ha dei motivi tecnici per non farlo ? ( per tecnici non intendo il rischio che venga un ictus o profondo stato di ansia a Mr B )
@ M
Bè , la legge parla chiaro
” Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente é punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 516 Euro ” Art. 594 c.p.
(con la conversione della pena, ora prevista nella sola forma pecuniaria ( ex art. 52 del Dlgs. 274/2000, da 258 a 2582 Euro di multa )
“Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate”. Art. 595 c.p.
Quindi la fattispecie c’è , ma – come già dicevo in un altro commento – in Italia esiste l’interpretazione della legge per i “fessi” ( noi ) e per i “furbi” ( Silvio & C.).
Nooooooooooooo!!!!!!!
Art. 68 Costituzione comma 1
“I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.”
E’ l’articolo che piace di più ai nostri politici, perchè li autorizza a dire qualsiasi cosa, anche il falso, anche le diffamazioni, qualsiasi cosa, perchè sono pur sempre opinioni e loro sono pur sempre parlamentari.
@valerio
berlusconi si e appellato anche a quell’articolo quando l’espresso lo ha querelato per aver invitato gli imprenditori a non comprare pubblicita’ sui loro giornali
vedi da chi siamo rappresentati?
@ Valerio
Vero, nella fretta dimenticavo che Silvio è un parlamentare oltre ad essere il Presidente del Consiglio ( anche se in Parlamento non lo si vede mai ), quindi è tutelato dall’art. 68 comma 1 della Costituzione che tanti danni ha fatto in questi anni ( anche se teoricamente è un baluardo della democrazia ).
Comunque ribadisco che è sempre un problema di rapporti di forza , tant’è che Silvio il più delle volte ( ed anche in questo caso ) non è stato certo salvato dall’ art. 68 Cost. per le sue esternazioni, ma dalla connivenza delle classi dirigenti nel nostro paese. Infatti dare dei “talebani” ai giudici o dei “delinquenti” ai militari della Guardia di Finanza o del “comunista” al Presidente della Repubblica configura un reato di vilipendio ex art. 290 c.p., che non può essere più coperto “sic et simpliciter” dall’art.68, ma richiede un’ autorizzazione a procedere. Autorizzazione che nessuno ha mai dato per le gravo offese di Silvio alle istituzioni, nemmeno i ministri della Giustizia del centro-sinistra
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html
http://archiviostorico.corriere.it/1995/dicembre/07/Vilipendio_capo_dello_Stato_archiviate_co_0_9512079341.shtml
Quindi in tutti questi casi non c’entra niente l’art. 68 Cost., perchè Berlusconi è stato salvato dai suoi “amichetti” di destra e di sinistra.
Quando , poi , la cosa finisce nelle mani dei giudici ci pensano loro a far cadere il tutto
http://www.clandestinoweb.com/number-news/760857-storace-blog-finisce-un-incubo-prosciolto-dal-reato-di-vilip.html
Sì, ma secondo me quei due fatti lo riguiardavano come ministro (che non ha l’immunità) e non come parlamentare.
Però sei andato indietro nel tempo… In quel periodo in cui si diceva che la storia era finita, che si lottava per 35 ore di lavoro, in cui si pensavano ai mitici anni duemila, una nuova era di pace e speranza, il genoma umano iniziava ad essere sequenziato con magnifiche prospettive per la medicina (deformazione professionale)…
Cosa ci ritoviamo dopo 15 anni dopo? L’America che fa acqua e guerra da tutte le parti, Berlusconi che… magari si limitasse a fare battute sulla finanza, giovani che lavorano 10 ore al dì per un tozzo di pane, immigrati che a volte non hanno neanche quello, una Lega che da federalista (o indipendentista: meglio secessionista che fascista) è diventata pura xenofobia e discriminazione razziale, la Glaxo che chiude definitivamente a Verona…
Che anni di MERDA.
Scusate lo sfogo, ma ci voleva proprio.
grazie per le info.
Non mi stupiscono gli oltraggi da bettola rivolti a una fondamentale Istituzione democratica del Paese “MAGISTRATI TALEBANI”, che personalmente ritengo un reato gravissimo da perseguire adeguatamente, perché esprimono la cultura autentica, la morale e la realtà sociale, facilmente intuibili, di un parvenu, che spende una delle sue infinite occasioni mediatiche, per indirizzare un messaggio rassicurante non certo cifrato, ma perfettamente trasparente, agli innumerevoli sostenitori che questo linguaggio si attendono, comprendono e accettano per identica vocazione morale e “cultura del diritto”. Mi preoccupano soltanto i devastanti silenzi degli onesti, autentica “debolezza” di un sistema che non esercita il diritto, rinunciando a sapere se chi continua a governare potrebbe essere un potenziale delinquente, poiché tanto blindato e prepotente da continuare nel tempo a prendersi gioco della Costituzione, infischiandosene di coloro che hanno perso la vita combattendo per garantire alle future generazioni uno stato democratico, nella convinzione che dopo la tragica esperienza fascista la legge poteva essere nel tempo uguale per tutti.
“personalmente ritengo un reato gravissimo da perseguire adeguatamente”
Secondo me no.
Uno in una bettola dev’essere libero di dire quel che gli pare.
In una bettola. Appunto.
Invece un’affermazione del genere urlata da un ubriaco in una bettola costituisce reato
di diffamazione ed oltraggio, se al contrario è pronunciata da un governante allora è protetta
dall’immunità parlamentare.
C’è qualcosa di sbagliato, profondamente sbagliato, proprio nel profondo della cultura civile di questo paese.
Un popolo democraticamente maturo dovrebbe saper distinguere tra una bettola e il palazzo del governo.
E rimandare nelle bettole chi utilizza il palazzo del governo come fosse una bettola,
o meglio un bordello.
(e non punire chi utilizza la bettola come fosse una bettola: se ubriaco non può
delirare in una bettola, a cosa servono le bettole? spiegatemelo!)