La vittoria di Berlusconi nel caso giudiziario Mills è solo una vittoria di Pirro

[The Times]

All’apparenza, la decisione della suprema Corte italiana di respingere le accuse contro David Mills per aver accettato una tangente da Silvio Berlusconi sembrerebbe un trionfo per l’assediato Presidente del Consiglio.

Più di una volta nella propria carriera politica, Berlusconi, 73 anni, si è trovato incastrato in un groviglio di casi di corruzione che sembrano segnare la sua rovina; ma poi ogni volta come Houdini, con un salto, riesce a liberarsi o assolto in appello o perché il caso cade in prescrizione.

Nel caso di Mills, i giudici hanno accettato la posizione secondo cui il reato (ovvero il pagamento di 600.000 $ da parte di Berlusconi, attraverso uno dei suoi manager, a Mills dopo che quest’ultimo aveva rifiutato di deporre a suo sfavore in alcuni processi di corruzione contro il Presidente del Consiglio) sarebbe stato commesso nel 1999 e non nel 2000 come sostenuto dall’accusa. Poiché i casi di corruzione cadono in prescrizione dopo 10 anni, la sentenza di 4 anni e mezzo di reclusione inflitta a Mills lo scorso anno è stata annullata.

Il processo di Berlusconi per aver pagato la tangente, che era ricominciato quando una legge che gli consentiva l’immunità era stata annullata lo scorso ottobre, riprenderà domani a Milano. Anche quel caso ora cadrà probabilmente in prescrizione. Se Mills, ex consulente su fondi offshore di Berlusconi (nonché marito separato di Tessa Jowell, ministro per le Olimpiadi), non può essere condannato per aver accettato il denaro perché è passato troppo tempo, sembrerebbe conseguenza naturale applicare lo stesso ragionamento per l’uomo che gliel’ha offerto.

“Vittoria per Berlusconi” recita il titolo de “Il Giornale”, il quotidiano di proprietà del fratello dello stesso Berlusconi, Paolo, aggiungendo che Mills è stato praticamente assolto. La RAI, televisione di stato, ha comunicato ai propri ascoltatori che Mills è stato “assolto”. Fabrizio Cicchitto, capo del Partito delle Libertà (PdL) di Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati, ha dichiarato che il verdetto è stata una dura sconfitta per i magistrati “di sinistra” che complottavano per far cadere il Presidente del Consiglio.

Mills ha dichiarato di essere “grato in modo inesprimibile alla propria famiglia e ai propri amici che sapevano della sua innocenza”. Ma la corte di Cassazione non ha assolto Mills, né ha dichiarato che è innocente. Al contrario, i giudici hanno confermato che è stato commesso un crimine, il pagamento e l’accettazione di una tangente che Mills ha in seguito usato per reipotecare una transazione, e ha sentenziato in tal modo solo perché, a causa del tempo trascorso (e la lentezza della giustizia italiana, che gli avvocati della difesa spesso sfruttano a proprio vantaggio), il colpevole non poteva essere punito.

Non c’è da meravigliarsi se Berlusconi, a quanto si dice, sia soddisfatto solo a metà. “Se qualcuno è stato corrotto, ne consegue che c’è un corruttore” ha dichiarato Antonio di Pietro, l’ex magistrato anti-corruzione e leader del partito di centro-sinistra Italia dei Valori. “La fine dei termini di prescrizione non cancella il crimine e questo verdetto è una condanna morale per il Presidente del Consiglio” ha dichiarato Massimo Donadi, un deputato dello stesso partito.

Mills è stato condannato a pagare 250.000 euro allo stato italiano per “danneggiamento dell’immagine dell’Italia” attraverso le sue azioni, da cui potrebbe conseguire, per implicazione, che anche Berlusconi ha danneggiato la reputazione della nazione. Il verdetto di Mills si rivela pertanto utile a Berlusconi, ma non cambia l’impressione generale che la sua coalizione al potere stia perdendo supporto e sia sempre più inghiottita dalla corruzione nella corsa verso le elezioni chiave nelle regioni a fine marzo.

Berlusconi ripete come un mantra che i pubblici Ministeri e i giudici sono lì a minare il suo Governo con l’aiuto dei media di sinistra. Lui e i suoi alleati stanno intanto spingendo in Parlamento una nuova legislazione in grado di fargli da scudo contro altri casi in corso, inclusa la presunta frode fiscale da parte della sua compagnia televisiva Mediaset, abbreviando i processi. Un altro disegno di legge sospenderebbe tutti i processi contro di lui mentre adempie ai propri doveri ufficiali, ripristinando a tutti gli effetti la sua immunità. Ma le sue dichiarazioni secondo cui tutte le accuse contro di lui e i suoi alleati sono motivate da ragioni politiche sono state malamente offuscate quando Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile e suo braccio destro, è stato posto sotto indagine questo mese per supposte tangenti e “sesso in cambio di favori” nell’appalto dei lucrativi contratti per il vertice G8 dello scorso anno in Italia. Bertolaso resta in carica e nega tutte le malefatte. Tuttavia, un uomo d’affari romano e tre ufficiali dei lavori pubblici sono agli arresti, mentre Denis Verdini, uno stretto alleato di Berlusconi, è stato messo sotto indagine.

C’è una rabbia crescente tra quelli che sono rimasti senza casa dopo il terremoto dell’Aquila per i contratti di ricostruzione corrotti e le voci crescenti di un ritorno dell’era degli anni ‘90 di Tangentopoli, che aveva “spodestato” la Democrazia Cristiana dopo mezzo secolo di potere.

Un ulteriore scandalo ha popolato i titoli di questa settimana, quando i pubblici ministeri di Roma hanno rilasciato 56 mandati di arresto con l’accusa di riciclaggio di denaro per il valore di due milioni d’euro, accusa che vede coinvolti l’operatore di banda larga Fastweb e Telecom Italia, come anche Nicola di Girolamo, un senatore del partito di Berlusconi. Il senato deve decidere se permettere alla polizia di arrestare Di Girolamo, uno dei tanti senatori eletti dagli italiani all’estero, accusato non solo di riciclaggio di denaro sporco ma anche di aver conquistato il seggio nel 2008 grazie a schede elettorali false realizzate in Germania dalla “‘Ndrangheta”, la mafia calabrese. Sebbene Di Girolamo abbia negato di avere contatti con la mafia, L’Espresso ha pubblicato fotografie di lui che abbraccia boss mafiosi.

Il Presidente del Consiglio è, in altre parole, in una situazione difficile. Continua a sostenere che tutte le accuse di corruzione sono una trama per farlo cadere. D’altra parte, ha dovuto rispondere all’evidente calo di supporto pubblico ammettendo che i magistrati sono nel giusto nel loro impegno a portare alla luce la corruzione e promettendo di introdurre severe misure anti-corruzione.

Se dovessero emergere ancora altri scandali, sarà sempre più difficile anche per l’Houdini italiano approvare o incoraggiare lo smascheramento e la punizione della corruzione, seppur non nei casi che coinvolgono lui stesso o i suoi stretti collaboratori.

[Articolo originale "Berlusconi's victory in Mills court case is only a hollow one" di Richard Owen]

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12 commenti per La vittoria di Berlusconi nel caso giudiziario Mills è solo una vittoria di Pirro

  • Stecca 66

    L’ennesima dimostrazione dall’estero, in questo caso ancor piu lampante visto che Mills è Inglese, di come la nostra informazione derivante dalla tv è corrotta, guasta e degeneratrice.

    Siamo alla soglia dei 2 anni d’insediamento, non si è fatto NULLA, se non leggi ad personam e riempire i giornali con pagliacciate, barzellette e puttane.
    Dove sono gli aiuti alle piccole medie imprese????
    Incontri politici? Si certo, Libici, Bielorussi, Russi……tra simili ci si intende.

    DIMETTITI LETAMAIO!!

    • valerio

      Dicessi una parola del genere al mio sindaco.
      Altro che denuncia ai carabinieri!
      (poi non ho ancora ben capito perchè quindici anni fa
      si doveva essere pronti a colpire i carabinieri
      ed adesso gli si attaccano alle braghe per farsi proteggere
      - atteggiamento molto simile a quello del fu PNF tra l’altro)

  • Saverio

    Comunque la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione dimostra che la “casta” dei giudici non è poi tanto meglio di quella dei politici : hanno preso una decisione assolutamente politica, camuffandola da questione tecnica. Perchè volevo proprio vedere qualora il giudizio avesse riguardato un cittadino qualunque , se i giudici avrebbero così puntigliosamente discusso sul momento della commissione del reato !!!

  • harlock

    @Saverio
    Se non avessero optato per la prescrizione sarebbero stati accusati di aver preso “una decisione assolutamente politica”… ovviamente di segno opposto. Quale sarebbe stata la decisione giusta da prendere per non essere considerati “politicizzati”?

    • Saverio

      Hai perfettamente ragione , capitano , ma ciò non toglie che per noi – comuni cittadini – il fatto assuma delle tinte piuttosto inquietanti. Perchè significa che stiamo diventando ( o lo siamo sempre stati ? ) un paese nel quale l’interpretazione della legge dipende dallo “status” dell’ imputato : sei un comune rubagalline ? Allora la Cassazione non guarda nemmeno il tuo fascicolo e conferma la condanna fissata dai giudici di merito; sei l’avvocato di Berlusconi ? Allora i giudici della Corte fanno le pulci alle tesi dell’accusa finchè non trovano un appiglio per liberarsi della patata bollente.
      Comunque a proposito di quella discussione circa il ruolo delle grandi banche nella crisi dei PIIGS ho trovato questo
      http://forum.escogitur.com/index.php?topic=34052.0

  • Marco

    @Saverio
    Sono in parte d’accordo. Nel senso che è plausibile che i giudici abbiano “scelto” la soluzione che accontenta tutti (in vero stile italiano) ovvero, Berlusconi condannato moralmente ma all’atto pratico non pagherà nulla ed avrà la libertà di rivendere (attraverso i suoi giornali) la storia come una vittoria. Credo che una delle motivazioni sia il voler evitare che questo governo scellerato scardini ancora di più lo stato di diritto attraverso altre leggi per salvare l’impunito, che lo stesso governo ha minacciato di mettere in atto qual’ora si rendesse necessario per “salvare” Berlusconi dalla “persecuzione”.
    @harlock
    Ottima domanda. Il fatto che riguardi (direttamente o indirettamente) un politico è sufficiente perchè chiunque possa interpretare la sentenza come una decisione politica nel momento in cui fa comodo. L’umiltà è una merce molto rara.

    • harlock

      Non credo si tratti di umiltà ma di onestà intellettuale. Infatti i giudizi variano a seconda nemmeno del giudice, ma del condannato: se è un avversario la condanna è giusta o almeno può esserlo; se è un alleato è sicuramente un accanimento dovuto alla politicizzazione della magistratura. Ma il vero dramma è dato dalle migliaia di “trinariciuti” che seguono a ruota…

  • Stecca 66

    Gli attacchi contro la stampa, i giudici, il presidente della Repubblica e la Costituzione fanno pensare che, per salvarsi, il PAGLIACCIO abbia volutamente assunto il rischio di indebolire queste ultime difficoltà che si interpongono alla tranquillità di un cittadino festaiolo e di un imprenditore disonesto chiamato Silvio Berlusconi.

  • rossana

    Dunque, se ho capito bene, il reato che Mills ha commesso è stato prescritto perché sono passati dieci anni e non nove dalla data in cui ha commesso il suddetto reato. Ma allora è colpevole?

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