[Le Monde]
Il nome di Guido Bertolaso è stato fischiato, domenica 14 febbraio, durante una manifestazione a L’Aquila, città in parte distrutta dal terremoto dell’aprile 2009. Sottosegretario di Stato alla protezione civile, Bertolaso si credeva intoccabile dopo aver dimostrato, in occasione del sisma, un’innegabile efficacia nel rialloggiare 50 000 sfollati in qualche giorno.
Questa immagine di santo laico è stata cancellata l’11 febbraio con la rivelazione, da parte di un giornale, di un avviso di garanzia emesso nei suoi confronti dalla procura di Firenze.
Quattro dei suoi più stretti collaboratori, tra i quali Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulla manipolazione degli appalti per i lavori di ristrutturazione dell’arcipelago della Maddalena, nel nord della Sardegna, dove, nel 2009, si sarebbe dovuto svolgere il G8, alla fine spostato all’Aquila.
Lo stesso Bertolaso è sospettato di essere intervenuto in certi contratti pubblici, in favore di alcune imprese, in cambio di “servizi sessuali”.
Di fronte a tali sospetti, Bertolaso ha immediatamente presentato le sue dimissioni al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Quest’ultimo, che considera il capo della protezione civile come il miglior asso nella manica del suo governo, le ha rifiutate. “Si tratta di un grosso malinteso”, ha subito dichiarato questo ex medico di 59 anni, negando di aver beneficiato di qualsivoglia favore. Le prestazioni sessuali? “Delle sedute di massaggi, praticate da una fisioterapista” ha dichiarato. Tuttavia, il contenuto delle intercettazioni telefoniche tra Bertolaso e Diego Anemone, un piccolo imprenditore del Lazio vincitore di diversi appalti in Sardegna e gestore di un centro benessere alla porte della capitale italiana, resta ambiguo. “Buongiorno, sono Guido, sono appena rientrato dagli Stati Uniti, se questo pomeriggio Francesca fosse libera, verrei volentieri per una seconda seduta.” La Repubblica (sinistra) e il Corriere della Sera (conservatore), che hanno pubblicato venerdì degli estratti di queste conversazioni, fanno inoltre allusione a dei versamenti di denaro. Bertolaso si difende in modo maldestro: “Gestisco milioni di euro, perché mi dovrei far comprare per qualche decina?”
Al di là del lato scabroso di questa vicenda, è il ricorso sistematico alla protezione civile da parte dello Stato italiano che è in discussione. La protezione civile assicura la prevenzione e la gestione delle catastrofi, ma anche la messa in opera, in tempi record, di infrastrutture per i più disparati “avvenimenti speciali” come il G8, il giubileo dell’anno 2000, i funerali del Papa, i lavori di Pompei, il congresso delle famiglie o i Mondiali di nuoto a Roma del giugno 2009.
Il ricorso alla protezione civile, di cui il governo stava considerando la privatizzazione prima che scoppiasse questo scandalo, deve essere autorizzato da un decreto del governo. Nel 2009, Berlusconi ne ha firmati 78, per un ammontare di svariate centinaia di milioni di euro, che si sono aggiunti ai 10 miliardi di euro stanziati per la protezione civile in 10 anni. Esempio: 320 milioni di euro sono stati spesi per l’edificazione di un hotel e di un centro congressi in Sardegna che non sono mai stati utilizzati.
Questa procedura ha permesso alla protezione civile di liberarsi da alcune regole di controllo sui contratti pubblici. Desideroso di risolvere velocemente numerose questioni sulle quali giocava la propria credibilità (crisi dell’immondizia a Napoli, assegnazione di nuovi alloggi per gli sfollati dell’Aquila…), Berlusconi ha chiesto molto a Bertolaso. “Non ho potuto controllare tutto”, si è rammaricato quest’ultimo.




















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ma potremmo avere qualche giornale più serio e informato in questa rassegna?
Esiste per esempiole Figarò…!
…La protezione civile assicura la prevenzione e la gestione delle catastrofi…… “la prevenzione” non mi
sembra proprio, a volte direi l’opposto … mah ! S.