[Times Online]
Il governo di centro destra di Silvio Berlusconi ha approvato oggi il dispiego di 500 soldati per tre mesi per far fronte alla mafia di Caserta, vicino Napoli, dove sei immigrati africani sono stati uccisi in una sparatoria la settimana scorsa.
Il governo, che si è insediato a maggio, in estate ha disposto l’utilizzo di 3000 soldati per fiancheggiare le forze di polizia nelle città italiane come misura per contrastare microcriminalità e immigrazione illegale.
Tuttavia, questa è la prima volta che l’Italia impiega militari per combattere la mafia dagli anni novanta, dopo l’omicidio a Palermo nel 1992 dei due giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quell’operazione, in codice Vespri Siciliani, durò sei anni.
Roberto Maroni, ministro dell’Interno, ha dichiarato che il periodo di tre mesi potrebbe essere esteso. Questo dimostra che lo Stato ha risposto velocemente al massacro degli immigrati a Castelvolturno venerdì scorso nel casertano, ha detto, aggiungendo: “Prima abbiamo inviato altri 400 poliziotti, ora abbiamo deciso di usare l’esercito”.
Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ha approvato la misura nonostante in precedenza avesse affermato che “Caserta non è Kabul” e che l’esercito italiano “non può risolvere tutti i problemi dell’italia”. Maroni aveva inizialmente richiesto 1000 soldati.
Lunedì la polizia italiana ha iniziato un rastrellamento di mafiosi sospettati di aver preso parte agli omicidi che hanno scosso l’Italia. Alfonso Cesarano, 29 anni, già condannato come affiliato del clan camorristico dei Casalesi, è stato arrestato a casa dei genitori a Baia Verde, di fronte alla sala giochi di proprietà di un uomo ammazzato poco prima dell’attacco agli africani. Secondo gli investigatori, entrambi gli attacchi sarebbero stati commessi dallo stesso sicario, legato alla guerra per il traffico di stupefacenti.
La polizia ha detto che Cesarano stava già scontando gli arresti domiciliari per reati legati alla droga. Maroni ha dichiarato che il sistema dei domiciliari doveva evidentemente essere riconsiderato per i casi di criminalità organizzata.
Sei africani – tre provenienti dal Ghana, due dalla Liberia e uno dal Togo – sono stati feriti a morte durante l’attacco, in cui sono stati sparati 120 colpi di Kalashnikov e pistole da automobili e scooter. Gli immigrati hanno dato luogo a scene di guerriglia dopo gli omicidi, protestando contro la presunzione “razzista” che tutti gli africani sarebbero trafficanti di droga o criminali.
Si stima che ci siano all’incirca 11 mila o 12 mila gli immigrati irregolari a Castelvolturno, ma ci sono anche 2 mila immigrati in regola, con permesso di soggiorno e di lavoro, molti dei quali di seconda generazione e di nazionalità italiana. “I razzisti dicono loro di tornarsene a casa, ma l’Italia è la loro casa,” commenta il quotidiano La Repubblica.
Castelvolturno compare nel libro Gomorra, una denuncia della camorra scritta dal napoletano Roberto Saviano, trasposto poi in un film pluripremiato. Saviano si è appellato alla “gente comune” del napoletano per spezzare l’omertà, il codice di silenzio della mafia, e aiutare la polizia a scovare i copevoli. Ha detto che la camorra potrebbe essere sconfitta solo se gli abitanti della zona smettessero di chiudere gli occhi e far finta di niente, e si ribellassero al “clima di paura”.
La strage di Castelvolturno segue di dieci giorni la morte a Milano di Abdul Salam Guibre, un ragazzo italiano di origine africana picchiato a morte da due baristi che l’avevano sorpreso a rubare biscotti. Migliaia di dimostranti hanno sfilato a Milano lo scorso fine settimana, rovesciando cassonetti della spazzatura e cantando in coro “Ignoranti bastardi italiani”, agitando in aria biscotti in segno di protesta.
Il summit di governo ha approvato stamattina anche la costruzione di dieci nuovi centri di detenzione per gli immigrati irregolari, e una misura che impone ai parenti stretti degli immigrati regolari di sottoporsi al test del DNA prima di ottenere il permesso di entrare in Italia. Maroni ha detto che l’anno scorso sono entrati 23.600 clandestini in Italia, contro i 14.200 del 2007: un aumento del 60 per cento.
Maroni si è lamentato che, nonostante il “patto di amicizia” firmato nell’agosto scorso da Berlusconi e dal colonnello libico Gheddafi, sulla riduzione del flusso di immigrati irregolari all’isoletta di Lampedusa, a largo della costa nordafricana, gli immigrati continuano ad arrivare. Maroni ha minacciato di tagliare l’aiuto finanziario dell’Italia alla Libia, parte dell’accordo firmato ad agosto, e di mettersi personalmente a capo di una piccola flotta di imbarcazioni guardia-costiere verso la Libia il prossimo mese, “dopo il Ramadan”, per contrastare le barche di clandestini.
L’ambasciata di Libia a Roma ha scritto in una nota che se Maroni arrivasse “in un modo tanto spettacolare”, verrebbe fermato. “Se scegliessimo di riceverlo, decideremmo noi quando e con quali mezzi potrebbe arrivare,” dice la nota. Maroni ha insistito nel dire che i guardacoste congiunti tra Italia e Libia facevano parte del “patto di amicizia”.
Il cardinale Angelo Bagnasco, capo della conferenza episcopale italiana (CEI), ha detto di “non sottovalutare” il pericolo di un esplosione di razzismo e di xenofobia in Italia. Ha dichiarato che anche i clandestini sono “nostri fratelli. Spesso pagano con la vita il tentativo di raggiungere le coste italiane”. La risposta, ha detto il cardinale, è nelle mani della politica comune europea in materia di immigrazione e nell’aiuto economico ai paesi poveri da cui provengono gli immigrati.





Gli ultimi commenti.
Che bel risultato che ha ottenuto il governo inviando i militari in Campania prorpio un bel risultato.
Ma fatevi ammazzare.
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