Trenta punti per poter vivere in Italia

[De Standaard]

Seguendo il modello canadese, l’Italia pensa all’introduzione di una “carta a punti” per gli immigrati.

Trenta punti per poter continuare a vivere in Italia. Il governo italiano che, con il partito anti-immigrazione Lega Nord nell’esecutivo sta già combattendo duramente l’immigrazione clandestina, pensa ora anche all’introduzione di “un sistema a punti” per gli immigati legali. Chi farà del suo meglio potrà accumulare punti, grazie ai quali il suo permesso di soggiorno verrà automaticamente rinnovato. Chi sbaglia perde punti e rischia di dover alla fine lasciare l’Italia. L’Italia utilizza già ora un sistema di patente di guida a punti, cosa che il nostro paese vuole introdurre nel 2012.

“Un esame lungo due anni” titola il Corriere della Sera. Se il sistema entrerà in vigore un immigrato avrà, a partire dalla data di richiesta del suo permesso di soggiorno, due anni di tempo per raccogliere trenta punti. Due anni è la durata massima di un permesso di soggiorno.

L’immigrato potrà ottenere molti punti soprattutto mediante lo studio dell’italiano. Chi lavora e ha un indirizzo stabile potrà guadagnare punti extra con lo “studio dei principi fondamentali della Costituzione italiana” e “dimostrando un’adeguata conoscenza della vita civile in Italia, in particolare nel campo della sanità, dell’istruzione, dei servizi sociali, del mercato del lavoro e degli obblighi fiscali”.

Se l’immigrato raggiunge i suoi trenta punti, il suo permesso di soggiorno viene automaticamente rinnovato. Se ottiene tra zero e trenta punti, allora la decisione viene rinviata di un anno. In questo periodo l’immigrato dovrà impegnarsi ancora di più nel raccogliere punti. Se passati due anni avrà zero punti o meno esiste ancora qualcosa come 120 ore di “corso intensivo” di lingua e cultura italiana mediante il quale l’immigrato potrà ancora salvare il suo soggiorno. Dovesse invece nel frattempo incorrere in una condanna superiore a tre mesi, allora non ci sono punti al mondo che lo possano salvare.

L’Italia spera di introdurre il sistema a punti già entro due mesi. La proposta sta sollevando polemiche in Italia, non tanto sul contenuto dei 30 punti, ma sulla burocrazia supplementare che comporta. “L’Italia non è il Canada, dove questo sistema a punti funziona” sostiene Livia Turco, specialista di immigrazione nel PD, il partito di opposizione, sulla stampa italiana. “Se ci si aspetta da un immigrato che frequenti un corso di lingua si deve anche essere in grado di offrire un simile corso e non delegare la questione al volontariato o alla Chiesa”. Inoltre la Turco sostiene che il rinnovo di un permesso di soggiorno in Italia dura già di per sè un anno e questa proposta non fa che complicare ulteriormente la procedura.

[Articolo originale "Dertig punten om in Italië te mogen wonen" di Ine Roox]

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