[Pùblico]
Il Governo italiano ha approvato oggi il decreto sulle modalità del ritorno al nucleare. Ma l’opposizione a questa fonte di energia continua ad essere forte nel paese che ha rinunciato ad usarla più di vent’anni, tramite referendum dopo la catastrofe di Chernobyl.
“Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in forma definitiva, il decreto che determina il percorso da seguire per rilanciare il nucleare” ha comunicato il Ministero dello Sviluppo Economico.
La costruzione delle centrali che dovranno essere in funzione dal 2020, inizierà nel 2013.
Il Parlamento ha adottato la legge sul nucleare l’anno scorso ma il Governo aveva ancora dei criteri da determinare, cosa che ha fatto oggi.
Il decreto indica nello specifico i “criteri generali” di ubicazione delle future centrali, che saranno successivamente resi pubblici dall’agenzia per la sicurezza nucleare, di futura creazione. La questione della localizzazione è la più spinosa e la pubblicazione, all’inizio di dicembre, di una lista di possibili futuri siti da parte del Partito dei Verdi, ha causato grandi polemiche, nonostante la smentita del Governo. Governo che sta già prevedendo sistemi di compensazione economica per le zone che accetteranno di ricevere una centrale.
Inoltre, il decreto impone alle imprese che gestiranno le centrali che siano responsabili dei costi di smantellamento e prevede la creazione di un magazzino per le scorie e di un centro per il loro trattamento.
Il Governo promette che il ritorno del paese al nucleare si svolgerà con “ampia partecipazione delle Regioni, delle comunità locali e della popolazione, attraverso consultazioni popolari”.
Ma nonostante le promesse di “trasparenza”, il programma nucleare affronta una forte opposizione e promette di essere uno dei dossier più caldi delle elezioni regionali di fine marzo.
“È una vergogna, questo decreto è chiaramente incostituzionale”, ha dichiarato oggi Paolo Brutti, responsabile dell’ambiente nel partito di opposizione Italia dei Valori.
“Berlusconi deve dire la verità sul nucleare e sui luoghi in cui intende costruire le nuove centrali”, ha denunciato Ermete Realacci, responsabile per l’economia verde nel Partito Democratico.
Undici Regioni su venti hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il programma nucleare. Ma la settimana scorsa, il Governo si è difeso attaccando nella stessa istanza tre Regioni che hanno adottato leggi che proibiscono la costruzione di centrali sul proprio territorio.
Il ritorno al nucleare è parte essenziale del programma di Governo di Silvio Berlusconi, che in questo modo intende diminuire la dipendenza energetica dall’estero e abbassare il prezzo dell’elettricità. Roma ha fissato come obiettivo la riduzione del 25% del suo fabbisogno di elettricità entro il 2030 grazie al nucleare.
[Articolo originale "Itália prepara regresso da energia nuclear" di AFP]





















altra considerazione: arriviamo a gestire in situazione d’emergenza (con che risultati poi…) i rifiuti normali. figuriamoci le scorie prodotte da una centrale!! cosa facciamo? arricchiamo ancora di più i suoli della campania?
Concordo valenkaja,
però vorrei dire a tutti qui, che io mi preoccuperei di più ancora della minaccia di ieri dell’Iran agli USA di togliere le armi nucleari dall’ ITALIA !
Sapete questo cosa vuol dire vero ?