Telefonica e Telecom Italia negoziano la fusione

[O Globo]

La spagnola Telefonica annuncerà le “nozze” con Telecom entro la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Secondo tutte le indiscrezioni, l’annuncio verrà dato dopo che gli operatori avranno reso pubblici i risultati finanziari del 2009. Fonti riferiscono che il gruppo spagnolo ha messo a punto con le banche europee le linee di credito per l’operazione. Inoltre in Italia sono stati rimossi gli ostacoli politici che bloccavano i negoziati.

Per ora, sono possibili due opzioni “per non ferire l’orgoglio italiano”. La prima sarebbe la creazione di una holding che amministri le reti di Telefonica e di Telecom Italia. La seconda potrebbe essere la statalizzazione dell’operatore italiano. In questo caso Telefonica si occuperebbe di rendere operativi tutti i servizi e commercializzarli.

In Brasile Telefonica è proprietaria della metà di Vivo, il maggior operatore di telefonia mobile del Paese, e dell’operatore di telefonia fissa di San Paolo, Telefonica. Telecom Italia è padrona di TIM, la terza impresa di telefonia mobile. Le indiscrezioni provenienti dall’Europa hanno influito sulle azioni delle compagnie in Brasile. Ieri alla Borsa dei Valori di San Paolo (Bovespa) le azioni di Tim e di Vivo hanno chiuso in rialzo, ma segnano un ribasso dall’inizio del 2010.

Le azioni ordinarie (con diritto di voto) della TIM, che registrano un ribasso del 4,76% quest’anno, hanno chiuso a 6,81 Reais (più 2,25%). Le azioni privilegiate (senza diritto al voto) sono salite del 2,33%, a 4,82 Reais, ma perdono un 5,86% nel 2010. Le azioni ordinarie di Vivo, salite ieri del 3% a 51,50 Reais, hanno avuto nel 2010 un ribasso del 4,17%. Le privillegiate di Vivo hanno avuto un rialzo del 2,37% a 51,40 Reais, con un ribasso di 5,2% da gennaio.

La fusione tra Telefonica e Telecom Italia sarebbe inoltre il primo passo verso la creazione di Tele Europa Sud, un’idea antica che prevede l’unione tra Portugal Telecom, Telefónica, Telecom Italia e Deutsche Telecom. L’obiettivo sarebbe l’abbattimento dei costi per far fronte alla concorrenza delle altre compagnie, come quelle del Regno Unito.

Per l’impresa che risultasse dalla fusione di Telefônica e Telecom Italia, per esempio, la partecipazione dell’86% di Telecom Italia nella TIM Brasil vale più del 50% del gruppo spagnolo in Vivo. Fonti riferiscono che i manager europei stanno facendo proprio questi calcoli. Poiché i valori azionari delle imprese sono bassi, si sono presi in considerazione gli attivi, come le reti in fibra ottica.

La situazione in Brasile ancora non è definita

Secondo una fonte, anche se non c’è niente di definito per ora, c’è la possibilità che la Portugal Telecom compri dagli spagnoli l’altra metà di Vivo e poi faccia un partenariato con Oi, cosa di cui già si discute.

“Ma ancora non c’è nulla di certo sul Brasile”, dice la stessa fonte.
La Portugal Telecom comunque ha un indebitamento di 6,85 miliardi. Oltre a possedere il 50% delle azioni di Vivo, l’operatore portoghese possiede una parte del portale UOL e ha appena acquistato la brasiliana GPTI, impresa di Information Technology. Al momento, dice un manager, ancora non sta negoziando con gli spagnoli.

Secondo il dettato dell’Agência Nacional de Telecomunicações (Anatel), Telefonica non può partecipare alle decisioni strategiche della TIM in Brasile. Ciò significa che i due rappresentanti del gruppo spagnolo non possono partecipare alle riunioni del consiglio di amministrazione di Telecom Italia al momento della discussione sul Brasile.

[Articolo originale "Telefónica e Telecom Italia negociam fusão" di Bruno Rosa]

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