[Le Figaro]
Lunedi sarà bandita una gara per la vendita della compagnia aerea italiana sull’orlo del fallimento.
Il tempo gioca drammaticamente contro Alitalia: “In cinque o sei giorni, i suoi aerei non saranno più autorizzati a volare”, ha affermato domenica il Ministro dei trasporti Altero Matteoli. Lunedì, il commissario straordinario della compagnia aerea Augusto Fantozzi pubblicherà sul sito web di Alitalia un bando di gara per invitare qualsiasi acquirente interessato a rilevare un ramo d’attività della società ad annunciarsi prima del 30 settembre. Questo bando sarà diffuso, a partire da domani, sui quotidiani italiani e stranieri.
“Se Fantozzi prendesse in mano i negoziati, noi ritorneremmo al tavolo delle trattative”, ha commentato il leader della confederazione dei lavoratori Cgil Guglielmo Epifani. La sua proposta è di vendere “immediatamente” Alitalia a una compagnia straniera “in grado di assicurare una gestione industriale e finanziaria più forte”. La sua scelta è caduta su Lufthansa.
Cruciale appuntamento questa mattina di Augusto Fantozzi alla sede dell’Autorità per l’aviazione civile (ENAC), l’ente pubblico competente per il rilascio dei permessi di volo. Quella di Alitalia è stata prolungata a titolo provvisorio. Scadrà entro il 3 ottobre.
Finora, il presidente dell’ENAC, Vito Riggio, ha concesso dieci giorni di sopravvivenza per la compagnia aerea. Per il ministro dei Trasporti, “la decisione dovrà essere presa prima”. Egli ha spiegato che la legge, in assenza di un piano per porre fine alla crisi, impone il fallimento: “Per evitare questo, Alitalia dovrà garantire di essere in grado di operare per un periodo di tre mesi.” Cosa che gli sembra difficile: i salari nel mese di settembre rischiano di essere “gli ultimi” per i suoi 19.500 dipendenti.
Le autorizzazioni dipendono dalla situazione finanziaria della società. All’inizio di questo mese, Alitalia ha annunciato di disporre di risorse sufficienti per settembre. L’azienda spera di trovare la liquidità [necessaria NdT] fino a febbraio rinegoziando alcuni crediti che arriveranno a tal punto a scadenza.
Bisognerebbe anche che Bruxelles accettasse, cosa che sembra poco probabile.
Una rinazionalizzazione non è da prendere in considerazione: “Meglio non pensarci. Ogni nuovo intervento pubblico è impossibile”, afferma il ministro dell’economia Giulio Tremonti. Per quanto riguarda le imprese straniere, evitano per il momento di impegnarsi nelle negoziazioni: “Ho personalmente contattato i presidenti di Air France/KLM, BA e Lufthansa. Hanno tutti declinato il mio invito, pur manifestando un interesse per il mercato italiano”, ha scritto il Commissario Fantozzi in una lettera al Corriere della Sera.
“Dramma nazionale”
Silvio Berlusconi ha parlato di “tragedia nazionale”: “C’è solo una alternativa: firmare l’accordo industriale o scomparire”. Sarebbe anche necessario che i sindacati fossero d’accordo tra di loro. Il fronte sindacale è diviso. Tre confederazioni hanno firmato il protocollo “Fenice” presentato dal cartello industriale che si proponeva quest’estate di rilevare la partecipazione del 49,9% dello stato nella società.
Gli industriali hanno comunque ritirato la loro offerta l’11 settembre, avendo la CGIL e cinque sindacati di categoria dei piloti e degli steward avanzato ulteriori richieste.
Questo fine settimana, le hostess aeree hanno fatto voltafaccia dichiarando la loro disponibilità a firmare. Resta ancora tutta da conquistare l’adesione dei piloti.





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