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Accordo tra Brown e Berlusconi intensifica la collaborazione in materia di energia nucleare

Pubblicato Mercoledì 10 Settembre 2008 in Ecuador

[El Comercio]

Il primo ministro britannico, Gordon Brown, e il suo omologo italiano, Silvio Berlusconi, hanno raggiunto oggi un accordo che intensifica la collaborazione da ambo le parti in materia di energia nucleare e che inoltre prevede l’adozione di misure ‘congiunte’ in ambito europeo per affrontare la crisi economica.

In una conferenza stampa al termine di una riunione avvenuta a Londra, Brown e Berlusconi hanno inoltre reso noto un accordo sui temi dell’immigrazione e riguardo la politica del G8 (i sette paesi più industrializzati più la Russia), il cui prossimo vertice sarà presieduto dall’Italia.

Brown ha dichiarato che un numero sempre maggiore di paesi scelgono l’energia nucleare come alternativa al combustibile fossile, il cui prezzo continua a salire, ed inoltre - ha aggiunto - danneggia l’ambiente.

Berlusconi, il cui tentativo di promozione di questo tipo di energia all’interno del proprio paese si é scontrato con l’opposizione dei Verdi, ha espresso oggi l’auspicio di una ‘politica nucleare comune per l’Europa’.

In quanto ai ‘problemi economici globali’, così definiti dal premier britannico, entrambi i capi di governo si sono accordati al fine di promuovere una serie di ‘riforme’ all’interno dell’Unione Europea (UE), per aiutare soprattutto i settori della piccola e media impresa.

A proposito dell’analisi dell’UE riguardo allo stato di recessione che investirà nel prossimo anno le principali economie dell’Unione, tra cui il Regno Unito, Brown ha insistito che la Gran Bretagna si trova in una posizione favorevole per superare tale momento critico.

‘La nostra situazione è migliore di quelle in cui ci siamo trovati in passate recessioni’, ha assicurato il capo di governo britannico.

[Brown, n.d.T.] Ha sottolineato che, a differenza degli anni ‘90, nei quali il paese era sprofondato in una grave crisi [economica, n.d.T.], i tassi di interesse si mantengono bassi, l’occupazione rimane alta e, grazie ad un basso debito pubblico, lo stato sarà in grado di ‘attingere ad un numero maggiore di prestiti in questo momento di difficoltà per portare avanti il programma di investimenti pubblici che rappresenta un incentivo per l’economia’.

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