L’Italia prende le distanze dalle critiche agli Stati Uniti ad Haiti

[The New York Times]

ROMA – L’Italia lunedì ha preso le distanze dalle dure critiche agli sforzi umanitari americani ad Haiti, un giorno dopo che il funzionario capo italiano addetto alla gestione delle calamità li aveva definiti un “patetico” fallimento, mettendo sotto accusa il ruolo dei soldati americani.

Anche il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha respinto le critiche, affermando durante una conferenza stampa a Washington con il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che una tale massiccia risposta umanitaria non avrebbe potuto avere successo senza le forze armate. Frattini ha detto ai giornalisti che Roma ha apprezzato l’intervento militare di Washington.

Domenica, il capo della protezione civile italiana aveva fatto a pezzi l’intervento militare americano definendolo inefficiente e scollegato dalla realtà dei fatti sul campo. In un’intervista con la televisione di stato RAI, Guido Bertolaso aveva affermato che le operazioni di soccorso nel loro complesso erano un fallimento “patetico”, e aveva chiesto la designazione di un coordinatore internazionale civile per gli sforzi umanitari.

Le critiche di Bertolaso sono inusuali, provenendo dall’Italia, che è uno stretto alleato degli Stati Uniti. Invece Bertolaso non è un funzionario eletto, è un sottosegretario di governo con stretti legami con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Egli ha comunque sottolineato che i suoi commenti alla RAI non erano stati espressi in qualità di rappresentate nella sua veste ufficiale.

Frattini, durante la visita a Washington, ha enfatizzato l’apprezzamento italiano per la leadership americana ad Haiti.

“Voglio ripetere qui quanto altamente stimiamo i generosi e importanti sforzi degli Stati Uniti nell’aiutare la gente di Haiti,” ha affermato Frattini. “Stimiano altamente e apprezziamo fortemente l’impegno personale del Presidente Obama e del Segretario Hillary Clinton per l’aiuto che portano alla popolazione.”

Clinton, da parte sua, ha fatto notare come l’Italia stessa abbia inviato una nave militare, la portaerei Cavour, per contribuire alle operazioni di soccorso.

“C’è sempre l’opportunità di fronte a ogni disastro di fare quello che noi negli Stati Uniti chiamiamo strategia del lunedì mattina” ha detto la Clinton, usando un modo di dire dello sport che descrive la tendenza a criticare in retrospettiva. “Ma ciò che vediamo qui è uno sforzo internazionale enormemente impegnato ed efficace che non avrebbe potuto avere successo senza risorse militari agguntive.”

Bertolaso è sembrato fare marcia indietro lunedì. L’agenzia giornalistica italiana ANSA ha riportato sue affermazioni secondo le quali egli non avrebbe attaccato gli Stati Uniti, che stavano facendo un “importante sforzo”. Invece, le parole di Bertolaso, pronunciate dalla città dell’Aquila, colpita dal terremoto, avrebbero criticato “la mancanza di coordinamento da parte delle organizzazioni internazionali”, che stava lasciando “migliaia di Haitiani abbandonati a loro stessi.”

[Articolo originale "Italy Distances Self From Criticism of US in Haiti" di AP]

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18 commenti per L’Italia prende le distanze dalle critiche agli Stati Uniti ad Haiti

  • Zerbini Ivo

    Grande Bertolaso !!!
    Si può criticare chicchessia, ma almeno gli USA hanno portato tonnellate di viveri che come prima necessità non fanno certo schifo.
    Cosa pretendeva ? Che ci fossero anche i vigili urbani a dirigere il traffico?
    Gli USA avevano navi e mezzi dopo 12 ore dall’evento, noi ci abbiamo messo una settimana per far partire la ns nave ammiraglia (forse doveva fare il pieno?)

  • valerio

    Ma se ad Haiti le critiche di Bertolaso agli Stati Uniti sono “chiacchere da bar”, gli elogi al governo italiano all’Aquila, cosa sono?

    • Mik

      Ma daiiii, si capiva benissimo che all’Aquila si trattava di spot elettorali… come il viaggio ad Haiti di Bertolaso… fatto per i nostri servili giornalisti!
      “Le critiche di Bertolaso sono inusuali… non è un funzionario eletto, è un sottosegretario di governo con stretti legami con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Egli ha comunque sottolineato che i suoi commenti alla RAI non erano stati espressi in qualità di rappresentate nella sua veste ufficiale.” Alla fine ha dovuto confessare, bastava leggere..

  • Saverio

    Perchè vogliamo parlare della sua gestione dell’emergenza rifiuti in Campania ? In quasi due anni (2006-2007) di gestione straordinaria Bertolaso è riuscito a mandare definitivamente in tilt un sistema già al collasso, ponendo le premesse del disastro di un anno dopo.
    http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/parroco-chiude-chiesa/rifiuti-emergenza/rifiuti-emergenza.html
    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/rifiuti-campania/rifiuti-campania/rifiuti-campania.html
    Naturalmente , nonostante tutti i guai che ha combinato , è Cavaliere della gran Croce, Medaglia d’oro al valor civile e Commissario per le emergenze del terremoto dell’Aquila, dei vulcani nelle Eolie, delle aree marittime di Lampedusa, della bonifica del relitto della Haven, del rischio bionucleare, dei mondiali di ciclismo ( ma perchè è un’emergenza ? ), della presidenza del G8 nel 2009.

  • pino

    davvero credete che bertolaso abbia deciso di sua iniziativa di criticare gli stati uniti?!?!
    ingenui!

    • Zerbini Ivo

      Beh, veramente la prima critica che viene in mente è indirizzata a chi ha proferito parola.
      Generalmente chi parla se ne assume le responsabilità, anche se a suo favore possiamo dire che non ha ancora smentito di aver detto quel tanto come invece abbiamo visto fare dal ns premier.
      Ha tentato di deviare la critica verso l’ONU, ma nessuno gli ha creduto.

      • valerio

        Quel che è successo è questo:
        Bertolaso si è gasato tanto con i meriti della Protezione civile, che quando ha visto che ad Haiti gli Americani non sono assolutamente all’alatezza del nostro Servizio di Protezione Civile (e non fatico a crederlo), non si è fatto problemi a criticarli (in modo tale da autocelebrarsi per via indiretta: persino loro fanno schifo rispetto a NOI – con noi inteso la Protezione Civile italiana).
        Ciò che mi fa schifo in maniera particolare è la rsiposta TIPICAMENTE ITALIANA del ministro Frattini “parlava come giornalista, non nella sua veste ufficiale”. La solita disassunzione delle proprie responsabilità: sono il capo della protezione civile italiana, faccio una critica in un campo in cui dovrei essere un esperto, ma se la critica non piace, allora la facevo in veste di gelataio ambulante.
        In America vale un principio. Se ad esempio una persona entra in una casa altrui senza permesso (es. un ladro)e scopre la prova di un crimine, quella prova è ammissibile in un processo. Se invece è un poliziotto che fa la stessa cosa, anche se è “fuori servizio”, anche se è di un altro Stato, la prova non è ammissibile, perchè uno è poliziotto sempre, e deve sapere che serve un mandato giudiziale per entrare in casa altrui senza permesso del domiciliato.
        Anche in Italia, d’altra parte un Carabiniere è SEMPRE in servizio, anche quando se ne èpasaeggia per la strada per i fatti suoi: se c’è un crimine DEVE intervenire (in qualche modo).
        Stessa cosa vale nelle aziende: se uno è dipendente in un’azienda e sviluppa un nuovo prodotto legato all’ambito di produzione di quell’azienda (es. un software in un’azienda informatica), ANCHE SE SE LO SVILUPPA A CASA PROPRIA, quel prodotto è di proprietà della azienda, perchè il contratto di lavoro è esclusivo. Questo vale più o meno in tutto il mondo.

        In Italia, invece, basta essere un po’ collegati alla politica, e magicamente tutto quello che si fa può essere fatto in veste ufficiale, in veste privata, in veste da giornalista, in veste di commissario di protezioone civile, in veste da monaco eremita… E ciò è giustificato dal dover, PER FORZA, giustificare il primo ministro ed il suo conflitto d’interessi: il fatto che faccia qualcosa da Primo ministro non influenza il fatto di essere proprietario di televisioni o il fatto di essere proprietario di quotidiani o il fatto di poter controllare la RAI (come capo partito). Perchè fa tutto in vesti diverse… Un gran cambiar di vestiti, cambio vestito, spariscono le responsabilità. In Italia, a differenza di altri paesi sviluppati, conta di più il “vestito” che la persona in sè.

        • Chicco

          So che non è esattamente nell’argomento ma vorrei dire che l’affermazione “se uno è dipendente in un’azienda e sviluppa un nuovo prodotto legato all’ambito di produzione di quell’azienda (es. un software in un’azienda informatica), ANCHE SE SE LO SVILUPPA A CASA PROPRIA, quel prodotto è di proprietà della azienda, perchè il contratto di lavoro è esclusivo. Questo vale più o meno in tutto il mondo.” è falsa, almeno secondo il diritto del lavoro in Italia.
          Cioè se lo sviluppo di un opera di ingegno del lavoratore non è citata a contratto in maniera esplicita come parte della prestazione lavorativa, il lavoratore (che in ogni caso mantiene la paternità intellettuale dell’opera) ha diritto ad un equo compenso (oltre alla retribuzione ordinaria) per quell’opera o, nel caso la ditta per cui lavora non sia interessata, a poterla commercializzare altrove…
          Ovviamente con diversi gradi di libertà/compensi a seconda della situazione.

          • valerio

            Sì, certamente. Se uno ovviamente dimostra di non aver mai utilizzato strumenti aziendali, nè di aver utilizzato conoscenze disponibili in azienda, nè di aver mai utilizzato il tempo in cui è rimasto in azienda per lo sviluppo del nuovo prodotto. Il che è arduo, specie se il prodotto o l’innovazione in questione è nello stesso campo di cui si occupa l’azienda. L’azienda invece non ha problemi a dimostrare eventuali collegamenti tra il prodotto dell’ingegno e l’ordinaria prestazione lavorativa. Nella pratica, è difficile che questo diritto venga rispettato appieno (e poi io non ho certo i soldi per pagarmi l’avvocato).

  • Mirko

    A parte le considerazioni di merito, bellissimo l’intervento di Berlusconi: “sarebbe opportuno evitare dichiarazioni che possano involontariamente innescare polemiche”.
    In inglese direbbero “The kettle calling the cauldron black”, che noi più ‘coloritamente’ traduciamo con “Il bue che dà del cornuto all’asino”.

    Nel merito, invece: su Bertolaso, inizialmente pensavo parlasse da Haiti (e che avesse pure le sue ragioni), poi quando ho letto che ‘esternava’ dall’Aquila, non ho potuto fare a meno di pensare che avrebbe anche potuto tacere. Comunque sia, il punto più importante del quale berto parlava credo fosse la mancanza di coordinazione e di una figura unica a coordinare tutti gli sforzi dei vari paesi, quindi se questa polemica servisse a contribuire alla definizione di regole condivise per la gestione delle emergenze internazionali, ben venga.

    Gli Americani sono ormai abituati a mandare l’esercito anche se si tratta di tirare giù un gattino da un albero (con un paio di tomahawk, probabilmente). Lo stesso esercito di Abu Ghraib e di Guantanamo (o dell’uragano Katrina, come faceva notare berto). Non sarebbe meglio se, come dice berto, per questioni civili/umanitarie intervenissero di preferenza dei civili (come paramedici e vigili del fuoco ad esempio), sotto la protezione dei caschi blu? Quanto al discorso della spettacolarizzazione a favore delle telecamere: emblematicamente proprio ieri è atterato ad Haiti John Travolta, pilotando lui stesso un Boeing carico di aiuti e adepti di Scientology… magari domani arriva pure il governatore della california nella sua vecchia mise da commando a capo di una squadra di elicotteri con altoparlanti che sparano a palla ‘la cavalcata delle valchirie’ mentre il suo staff ’spara’ invece sacchi di riso sulla popolazione.

    Comunque sia, non va dimenticato nemmeno che Haiti è a circa 1000km dalla California e a circa 8000 dall’Italia.

    • Saverio

      La ragione per cui gli Americani hanno dispiegato un numero così ingente di forze militari sul territorio è puramente strategica , dato che Haiti è da lungo tempo una “depandance” dell’ economia americana. Quindi il tradizionale spirito da cowboy c’entra poco con gli elicotteri che atterrano davanti al palazzo presidenziale, perchè il messaggio inviato agli altri paesi era ben altro : questo è territorio degli Stati Uniti d’ America, ricordatevelo bene !
      http://ammiraglio61.wordpress.com/2010/01/16/haiti-e-di-nuovo-americana/
      @ Zerb
      La moglie di bertolaso ? Vuoi dire la nobile discendente dei Piermarini ( nobilissima famiglia romana ) ? Ecco qualcosa su questa strana unione
      http://abruzzo.indymedia.org/article/6457

      • Mirko

        Bella Saverio, non ci avevo pensato neanche di striscio. Ma in questo caso mi sembra che sia ancora peggio… (e molto)

        Dal link che hai postato “migliaia di marines e truppe scelte della (piuttosto inquietante) ottantaduesima brigata aerotrasportata per pattugliare le strade ed evitare violenze e saccheggi”, poi quello che succede è questo: http://www.youtube.com/watch?v=dS1A3oHZjig
        A me ha dato i brividi quando l’ho visto in tv.

    • Mirko

      Mi faccio notare da solo con compiacimento che dovrebbe essere il cauldron che chiama il kettle black… e che 1000 km sono dalla Florida e non dalla California, ma vabbeh, tutto è relativo… in certi eoni anche l’asino può dare del cornuto a Schwarzenegger…
      Prosit.

  • Zerbini Ivo

    Grande Savè !!!!
    guarda questo:
    http://italianiinguyana.blogspot.com/2009/05/scandalo-per-il-g8-alla-maddalena.html

    ma vaffanculo, và !!!! ahahahah !!!!

    Però, a pensarci bene, non è che il Berty avesse tutti sti torti contro gli yankees.
    Forse, con un po’ di diplomazia si poteva dar loro degli incompetenti e dei pressapochisti, magari anche sfottendoli, ma a me resta il pensiero che il primo ed importante soccorso l’hanno fatto loro.
    E se ci immedesimiamo in un haitiano disseppellito che si trova acqua e pane e coperte, beh…..mi interesserebbe una fava di se chi me li ha portati poteva far di meglio.
    Per contro, chi non ha avuto per demerito quel che avrebbe potuto avere…….si incazza un tantino.
    Azz……sono andato il loop………..

  • Andrea P.

    Io non amo molto gli americani e il loro modo di fare, però devo ammettere che ad Haiti l’intervento militare era necessario… lì c’è l’anarchia totale, la gente è abitutata a ragionare con la violenza… Ma avete visto quelli in giro con i machete? Ma secondo voi i volontari semplici della protezione civile sarebbero stati in grado di mantenere l’ordine? Io credo proprio di no e quindi i soldati forse sono necessari… Per quanto riguarda Bertolaso… premesso che credo che le sue parole fossero in realtà di qualcun altro (avete capito chi?) che crede di essere diventato il più grande oragnizzatore di salvataggi del mondo, mi fa ridere che lui parli di show mediatici degli americani quando il nostro presidente del consiglio non ha fatto altro ogni volta che è andato a L’Aquila… ma ve lo ricordate? Ha addirittura rinviato l’inaugurazione delle nuove case perché aveva la varicella… Perché ovviamente lui doveva metterci il suo bel faccione, anche se le case le ha donate la provincia di Trento (amministrata dal centrosinistra…)

  • Marco58

    Non dimentichiamoci che ad un tiro di fionda c’è Cuba. Noto “rospo” mai ingoiato dagli USA!
    Dove peraltro, nonostante il ventennale embargo, i cittadini in termini di alfabetizzazione e sanità, stanno sicuramente meglio che ad Haiti, dove regna ancora il voo do.

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