L’Italia prepara una legge per la censura dei messaggi in internet

[Sarasota Herald Tribune]

MILANO – Silvio Berlusconi sta agendo per estendere il proprio controllo dei media al mondo di internet di Google e Youtube, da sempre libero.

Spingendosi oltre rispetto agli altri governi europei, il governo del Presidente del Consiglio ha preparato la bozza di un decreto che renderebbe obbligatoria la verifica preliminare dei video caricati dagli utenti su siti quali Youtube, di proprietà di Google, e la francese Dailymotion, così come su blog e siti di informazione online.

Google, le organizzazioni per la tutela della libertà di stampa e i gestori di servizi di telecomunicazioni chiedono modifiche alla bozza di decreto per evitare che il provvedimento, dall’iter breve, entri in vigore già il 4 febbraio. Ritengono, infatti, che il decreto limiterebbe la libertà di espressione e renderebbe obbligatorio il compito, tecnicamente molto impegnativo, se non impossibile, di monitorare ciò che ogni singolo individuo carica su internet.

Secondo Reporter Senza Frontiere il provvedimento potrebbe costringere i siti internet a dover richiedere delle licenze per operare in Italia.

Il decreto di 34 pagine rende obbligatorio il controllo preventivo di qualsiasi contenuto potenzialmente pericoloso per i minori, come pornografia o eccessiva violenza e richiederebbe ai gestori dei servizi di telecomunicazioni di chiudere i siti internet che non rispettino tali norme, rischiando in caso contrario sanzioni fra i 210 e i 210.960 dollari [circa 150 - 150.000 euro ndT]. Secondo la bozza, il controllo dovrebbe essere svolto da “una authority”, senza ulteriori particolari, sollevando domande fra i difensori della libertà di stampa riguardo le modalità con cui potrebbe venire implementato.

Reporter Senza Frontiere ha reso noto in un comunicato di questa settimana che le bozze di decreto allo stato attuale “rappresentano un’altra minaccia alla libertà d’espressione in Italia.”

La bozza di decreto è stata redatta a metà dicembre, più o meno mentre l’impero mediatico fondato da Berlusconi annunciava una richiesta per danni di almeno 779 milioni di dollari [500 milioni di euro ndT] nei confronti di Youtube e Google per presunto uso improprio di video che aveva prodotto. La mossa è una risposta a una direttiva dell’Unione europea del 2007 volta a creare una normativa per i media, ma solo l’Italia l’ha interpretata col significato di mettere in difficoltà le società su Internet.

Il decreto sfida anche e per sua stessa natura il modello d’affari adottato da Youtube, condiviso anche da altre piattaforme che offrono servizi di hosting, basato sulla facoltà data agli utenti di caricare video senza essere controllati. Questo principio è al centro del processo di Milano nel quale 4 funzionari di Google sono stati accusati di diffamazione e violazione della privacy per aver consentito che venisse reso pubblico in rete un video nel quale un giovane autistico era oggetto di abusi. Google ha affermato di aver rimosso il video il più velocemente possibile. La sentenza è attesa nelle prossime settimane e i funzionari rischiano la prigione.

Il decreto potrebbe anche fornire uno strumento per occuparsi in maniera veloce dei ‘gruppi d’odio’, come quelli che hanno lodato l’aggressore di Berlusconi, spuntati come funghi su Facebook dopo che Berlusconi è stato colpito da un uomo che gli ha lanciato una statuetta.

Carlo Carnevale Maffe, economista di internet dell’Università Bocconi di Milano, afferma che internet deve essere regolata come le altre piattaforme economiche, altrimenti le grandi aziende manterranno una stretta monopolistica e continueranno a diventare sempre più grandi e potenti.

“Non posso considerare Youtube come un benefattore verso l’umanità. Devo considerare Youtube come una società,” ha dichiarato Maffe. “Google e internet vivono senza regolamentazione in tutto il mondo. Questo è impossibile e abbiamo bisogno di chiarire i limiti di questa nuova piattaforma.”

La preoccupazione di Google è che il decreto prenda di mira i contenuti creati dagli utenti, che per loro stessa natura non sono gestiti allo stesso modo dei contenuti prodotti dai network televisivi. Secondo Google non era questa l’intenzione della direttiva europea.

“Se io sono la BBC e sto usando il web per trasmettere la mia IPTV (Internet protocol TV), sono nel campo di applicazione della direttiva. Se io sono un utente che invia su Youtube il video del compleanno di suo figlio, non sono sotto il campo di applicazione della direttiva,” ha affermato venerdì Marco Pancini, consigliere senior per le politiche europee di Google Italia.

[Articolo originale "Italy drafts law for censorship of Internet postings" di Colleen Barry]

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52 commenti per L’Italia prepara una legge per la censura dei messaggi in internet

  • Marco58

    Grazie dei link Saverio. Ad Ischia, il popolo abusivista ha avuto anche il coraggio di protestare, nonostante ci siano rischi ambientali da paura e riconosciuti da tempo. Purtroppo anche recenti.
    http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/italia/2009/11/10/AMptOu5C-disastro_ischia_feriti.shtml
    Ma proprio non capiscono che rischiano la vita vero?
    Del resto hanno votato t1816 e Tremorti proprio per le aspettative nel merito e nonostante i proclami contrari del politburo.
    http://www.youtube.com/watch?v=4YE5T_Ml7Og
    Delle volte mi viene voglia di….

    • M

      non è che non lo capiscono, credono o sperano che non gli capiti mai.
      se poi succede qualcosa è sempre colpa dello Stato o perchè non gli ha permesso di risiedere altrove o perchè non ha messo in sicurezza la zona.
      mai che si chiedano: sarà colpa di chi ho votato finora e del fatto che da questa zona non me ne voglio andare in ogni caso ?

      • Chicco

        La cosa peggiore è se succede qualcosa, si lamentano, chiedono aiuto allo Stato e soprattutto soldi…
        fosse per me se uno fosse avvertito della situazione di abusivismo o di irregolarità del suo edificio e gli succede qualcosa gli farei pagare tutto, a partire dai soccorsi.

        • Zerbini Ivo

          Sono d’accordo, Chicco, ma perchè le autorità preposte ai controlli non controllano e non intervengono per evitare queste tragedie?
          Ci sono interi paesi abusivi (Porto Cesareo è un caso esemplare) cresciuti col tacito consenso dei comuni (altrimenti non mi spiegherei perchè i vigili urbani non facciano un verbale che uno ad inizio lavori).
          L’ENEL che dà l’energia elettrica a cantieri abusivi????
          Mo se qua in Emilia non si schiodano se non presenti licenza di costruzione, con tariffa particolare che ti viene normalizzata con la residenza. Stessa cosa il gas.
          C’è qualcosa che non quadra.
          Per costruire o restaurare noi paghiamo una licenza che t’ammazza, l’abusivo, no.
          Ah, già, noi che paghiamo siamo i ricchi.

  • Jean-Claude

    @ Marco58 e @ M
    ….poi, però, appena succede il disastro prepariamo lenzuola per asciugarci le lacrime e dichiariamo pure il lutto nazionale.
    Ma fatemi il piacere….

    • Zerbini Ivo

      Possiamo vedere che:
      - costruiamo le nostre case (quindi senza ombra di speculazione) con quei pochi soldi che la nostra economia offre.
      - speriamo in eventuali e probabili condoni per regolarizzarci
      - spendiamo meno in tasse che chi percorre il regolare iter burocratico (in Emilia hai i vigili dopo 3 gg inizio lavori)
      - a disgrazia avvenuta piangiamo comprensibilmente le nostre vittime
      - seguono accuse alle amministrazioni locali
      - seguono proteste per l’abbattimento dei locali abusivi
      - ci ritroviamo per strada senza nemmeno quei tre euro che avevamo.

      Ebbene, da dove vogliamo partire per capire cosa e chi dobbiamo salvare o buttare giù dalla “torre”??

    • M

      @ JC
      in che senso fatemi il piacere ?

  • Jean-Claude

    Nel senso di smetterla di fare i piagnistei inutili ed ipocriti quando i disastri chiamati “naturali”, ma che di naturale non hanno proprio nulla, perchè ovvie conseguenze il più delle volte di speculazioni mafiose e, nella migliore delle ipotesi, di incuria politica si abbattono sui cittadini italiani.
    Tutti sappiamo che se infastidiamo un cane mentre mangia affamato, corriamo il rischio di essere azzannati. Ma la colpa non è del povero animale, è nostra che dovremmo avere il cervello e non lo usiamo !!!
    Chiaro adesso ? Magari la metafora aiuta. : D )

    • Marco58

      @J.C. Non capisco il senso del commento. Sorry.
      La scelta “voluta” di costruire su terreni ad alto rischio di eventi naturali, non è dettata nè dalla mafia ne dalla politica. E’ il cittadino in quanto tale, a fare le sue belle e consapevoli(?) scelte. Se questa è prevedibilmente “rischio”, tutto il resto viene a cascata.
      Mettendosi di fatto in mano a coloro che penseranno bene (prima o poi), di approfittarsene.
      Patetico quindi è il vedere quelli che hanno deciso, fregandosene a priori di tutto, costruiscono ad Ischia, per avere la villa al mare a “tutti i costi”. Salvo poi venire a piangere, qualunque cosa negativa succeda, sapendolo (+o- consapevolmente), che prima o poi qualcosa succederà.

      • Zerbini Ivo

        Ciao Marco,
        penso che la questione non sia così semplice. Molte case abusive (non saprei in che percentuale) ad Ischia sono di proprietà dei residenti e non seconde case dei villeggianti. Questi ultimi hanno il denaro per pagarsi licenze o barche mentre i residenti che non sguazzano nell’oro costruiscono dove possono.
        Tenderei a colpevolizzare di più le amministrazioni comunali che permettono di costruire (sappiamo che una casetta non si costruisce in una nottata)senza controlli o chidendo il classico occhio.
        Inoltre, il comune di Ischia ha “deviato” qualche milione di euro, destinati al dissesto idrogeologico, ad altre opere pubbliche.
        In compenso Ischia è pulitissima, ma a quale przzo ???

        • Marco58

          Scusa Zerb, a me invece sembra abbastanza semplice. E ti giro la domanda. Tu ci costruiresti la tua casa, in una zona ad alto rischio geologico?
          Chi è il comune? E’ forse una’astrazione fantapolitica un dolmen o la rappresentanza della volontà dei cittadini. Sono i cittadini a fare pressione al comune per costruire comunque e ovunque o è il comune a richiedere che si costruisca a tutti i costi? Lo ha spiegato bene come funziona da noi.
          Mi ripeto, è la coscienza del singolo cittadino che determina “le cose”. Tutto il resto viene a cascata. Che in caso di disgrazia spesso il tutto finisce in una demenziale discussione riassumibile nel, “è nato prima l’uovo o la gallina?”.
          Unabbraccio

          • Zerbini Ivo

            Anche se siamo fuori argomento, Marco, credo che sia l’ordine costituito a dover mettere i paletti.
            Tu parli di coscienza civile e di responsabilità personale. Non posso che essere d’accordo, ma sopra queste abbiamo persone pagate da noi perchè nessuno travalichi il limite.
            Ciao Grande, bello il link de “il cannocchiale”, te l’ho preso in prestito che l’ho girato su un altro blog, spero non ti offenda.

  • Jean-Claude

    ….ma, proprio lo svedese deve spiegare il senso del “facit’m ò ppiacere” ??????

  • Marco58

    Ritornando all’articolo invece, abbiamo capito bene che la libera critica in questo paese, non è più un diritto. L’attacco a Internet, anche se più complesso quindi ne è la strategica consequenzialità.
    http://www.unita.it/news/la_scheda/94890/ma_al_gruppo_mondadori_arrivano_milioni
    Tutto il resto sono chiacchiere da pollaio.

  • Marco58

    Ciao a te M.
    I morti, a parte qualche caso, vanno pianti sempre.
    E’ quello che queste morti, come quelle della mafia; o delle morti bianche sul lavoro; o gli incidenti stradali e non solo quelli del sabato sera; dell’eroina, del crak o dell’alcool; o per come l’aids, che alla fine, non riescono ad insegnarci MAI niente!
    Cogito ergo sum(?)
    Magari

  • francesco miglino

    Appello all’ UNESCO affinchè L’UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO siano dichiarati PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’
    di francesco miglino

    U N E S C O
    Al Direttore per lo Sviluppo della Comunicazione (IPDC) ABDUL WAHEED KHAN 7 Plase de Fontenoy, 75352 Paris 07 SP -France APPELLO ALL’ UNESCO AFFINCHE’ SIANO DICHIARATI PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE , IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.
    Noi Donne ed Uomini abitanti della terra, avendo responsabilmente confrontato la qualità della nostra vita prima della creazione dell’ universo internettiano con quella di oggi, testimoniamo che la nostra vita è diventata più ricca, intelligente e partecipativa delle sorti della società e del globo che ora percepiamo come casa comune da gestire e proteggere perchè controllabile e raggiungibile in ogni suo angolo.
    Usciti dal nostro habitat, affacciati alla nostra finestra sul mondo, possiamo comunicare in tempo reale in modo bidirezionale e complesso, informarci, attingere ed allargare i nostri saperi, compiere operazioni logistiche che prima sottraevano tempo prezioso alla nostra quotidianità.
    Possiamo dichiarare in tutta coscienza che oggi, senza l’ universo internettiano la qualità della nostra esistenza sarebbe come quella di un uomo privato delle connessioni sinaptiche poichè e’ l’ universo internettiano il più formidabile ed organico acceleratore di consapevolezza con cui è possibile acquisire saperi, realizzare scelte coscienti, incontrarsi ed unirsi ad altri uomini che reclamano progresso, giustizia e diritti da ogni angolo della terra e che progettano la costruzione di una società evoluta, colta e libera. Le informazioni, prima affidate alla mediazione interessata dei possessori delle rotative, ora sono dirette e fanno luce con documenti probanti su problemi volutamente irrisolti e nascosti dal distorcente egoismo dei poteri dominanti.
    Da ogni angolo della terra sperduto e prima ignorato dove si pratica la violenza dell’ uomo sull’ uomo, le vittime possono spezzare la solitudine facendo giungere la testimonianza delle proprie sofferenze nell’ universo internettiano.
    E’ scientificamente provato che è stato l’allargamento della nostra corteccia celebrale a favorire una più organica ed evoluta organizzazione delle sinapsi del nostro cervello ed a permettere che il soddisfacimento dei bisogni fisiologici non avvenisse più con il ricorso alle pulsioni istintuali, affrancandoci dalla schiavitù della nostra genetica.
    E’ scientificamente provato che i miliardi di flussi sinaptici creati da miliardi di uomini che s’ incontrano nell’ universo internettiano allargano la circolazione delle idee e dei saperi e l’ uomo progredisce poichè liberato dalla schiavitù dell’ ignoranza, da limitanti pregiudizi localistici, brutalità censorie, avvilenti disinformazioni pilotate da interessi precostituiti spesso antisociali.
    Con la libera comunicazione nell’ universo internettiano neutrale ogni uomo può emanciparsi, aumentare i neurotrasmettitori cerebrali in modo proporzionale al numero di quesiti enunciati e risolti da risposte competenti donate in rete, stimolare l’ intelligenza creativa in ogni campo, approfondire esperienze diverse in luoghi prima irraggiungibili, confrontare pensieri e postulati seguiti da esaustive elaborazioni dialettiche e risposte congrue in tempo reale, accedere a banche dati, immergersi in variegate esplorazioni professionalizzanti con il conseguente aumento delle spine dendriniche e la creazione di nuovi punti d’ attracco per la connessione ed attivazione di altre cellule nervose.
    Il cervello umano è il paradigma dell’ attività sinaptica viva e palpitante animata in modo incessante da miliardi di connessioni di esseri umani che abitano e qualificano l’ universo internettiano, gli stessi che, pervasi da un gratificante rapporto empatico verso gli altri, determinano il flusso informativo qualificato e l’ offerta ad ampio raggio dei saperi favorendo il miglioramento della nostra specie con la crescita addizionale di neuroni e delle connessioni nella nostra corteccia celebrale.
    Oggi l’ uomo scopre che la qualità della propria esistenza è proporzionale alla conoscenza e si rende conto che solo i saperi lo svincolano da assuefazioni sociali primordiali e lo esortano a costruire un nuovo modus vivendi in cui prioritarie siano le scelte benefiche coscienti per il bene comune.
    Relazionandosi nell’ universo internettiano l’ uomo che incontra la generosità in offerte creative gratuite, acquisisce il rispetto degli altri ed abbandona gli impulsi distruttivi, intuendo che, liberandosi dagli istinti predatori e dal cinismo, si può convivere in armonia, razionalizzare l’ uso delle risorse, superare collettivamente la limitante lotta per il solo soddisfacimento dei bisogni elementari e, per la prima volta, sedersi collegialmente nell’ agorà universale a riflettere sul come organizzare il proprio destino.
    Nella storia di tutti i tempi mai l ‘ uomo ha creato un supremo e grandioso universo in cui immergersi svincolato finalmente da condizionanti ed opprimenti gerarchizzazioni sociali ed in assoluta libertà formarsi, esprimersi, rappresentarsi e realizzarsi facendo giungere il proprio apporto in ogni angolo del globo.
    Stabilito che l’ universo internettiano è bene comune come l’ aria e l’ acqua, creato dall’ uomo per il progresso dell’ uomo, chiediamo all’ UNESCO di proteggerlo da ingerenze e censure e di preservarne la neutralità dichiarando “PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’ UMANITA’ L’ UNIVERSO INTERNETTIANO, LA RETE, IL DIRITTO ALL’ ACCESSO.

    ERA INTERNETTIANA
    presidente Comitato Promotore
    francesco miglino
    Via torelli viollier, 33 20125 Milano (Italy)
    http://www.erainternettiana.it
    erainternettiana@gmail.com

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