La polizia italiana sgombera 1.100 immigrati

[NRC Handelsblad]

Roma – La polizia italiana ha annunciato lo scorso fine settimana di aver sgomberato tutti i 1.100 braccianti neri da Rosarno, nel sud Italia, per proteggerli dagli attacchi degli italiani armati di bastoni e fucili ad aria compressa.

Lo scorso sabato e domenica, politici, rappresentanti della chiesa e opinionisti hanno gareggiato tra loro nel tentativo di dare una spiegazione e condannare i disordini razziali accaduti nella città di Rosarno.

Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha annunciato che anche in altre tre località del sud Italia, dove esiste un simile rischio di scontri tra italiani e immigrati, si procederà alla deportazione degli immigrati.

Un fine settimana di disordini nella calabrese Rosarno ha avuto come risultato da 50 a 70 feriti. La metà sono immigrati, un quarto forze dell’ordine e un quarto cittadini italiani. Nessuno di loro è in pericolo di vita. Per colpire sono stati usati bastoni e spranghe e si è sparato con fucili ad aria compressa. Ancora non è chiaro l’esatto motivo per cui i braccianti africani giovedi pomeriggio sono scesi in massa nelle strade di Rosarno per distruggere automobili, appiccare il fuoco a cassonetti e minacciare i cittadini. Non è nemmeno chiaro chi ci sia dietro il Pogrom che ne è seguito e che ha trasformato chiunque avesse la pelle nera in un obiettivo da eliminare.
Degli spari, diretti contro i lavoratori agricoli di colore, sarebbero la causa che ha dato luogo all’aggressione degli immigrati. Secondo altre fonti, invece, sarebbe stata la voce infondata che quattro immigrati erano stati uccisi a provocare l’esplosione di rabbia. La mafia locale, la ‘ndrangheta, avrebbe quindi organizzato la reazione di odio degli italiani contro i neri, per dimostrare che la mafia sta dalla parte dei cittadini che lamentavano il fatto che la polizia proteggeva i “neri”, mentre il governo non è stato in grado di impedire che questi ultimi seminassero il caos giovedi scorso a Rosarno. Lo Stato si è tenuto in disparte a lungo, troppo a lungo secondo molti, esercitando da anni uno scarso controllo nella zona controllata dalla ‘ndrangheta.

Dalla finestra dei suoi appartamenti, Papa Benedetto XVI, domenica, ha chiesto il rispetto per gli immigrati in Italia. Ha ricordato a tutti che un immigrato “è una persona con diritti e doveri che non deve essere sfruttata e che deve poter vivere e lavorare in condizioni umane”.

Nel sud Italia vivono e lavorano nei campi decine di migliaia di immigrati in condizioni spaventose. C’è troppo poco lavoro per i troppi lavoratori stagionali, in particolare ora che gli immigrati del nord vengono licenziati e si trasferiscono al sud.

[Articolo originale " Politie Italië evacueert 1.100 migranten" di corrispondente]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

3 commenti per La polizia italiana sgombera 1.100 immigrati

  • pino

    continuano a parlare di mafia locale…
    e non perchè siano davvero convinti che sia la mafia locale..

  • Mirko

    A prescindere dalle speculazioni su chi abbia davvero organizzato cosa (che non sapremo mai con certezza), l’unico concetto davvero incontestabile e unanimemente condivisibile credo sia quello espresso dalla frase “Lo Stato si è tenuto in disparte a lungo, troppo a lungo secondo molti, esercitando da anni uno scarso controllo nella zona controllata dalla ‘ndrangheta.”. Frase che secondo me vale anche quale spiegazione dell’esistenza stessa, dello sviluppo e della diffusione della ‘Ndrangheta, come delle altre mafie.

    Più di 1000 immigrati che vivono in una ‘baraccopoli’ rappresentano grosso modo le dimensioni di un piccolo comune italiano: è impensabile che a nessuna autorità locale sia venuto in mente di controllare, e pure che nessun cittadino della zona o delle zone limitrofe abbia contattato le forze dell’ordine per segnalare la cosa. Poi il Ministro degli Interni potrà anche prendersela con le istituzioni locali (e provare anche una certa soddisfazione sadomasoleghista nel farlo), ma mi sembra assurdo che una cosa tanto macroscopica possa sfuggire ai rapporti dell’arma e della polizia, che pure dovrebbero avere anche dei superiori gerarchici.

    A questo punto è lecito chiedersi anche quanti casi simili esistano sparsi per il sud Italia.

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>