[Foreign Policy]
Quest’anno Berlusconi ha dato parecchio da fare ai giornalisti, dai bisticci con la moglie ai bisticci nei tribunali. Ma non sta imbavagliando, allo stesso tempo, la stampa italiana?
Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha da tempo la reputazione di essere uno dei politici più carismatici e irreverenti al mondo – conosciuto per la sua grandiosità, le sue gaffe assurde, e la sua prolungata devozione per la dolce vita. Ma potremmo anche considerare il 2009 come l’anno in cui il suo comportamento si è spinto troppo oltre, diventando farsa.
Il miliardario che si è fatto da solo, nel suo terzo mandato al timone della quarta economia in Europa, è piombato al centro di una serie di scandali sessuali e monetari ridicoli perfino per il suo livello da opera buffa. Ci sono stati mafiosi e amanti e prostitute e adolescenti, fotografie di nudo e forse di orge – il tutto riportato da una stampa attentissima. Ma, nel 2009, ci sono stati anche segnali di un incrinamento nel rapporto simbiotico coi media, il che ci suggerisce che presto, forse, la farsa potrebbe diventare qualcosa di più tragico.
La saturazione mediatica da parte di Berlusconi sta raggiungendo livelli paragonabili ai picchi raggiunti da Britney Spears: la sua faccia arancione tappezza le edicole da Roma a Pechino. Considerate, ad esempio, la copertura costante dei suoi tre processi in corso per corruzione. Questo mese, un esponente di spicco della mafia ha dichiarato che per anni Berlusconi – proprietario di un importante gruppo mediatico, pubblicitario e finanziario – è stato il banchiere della mafia siciliana.
A febbraio, David Mills, l’ex marito di una parlamentare britannica, è stato condannato a 54 mesi in galera per aver accettato una bustarella di 600.000 dollari in cambio della sua falsa testimonianza in tribunale (un’accusa di cui Il Cavaliere, come viene chiamato dalla stampa italiana, dovrà rispondere). Questi travagli hanno dato origine a centinaia di articoli ogni mese.
Ma nel 2009, le storie più grosse si sono incentrate su una parte dei pantaloni di Berlusconi che non era il suo portafogli. Ad aprile – giusto in tempo per la conferenza dei G8 a L’Aquila – l’Italia si è esaltata con le notizie della partecipazione del Presidente del Consiglio alla festa del 18imo compleanno di un’aspirante modella di intimo, Noemi Letizia. In seguito, la giovane ha rilasciato un’intervista in cui rivelava di chimare Berlusconi “papi” e dichiarava che lui le ha detto che si sarebbe preso cura della sua carriera. Questo ha provocato dure reazioni nei confronti di Berlusconi da parte della moglie e della Chiesa cattolica, gettando altra benzina sul fuoco dei media.
Veronica Lario, consorte di Berlusconi per quasi 20 anni, ha dichiarato che non poteva più vivere con uno che “frequentava minorenni”. (Alcuni mesi dopo la stampa scandalistica ha riportato che i suoi consiglieri l’avevano incitato a cercare una cura per la sua dipendenza da sesso). Lei ha chiesto il divorzio, completandolo inoltre con la pubblicazione di una lettera aperta in cui derideva la sua scelta di donne prosperose, giovani e non qualificate (una concorrente di Miss Italia, ad esempio) come candidate al Parlamento Europeo.
Berlusconi non si è degnato di correggere la Chiesa, la quale ha pubblicato un editoriale molto critico nei confronti del suo comportamento indecoroso. Ma si è rivolto in ogni caso alla stampa per attaccare sua moglie e per offrire delle scuse disinteressate: “Non sono un santo. Lo avete capito.” Questo è stato soltanto uno dei tanti incidenti del genere. Qualche settimana dopo il baccano legato all’affare modella di intimo e alla moglie scaricata, il quotidiano spagnolo El Pais ha pubblicato alcune foto in cui compaiono diverse donne che prendono il sole in topless all’interno della villa sarda di Berlusconi – insieme all’ex Premier ceco Mirek Topolanek, il quale aveva preferito abbronzarsi nudo.
In autunno è uscito il libro Gradisca, Presidente scritto da un ex escort di lusso, Patrizia D’Addario. La donna rivela di aver avuto un rapporto col Presidente del Consiglio nella notte dell’elezione di Barack Obama e di aver anche partecipato a, ehm, feste erotiche presso la sua residenza. “Mi sembrava un harem” così ha descritto uno degli incontri. “Lui è il sul divano e tutte noi, venti ragazze, siamo a sua disposizione (…) Facendo l’escort pensavo di avere visto un bel po’ di cose, ma questa mi mancava, venti donne per un unico uomo.” Come risposta, Berlusconi ha dichiarato in tono di scherno che egli aveva portato una “nuova moralità” nella politica italiana. (E non c’è dubbio).
E poi l’anno è finito col botto. Il 13 dicembre uno psicolabile, Massimo Tartaglia, ha colpito la faccia di Berlusconi con una replica del Duomo di Milano mentre questi salutava gli elettori. Berlusconi – noto per la sua vanità, col viso rifatto, un intervento estetico agli occhi e impianti di capelli – si è rotto il naso ed alcuni denti ed è rimasto per qualche giorno in ospedale dopo l’aggressione. La stampa ha abboccato e ha pubblicato di tutto, dai bollettini sulla sua condizione ai rapporti sul fiorente commercio delle statuine in questione dopo l’incidente.
Certamente, i comportamenti sordidi e le frenesie dei media non sono nuovi per Berlusconi. Ciò che è cambiato quest’anno è il fatto che Berlusconi sia andato sull’offensiva, rispondendo a tono alla stampa internazionale e creando una legione di consiglieri per le pubbliche relazione, con il compito di inventare delle storie in grado di confondere la stampa estera.
Per anni, il Presidente del Consiglio ha avuto la reputazione di controllare i mezzi stampa di sua proprietà e di minacciare e molestare i chi investigasse o pubblicasse storie negative nei suoi confronti. Il caso più famoso, è stato quello della causa per diffamazione persa nel 2008 contro The Economist, dopo che il settimanale aveva scritto che il Premier non era adatto a governare. Ma proprio mentre la frenesia della stampa raggiungeva l’apice nel corso del 2009, le pressioni e le intromissioni di Berlusconi sono aumentate a loro volta.
Caso unico nel mondo occidentale, il Presidente del Consiglio italiano controlla la maggior parte dei mezzi di informazione nel suo Paese, in parte attraverso la diretta proprietà di alcuni mezzi stampa privati e in parte grazie al controllo governativo esercitato sui mezzi pubblici. Questo significa che lui si trova al comando di almeno la metà delle emittenti televisive italiane, così come di una buona parte dei restanti organi di stampa e case editrici.
Gli osservatori dell’Italia hanno notato che in questo anno pieno zeppo di scandali, i media di proprietà o controllati dal Presidente del Consiglio sono stati tendenzialmente molto poco incisivi nei confronti di Berlusconi – riportando a malapena il suo divorzio e le condizioni che l’hanno preceduto, ad esempio.
Quelli non direttamente controllati da Berlusconi sono stati spesso minacciati o querelati – sia quelli italiani, sia quelli esteri. Soltanto nel 2009, Berlusconi ha fatto causa a El Pais, Le Nouvel Observateur, La Repubblica (la quale si è limitata a pubblicare un elenco di domande – peraltro rimaste inevase – sugli affari di Berlusconi, non un’inchiesta) e L’Unità (per 4,3 milioni di euro). Berlusconi ha anche minacciato di querelare la News Corp. di Rupert Murdoch, affermando che le notizie negative pubblicate su di lui si basino su una disputa economica.
Inoltre, questa primavera, il governo di Berlusconi ha ingaggiato una legione di giornalisti e consiglieri mediatici con lo scopo di “bombardare [la stampa estera] con notizie accurate e positive”. Un Ministro ha spiegato: “C’è un’alleanza anti-italiana in questo Paese che lavora contro l’Italia, con l’unico scopo di screditare e distruggere il Presidente del Consiglio” – non tenendo conto del fatto che il Premier si scredita da solo piuttosto facilmente.
Ancora una volta, come ogni cosa riguardante il comportamento di Berlusconi quest’anno, la manipolazione della stampa di per sè non è una novità, ma è la sua portata a non avere precedenti. E preoccupa molti.
Quest’estate, la Freedom House, un’ organizzazione senza fini di lucro, ha declassato l’Italia nella classifica della stampa da “libera” a “parzialmente libera” – diventando di fatto l’unico paese dell’Europa occidentale, salvo la Turchia, ad avere un piazzamento simile. Il gruppo ha citato “l’incremento nell’uso dei tribunali e delle leggi sulla diffamazione per limitare la libertà d’espressione e l’incremento delle intimidazioni fisiche e al di fuori della legge nei confronti dei giornalisti… e le preoccupazioni a proposito della concentrazione della proprietà nei media” tra le motivazioni.
E in ottobre, la prestigiosa organizzazione Reporters Senza Frontiere – che lavora per ottenere la liberazione di giornalisti rapiti – ha annunciato che avrebbe considerato l’aggiunta di Berlusconi al suo elenco di Predatori della Libertà di Stampa. “Non contento del suo tentativo atto ad imporre una copertura positiva e ottimista delle proprie attività sui media di Stato e sui media di proprietà del suo gruppo Mediaset” ha scritto l’organizzazione “Berlusconi adesso cerca di gestire la copertura dei mezzi di infomazione indipendenti italiani ed esteri”. Andrebbe a far compagnia in questo elenco, per esempio, ai leader della giunta militare della Birmania.
Tutto questo mette sotto una luce ancor più tragica la farsa della stampa. Considerando il comportamento provocatoriamente sdegnoso del Presidente del Consiglio – gli appuntamenti in tribunale e lo stile di vita losco, definiti Berlusconismo in Italia – un quarto potere diventa particolarmente cruciale.
Perché, in Italia, non c’è bisogno della libertà per scrivere sulle prostitute e sugli scandali in maniera ancora più forsennata. C’è bisogno della libertà di informare senza paura di ricriminazioni sui tribunali, sulle intromissioni nella stampa, sulle persecuzioni e sugli insuccessi governativi. Con le dita di Berlusconi dalla tintarella radioattiva che muovono tutti i fili, è difficile trovare questa farsa molto divertente.
[Articolo originale "In Italy, Farce or Tragedy?" di Annie Lowrey]




















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@ Porto
Bella Porto !!!!!! Ottimi consigli.