[Le Monde]
Il Governo italiano, presieduto da Silvio Berlusconi, ha approvato, il 17 dicembre, uno schema di decreto legge mirato a ridurre la quantità di pubblicità diffusa sui canali a pagamento. Poco nota, questa notizia ha suscitato proteste da parte dell’opposizione, che denuncia un conflitto di interessi. Infatti, il presidente del Consiglio è anche proprietario di Mediaset, principale gruppo televisivo commerciale della tv in chiaro in Italia. Controlla Canale 5, Rete 4 e Italia 1.
Lo schema di decreto legge prevede di limitare gradualmente la pubblicità in tre anni. Il volume orario fissato al 16% verrà limitato al 14% nel 2011 e poi al 12% nel 2012. Questa restrizione verrebbe attuata “nel rispetto delle regole comunitarie”, afferma il governo. Sarebbe inoltre anche legittimo, secondo quest’ultimo, poiché i canali a pagamento vengono già finanziati attraverso gli abbonamenti. Anche Mediaset, come proprietaria di canali a pagamento dovrebbe esserne interessata. Tuttavia, la maggior parte del suo profitto deriva dai canali in chiaro.
I tetti sulle pubblicità in Italia fanno eco a quelli attuati in Francia sulla tv pubblica su France Télévision [televisione pubblica francese, N.d.T.]. Dai due lati delle Alpi, il calo degli investimenti pubblicitari in televisione sembra essere stato il motore delle limitazioni. Se lo schema di decreto legge verrà messo in pratica, in tre anni, i canali a pagamento, trasmessi via satellite e via digitale terrestre, verranno allineati ai canali pubblici. In Italia, il volume orario di pubblicità è già stato limitato al 12% sui canali pubblici della RAI. D’altra parte, le televisioni commerciali, come quelle del gruppo di Berlusconi, sono autorizzati a trasmettere fino al 18% del proprio volume orario di pubblicità.
Collera di Sky Italia.
Per molti, la principale vittima della riduzione della pubblicità sui canali a pagamento è Sky Italia, gruppo che trasmette via satellite controllato da Rupert Murdoch. In Italia, Sky Italia è il primo operatore della televisione a pagamento.
Da quasi due anni Berlusconi moltiplica gli attacchi contro Sky Italia. In settembre, il gruppo aveva ufficialmente sporto denuncia contro Mediaset. Quest’ultima era accusata di rifiutare di trasmettere sulle sue frequenze le pubblcità a favore di Sky Italia. Nella denuncia contro Publitalia, concessionaria pubblicitaria di Mediaset, il gruppo Sky Italia l’aveva accusata di impedire loro l’acquisto di pubblicità in particolare su Canale 5, Rete 4 e Italia 1.
Il conflitto tra Murdoch e Berlusconi comparve verso la fine del 2008. All’epoca, si trattò del raddoppio dell’IVA sugli abbonamenti che aveva provocato la collera di Sky Italia. Nuova pugnalata alle spalle alla tv a pagamento, in luglio, con il progetto del lancio, su iniziativa di Mediaset e RAI, di un pacchetto d’abbonamento satellitare gratuito.
[Articolo originale "Guerre Berlusconi-Murdoch dans la télévision payante" di Guy Dutheil]




















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Preferisco pagare 60 euro di abbonamento mensile a SKY che sorbirmi la MONDEZZA di quello schifoso.
Francamente la guerra Murdoch-Berlusconi è poco interessante, visto che entrambi i contendenti non hanno alcun interesse a proporre una tv realmente alternativa e qualitativamente di livello superiore. Del resto , salvo il canale Current che propone documentari molto interessanti ( ne ho visto uno sull’ “affaire” Mondadori che era una chicca ), i canali Sky non si differenziano poi troppo dagli omologhi di Mediaset. Il dato interessante è , più che altro , il livello di impudenza raggiunto ormai dal governo Berlusconi !!!
La religione del momento si chiama profitto.
Il conflitto di interessi di Berlusconi ormai ha insidiato con le radici fino al midollo, bisognava fare qualcosa prima, ma tant’è che Lui è ancora pres.del cons. e gestisce le TV. Adesso tiene sotto scacco anche la Rai con i TG vergona.
Bisogna fare lo sciopero della televisione. Nessuno per un intera giornata deve guardare la televisione. Attacchiamoli lì dove i loro interessi sono più vivi. Nessuno guarderà la pubblicità per un’ inetra giornata…..sai che smacco! Perdite per milioni di euro.
Anche se non credo che gli italiani potrebbero farcela…c’è il rischio che vadano in crisi di astinenza!
L’ennesima prova che “pisello selvaggio” si è messo in politica solo per farsi gli affari suoi.
Ma non dobbiamo dimenticare che se lui è tornato al potere è anche grazie a “dalesconi” che, anche quando avrebbe potuto, non ha mai fatto nulla per contrastare l’amico “berlema”.
Perchè non rendiamo pubblica una lista delle ditte, imprese, società etc, che, obbedendo ai desiderata di “testa d’asfalto” hanno tolto la pubblicità ai giornali (e magari anche alla rai) ? Così noi potremo penalizzarle non comprando i loro prodotti.
Volete far sì che il “ducetto di arcore” si chiuda in una interminabile riunione “di gabinetto” ?
Smettete di comprare l’acqua minerale, e lui sarà terrorizzato dall’idea che gli italioti, malgradi tutti gli sforzi delle sue demenzial-tv, si stanno risvegliando !
A casa mia quelli che preferiscono spendere 60 euro di abbonamento mensile a Sky pur di “non sorbirsi la mondezza di quello schifoso” si chiamano coglioni.
Faccio notare che Iris, l’unica tv digitale (anche se terrestre) che programma film italiani anche molto vecchi, dimenticati e di qualità, appartiene al gruppo Mediaset. Ma, appunto, ci sono dei coglioni che preferirebbero sorbirsi la merda di Murdock a 60 euro pur di non vedere le tv di Berlusconi. Ottusità di partito.
@giovanni.
Se per te la programmazione di iris è di qualità allora vuol dire che non hai idea di cosa sia la televisione di qualità.
Date un’occhiata alla televisione della svizzera italiana per vedere cosa voglia dire fare una programmazione intelligente e pluralista, con un’informazione fatta da veri giornalisti e una serie di interessantissimi documentari di nuova concezione.
La presenza di film italiani stravecchi nella programmazione di iris è solo dovuta al fatto che i diritti su quelle pellicole costano molto poco.
Sappi che molta gente ha semplicemente smesso di guardare la televisione e basta.
@ L
per trovarsi notizie tipo quella sull’ arresto della leghista per dorga riportata dai quei comunisti del ticinonline ? http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=453316&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3
no, meglio farsi una dose della TV di Mr B e tutto sembrerà magicamente + rosa.
@ Giovanni
Giovanni, Giovanni. perchè sei tu Gioavanni ?
rispondi a queste domandine http://italiadallestero.info/archives/8665/comment-page-6#comments del 4 gennaio 2010 alle 15:06
ciao a tutti, a presto.
come al solito…. si dicono fischi per fiaschi!
L’adeguarsi a norme comunitarie non imporrebbe,come è stato fatto,la riduzione della percentuale della pubblicità per i canali a pagamento e per i canali pubblici all’12% (e i canali privati al 18%) ma al di sotto del 20% per TUTTE le televisioni.
Chiaro è che ne risentono soprattutto gli imprenditori che hanno investito le loro risorse maggiormente nel mercato della paytv e la televisione pubblica.
Altra cosa abbastanza fastidiosa è la conferma che le televendite non fanno parte dell’affollamento pubblicitario (quindi se io metto televendite tra un intermezzo pubblicitario ed un altro posso tranquillamente sforare il 18%, con un ulteriore calo della qualità dei programmi televisivi).
Direi che anche in questo caso il conflitto di interessi c’è ed è lampante, purtroppo è una cosa a cui in italia ci si è abituati anche troppo ormai…
@Francesco M
concordo con te, alla lettura di certe notizie bisognerebbe boicottare certe aziende, visto che ormai l’unica “arma” vera e propria che ci è rimasta come cittadini-consumatori sono lo share e i nostri consumi….