La cittadina italiana dove un Bianco Natale è una questione di polizia

[The Guardian]

Con la prima neve scesa alle pendici delle Alpi italiane, il centro di Coccaglio si presentava in uno scenario idilliaco. Davanti alla chiesa del XVIII secolo, i fiocchi che scendevano si posavano su un albero di Natale alto quanto la torre romana sul lato opposto.

Ma in questa cittadina di 8 mila abitanti a metà strada tra Milano e Venezia, l’approccio alla festa più sacra della cristianità è stato segnato da un avvenimento davvero speciale. Su ordini della giunta comunale, amministrata dalla conservatrice Lega Nord, la polizia sta svolgendo perquisizioni di casa in casa in cerca di immigrati clandestini. L’operazione, denominata Bianco Natale, dovrebbe concludersi il 25 Dicembre.

Circa 3.000 persone hanno marciato attraverso la città per contestare l’iniziativa, che il Vaticano ha definito “triste e dolorosa”. Ha invece ricevuto l’appoggio dal governo Berlusconi. Roberto Maroni, Ministro degli Interni del governo Berlusconi e leader della Lega Nord, nel corso di una visita nella vicina città di Brescia, dove ha annunciato l’apertura di un imminente centro di detenzione per sospetti immigrati clandestini – centro cosiddetto per l’identificazione e l’espulsione – si è complimentato con il sindaco di Coccaglio.

“L’operazione White Christmas è già stata fatta in altri comuni con nomi diversi e senza suscitare gli stessi clamori” ha dichiarato. “Si tratta di iniziative che servono per controllare e contrastare il fenomeno dei clandestini. Quindi nessun “caso” e niente razzismo.”

La popolazione straniera è aumentata visibilmente nel cuore industriale d’Italia, creando terreno fertile per la Lega e la sua retorica xenofoba. Durante le ultime elezioni, uno dei manifesti della Lega raffigurava tre pecore bianche cacciare via una nera.

Negli ultimi 10 anni fino al 2008, i cittadini registrati di Coccaglio non italiani sono passati da 177 a 1,562. Il centro di Brescia è un susseguirsi di macellai halal, mercati africani, negozi cinesi e venditori di kebab. La diffidenza è sfociata in rabbia quando, il mese scorso, nella cittadina più vicina a Coccaglio, un marocchino è stato arrestato con il sospetto di aver aggredito e violentato una donna del posto. Testimoni oculari raccontano che l’uomo ha rischiato il linciaggio mentre veniva portato in caserma dai carabinieri.

Franco Claretti, sindaco di Coccaglio, ha confermato che l’operazione verrà conclusa il giorno di Natale, ma che è solo una coincidenza e ha ribadito che l’appellativo Bianco Natale è stato creato dal titolista di un quotidiano locale piuttosto che dalla sua giunta comunale. “Non lo troverete in nessun documento della giunta” ha dichiarato. “In Italia le ordinanze comunali restano in vigore per 60 giorni e questa è passata il 27 Ottobre”.

Ma i detrattori di questa inziativa restano scettici. “Non l’hanno smentito all’inizio” ha affermato Umberto Gobbi, coordinatore radiofonico e organizzatore della protesta del mese scorso. Secondo lui, la Lega Nord sta portando avanti un gioco di provocazioni e successive smentite, solo per mantenere alta la tensione. “L’iniziativa Bianco Natale fa parte di una sorta di sfida a vedere chi riesce ad essere il più irritante”, ha aggiunto.

Claretti ha dichiarato di aver provato a stabilire il record non appena è stato contattato dai media nazionali, ma il servizio che ne seguì possedeva un elemento ancora più esplosivo: un commento attribuito ad uno dei suoi consiglieri,secondo il quale ” Natale è una festa della tradizione cristiana, della nostra identità, non la festa dell’accoglienza”. Di nuovo, Claretti sostiene che le parole del consigliere siano state citate erroneamente e che in realtà lui aveva detto che l’ospitalità deve essere estesa a tutto l’anno, non solo a Natale.

Nela sua canonica alle porte di Brescia, padre Mario Toffari, direttore diocesano dell’Ufficio per la pastorale dei migranti, ha espresso il suo scetticismo con una gestualità tipica italiana: alzando le spalle e aprendo le braccia. “Se è davvero così, tutto quello che dovevano fare era ritirare ciò che avevano detto”.

La Lega ha più volte sfruttato i simboli della Cristianità per i propri fini “e i simboli della Cristianità non dovrebbero essere usati contro nessuno” ha sottolineato Toffari.

Recentemente a Brescia, così come in diverse altre città italiane, alcuni membri della Lega Nord hanno distribuito crocifissi lungo le strade per protestare contro la corte Europea dei Diritti dell’Uomo secondo cui mostare il crocifisso nelle classi italiane è una violazione del diritto di libertà religiosa. Altrove, il partito ha organizzato campagne per la costruzione di scene della natività nei locali del comune.

L’iniziativa di Coccaglio è frutto di una legge caldeggiata dal governo Berlusconi per dare ai sindaci maggiori poteri nella caccia agli immigrati. Secondo la legge italiana, i comuni possono ritirare il diritto di domicilio agli immigrati a cui scade il permesso di soggiorno se questi non possono dimostrare che una nuova domanda è già stata inviata per ottenere il rinnovo. Claretti sostiene che la polizia sta distribuendo le lettere agli immigrati il cui permesso è scaduto per incitarli a dimostare di aver fatto richiesta di rinnovo. Ma Toffari ritiene che la procedura normale era inviare una lettera invitando il destinatario a presentarsi in municipio. Mandare il giro la polizia è “come dire che queste persone potrebbero essere pericolose e c’è bisogno di controllarle in modo particolare”.
Claretti afferma che la spedizione delle lettere per la registrazione sarebbe costata al suo comune 3,000 euro, che potrebbe permettersi a stento.

“Inoltre, una lettera possono metterla semplicemente da parte; se vedono la polizia, la prendono più seriamente. Per quanto mi riguarda, questo è un gesto di cortesia. Se una persona non ha nulla da nascondere, non ha nulla da temere”.

[Articolo originale " Italian town where a White Christmas is a police matter" di John Hooper]

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105 commenti per La cittadina italiana dove un Bianco Natale è una questione di polizia

  • dancan

    :@ giorgia: io lavoro per me e la mia famiglia. e anche se ho avuto molte possibilita di andare all’estero a lavorare, sono sempre rimasto qui, e continuerò a rimanere qui, per il mio fututo e per il futuro di questa cazzo di nazione, che ha gli occhi talmente foderati di prosciutto che non vede al di la del proprio naso, o del proprio interesse. io ho sempre rispettato chiunque. anche e soprattutto chi non la pensa come me. ( infatti stimo molto il presidente fini, anche se io sono dall’altra parte).

    @ L: l’indignazione non serve a una fava, se ti indigni in salotto. esci a lottare con chi combatte o con chi difende i propri ideali, e allora forse qualcosa potrà cambiare.

    a noi non serve l’indignazione. a noi tutti serve il rispetto. il rispetto dei ruoli speciamlente. il rispetto del prossimo. il rispetto dello stato ( che poi alla fine siamo noi).. purtroppo nessuno si ricorda piu cosa sia ne il rispetto, ne l’etica, ne cosa sia uno stato e che cosa significhi lavorare per il benessere di tutti… ( solo un’esempio: il ministro delle finanze tremonti, in privato lavora come fiscalista.. cioè aiuta ad eludere le tasse, o meglio ad aggirarle… poi va a fare il ministro delle finanze e vara un condono per i capitali all’estero, e si vanta se rientrano 95 miliardi di euro… vantarsi del successo???? ma porca miseria, io mi vergognerei di avere dei concittadini del genere!!!) quindi… dove è il rispetto? dove è il senso dello stato????? lo stato sono anche io che non voto berlusconi, che sono un operaio, e che non ho capitali all’estero. però io se faccio cazzate finisco subito al gabbio…

  • L

    @dancan.
    Scusa ma tu che cazzo ne sai che io non faccia nulla al di fuori del mio salotto?
    Non mi metto mica a raccontare a tutti quello che faccio nella vita, soprattutto non lo vengo a raccontare a te.
    Siete sempre pronti a giudicare, sempre incazzusi e avvelenati….ma che ci avete tutti quanti?
    Non si può essere tutti uguali, sai, non ti hanno detto che il confronto fa crescere e che bisogna rispettare i punti di vista degli altri senza giudicarli?

    Dimmi tu piuttosto quello che fai per aiutare le persone in difficoltà, ma anche se fossi un medico di emergency non dovresti permetterti comunque di giudicare le persone se non fanno nulla fuori dal salotto. Le persone intelligenti sanno benissimo che per fare qualcosa non devi per forza fare le donazioni al Sacro Cuore, ma puoi fare la differenza anche solo attraverso le piccole scelte quotidiane: quello che compri, quello che mangi, i giornali che leggi, le azioni…quindi cercadi darti una calmata perchè io non sono satta mai aggressiva con nessuno su questo sito…almeno finora.

    Dici che nessuno si ricorda del rispetto….beh, menomale che ci sei tu allora!!!
    Ripeto quello che ho scritto già : LA DEMOCRAZIA NON SI FA CON LE EMOZIONI, MA CON IL RAGIONAMENTO. Tutta questa rabbia che hai addosso ti impedisce di guardare le cose con la giusta lontananza, e quindi anche se avessi una strada percorribile davanti al naso non riusciresti neanche a vederla per tutta la rabbia che ti appanna la vista!

  • dancan

    @L: tu hai parlato prima.. hai detto che ti senti indignata. il punto è che io ho detto che indignarsi e non agire nn serve a niente. tu agisci? meglio per te e per la tua coscienza. ( appunto. questo ti volevo far capire.. parlare di indignazione non serve. serve agire)
    tu dici che non ti metti a raccontare cosa fai nella vita. e quindi, come io poso fare a sapere che tu sei l’unica persona che parla perchè effettivamente fa qualcosa? come posso io distinguere te ( che a quanto sembra sei una persona che fa qualcosa) dalla maggioranza delle persone che invece parla e basta?
    io ho letto la tua risposta e ti ho risposto in base a quella. e poi, scusa.. io non ho offeso nessuno. ho detto che l’indignazione in casa non serve. tutto qui.
    a proposito… io rabbia addosso? scherzi? io conosco la verita delle cose. e io ragiono per me. e ho sempre rispettato tutti.

    il tuo post: lasciami ancora la libertà di indignarmi, perchè è proprio questa rassegnazione verso tutto quello che succede in questo paese che sta facendo diventare normalità anche la cosa più assurda!!!! L’INDIGNAZIONE….ecco cosa ci serve, qualcosa che ci prenda davvero allo stomaco e che ci faccia passare dalla lamentazione all’azione.

    e io ti ho detto che l’indignazione non serve a una mazza. tutto qui. specialmente se fatta in casa. serve il rispetto e la voglia di far capire a chi gestisce le cose che sta sbagliando. indignarsi non serve. ( e dire questo non mi sembra offendere. ) se qualcuno si è offeso, chiedo scusa.

  • L

    non preoccuparti, ci voleva solo un chiarimento, non scusarti di nulla.
    :-)))

  • Stecca 66

    Ciao Marco agghiacciante il link che hai postato, poi sono loro i primi a condannare gli altri, sbandierando la loro trasparenza e alta moralità.Pagliacci.
    A proposito di moralismo: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=86209&sez=REGIONI

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