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[Editoriale]
Se ci fossero due regole d’oro per essere Silvio Berlusconi, queste sarebbero: stare sempre alla ribalta e incolpare gli altri per le proprie disgrazie. E questa settimana è riuscito a seguirle entrambe dopo essere stato colpito sul volto da un uomo che ha una storia di problemi mentali.
Mentre l’Italia si disperava per il secondo giorno cercando di capire se l’attacco era il risultato di ciò che il Presidente del Consiglio aveva denominato un clima d’odio contro di lui, Berlusconi è stato svelto ad approfittare della solidarietà dimostratagli da molti.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL di Berlusconi alla Camera, ha affermato che l’attacco era stato preparato da una “spietata campagna d’odio”. Cicchitto è andato avanti facendo l’elenco di coloro i quali lui ritiene siano i responsabili della campagna: il quotidiano La Repubblica, il settimanale L’Espresso, Marco Travaglio, autore di un libro sui presunti legami di Berlusconi con la mafia, entrambi i partiti d’opposizione ed alcuni magistrati. E’ una bella lista, e accusare un giornalista di avere qualcosa a che fare, direttamente o indirettamente, con un attacco condotto da uno squilibrato, fa parte di quelle tecniche ben collaudate appartenenti a un periodo decisamente più buio della storia europea.
Non soddisfatto dalle calunnie, Berlusconi ha l’intenzione di legiferare. Il suo Ministro degli interni ha dichiarato che durante la riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per domani, verranno esaminati due nuovi ddl aventi lo scopo di limitare le manifestazioni e i “siti che inneggiano all’odio” su internet.
Invece di cercare dei capri espiatori politici, il 73enne magnate delle comunicazioni si dovrebbe domandare perché 250.000 italiani hanno partecipato al No-B day a Roma i primi di dicembre. Nel resto d’Europa e anche al di fuori di essa, ci sono manifestazioni contro determinate linee politiche o contro i governi.
In Italia, la gente manifesta contro un Presidente del Consiglio non per quello che rappresenta, bensì per quello che lui è. E i motivi sono validi. Abbiamo un uomo coinvolto in scandali a sfondo sessuale che espongono il suo presunto utilizzo di prostitute. Avendo perso l’immunità giudiziaria, deve affrontare due processi per frode, evasione fiscale e corruzione. E di fronte a queste accuse, cerca di dare la colpa ai giornalisti, agli organi di stampa e ai pubblici ministeri i quali insistono nel fare il loro lavoro e rifiutano le sue intimidazioni.
L’attacco che ha ricevuto contro la sua persona è stato feroce e orribile. Ma non ci sono prove che l’attacco sia stato organizzato da altre persone. I gruppi su Facebook nati con lo scopo di elogiare l’assalitore pentito sono di cattivo gusto, ma non giustificano un giro di vite sui siti internet che “incitano la violenza”. E’ una risposta che fa ricordare una repubblica dell’Asia centrale. Al posto di assecondare le buffonate per attirare l’attenzione fatte da Berlusconi durante i vertici come quello del G20 a Londra all’inizio dell’anno, i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo del genere.
[Articolo originale "Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca"]
















Certo che è stato incredibilmente svelto e pronto di riflessi; quando tutti i suoi “soci ed accoliti” politici gli giravano le spalle, quando pentiti rivelano e mafiosi coprono mandando segnali precisi che il conto con loro è ancora da saldare, quando scandali vari, divorzi e quando è palese che il governo ha fatto solo gli affari per il capo e l’opposizione di sinistra – inesistente e “inciucista” finalmente trova alleanze al centro, ecco che un’altro pazzo fa “centro” e il fiero “padrone” risorge con il suo sorriso ferito…. pronto a incolpare gli unici giornalisti con la schiene dritta di fomentare odio….
O ha dei riflessi da “Super-nan” oppure….. oltre al cerone ci sono gli effetti speciali
ciao e Buon Natale anche al Papy padrone, con gli auguri di guarire presto e di potersi così presentare davanti ai giudici per difendersi e dimostrare la sua innocenza!
Purtroppo qui non ci sono più discorsi politici razionalmente possibili da fare.
Da una parte c’è un mitomane potentissimo, che si è già comprato il Parlamento e che rifiuta la Costituzione, ritendendosi al di sopra di tutto e di tutti, perchè eletto dal popolo.
E purtroppo una buona parte del popolo, probabilmente la maggioranza, lo ama davvero. E se anche venisse processato e condannato per i reati per i quali è stato rinviato a giudizio, il suo popolo insorgerebbe contro le toghe rosse che dovessero osare condannarlo. Gli si perdona tutto. E’ un pubblico frequentatore di prostitute? Scagli la prima pietra chi non avrebbe voluto essere al suo posto, circondato da bellissime e giovanissime fanciulle. Forse ha colluso e collude con la criminalità organizzata? Ma per favore, si tratta solo di calunnie. Falsifica i bilanci delle sue asiende? Non è un reato. Insomma, Berlusconi è il personaggio che descrivono Bondi e Don Verzè. E’ entrato in politica per il Bene dell’Italia, il Paese che lui ama sopra ogni cosa. E’ un uomo onesto, buono, generoso. Ed è per questo che alcuni invidiosi e faziosi, una esigua minoranza, lo odiano e lo attaccano tutti i giorni su giornali, TV, manifestazioni sovversive.
A quasi settantanni mi trovo a dover solidarizzare con Gianfranco Fini, che deve ricordare al Nostro Eroe la Costituzione Italiana nata dalla Resistenza.
Insomma, o ci rassegnamo ad amarlo o ci confiniamo nella sparuta pattuglia di odiatori, appena un niente al di sopra del Tartaglia matto. Anzi peggio. Perchè Tartaglia è matto ma noi, che non siamo matti (fino a prova contraria) siamo degli incalliti invidiosi, bugiardi, comunisti, istigatori di violenza, terroristi mediatici, terroristi informatici.
Oramai sono vecchio ma qualche libro si Storia l’ho letto. E soprattutto conosco abbastanza bene la Storia della nostra Repubblica (anche se non ho mai capito cosa significhi prima, seconda, terza o quarta).
Ho un’unica consolazione. Quando Mussolini distrusse la democrazia italiana era giovane. Questo nuovo Duce oramai è alla frutta della sua vita terrena. E può darsi, statisticamente parlando, che il Creatore lo chiami al più presto a sè, naturalmente in Paradiso secondo Don Verzè e Bondi.
Perchè con i mitomani ed i pazzi è impossibile discutere. Soprattutto se vengono beatificati già in vita. Può darsi che quando il Santo Subito se ne andrà in Paradiso pacificamente, l’Italia possa riprendere un cammino interrotto. Con la speranza che non sia troppo tardi.
Achille Lissoni
Sesto San Giovanni
Complimenti, non avrei potuto esprimermi meglio, se permette lo copio ed incollo sul blog di Grillo, per fortuna che ci sono italiani come Lei, la mia follia si erge qualche centimetro più sù del Tartaglia!
Mi complimento, per il tuo commento Achille.
Cè un detto campano che dice: i matti buoni stanno dentro, gli altri sono fuori.
Saluti.
Mi complimento anch’io con Achille Lissoni però devo fare qualche distinguo : berlusconi non rappresenta la maggioranza assoluta degli italiani bensì quella relativa il che non vuole dire che non abbia diritto a governare; purtroppo ce l’ha, ma che come i gruppi pro tartglia tendono a dimostrare la gente che osteggia il cavaliere sono più di quanto ci vogliono fare credere!
Per questo ne hanno paura e vogliono metterli a tacere!
Come ha detto travaglio i media e la casta vogliono farci vedere “il presepe” dove il santo berlusconi è stato attaccato da qualche pazzo che adora il demone e ascolta travaglio oppure legge la repubblica o quel che è rimasto della opposizione!
E’ ovvio che in questo “contesto presepe” travaglio ed i gruppi di facebook incitano all’odio, le toghe rosse vogliono fare fuori berlusconi e la d’addario diventa di colpo la fata turchina come scritto dal tv sorrisi e canzoni e persino il mitico giudice borsellino che stava già in temoi non sospetti indagando sul legame tra mafia e cavaliere diventa un personaggio trascurabile: il problema è che una magioranza relativa di persone tende ancora a crdere a queste storielle e fino a che questa gente non si sveglia c’è ben poco da fare!
I 250.000 del noBDay fanno paura.
Loro lo sanno che questi oltre ad essere intelligenti (come la maggior parte degli italiani) sono anche informati.
L’informazione fa paura a tutti i governi, chi la ostacola però sono i regimi dittatoriali.
Vediamo le norme che verranno per capire se viviamo in una democrazia o in una dittatura di fatto.
@ Davide
Si staremo a vedere le norme, a me preoccupa di più immaginare chi le stenderà.
La condivisione è ancora democrazia, ma non credo che il Buffone accetterà di essere processato perciò dovremo parlare di dittatura.
A meno che Fini……
@ Achille
Chapeau!