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Attacchi agli immigrati causano disordini in Italia

Pubblicato Lunedì 22 Settembre 2008 in Inghilterra

[The Independent]

Questa settimana l’Italia sta affrontando un’ondata crescente di rabbia da parte degli immigrati in seguito alle diverse manifestazioni di protesta in tutto il paese contro i violenti attacchi subiti dagli immigrati africani.

A Caserta, una decadente località balneare a nord di Napoli, che è divenuta sia la roccaforte del più violento clan della Camorra, la mafia di Napoli, sia alloggio di migliaia di immigrati clandestini, i dimostranti africani hanno ribaltato automobili e cassonetti della spazzatura e sradicato cartelli stradali durante una protesta spontanea contro l’uccisione da parte della malavita di sei africani dentro e fuori un negozio di abbigliamento e sartoria. In seguito, sabato migliaia di dimostranti hanno marciatoa Milano lungo le vie della città condannando il pestaggio a morte di un giovane originario del Burkina Faso da parte dei proprietari di un bar locale che lo avevano sorpreso a rubare biscotti.

Due attacchi completamente diversi e non collegati tra loro, ma entrambi percepiti dalle rispettive comunità come la prova della misera condizione delle persone di colore in Italia e del fallimento della maggioranza di questi di avere persino un appiglio verso una vita decente ed il rispetto di se stessi, in un paese che solo con rancore sta facendo i conti con la sua nuova società multietnica.

L’attacco alla Ob Ob Exotic Fashions, dove una sparatoria con pistole automatiche ha ucciso sei persone giovedì notte, è stata spiegata dalla polizia come una punizione inflitta ai venditori di droga africani a causa del loro rifiuto di pagare alla Camorra il pizzo, o soldi in cambio di protezione, recentemente aumentato. Ma gli amici delle sei vittime hanno respinto le accuse con rabbia. Uno di loro ha detto al giornale La Repubblica: “E’ una grossa menzogna. Si rompevano la schiena lavorando nei campi e nei cantieri edilizi. Oppure lavoravano nelle botteghe di sartoria dalla mattina alla sera, senza alzare la testa dal loro banco di lavoro.”

Una giornalista de Il Mattino di Napoli, specializzato nei crimini di Camorra, ha confermato che il massacro non ha avuto niente a che fare con lo spaccio di droga. “E’ stato solamente un modo per imporre il loro volere sul territorio” ha affermato.

A Milano, una folla stimata di 7000 persone ha marciato per protestare contro l’omicidio del 14 settembre di Abdul Salam Guibre, pestato a morte da padre e figlio milanesi per aver rubato due pacchetti di biscotti dal loro bar. I dimostranti hanno distrutto delle motociclette e ribaltato dei bidoni dell’immondizia lungo la loro strada, cantando “Ignoranti bastardi bianchi”. A differenza dei dimostranti di Caserta, questi non erano immigrati clandestini, sopravvissuti di barconi pieni di falle provenienti dalla Libia, ma italiani di prima generazione, che parlano un’ottimo italiano, ma che si sentono completamente rifiutati dall’unica patria che conoscono. L’Italia non ha mai visto niente di simile.

[Articolo originale di Peter Popham]

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