[BN DeStem]
Roma – ‘Se solo avesse preso bene la mira.’ L’educato signore in pensione lo dice con una naturalezza stupefacente.
E non è l’unico. Chi gira per strada in Italia per sentire cosa ‘la gente’ pensa dell’attacco di domenica a Silvio Berlusconi, trova la conferma di un fatto: l’odio per il magnate dei media e premier è profondo ed inizia ad avere tratti pericolosi. Ma l’odio verso quelli che odiano Berlusconi è altrettanto profondo.
Un vento freddo soffia a Perugia, la città a lungo conosciuta come una roccaforte rossa. In un bar gli avventori fissano la tv. Un Berlusconi turbato deve sicuramente rimanere ancora un giorno in ospedale, a causa della sua faccia malconcia e naso e denti rotti, riferisce il giornalista.
Basandosi su quello che viene detto e scritto, questo Paese è alla vigilia di una guerra civile. Troppo pessimista? “No, non siamo ancora a quel punto”, rispondono in coro sette studenti, rabbrividendo. Ma il tema Berlusconi divide il gruppo. “Non gli si dà la possibilità di fare il suo lavoro”, dice Gianna.
Elena: “Prende in giro noi e la democrazia, quand’è che si farà anche qui la rivoluzione?”
Lei non ci crede, ma secondo l’entourage di Berlusconi è lei che crea – con tutti gli altri critici di Berlusconi – un terreno fertile per i terroristi. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e testimone oculare dell’attacco, analizza: “Nemmeno Giorgio Almirante è riuscito a suscitare tanto odio a sinistra quanto ne esiste ora contro Berlusconi.”
La Russa è stato a suo tempo uno dei dirigenti del partito neo-fascista di Almirante (1914-1988), e sa cosa siano le lotte di strada. Ciò che effettivamente vuole dire è: siamo punto e a capo.
Ricorda come solo di recente neofascisti e antifascisti cercavano di ammazzarsi a vicenda e come è nato il terrorismo, sia a sinistra che tra i fascisti.
Il quotidiano di proprietà di Berlusconi, Il Giornale, sostiene che il premier sia vittima di una campagna d’odio. Quindi sono coinvolti anche il Presidente della Camera Fini, il presidente Napolitano e la Corte Costituzionale, che ha detto ‘no’ ad una legge per mezzo della quale Berlusconi voleva assicurare la propria immunità penale.
Oggi l’Italia intera deve sapere che Berlusconi non è solo vittima di un uomo con problemi psichici che ha lanciato una statuetta, ma di un complotto con una chiara regia. I nemici sono una manciata di giornali e giornalisti, ma soprattutto Antonio Di Pietro, l’ex magistrato.
Di Pietro ha infatti osato dire che le azioni di Berlusconi provocano reazioni. I seguaci di Berlusconi dicono che Di Pietro giustifica la violenza e lanciano avvertimenti a chiunque osi fare affari politici con lui. Per Il Giornale, Di Pietro è qualcuno ‘che prova piacere nel vedere la gente soffrire’, un inquisitore che considera una vita umana meno importante della frode contabile’.
Nell’affollato mercato natalizio, Di Pietro è al contrario popolare. “Dice come stanno le cose, non è normale pensare di poter fare tutto quello che vuoi con un paese, solo perchè hai i soldi”, dice il 40enne barese Marco, dal suo banco di formaggio di capra.
Suo cognato, più anziano, sospira. Aveva riposto le sue speranze in Berlusconi, ma la vede brutta. “Il clima è avvelenato, può succedere di tutto.”




















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