Avv. Ghedini, l’avvocato di cui Berlusconi ha tanto bisogno

[L'express]

Di nuovo in piena tormenta giudiziaria, il capo del governo italiano sa di poter contare sul suo avvocato. Ma chi è questo ministro-ombra della giustizia?

È tanto secco e lungo, sotto i suoi vestiti da dandy etereo, quanto Berlusconi è tarchiato, materiale, ardente d’impazienza. Si è dichiarato, undici anni fa, “pronto a morire in piedi” per lui, il “cliente della sua vita”. Niccolò Ghedini è l’avvocato del Cavaliere, guardiano dei suoi dossier neri e incaricato, per questo, di immunizzare ad vitam aeternam il presidente del Consiglio dalle ingerenze della giustizia che, di questi tempi, lo sfida nuovamente e fa cadere su di lui nuovi sospetti di collusione con la Mafia.

Il cardine delle numerose leggi che Berlusconi si è ritagliato su misura per evitare guai, è dunque lui, Ghedini. L’ultimo progetto in ordine cronologico, che accorcia i processi per affossare definitivamente i due procedimenti Mills e Mediaset, riaperti per corruzione e frode fiscale, è ancora suo.
Fin qui, l’avvocato ha avuto successo. Pensate: “22 processi, più di 2,500 udienze, 600 perquisizioni nei suoi uffici…” E nessuna condanna in via definitiva. L’ Avv. Ghedini, che non si separa mai dalla sua bibbia verde, il Codice penale, è brillante. Un animale da aula di tribunale e da scena, che buca lo schermo con i suoi larghi sorrisi da pubblicità, le sue braccia infinite, che agita come le pale di un mulino a vento, e i suoi tic del linguaggio, tra i quali il famoso “Ma va laaa!” con cui chiude il becco agli interlocutori e che gli è valso il nomignolo di “Mavala”.

Con i tempi che corrono, dunque, Ghedini è andato oltre. Tanto che figura in quinta posizione nella classifica dei deputati più assenti del Parlamento. Perché il difensore di Berlusconi è anche deputato del Popolo delle Libertà (PDL), membro della commissione Giustizia della Camera e presidente della commissione giuridica del PDL.

I contribuenti italiani pagano, così, per la difesa del primo di essi, che, da quindici anni, fa ballare la giustizia al suo passo. “Un uomo buono, molto generoso, mio amico”, come ama ripetere Ghedini, che svetta anche lui nella lista dei patrimoni del paese: più di 1,2 milioni di euro di reddito dichiarato nel 2008. “Possiede decine di proprietà ed una magnifica collezione di auto d’epoca”, osserva Gigi Riva, capo redattore del settimanale l’Espresso. Ma non lo si vedrà autocompiacersi. L’uomo fugge la mondanità e racchiude la sua vita privata nel segreto.

Nato a Padova cinquanta anni fa, Niccolò è figlio dell’alta borghesia e di un brillante avvocato penalista, che perde all’età di 13 anni. Lo studente andrà a foraggiare l’attivismo della destra muscolare. “Ha fatto parte del Fronte della Gioventù [NDLR: partito dei giovani neofascisti italiani del MSI]“, afferma Gigi Riva. Episodio smentito da Ghedini, che appena maggiorenne, vira verso una destra più moderata, il Partito Liberale.

Preso dai suoi studi di diritto, incrocia, nel 1986, il suo mentore, il penalista Piero Longo, fa esperienza difendendo con lui un neofascista, Marco Furlan, accusato di 15 omicidi, il cui progetto era di “ripulire il mondo da barboni, omosessuali e preti”.

Sebbene Piero Longo sia diventato, anche lui, uno degli avvocati di Berlusconi (e senatore), è per mezzo di un altro [avvocato, N.d.T.] ancora, Gaetano Pecorella, che Ghedini sarà introdotto alla corte di Silvio, nel 1998. Partecipa dunque al processo “toghe sporche”, un affare di corruzione di giudici nell’acquisto da parte della Fininvest della casa editrice Mondadori. Disciplina da militante intransigente, postura da “yes man” esemplare, si guadagna la fiducia del Cavaliere, a discapito di Pecorella. E, oggi, due delle sue sorelle, avvocati in diritto civile, assicurano la difesa di Berlusconi nel suo divorzio burrascoso.

Brillante, Ghedini? Non per la deputata radicale e membro della commissione Giustizia, Rita Bernardini, che scherza: “È un gaffeur, che ha messo più volte in pericolo la credibilità del suo cliente!” Un esempio? Ha sostenuto che le registrazioni audio di Patrizia D’Addario, la escort che ha passato una notte con il capo del governo in un letto offerto da Putin, erano “il frutto di invenzioni”, quando già si trovavano su Internet. E che dire della mortificazione che gli ha inflitto la Corte costituzionale, lo scorso 7 ottobre, invalidando la “sua” legge-scudo, votata nel luglio 2008 per garantire a Berlusconi l’immunità penale durante il suo mandato?

Ma “Mavala” non è a corto di idee. Il Senato sta studiando la legge sul “processo breve”, che riduce la durata [dei processi, N.d.T.] in primo grado a due anni, a causa del quale saranno abbandonati i procedimenti giudiziari per gli imputati passibili di meno di dieci anni di prigione: più di 90 000 processi potrebbero saltare! Una “porcheria”, si è irritato il leader centrista, Pier Ferdinando Casini.
Ghedini ha già lanciato un altro salvagente: un testo sul “legittimo impedimento”. Una legge sull’immunità potrebbe così essere rimessa sul tavolo. Conclusione: c’è urgenza per il Cavaliere che si sente “il più perseguitato dalla giustizia nella storia dell’umanità”.

[Articolo originale "Me Ghedini, l'avocat dont Berlusconi a tant besoin" di Anne Le Nir, Delphine Saubaber]

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7 commenti per Avv. Ghedini, l’avvocato di cui Berlusconi ha tanto bisogno

  • dancan

    scusate, io mi sono sempre chiesto.. ma ghedini, in quanto deputato.. come puo essere anche il legale del suo capo partito?
    in senato, non dovrebbe occuparsi di politica, invece di preparare le arringhe per il suo assistito?
    non è utilizzo privato di beni pubblici? loo stipendio, allo’norevole ghedini viene preso dai soldi di tutti, quindi, quando sono in parlamento, non deve occuparsi delle questioni giudiziarie del suo capo. in quanto, quel tempo, lo paghiamo noi…. sbaglio qualcosa?

  • …una volta c’era Enrico Berlinguer,sicuramente non aveva bisogno di ricevere i soldini dal governo di allora, perchè molto molto ricco, però faceva il politico e riceveva i soldini anche lui…però nessuno diceva nulla!
    Questa riflessione vale per tutti i colori…dei partiti,buon anno!!!

  • Alla risposta che io ho fornito ” è stato aggiunto impropriamente un titolo” ciò s’imterpreta con una faziosità da strapazzo.

  • cesi

    Ghedini: impresentabile in qualsiasi paese che si chiami civile!!! Negli anni 70 non avrebbe potuto girare per strada.

  • dancan

    ok. i politico son tutti ladri, lo sappiamo tutti. che TUTTI i politici facciano la bella vita alla faccia nostra, lo sappiamo bene. che i nostri politici non sappiano governare, è un dato di fatto. che abbiamo una classe dirigente di incapaci, sappiamo bene anche quello.
    ora, messo in chiaro questo, io posso criticare l’operato del governo attuale, senza che quancuno mi dica che anche quelli di sinistra rubano? e chavolo. ribadisco. tutti rubano. però ora i politico sono questi. a proposito. mi sembra che anche mussolini abbia fatto i soldi ‘dopo’ l’a sua discesa in campo… che facciamo, facciamo a gara a chi ne trova di piu?
    ora, scusate lo sfogo.. io devo fare due lavori per fare fronte alle spese. ok, lo so è una cosa che non si fa, però sono obbligato a farlo.
    cosa diversa dai nostri politici. portare il proprio avvocato nel governo, per fargli scrivere delle leggi apposite sui processi IN CORSO non mi sembra una cosa tanto ‘etica’. e anche perchè, appunto essendo l’avv. ghedini ( e pecorella, e anche qualche altro) chi controlla che il tempo che passano a difendere gli interessi PRIVATI del premier non siano pagati dalla collettività? se lavora per il capo, non lavora in parlamento. in parlamento si discute di cose pubbliche e di tutti. non di cose private. ripeto.. gli avvocati del capo, sono anche parlamentari. quindi esigo che quando sono seduti in parlamento, non discutano delle cause del capo. oppure vengano licenziati, o di dimettersi da parlmanentari.
    anche noi, sul lavoro, non possiamo fare cose private. lo stesso deve valere per loro.

    • M

      @ dancan
      chi vuoi che controlli ? lo so, purtroppo la mia risposta-domanda è retorica quanto la tua e la cosa è deprimente!
      io so solo che in questo paese una persona può offendere i magistrati e i giudici e beccarsi solo una ramanzina da chi di dovere e chi invece chiede conto dell’ operato o di un certificato di sana e robusta costituzione al proprio dipendente rischia l’ incriminazione per vilipendio.
      qualcosa non quadra…

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