[Der Standard]
Negli anni Novanta il Presidente del Consiglio avrebbe avuto contatti con Cosa Nostra, ha detto un ex-killer della mafia davanti al giudice.
Sabato ha luogo una grande manifestazione contro il premier a Roma.
Enorme interesse dei media per un pluriomicida. Venerdì centinaia di giornalisti e troupes televisive da tutto il mondo si sono ammassati davanti al Palazzo di Giustizia di Torino vicino alle camere di sicurezza e alle barriere.
L’interesse per il pentito Gaspare Spatuzza, che in carcere studia teologia, è dovuto a una rivelazione esplosiva del siciliano che, nascosto da un paravento, era visibile soltanto ai giudici. Accusa il premier Silvio Berlusconi di collaborazione con Cosa Nostra. Per l’interrogatorio di Spatuzza il processo contro Marcello Dell’Utri, amico intimo di Berlusconi, è stato spostato da Palermo a Torino per motivi di sicurezza. Il senatore Dell’Utri, considerato padre fondatore dell’ex partito di Berlusconi Forza Italia, è stato già condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
I difensori penalisti di Dell’Utri hanno tentato inizialmente di ritardare l’interrogatorio con cavilli procedurali e obiezioni. Il senatore, già condannato per frode fiscale con una sentenza passata in giudicato, ha accusato Spatuzza “di voler far cadere il governo Berlusconi con delle menzogne infamanti”. Il giudice ha respinto tutte le obiezioni.
Spatuzza, che ha lavorato per molti anni per i boss Giuseppe e Filippo Graviano, ha riferito durante l’interrogatorio che uno dei due gli avrebbe parlato con toni entusiastici di un incontro con Berlusconi e Dell’Utri. A Milano nel 1884 Giuseppe Graviano gli avrebbe riferito dell’incontro e gli avrebbe anche assicurato: “Ora abbiamo il Paese in mano”.
“Accuse folli”
All’apertura del Consiglio dei Ministri lo stesso Berlusconi ha parlato di “accuse folli e assolutamente ridicole, a cui nessuno crederebbe”. Nessun capo del governo prima di lui avrebbe combattuto la mafia altrettanto efficacemente. Dell’Utri ha dichiarato di non conoscere assolutamente i fratelli Graviano.
Questo sabato il premier italiano si trova nuovamente al centro dell’interesse mediatico. Sono attese fino a 400.000 persone da tutta l’Italia davanti alla basilica laterana a Roma. Il “No Berlusconi Day” rappresenta una novità nella storia politica del Paese. La manifestazione è stata organizzata da blogger senza l’intervento di partiti politici. “È una iniziativa della società civile”, assicura la trentenne romana Sara De Santis, membro del comitato promotore. “Vogliamo creare un’atmosfera gioiosa in antitesi con la cultura dell’odio dominante in Italia.”
A causa della massiccia adesione si è dovuto spostare la manifestazione da Piazza del Popolo all’assai più grande Piazza San Giovanni. Sono previsti interventi del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, del costituzionalista Domenico Gallo e di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992. Ai politici è stato negato l’accesso al palco.
[Articolo originale "Reuiger Mafioso beschuldigt Berlusconi" di Gehrard Mumelte]





















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