“Basta!” – I blogger contro Berlusconi

[Sueddeutsche Zeitung]

Scandali sessuali e due processi per corruzione – agli italiani sembra proprio che il loro premier abbia superato ogni limite: “Berlusconi dimettiti e accetta di farti processare”, è scritto su un grande striscione che la gente porta per le strade di Roma nell’ambito di una manifestazione contro il Presidente del Consiglio. É uno splendido sabato pomeriggio nella capitale italiana, ma la gente per la strada non sta facendo shopping. Sta marciando contro la politica. Gli italiani non sono i soli a farlo: anche a Berlino, Parigi, Londra e Sidney molte persone sono scese in strada contro Berlusconi.

Secondo i dati degli organizzatori alla manifestazione di Roma hanno partecipato più di 350.000 persone. Secondo la questura i manifestanti erano solo 90.000. Settecento autobus e molti treni speciali hanno portato dimostranti nella capitale da tutta l’Italia. Hanno risposto all’appello lanciato dalla piattaforma internet di Facebook da parte di un gruppo di blogger – critici nei confronti dell’operato del governo – che un paio di mesi fa ha promosso la mobilitazione di un “No Berlusconi Day”. Si tratta della prima manifestazione di protesta in Italia organizzata quasi esclusivamente attraverso internet.

L’opposizione partecipa alla marcia

La massa di persone ha indossato – sottoforma di sciarpe, magliette o pullover – principalmente il colore viola, secondo la dichiarazione dei blogger “l’unico colore lasciato libero dai partiti tradizionali”. La marcia di protesta ha ottenuto il consenso del partito di opposizione “Italia dei Valori” dell’ex-giudice anticorruzione e ministro Antonio di Pietro, nonchè dei sindacati e delle organizzazioni di sinistra .

Tra i manifestanti c’era, oltre a numerosi membri del Partito Democratico, anche l’ex ministro Rosi Bindi. La segreteria di questo grande partito di opposizione non ha voluto tuttavia aderire in modo ufficiale alla protesta. Di Pietro in un suo discorso ha speso parole contro “la grande truffa mediatica, elettorale, politica e giudiziaria del governo Berlusconi”.

Ha criticato soprattutto il fatto che si parli più degli scandali di Berlusconi che della sua politica. Questo rientrerebbe, tuttavia, negli intenti del capo del governo. Il premier minerebbe le basi della costituzione e della democrazia senza alcun rispetto, ha detto il portavoce dei manifestanti Massimo Malerbo da Catania.

Molti striscioni e cartelloni dei manifestanti richiamano le controversie di Berlusconi con la giustizia. In questo periodo il capo del governo deve rispondere di fronte al giudice di due processi per corruzione. In uno si tratta di corruzione di testimone, nell’altro di frode fiscale. Solo un mese fa è fallito il suo tentativo di sottrarsi a molti processi attraverso una controversa legge sull’immunità. La Corte Costituzionale ha dichiarato la norma incostituzionale.

[Articolo originale ""Basta!" - Blogger gegen Berlusconi"]

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31 commenti per “Basta!” – I blogger contro Berlusconi

  • damiano

    daniel,sembra una sfida ottimisti vs pessimisti XD …ad hai messo pure un sacco di carne sul fuoco.
    i tassi di suicidio sono elevati in paesi tradizionalmente laici come quegli scandinavi o delle rep. baltiche,ma altissimi anche in nazioni più tradizionaliste e rurali come russia,polonia,ungheria o ucraina. quindi il denominatore comune non è tanto la religione e c’è chi dice che le ore di sole e l’intensità influiscano enormemente sull’umore delle persone (non solo metereopatiche) e questo spiega come nazioni di diverse culture abbiano un tasso di suicidio di molto inferiori.
    questo spiega anche come mai dai 300 mila al 1 milione di britannici siano andati a vivere in spagna,nonostante all’epoca il pil pro capite inglese era del 50% superiore, mentre gli spagnoli negli uk non ci andavano più.anche per me il clima ha un enorme influenza sull’umore e talvolta la “psicologia di un popolo” se mi si passa il termine.
    il potenziale non è espresso in manerie prime,di cui l’ue è ovunque carente (tranne qualche pozzetto di petrolio qui ed un po’ di ferro là)e deve prendere/usurpare da africa&co.,ma è un potenziale strategico.
    potenziale geografico (nord nella mittleuropa,sud nel centro mediterraneo),giovani cervelli che scappano e che altrove vengono lodati(se la trovo ti mostro la classifica dei migliori giovani fisici,etc mondiali) e un’industria che non è da buttare…

    • Daniel

      damiano, io sono ottimista però non ho una visione romantica delle cose e per questo mi sento spesso dire che sono cinico. Ma essere razionalmente cinici verso certi concetti non significa esserlo in generale. Non sono cinico ma non abbraccio una visione romantica di certi concetti che in un certo senso romanticizzandoli vengono deumanizzati.

      Ad esempio non ho una visione romantica del ricercatore come un condottiero valoroso che squarcia il buio dell’ignoranza per arrivare là dove nessuno arrivato. Per me è un lavoratore come un altro, alcuni più utili e onesti di altri. Non ho la visione dei bambini come innocenti angeli da proteggere dai mali del mondo, per me sono giovani individui che cercano con tutte le loro forze di imparare come stare al mondo. Non ho la visione della famiglia come quel luogo di amore e protezione benedetto dal signore in cui tutti si vogliono bene, per me è soltanto uno dei tanti possibili accordi tra individui per formare una piccola o grande communità e sono ben consapevole che il luogo meno sicuro in cui trovarsi è proprio la famiglia perché è li che avviene la più alta percentuale di abusi e violenze. Non ho una visione romantica del corteggiamento o dell’amore e preferisco di gran lunga la pragmaticità dei ragazzi tedeschi che sanno che la coppia è soltanto un compromesso che va discusso e accettato che non l’ipocrita romanticismo culturale italiano dove sembra che anime gemelle siano benedetto dalla luce dell’amore. E ti assicuro che sono più affettuoso, ottimista e caloroso io di tante persone che hanno una visione romantico-superficiale delle cose. La romanticizzazione dell’amore è in verità soltanto una banalizzazione delle contraddittorie ma forti e bellissime forze che entrano in gioco nei rapporti umani. Forse il romanticismo culturale italiano è una delle ragioni per cui gli italiani pensano a se stessi come più calorosi, ma io trovo che il romanticismo culturale italiano sia una banalizzazione della bellezza dei sentimenti nudi e crudi e un’ipocrisia, quindi molto più freddo dei rapporti, concetti e sentimenti veri non romanticizzati. Io vedo molto più calore e umanità in Strade Perdute di Lynch che non in qualsiasi commedia sentimentale italiana.

  • damiano

    [continuo]è un falso mito che gli italiani siano i cinesi d’europa grazie ai bassi costi,non è più così dai tempi della lira bassa.i costi in italia sono alti e non si calcolano solo sul costo del singolo operaio,ma dei servizi,delle spese dei privati per la ricerca,pizzi (sud),aliquote alte,etc..
    però il tessuto si è diversificato,era il quarto in ue (dopo germania,uk e francia)da tre anni è secondo.
    secondo anche per export sempre dietro la germania.
    quindi non tutto quello che luccica è ora ma nemmeno tutto quello che puzza è m**da.
    vuoi sapere per me quali sono i veri tumori italiani?(spero di non tralasciarne)
    1)politica OBSOLETA ed totalmente inutile (mettiamo un pilota automatico a questo punto)
    2)disinteresse degli italiani per quel che riguarda il bene comune.
    gli altri sano risolvibili soverchiando questi.
    per quel che riguarda il carattere degli italiani bisognerebbe non solo vederlo regione-regione ma anche casa-casa.ma non credo che gli inglesi siano più affettuosi ed umani degli italiani…anzi,a me pare esattamente l’opposto.
    ma queste sono condiderazioni personali non quantificabili matematicamente.

    • Daniel

      sono d’accordo su quelli che nomini come i tumori dell’italia, anche se io ci metterei l’influenza della chiesa, una classe dirigente inesistente e cialtrona (da sempre) e una chiusura mentale da guinnes dei primati.

      Capisco il discorso sulla luce e il clima e infatti so che esiste Il seasonal affective disorder ma in Italia ci sono veramente tante più ore di luce. Io non ho mai capito il perché gli italiani chiamano l’Italia il paese del sole, non è una nazione tropicale, in inverno si gela come da qualsiasi altre parte con l’aggravante che gli italiani vanno in pratica in letargo in inverno abituati a vivere la loro nazione come una nazione esisteva mentre in altri posti si convive meglio con il freddo. Inoltre come si spiega che il tasso di suicidi non è alto in Italia ma il tasso di depressione è tra i più alti che ci siano? Il suicido è una cosa culturale e ci sono delle culture che lo contemplano e altre che non lo considerano o lo condannano. Basta vedere quanta retorica e pressapochismo è scaturito tra gli italiani sulla questione dell’eutanasia.
      L’Italia è secondo me una tra le più tradizionaliste e fondamentaliste nazioni che ci siano, e il suicido non è un concetto culturalmente espresso. Quello di cui sono sicuro è che in Italia il tasso di suicido non sia più basso di altri paesi perché si vive meglio o perché si ride di più.

      Inoltre per capire come funzionano i dati sul suicidio bisogna analizzare meglio la curva di distribuzione.
      Per un fatto culturale e religioso o di imposizione tradizionalista in Italia la più alta percentuale magari è insoddisfatta ma non troppo (perché gli è stato insegnato a sacrificarsi: pensa a tutte le donne che ancora vivono con l’idea che devono servire il marito, che il divorzio è peccato e che devono sacrificare il loro benessere per quello di marito e figli) con una percentuale che invece non regge, mentre in altre nazioni la percentuale predisposta al suicidio è più alta ma anche la percentuale di persone che si giudicano estremamente felici piuttosto che “tiro a campare”. Ripeto, una più bassa percentuali di suicidi in Italia non significa che in Italia si viva bene.

      Io non credo nè che gli italiani siano più affettuosi ed umani degli inglesi, nè che gli inglesi siano più affettuosi ed umani degli italiani. Io non ho il desiderio di legare con le masse ma con persone che mi sono affini e che condividano i miei interessi. E nel cercare persone che avessero un minimo di profondità, di sensibilità, di apertura mentale verso modi alternativi di concepire la vita e di libertà dai concetti limitanti e manipolatori proveniente dalla tradizioni ho sempre trovato difficile trovarle in Italia e più facile trovarle altrove, specialmente in UK. In Italia c’è poca cultura alternativa e un condizionamento ad una cultura bigotta, provinciale e superficiale dove infatti forme alternative di espressione o tendenze culturale moderne non solo fanno fatica a sopravvivere ma vengono sistematicamente attaccata dalla popolazione. I commenti bigotti e omologati che ho sentito in Italia quando vendono un ragazzo con i capelli colorati, due dodicenni che si baciano su una panchina, una coppia di omosessuali che si tiene per mano e via dicendo non le ho mai sentite da nessun’altra parte. Dalle altre parti mi sarei aspettato di sentirle 50 anni fa, ma appunto come mi diceva un giovane turista in Italia sembra che il tempo si sia fermato 50 anni fa.
      Per i bigotti, repressi, tradizionalisti, timorati di dio e amanti della sagre di paese e il liscio questo è certamente positivo. Ma non per chi vede quella cultura come superficiale e vorrebbe sfruttare la libertà d’espressione che abbiamo ottenuto nel tempo.

      • Daniel

        *anche se io ci metterai anche (cioè i “tumori” di cui parlavo erano un’aggiunta ai tuoi, non una sostituzione)

        Non ti preoccupare degli errori che fai, io scrivo molto peggio e comunque ti capirei acnhe se srvsicesi csoì pehcré tnatno per la mente conta il contesto.

  • damiano

    *e talvolta sulla psicologia di un popolo.
    chiedo venia per gli errori ma ho scritto di getto senza rileggere XD
    spero si capisca ugualmente.

  • damiano

    daniel,condivido molto di quel che hai detto anche se,ahìme,sono un romantico..per quanto pur sempre lo si possa essere.
    ma basta che prenda in mano un giornale e perdo tutto il romanticismo. la famiglia è il luogo più insicuro,vero, poiché quello dove nessuno si aspetterebbe niente e dove si trascorre più tempo. ad esempio una ragazza che fa la doccia in un luogo pubblico sarebbe oggetto dell’animalità di molti individui…ma capiterà mai qualcuna lo farà? a casa è completamente diverso. come potrebbe una ragazza immaginare che suo fratello o suo padre non sono altro che animali? come potrebbe tutalarsi e difendersi se in giovane età?
    bado un attimo alle ciance economiche. mi hai riportato in mente l’arte,altra risorsa economica italiana. che sia l’onu che ci accredita un patrimonio del 50% dell’arte mondiale (bhe,forse si esagera) o l’unesco,buon pro ci faccia. è altresì vero che l’italia non è in grado di attrarre turisti come spagna o francia e gli standard sono fin troppo bassi. un salto nel passato anche qui.
    per quel che riguarda la chiesa seguo il tuo percorso logico e lo approvo,sottolineando pure il ruolo storico ed egemonico della chiesa in molte di quelle zavorre che ci portiamo sul groppone. l’italia si sarebbe potuta unire in altre occasioni e avrebbe trasceso problemi culturali ed unitari che ci trasciniamo addosso…o forse che ci trascinano in basso.
    gli ostrogoti e i longobardi,contrariamente al lerciume scritto sul loro conto,erano popoli che stavano provando ad integrare le diverse culture italiani e creare i primi rudimenti di uno stato unitario come in francia e dopo in inghilterra,spagna,russia..

  • damiano

    [cont.] in ambedue i casi lo stato della chiesa ha chiesto l’intervento del tradizionale alleato francese che ha sopraffatto quelle che sarebbero potute diventare floride nazioni.due occasioni sprecate,papato ancora in piedi.anche col risorgimento il papato ha chiesto l’intervento francese e,perdona l’ucronìa,forse ci avrebbero smembrati di nuovo se non avessimo avuto i prussiani come alleati.occasione andata a segno,papato sottomesso. le conseguenze sono state però: unione fatta troppo presto,brigantaggio(mafia),questione meridionale,disomogeneità territoriale e chi più ne ha,più ne metta.
    ma pare che molti politici questo non lo sappiano e propongano croci sul tricolore,come a ringraziarli di quanto dato.
    tengo a precisare che la mia è una critica temporale e non spirituale della dottrina cattolica.personalmente sono ammaliato dalla figura di cristo,non di molti suoi successori.
    daniel,il problema non è se l’italia è più svezia o maldive. il problema psicologico italiano è,a mio modesto avviso,la consuetudine e l’adattamento bigotto.
    ci si abitua,ci si adatta. altrove si fanno rivoluzioni,anche nel quotidiano.si cambia.
    da noi ci si adatta a tutto e ci si convive: si convive con la mafia da 150 anni,ci si abitua ad una seconda rep non molto diversa dalla prima,si convive con un berlusconi al governo o col vicino che fa fare la pipì al cane sul tuo battistrada,ci si abitua a quello che ti butta la spazzatura per strada o con quell’altro che ti fa critiche e manifestazioni di piazza. ma lo sa bene tanto lui,quanto me,che non cambierà niente.panta rei,eccetto che da noi.

  • damiano

    *…molti suoi proseliti.
    cristo non ha avuto successori XD

  • giovanni

    Sarebbe bello poter fare leggere gli ultimi nterventi di questa discussione ai giornalisti e lettori stranieri, per far capire quanto il nostro Paese non vada banalizzato e quante persone sanno poprtare avanti discorsi di una certa levatura. Quello che sto leggendo qui è la dimostrazione che non tutti siamo superficiali e manichei, ma io già lo sapevo. Purtroppo la nostra immagine viene costantemente sacrificata ai luoghi comuni e alla macchietta, che i nostri miserabili politici (in primis Di Pietro e Berlusconi) non fanno che avvallare. Ma noi non siamo solo Berlusconi o anti-Berlusconi. C’è ancora l’Italia.

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