Il potere di Berlusconi si sgretola

[NRC Handelsblad]

Il premier italiano è sotto attacco da tutte le parti, in Italia ed in Europa.

Oggi un pentito testimonia su Berlusconi ed il suo patto con la mafia. E decine di migliaia di cittadini in tutta Europa protesteranno domani contro il premier.

Roma 4 dicembre – I nervi del premier italiano Silvio Berlusconi sono messi a dura prova. Berlusconi viene accusato di contatti con la mafia, si trova sul piede di guerra con il suo più importante compagno di partito, Gianfranco Fini, e sabato decine di migliaia di cittadini in Italia e nelle capitali europee manifesteranno per chiedere le sue dimissioni.

“Dovrei andare a casa per fare le valigie e partire per Panama. Mi mancheranno un pò i giornali e i magistrati, ma proverò in ogni caso a continuare a vivere”, scherzava Berlusconi mercoledì con il presidente di Panama, in visita in Italia. Se questo sia l’inizio della fine, è da vedere con il combattivo Berlusconi. Ma i problemi per lui si accumulano molto velocemente.

Tutta l’Italia aspettava con trepidazione di sentire quello che Gaspare Spatuzza ha raccontato oggi a Torino. Questo pentito della mafia è stato ascoltato nel corso del processo in appello a Marcello Dell’Utri, l’uomo di fiducia, collaboratore e compagno di partito di Silvio Berlusconi che è stato condannato a nove anni di carcere per i suoi legami con la mafia.

Il patto

Spatuzza ha ripetuto pubblicamente ciò che già in precedenza aveva detto ai giudici inquirenti durante interrogatori privati. Secondo lui Berlusconi e Dell’Utri all’inizio degli anni ‘90, prima della fondazione del partito di Berlusconi Forza Italia, hanno fatto un patto con la mafia. Spatuzza si basa su conversazioni di quel periodo con i suoi capi mafiosi, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, entrambi condannati all’ergastolo per diversi attentati.

Giuseppe avrebbe detto a Spatuzza di Dell’Utri e Berlusconi:”Grazie a queste persone noi (la mafia) abbiamo il Paese nelle nostri mani”. Spatuzza ha inoltre suggerito che Berlusconi era coinvolto negli attentati che la mafia ha effettuato nel 1992 en nel 1993 a Roma, Firenze e Palermo, e che improvvisamente si sono conclusi, poco prima della fondazione di Forza Italia. Marcello Dell’Utri avrebbe funto da interlocutore tra Cosa Nostra e Berlusconi.

Ora che Spatuzza ha ripetuto le sue affermazioni, c’è una reale possibilità che il Pubblico Ministero apra un’inchiesta sulla relazione di Berlusconi con la mafia. Il potere di Berlusconi ne verrà ulteriormente indebolito. Berlusconi deve già rendere conto di evasione fiscale e della corruzione di un testimone in un processo.

Sotto pressione

I giornali italiani pubblicano già da settimane le dichiarazioni di Spatuzza e di altri pentiti. Secondo la stampa la mafia rompe il silenzio e fa parlare i pentiti per mettere il premier sotto pressione. Berlusconi farebbe troppo poco per Cosa Nostra e non rispetterebbe gli accordi presi. Il quotidiano di sinistra La Repubblica sabato ha suggerito che il 20 per cento dell’azienda di Berlusconi, Mediaset, sia nelle mani della mafia. Il giornale afferma di sperare che la cosa non sia vera, ma “giusto per sottrarsi a questo ricatto distruttivo della mafia, Berlusconi dovrebbe finalmente fare chiarezza sugli inizi della sua carriera da imprenditore”, sostiene il quotidiano. In passato, Berlusconi è già stato interrogato dalla magistratura al riguardo, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La settimana scorsa, perfino i giornali schierati con Berlusconi non hanno potuto fare a meno di riferire la notizia. Il giornale di destra Libero ha scritto che il Pubblico Ministero di Firenze avrebbe già aperto un’inchiesta sul coinvolgimento di Berlusconi negli attentati di mafia. Il PM lo ha negato.

Berlusconi ha detto in un telegiornale lo scorso fine settimana: “Se c’è una persona che per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura ed impegno politico è lontanissima dalla mafia, quella persona sono io”. Secondo Berlusconi non c’è nessun governo che ha fatto di più del suo contro la mafia.

‘Bomba atomica’

Il compagno di partito di Berlusconi e co-fondatore del suo partito Il Popolo della Libertà, Gianfranco Fini, dice di escludere che Berlusconi sia coinvolto con la mafia. Ma si è lasciato sfuggire che le affermazioni di Spatuzza avranno l’effetto di “una bomba atomica”. Lo ha detto il 6 novembre al suo vecchio amico Nicola Trifuoggi durante un congresso a Pescara, mentre il microfono era aperto. In quell’occasione Fini ha fatto battute su Berlusconi e ha affermato – riferendosi agli imperatori romani – che il premier è nato duemila anni troppo tardi. “Berlusconi confonde il consenso della gente con l’immunità nei riguardi di qualsiasi potere di controllo: la magistratura, la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale, il Presidente, il Parlamento”.

Berlusconi secondo i suoi stretti collaboratori, ha reagito “sopraffatto da irritazione e rabbia” alle affermazioni di Fini. “Noi dobbiamo isolarlo e preparare le elezioni”, avrebbe invocato. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha detto che “le parole di Fini dimostrano che è fuori dalla linea del partito del Popolo della Libertà”.
A quanto pare Fini vuole raggiungere lo scopo di stremare Berlusconi senza forzare elezioni immediate. Fini spera così – qualora la posizione di Berlusconi diventi insostenibile – di poter guidare un governo tecnico a tempo debito. Fini non si fa più dare lezioni da Berlusconi ed è pronto a correre il rischio che il partito Il Popolo della Libertà si disintegri. Umberto Bossi, del partito di coalizione Lega Nord, per il momento combatte per la continuazione della coalizione di governo, perchè in questa situazione è quello che più di tutti detta l’agenda: politica anti-immigrazione, riforme federaliste, e più soldi per il Nord. È proprio questa politica avvelenata in corso che sabato porterà decine di migliaia di persone in piazza.

No Berlusconi Day

Il ‘No Berlusconi Day’ è un’iniziativa civica nata su Facebook. L’appello fatto alla gente è di manifestare nelle capitali europee per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Ad Amsterdam ci sarà una manifestazione alle 15:00 in piazza Dam.

“Berlusconi è una seria e pericolosa anomalia nella struttura della democrazia occidentale. Non possiamo più rimanere inerti mentre l’intero Paese è tenuto in ostaggio da oltre 15 anni da una figura che si sente ‘proprietario dello Stato’ e ha un atteggiamento aggressivo contro ogni forma di libertà”, così si legge sul website dell’organizzazione.
La TV di Stato Rai 3 voleva realizzare una cronaca diretta della manifestazione, ma questo è stato proibito dalle alte gerarchie. Il canale digitale Rai24 lo farà ma il canale non è accessibile per gran parte della popolazione italiana.

[Articolo originale "Berlusconi's gezag brokkelt af" di Bas Mesters]

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