Il momento di dire addio

[The Economist]

La carriera politica di Silvio Berlusconi è in bilico. Dovrebbe andarsene.

Persino per i suoi standard, questa è stata una brutta settimana per Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio italiano. Il tribunale ha chiesto una fideiussione per il pagamento di una multa enorme che pesa sulla sua società Fininvest, per l’acquisizione nel 2000 della Mondadori, la casa editrice più grande d’Italia. Sua moglie, Veronica, cerca di ottenere un lauto assegno di divorzio. Il processo in cui è accusato di aver corrotto un avvocato inglese, David Mills, è ripartito dopo che la sua immunità è stata annullata. Sono emerse nuove accuse che testimonierebbero alcuni suoi precedenti rapporti con la mafia. Questo fine settimana è stata organizzata a Roma una manifestazione di protesta intitolata “No Berlusconi Day”. Berlusconi ha fatto della sopravvivenza politica un’arte, ma anche lui ora sembra essere in difficoltà.

Il punto di vista di “The Economist” su Berlusconi è rimasto invariato. Abbiamo criticato la sua entrata in politica nel 1993-94. Nel 2001 abbiamo detto che era inadatto a governare l’Italia. Nel 2006 abbiamo consigliato gli elettori italiani di dire “Basta!” al suo governo. Li abbiamo esortati a sostenere l’avversario di centro-sinistra nel marzo 2008. Eppure siamo stati cauti nell’unirci al coro di estesi e pruriginosi articoli su una sconcertante serie di scandali sessuali che quest’anno ha travolto il 73enne Presidente italiano. Preferiamo giudicarlo su due questioni più sostanziali: il conflitto di interesse tra la sua attività economica e politica, e i risultati prodotti dal suo governo.

Gli eventi di questa settimana hanno gettato una luce oscura sulla prima di queste due questioni. La riesumazione di vari casi giudiziari che coinvolgono direttamente lui o dei suoi collaboratori, oltre a una serie di altre attività economiche e questioni giudiziarie, distraggono lui e il suo governo da altre responsabilità. Il danno è evidente. Con la crisi finanziaria e la recessione, l’attenzione si è spostata dalle difficoltà economiche dell’Italia alla situazione in cui si trovano paesi come la Grecia. Eppure, sebbene l’ammirevole piccola imprenditoria del nord sia fiorente, l’intero paese è ancora molto indietro. Quest’anno al terzo trimestre il PIL ha avuto il calo maggiore della media dell’euro-zona, e si prevede una caduta di quasi il 5% nel 2009, un calo sostanziale come in ogni altro grosso paese dell’Europa occidentale.

Il governo Berlusconi è stato incredibilmente tardivo nel reagire a questa situazione. Per molto tempo il Presidente ha negato che l’Italia sarebbe entrata in recessione. Ha usato la grave situazione finanziaria come pretesto per giustificare incentivi fiscali italiani molto inferiori rispetto ad altri grandi paesi. A differenza di alcuni coraggiosi capi politici, ha anche trascurato di promuovere il tipo di riforme economiche necessarie per ripristinare la competitività del paese, che si è fortemente deteriorata nei confronti della Germania. L’Italia resta troppo regolamentata e si piazza molto male nelle classifiche internazionali su temi come la facilità di avviare un’impresa, la diffusione della corruzione, la quota d’investimenti nella ricerca e la qualità dell’istruzione.

Nel suo terzo governo Berlusconi ha perseguito una politica estera eccentrica, non allineata a quella degli altri paesi occidentali alleati dell’Italia. Ha stretto legami con la Russia di Vladimir Putin e con la Libia di Muammar Gheddafi con l’intento di perseguire gli interessi energetici italiani (questa settimana è stato in Bielorussia, dove si è intrattenuto con un altro dittatore, Alyaksandr Lukashenko). Sotto la presidenza di Berlusconi l’Italia continua a giocare un ruolo di secondo piano nell’Unione Europea e nel resto del mondo.

Vai, vai, Silvio!

Anche grazie alla sue macchinazioni, non vi è un naturale successore che possa prenderne il posto, se Berlusconi abbandona la politica. Alcuni suoi sostenitori dicono che è meglio restare con lui, perché l’alternativa sarebbe il caos. Eppure l’Italia ha altri potenziali capi: Gianfranco Fini, nel suo stesso partito, che complotta apertamente per spodestare Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, al centro, che si è tenuto fuori dal terzo governo Berlusconi, ma anche il nuovo capo di centro-sinistra, Pierluigi Bersani, che ha spinto in direzione delle riforme durante il governo di Romano Prodi.

Uno di questi verrebbe sicuramente fuori, se solo Berlusconi decidesse di andarsene. Chiunque sia potrebbe anche completare la trasformazione del paese, che Berlusconi ha bloccato quando negli anni ‘90 è entrato in politica. L’Italia starebbe meglio se ora il cavaliere galoppasse fuori dalla scena.

[Articolo originale "Time to say addio"]

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25 commenti per Il momento di dire addio

  • Stecca 66

    Nella pagina estera “The Economist” come tutte le testate del mondo, ove ci sia un minimo di liberta di stampa,sulla pagina estera scrive articoli che riguardano altre nazioni.
    Lo dice la parola stessa “PAGINA ESTERA” o notizie dall’estero!!
    Per un giornalista questo è l’ A,B,C,…..

    Comunque una bella sportellata il Buffone l’ha ricevuta dalla testata inglese, remember?

    http://www.wikio.it/article/70362484

    • Marco58

      Grande Stecca66. Grazie intanto per il bentornato. Come spiegavo a Zerb, c’ho avuto un pò di casini. Ma come sai le erbe cattive….anzi “comuniste”!!
      Ho saputo che la Clementina Forleo é in ospedale con fratture al volto a seguito di un grave incidente stradale, causato da uno sconosciuto che l’ha buttata fuori strada, mentre era in autostrada da sola!!!!
      Prepariamoci al peggio.
      Un abbraccio e schienadritta sempre.

  • Stecca 66

    Già ho saputo anch’io, quello che mi preoccupa è la fine che purtroppo fecero i suoi genitori, sempre per un’incidente stradale ancora per cause sconosciute.
    Ma se non ci sono più soldi ( tagliati ) per far benzina,non ce ne sono neppure per la scorta.
    Potrebbero toglierla al Buffone & C., tanto la mafia ci va d’accordo, sopratutto dopo che :

    http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=48959

    Schienadritta.e palle dure come l’acciaio.

  • Skorzeny

    Per leggere l’Economist e capire cosa scrive bisognerebbe:
    a) avere una copia disponibile di questo periodico
    b) sapere l’inglese

  • fab

    Perche’ leggere l’Economist e fare fatica a capire quando hai lo slogan pronto?

  • Abbiamo un capo di Governo? Quando mai! va in visita da politici stravaganti come lui per gl’interessi petroliferi italiani o per interessi suoi? In quindici anni non ha fatto altro che cercare di salvare sè stesso ed i suoi amici dalla galera,gli unici provvedimenti presi a favore di evasori,corruttori e ladri;la crisi si sta aggravando,ma il Parlamento legifera i suio ddl sempre con voto di fiducia,nonostante la maggioranza bulgara. Sperare nel PD,illusione! certe dichiarazioni dei principali esponenti sembrano appartenere più a lui che agli ex comunisti, se mai sono esistiti dopo la morte di Berlinguer. Come italiana mi vergogno non solo per uno come mister B.,anche per i miei connazionali che continuano a dormire incantati dalle sue TV a reti unificate;per fortuna un buon segnale vi è stato con il NO B.Day,nessuno aspettava tante persone ,soprattutto giovani, oltre alle 50mila firme raccolte da “Il Fatto Quotidiano”. e Bersani? assente per non disturbare il Principale. Inutile illudersi che vada via da solo,dobbiamo sperare….?

  • Abbiamo un capo di Governo? Quando mai! va in visita da politici stravaganti come lui per gl’interessi petroliferi italiani o per interessi suoi? In quindici anni non ha fatto altro che cercare di salvare sè stesso ed i suoi amici dalla galera,gli unici provvedimenti presi a favore di evasori,corruttori e ladri;la crisi si sta aggravando,ma il Parlamento legifera i suio ddl sempre con voto di fiducia,nonostante la maggioranza bulgara. Sperare nel PD,illusione! certe dichiarazioni dei principali esponenti sembrano appartenere più a lui che agli ex comunisti, se mai sono esistiti dopo la morte di Berlinguer. Come italiana mi vergogno non solo per uno come mister B.,anche per i miei connazionali che continuano a dormire incantati dalle sue TV a reti unificate;per fortuna un buon segnale vi è stato con il NO B.Day,nessuno aspettava tante persone ,soprattutto giovani, oltre alle 50mila firme raccolte da “Il Fatto Quotidiano”. e Bersani? assente per non disturbare il Principale. Inutile illudersi che vada via da solo,dobbiamo sperare….?

  • l'Italiano

    Da quando un giornale inglese può chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano? Non mi risulta che la Costituzione Italiana lo preveda. Un giornale inglese può consigliare agli italiani chi votare? Non credo sia una fonte affidabile. Mi fido di più del mio barbiere…
    Che si vergognino gli inglesi e pensino alla loro regina e alla loro nazione che sono messi peggio di noi… L’Italia ha votato PDL e Lega Nord e per altri 3 anni e mezzo il discorso è chiuso e Berlusconi rimane al governo. Poi si vedrà…

  • dal Chianti

    l’ Italiota, diciamo che s’ è votato con la porcata che esclude le preferenze
    il sòr Pappone ha il tempo di fare la presidenziale, a 100 tra senatori e deputati e solo chi dice lui e i suoi accoliti
    tutto il possibile in mano a proprietà privata con la vera economia finanziata dall’ illecito
    poi si vedrà … come oltre la cinghia ti serve un tappo, così fai a meno di mangiare

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