[Neue Zürcher Zeitung]
Il ministro dell’Economia e delle Finanze assedia la Repubblica di San Marino
La Repubblica di San Marino lotta per la sua sopravvivenza economica. Con la sua amnistia fiscale il ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Tremonti vuole svuotare anche questa «grotta di Alì Baba», come lui definisce la Repubblica.
La Repubblica «La Serenissima» di San Marino nel corso della nostra visita si presenta tutt’altro che serena. Piove a dirotto. E sul Monte Titano, alto 750 metri e che domina la graziosa cittadina antica di San Marino, una fitta coltre di nebbia impedisce la spettacolare vista sugli Appennini e sulla città di Rimini sulla costa adriatica, distante appena 20 km. Il tempo non potrebbe adattarsi meglio alla situazione politica ed economica del piccolo staterello che conta 31000 abitanti e una superficie di 60,57 chilometri quadrati.
«Repubblica non collaborante»
La Repubblica più antica del mondo, che nacque, stando a quanto tramandato, niente meno che 1708 anni fa, lotta per la sopravvivenza economica. Per la sua nuova amnistia fiscale il ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha stretto un cerchio d’assedio attorno a San Marino, che non soltanto ha duramente criticato come rifugio per evasori fiscali e come dispositivo per il riciclaggio dei soldi, ma che ha anche paragonato con la «Grotta di Ali Baba».
Anche se per San Marino, che non è membro dell’Unione Europea ed è legata all’Italia da una unione doganale e monetaria, non c’è di fatto più nessun controllo dei confini, il fisco italiano ha installato anche qui una telecamera di sorveglianza. Il fisco italiano tratta l’enclave, così come la Svizzera e Montecarlo, come «non collaboranti» e insiste sul fatto che i soldi evasi vengano almeno rimpratiati legalmente.
Prima dell’incontro con Berlusconi
Per contro San Marino contesta il fatto che è già stato predisposto un nuovo doppio regime fiscale che è pronto per la firma. Non sarebbe nemmeno più nella lista nera della OECD e contro al riciclaggio del denaro sarebbero già stati presi provvedimenti che soddisfano le richieste della Commissione del Consiglio Europeo.
Tremonti pare però rifiutare la firma perchè vuole ottenere il maggior successo possibile dell’amnistia fiscale e estorcere uno scambio di informazioni senza contrasti e, soprattutto, retroattivo nel settore fiscale. Ma San Marino continua a sperare di poter sottoscrivere con l’Italia una doppia imposizione, prima della scadenza dell’amnistia fiscale il 15 dicembre, conformemente allo standard OECD. Il progetto che si suppone pronto per la firma però sinora non è stato ancora reso pubblico e rimane inoltre non chiaro fino a che punto San Marino modificherà il suo segreto bancario.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi vuole ricevere venerdì prossimo i due capi di stato di San Marino per un colloquio, ma non è certo che si riesca ad arrivare a una soluzione. La minuscola San Marino ha due capi di stato dal 1243 (Capitani Reggenti), che vengono rieletti ogni sei mesi per impedire una pericolosa concentrazione dei poteri.
San Marino, incastrata tra le due regioni dell’Emilia Romagna e le Marche, dove il potere di acquisto degli abitanti supera di un terzo il reddito procapite dell’Italia, non vuole però farsi mettere in ginocchio dall’Italia, come ha dichiarato in segno di protesta anche il Ministro degli Esteri Antonella Muraloni giusto in questi giorni. Nel corso della sua lunga storia l’enclave avrebbe già respinto altri tentativi di annessione.
Nonostante il Ministro delle Finanze Gabriele Gatti di recente abbia dovuto mettere in guardia contro un «annus horribilis» per il bilancio dello Stato, sta cercando di vedere la crisi anche come una grande opportunità. San Marino ha dovuto riconoscere che trasparenza e cooperazione internazionale sono diventati inevitabili per una economia nazionale. Gatti auspica di poter attirare nuove imprese con l’esigua imposta sugli utili del 17%
Tra l’altro i deputati vogliono rimettere in moto il settore del turismo, che negli ultimi anni si è un po’ ridotto, dal quale più o meno direttamente dipende il 50% circa dell’economia. Alla Banca Centrale ci si auspicherebbe inoltre un settore finanziario che offra prodotti finanziari al passo con i tempi. Controversa è invece la questione se sia opportuna l’apertura di un casinò. L’Italia ne ha già progettato uno simile per Rimini, dopo aver costretto San Marino alla chiusura della sua «bisca» sessant’anni fa.
Settore finanziario sopravvalutato?
Gatti e altri rappresentanti della Banca Centrale smentiscono le congetture secondo cui San Marino rischia la bancarotta della sua Cassa di Risparmio per l’amnistia fiscale e per i recenti problemi legali. Cinque manager di alto livello della Cassa di Risparmio di San Marino sono stati arrestati a maggio per l’accusa di riciclaggio emanata dai giudici per le indagini preliminari di Forlì. Nello stesso contesto il gruppo finanziario bolognese Delta, controllato per il 70% dalla Cassa di Risparmio, è stato messo in amministrazione controllata dalla Banca d’Italia.
I ministri delle Finanze di San Marino sottolineano che la Repubblica non ha debiti e che il settore della finanza, in cui operano 12 banche, contribuisce al prodotto interno lordo solo per il 18,6% (2007). Secondo recenti stime si deve fare il conto con un flusso di ritorno di denaro evaso nell’ordine approssimativo dei 2-3 miliardi, di un totale di 13,6 miliardi di euro nei depositi bancari.
Meglio piccoli e indipendenti
La popolazione di San Marino è molto arrabbiata per le pressioni dell’Italia. Alcuni si lamentano che la loro repubblica debba essere considerata capro espiatorio per i molti misfatti del Belpaese. Anche i semplici cittadini sono stati bene informati sulla controversia fiscale tra Italia e Svizzera e manifestano molta simpatia per gli elvetici a nord. I sanmarinesi sono molto orgogliosi della loro «antica terra della libertà». Ricordano volentieri che San Marino un tempo concesse asilo a Giuseppe Garibaldi. Anche Napoleone era un ammiratore di San Marino. Nel 1797 offrì più terra al piccolo territorio. Ma San Marino preferì restare piccola e libera.
[Articolo originale "«Die Höhle von Ali Baba in Italien»" di Nikos Tzermias]




















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Insomma, che uno dei maggiori quotidiani elvetici faccia un simile articolo, tendenzioso, a difesa della povera San Marino, dove dei mariuoli hanno consentito ai “patrioti” italiani (quelli che lavorano in nero) di evadere il fisco italiano, la dice lunga sulle implicazioni politiche, con il sistema del segreto bancario che ha raccolto per lustri i risparmi sporchi, di italiani poco presentabili, tranne che per il quartier generale elvetico, che li ha sempre apprezzati. Una vergogna!
In Corea del sud, paese serio, forse un filo rigido, l’evasione non esiste, perchè si rischia la pena di morte, per via che il danno che il fenomeno arrecherebbe è ben chiaro ai governanti di quella nazione, non per niente ai vertici dell’economia mondiale, cosa che anche il nostro paese potrebbe realizzare con comportamenti etici, non solo dellaclasse politica, ma, anche e soprattutto degli italiani.
Altro che Tremonti, se in Italia la lotta all’evasione non fosse ostacolata proprio dai governi (fondi neri all iberian, fondi neri Berlusconi, fondi neri Mediaset, fondi neri Agnelli, fondi neri Fininvest), i cui rappresentanti sono stati sempre implicati direttamente nell’”affare” evasione, fino al punto che destra e sinistra colluse hanno fatto di tutto per rallentare la giustizia, impedendole in buona sostanza la lotta all’evasione. Altro che privatizazioni, in relatà una sorta di imbroglio legalizzato che ha concesso ai privati quel poco di Stato che era roba dei cittadini, rimasti in braghe di tela, dopo l’accordo privati/politici sullo smembramento della cosa pubblica ed il saccheggio del salvadanaio erario, da parte di tutti i soggetti. Imprenditori delle Corporations (FIAT in primis, dichiara al fisco dei paesi nei quali le tasse sono più basse), mentre tutti gli altri beneficiano dei soldi dei contribuenti, per non fallire, così che i giovani non possono avere dignità lavorativa, e mai una pensione, gli anziani si vedono erosa la propria dai furbacchioni subentrati al pubblico, mentre i fondi (che fanno pagare le loro incapacità ai loro stessi clienti) piangono miseria, vuoi vedere che daremo soldi anche a quelli?
Uno scandalo! Un vero scandalo, non all’italiana, come vediamo in Europa non sono da meno, ma qui oramai hanno perso la tsta tutti o quasi, per il dio denaro, si fanno compromessi coi mafiosi, si specula sulle classi meno abbienti, a cui si fanno pagare gli “iinteressi” delle politiche corrotte e criminali dei potenti di turno, dopo Agnelli, ora è toccato a Berlusconi, ed il colmo è che gli italiani lo votano. Italiani vil razza dannata?
Bene, in attesa di un governo serio e rigoroso, non di facciata, dove gli accordi si fanno sotto banco tra destra e sinistra (quest’ultima è la più colpevole per non aver fatto nulla quando è stata al governo, vedi conflitto d’interessi) salutiamo il paese elvetico quale ben più corrotto e falso del “bel paese”, colluso da sempre con i “furbetti del quartiere” nostrano, ai quali dobbiamo una bona parte del nostro dissesto finanziario e conseguentemnte sociale.
Un paese, quello italiano, indegno, dove la ricchezza si costruisce non più con la produzione di beni reale, ma, con ingegnosi quanto vergognosi “sistemi” politico/clientelari dello scambio del voto mafioso, e con la turpe ingegneria finanziaria, utile solo alle banche, ma, non ai malcapitati clienti, Comuni e Regioni comprese, mentre i cittadini vengono svenati da Istituzioni finanziarie corrotte, le banche veri e propri cartelli, degni di quelli della droga sudamericana, che vittime delle loro stesse politiche folle impostate sul debito, invece che su una sana e corretta politica delle iniziative del credito per lo sviluppo di una miriade di soggetti ancora sani in questo povero paese.
Tanto ai “signori del mondo” svizzeri che italiani, non viene in mente, nonostante i disastri che essi hanno causato in tutto il mondo, che è ora di voltare pagina, e che bisogna avere obiettivi sostenibili, innanzi tutto dal punto di vista morale, e conseguentemente economico e sociale, con un rigore raziocinante, con priorità assolute quali: surriscaldamento climatico, reimpostazione economica basata sulla produzione di richezza reale e non parassitaria, e controllo delle nascite, controllo e gestione ecologica delle risorse naturali. Senza tutto ciò siamo destinati ad un futuro sempre più difficile, e come prevedono alcuni scienziati premi Nobel, con un rafforzamento delle ostilità dei paesi ricchi per il predominio di quello che rimarrà di questo pianeta. Le ultime guerre in medio oriente sono un segnale di forte allarme, non una voce istituzionale si è levata per impedirle, a parte le solite minoranze illuminate, ma, prive di potere.
@ onaocm
sono d’accordissmo, ma San Marino è povera ‘na sega. Se frodano qualcuno è il ns fisco, per primo.
Quando trovo la punata di Report di questa primavera ti copio il link.