[Le Monde]
Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indisciplinati, creativi. Che osano, che provocano, che disturbano. E anche di scrittori la cui libertà di penna è inseparabile dall’idea stessa di democrazia.
Da Voltaire e Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto devono al libero esercizio [da parte di questi scrittori N.d.T.] del loro diritto di critica e del loro dovere di lanciare l’allarme di fronte all’opacità, alle menzogne e alle imposture del potere. E l’Europa democratica, dal momento in cui si è costituita, non ha smesso di rafforzare questa libertà degli scrittori contro ogni abuso del potere e della ragion di Stato.
Ora ecco che in Italia questa libertà è messa in pericolo dall’attacco sproporzionato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Renato Schifani, gli chiede in tribunale l’esorbitante somma di 1,3 milioni di euro per un articolo apparso su L’Unità, giornale che tuttavia non è stato denunciato. Il crimine di Antonio Tabucchi è di aver interpellato Schifani, personaggio centrale del potere berlusconiano, sul suo passato, sulle sue relazioni di affari e le sue frequentazioni sospette – tutte questioni su cui recalcitra a dare spiegazioni. Esaminare il percorso, la carriera e la biografia di un alto responsabile pubblico è tuttavia parte delle domande necessarie e delle legittime curiosità della vita democratica.
Indimidire una coscienza
Par le choix particulier de sa cible – un écrivain qui n’a pas renoncé à exercer sa liberté – et par la somme réclamée – un montant astronomique pour une affaire de presse -, l’objectif recherché est d’intimider une conscience critique et, à travers elle, de faire taire le plus grand nombre. Des récentes poursuites contre la presse d’opposition à ce procès fait à un écrivain européen, nous ne pouvons rester indifférents et passifs devant l’offensive du pouvoir italien contre la liberté de jugement, de critique et d’interpellation.
C’est pourquoi nous témoignons de notre solidarité avec Antonio Tabucchi et vous appelons à nous rejoindre, en signant massivement cet appel.
Per la scelta particolare del suo bersaglio – uno scrittore che non ha rinunciato a esercitare la sua libertà – e per la somma richiesta – un importo astronomico per una questione di stampa – l’obiettivo ricercato è quello d’intimidire una coscienza critica e, attraverso di essa, far tacere la maggioranza. Dalle recenti denunce contro la stampa d’opposizione a questo processo fatto ad uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva del potere italiano contro la libertà di giudizio, di critica e di interrogazione.
È per questo che testimoniamo la nostra solidarietà con Antonio Tabucchi e vi invitiamo ad unirvi a noi, firmando in massa quest’appello.
Laure Adler, giornalista e scrittore ; Théo Angelopoulos, cineasta ; Homero Aridjis, scrittore, ambasciatore del Messico presso l’Unesco; Michel Braudeau, scrittore ed editore; Andrea Camilleri, scrittore ; Patrick Chamoiseau, scrittore; Alain Corneau, cineasta; Constantin Costa-Gavras, cineasta; Antoine Gallimard, Presidente Generale delle Edizioni Gallimard ; Edouard Glissant, scrittore ; Tony Judt, storico e scrittore ; Jean-Marie Laclavetine, editore e scrittore ; Claude Lanzmann, cineasta e scrittore ; Antonio Lobo Antunes, scrittore ; Claudio Magris scrittore ; Antonio Munoz Molina, scrittore ; Marie NDiaye, scrittore, Premio Goncourt 2009 ; Orhan Pamuk, scrittore, Premio Nobel per la letteratura ; Daniel Pennac, scrittore ; Philip Roth, scrittore ; Boualem Sansal, scrittore ; Fernando Savater, scrittore e filosofo ; Jorge Semprun, scrittore ; Mario Soares, politico ; Philippe Sollers, scrittore ; Serge Toubiana, direttore della Cinémathèque française ; Nadine Trintignant, attrice ; François Vitrani, direttore de la Maison de l’Amérique latine.
La lista completa dei fimatari è disponibile on-line.
[Articolo originale "Nous soutenons Antonio Tabucchi" di Le Monde]




















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Chiedere soldi per reati che in occidente non esistono.
Per il solo tentativo (del signor Schifani) atto a intimidire con comportamento palesemente a stampo mafioso altrove si verrebbè processati.
Per il tempo fatto perdere al sistema giudiziario si chiederebbe la medesima somma da versare nelle casse dello stato al richiedente del risarcimento assurdo.
Ecco perchè all’estero sene guardano bene da fare minacce richieste di risarcimento a destra e a manca e qui è la prassi.
Non è possibile il contrario.
L’Italia è in mano per metà alle mafie per metà a persone egoisti che usno metodi a stampo mafioso (me non sono mafiosi quindi sn brave persone !?!?!?)…
… e alla maggior parte della gente se nn tutta va bene così.
in questa notte della democrazia e della libertà, che stiamo attraversando noi Italiani, voglio esprimere la mia gratitudine alla Francia, che si esprime su Le Monde. E’ vero che “chaque homme a deux patrie: la sienne et la France”! Merci.
Ho rivisto l’altra notte il film “Sostiene Pereira”, in tv. L’ho visto molto più attuale, molto più contestualizzato dentro questo nostro tempo dove capita che Antonio Tabucchi debba ancora “sostenere” le conseguenze dell’atto di parola che si fa scrittura: per dire della contraddizione, per togliere a qualcuno la maschera. Gli sono solidale.
Natalino Piras, scrittore
27 dicembre 2009