Marina, “la zarina” Berlusconi

[Le Figaro]

A 43 anni, la figlia primogenita del presidente del Consiglio italiano tiene le redini del gruppo famigliare Fininvest. Il processo a suo padre e ad una dozzina di altri dirigenti del ramo audiovisivo Mediaset per frode fiscale è stato rimandato lunedì.

Tale padre, tale figlia. Marina è il ritratto di suo padre, Silvio Berlusconi. Stessa iperattività, stessa cultura meritocratica. Un temperamento istintivo e volitivo. Non è sorprendente che la primogenita del clan Berlusconi corra in soccorso di suo padre con ardore guerriero. In due occasioni, questo autunno, ha preso le sue difese, denunciando la “caccia all’uomo” e il “linciaggio sistematico” del quale suo padre sarebbe vittima. “Tutto ciò mi ha permesso di constatare, come figlia, le qualità umane di mio padre, un uomo incapace di rancore”, afferma.
Il 9 ottobre scorso, il tribunale civile di Milano ha condannato Fininvest, la holding familiare, a versare 750 milioni di euro a Carlo de Benedetti. In altre parole, spiega Marina, “all’editore che si è prefissato come missione di distruggere il presidente del Consiglio con ogni mezzo. Uno scandalo giuridico. Sono indignata”. Il verdetto ha deciso su una disputa del 1990 che aveva diviso la Mondadori. A Silvio Berlusconi i libri e le riviste, al suo nemico il quotidiano, La Repubblica, il settimanale L’Espresso e 18 quotidiani locali. I Berlusconi hanno fatto ricorso in appello.

A 43 anni, Marina è classificata come la donna più potente d’Italia dalla rivista americana Forbes. Figura al 33esimo posto nella classifica mondiale del potere femminile davanti a Nancy Pelosi (35esima), Hillary Clinton (36esima) e Michelle Obama (40esima). Non ha tuttavia il profilo classico della donna d’affari, malgrado il cattivo soprannome che le ha affibbiato L’Espresso “la zarina”. Si trova a capo di un vero e proprio impero, presidente di Fininvest, holding familiare con un giro d’affari di 6 miliardi di euro, e con partecipazioni di rilievo: 39% delle reti televisive Mediaset dirette da suo fratello minore Piersilvio, 35% delle assicurazioni Mediolanum, 100% del Milan AC, una presenza significativa in Mediobanca, la banca d’affari del capitalismo italiano, e 51% delle edizioni Mondadori, della quale è anche presidente.
Il suo principale merito è di aver ridimensionato il gruppo, vendendo i grandi magazzini Standa e le proprietà immobiliari per concentrarsi sulle sue attività di base. Mondandori è la sua vera passione. Leader nazionale nelle riviste e detentore del 30% del mercato del libro con 2700 nuovi titoli all’anno, lei l’ha lanciata all’estero, che rappresenta ormai un quarto dell’attività.
È stata lei ad aver lanciato a luglio Grazia France.
Secondo Maurizio Costa, che garantisce la direzione operazionale di Mondadori da 12 anni, lei ha saputo prendere “decisioni coraggiose”. Egli apprezza che [Marina, N.d.T.] non abbia mai imposto le sue scelte editoriali: “Siamo un editore al servizio del pubblico, non per fare ideologie”.

Nessuna laurea

Quando si chiede a Silvio Berlusconi di sua figlia, lui la descrive come un personaggio “fragile all’apparenza, ma con un carattere forgiato nel ferro”. Senza laurea, Marina è stata promossa “sul campo, all’interno del gruppo, con una tesi di managment su Fininvest”. Franco Tato, un manager esperto, ricorda che all’inizio della sua carriera – a 24 anni – lei lo seguiva ovunque, con il blocco notes in mano. Fedele Confalonieri, che la conosce da sempre, essendo l’amico d’infanzia e l’uomo di fiducia di suo padre, la giudica “ben adattata al suo ruolo” e “molto complementare” a suo fratello Piersilvio.

La sua vita privata è uno spazio protetto gelosamente, nel quale rientra il marito Maurizio Vanadia, ex ballerino principale della Scala di Milano, diventato maestro di danza classica. Dalla loro unione sono nati due figli, Gabriele (6 anni) e Silvio (4 anni). Nessuna domestica in casa, ci tiene a far sapere, nel loro grande appartamento di Corso Venezia, nel cuore di Milano. Donna austera che si definisce “francescana” nel suo guardaroba, quasi sempre in tailleur nero, con tacchi alti come unica fantasia, Marina si è addolcita col tempo. Per le vacanze, la famiglia si reca nella sua proprietà in Provenza, vicino a Valbonne, dove Marina alleva 10 cani. Oppure al mare, sulla barca a vela Besame (”baciami”, in spagnolo). Coi suoi fratellastri, Marina ha un legame affettuoso. Soprattutto con Luigi, il più piccolo, ed Eleonora, che vive negli Stati Uniti. La famiglia si è ritrovata in Sardegna in agosto, nella proprietà di Silvio Berlusconi, Villa Certosa. Al gran completo, ma evidentemente senza Carla Elvira Lucia Dall’Oglio, la madre di Marina e Piersilvio. Né Veronica Lario, la seconda moglie, che ha chiesto il divorzio denunciando le scappatelle di suo marito. Rimpatriata voluta dal Cavaliere, per riportare unità nella dinastia dopo le burrasche estive.

Nulla fa arrabbiare Marina più degli attacchi contro il suo gruppo. Le accuse di conflitto d’interessi la esasperano. Sono stati lei e Piersilvio ad imporre al loro padre di non vendere le reti televisive a Rupert Murdoch. Il Cavaliere era cosciente della difficoltà di conservare i suoi affari quando è diventato presidente del Consiglio: “Ho valutato i rischi che questo poteva far correre al mio gruppo. Non mi hanno mai fatto pensare alla vendita per un solo momento, né l’uno né l’altra. Il gruppo, oggi, appartiene ai miei figli.” Ai detrattori, Marina risponde: “Abbiamo investito 17 miliardi di euro e versato 7 miliardi di euro di tasse e contributi in tredici anni. Diamo lavoro a 20,000 persone. Quanti, nella nostra situazione, non avrebbero ceduto alla facilità di vendere e battere-cassa?”

[Articolo originale "Marina, «la tsarine» Berlusconi" di Richard Heuzé]

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1 commento per Marina, “la zarina” Berlusconi

  • Saverio

    “Abbiamo investito 17 miliardi di euro e versato 7 miliardi di euro di tasse e contributi in tredici anni. Diamo lavoro a 20,000 persone. Quanti, nella nostra situazione, non avrebbero ceduto alla facilità di vendere e battere-cassa?”.
    Fra i tanti figli di Berlusconi , Marina è senza ombra di dubbio quella che gli assomiglia di più : stessa sicumera , stesso populismo demagogico , stesse bugie condite di slogan senza senso e stessa capacità di usare la corruzione ed il ricatto come armi di distruzione di massa ( perchè le tasse non pagate da loro le dobbiamo pagare noi !!! )

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