Ora è Palermo ad essere sotto la spazzatura

[NOS]

Dopo Napoli, ora tocca a Palermo e circondario. Montagne di spazzatura si accumulano. I cittadini danno fuoco ai cumuli. I sindaci protestano con il presidente della regione. E, ancora un volta, sembra che alla base del problema ci siano mafia e corruzione. Le ditte coinvolte nella raccolta e smaltimento dei rifiuti hanno debiti per il totale di 1 miliardo di euro.

Napoli è pulita, anche se esistono molti punti di domanda sul modo in cui il risultato è stato raggiunto. (video in olandese nell’articolo originale, NdT)

Ma ora è Palermo a soffrire sotto sempre più grandi montagne di spazzatura. Da oltre una settimana non viene più raccolto niente nella capitale siciliana e nei comuni del circondario. Ancora una volta i containers traboccano, viene dato fuoco ai mucchi di spazzatura, le scuole vengono chiuse e la spazzatura arriva fino all’ingresso degli ospedali.

La discarica principale di Bellocampo (segue traduzione del nome in olandese, NdT) è chiusa, perchè le autorità locali non pagavano più per la discarica. Il consorzio che raccoglie la spazzatura è ugualmente sull’orlo del fallimento e già da mesi non paga il personale. I netturbini scioperano. E tutto questo nonostante i cittadini ogni anno paghino regolarmente la tassa sui rifiuti.

La scorsa settimana sessanta sindaci dei comuni coinvolti hanno occupato l’edificio che ospita il parlamento regionale a Palermo. Gli è stato promesso un commissario speciale per l’emergenza rifiuti. Venerdì sera decine di sindaci hanno manifestato davanti al palazzo del presidente della regione, Raffaele Lombardo. Questo governatore ha ammesso che l’intero sistema della gestione rifiuti è al collasso. Secondo Lombardo la colpa è da attribuire anche ai “costi eccessivi dei consorzi responsabili per la raccolta dei rifiuti. Hanno assunto centinaia di dipendenti. E ora non riescono a pagare gli stipendi e non hanno soldi per pagare le discariche che accolgono i rifiuti raccolti dai consorzi.

Il sistema è stato introdotto nel 2002, quando l’allora presidente della regione decise di coinvolgere aziende private nello smaltimento dei rifiuti. Da allora lo smaltimento dei rifiuti si è dimostrato la gallina dalle uova d’oro per le aziende mafiose e per i politici che controllavano la raccolta dei rifiuti. Molte delle nuove nomine nei consorzi per la raccolta dei rifiuti sono state clientelari, ricompense a persone che avevano fatto in modo che molti cittadini votassero per un determinato politico. Molte di quelle nomine non riguardavano i netturbini, ma dirigenti con alti salari che fanno poco per guadagnarseli. Ognuno dei 27 consorzi della Sicilia (in effetti sarebbero dovuti essere nove) ha un consiglio di amministrazione composto da spesso nove o addirittura dodici membri ben pagati. Un numero sorprendentemente alto di nuovi impiegati sono parenti e amici di politici.

Nel frattempo non ci sono quasi stati investimenti nella raccolta differenziata. Solo il 6 percento viene riciclato. Le discariche ancora esistenti sono quasi piene e hanno capacità per poco più di un anno. La crisi attuale sembra essere appena l’inizio.

[Articolo originale "Nu ligt Palermo onder het vuilnis. " di Bas Mesters ]

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