Imporre limiti

[The Economist]

Uno Strano tentativo del governo di Silvio Berlusconi di imbavagliare il sistema giudiziario italiano

Se vivete in Italia e state progettando di commettere un crimine moderatamente grave, come picchiare i vostri figli, o falsificare i bilanci di un’azienda, o anche accoltellare il vostro vicino, presto la legalità potrebbe non essere più d’intralcio. Se una proposta di legge presentata in parlamento questa settimana venisse approvata, significherebbe che i reati qui elencati potranno essere commessi con una probabilità abbastanza elevata di non venire puniti.

La legge proposta, che è supportata dal governo di centro destra di Silvio Berlusconi, suggerisce che le imputazioni mosse contro gli imputati dovranno decadere due anni dopo essere state presentate, a meno che il processo non si concluda prima. Lo stesso limite di due anni sarebbe applicato a tutti i gradi di giudizio ai quali gli imputati (e i pubblici ministeri) hanno diritto secondo la legge italiana, con la conseguenza che tutto il procedimento legale dovrà essere completato entro sei anni.

In un sistema giudiziario sovraccarico, sottofinanziato e rinomato per la sua inefficienza, le probabilità di completare uno qualunque dei tre gradi di giudizio in meno di 24 mesi sono basse. La legge proposta, che verrebbe applicata anche ai processi in corso, escluderebbe gli imputati con precedenti penali, reati per i quali c’è una condanna a 10 o più anni di carcere, e per alcuni crimini gravi come quelli relativi al terrorismo e alla mafia. Ma la magistratura, l’ente che rappresenta i giudici e i pubblici ministeri d’Italia, ritiene che gli effetti della legge sarebbero devastanti. Si stima che più di 100.000 processi dovranno essere conclusi.

Inoltre, la legge proposta avrebbe effetto anche al di là dei confini italiani. Si applicherebbe, per esempio, a violazioni di diritti d’autore, corruzione, contraffazione e l’appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea da parte di cittadini italiani. Uno dei processi che verrebbe interrotto è quello relativo alla frode della Parmalat del 2003 i cui possessori di bond includono vittime italiane e straniere.

La legge sembra una follia, ma non a Silvio Berlusconi. Il mese scorso la corte costituzionale ha annullato una legge che era stata introdotta dal suo governo la quale conferiva a lui (e ad altre 3 alte cariche di stato) immunità dai processi. Il Presidente del Consiglio italiano è già imputato in due processi, per frode fiscale e per corruzione, e ci sono altre inchieste in corso. Se il ddl venisse approvato dal parlamento, dove la sua coalizione ha una sostanziale maggioranza, entrambi i processi verrebbero annullati e probabilmente qualunque imputazione contro di lui in futuro farebbe la stessa fine.

In ogni caso Berlusconi vuole andare sul sicuro. Mercoledì, un suo alleato ha presentato un’altra legge che ripristinerebbe l’immunità parlamentare che esisteva fino al 1993. Entrambe le leggi proposte potrebbero incorrere in una resistenza dura se sottoposte alla corte costituzionale. Ma la loro introduzione rende ancora più probabile che il resto del mandato di Berlusconi sarà dominato (come in passato) dalle sue battaglie legali.

Tutto ciò non è altro che una inutile distrazione da cose più importanti, come tentare di far uscire l’Italia dalla recessione e attuare le necessarie riforme economiche e sociali. I sostenitori di Berlusconi ritengono che l’introduzione dei limiti di tempo renderà la giustizia più veloce. Maurizio Gasparri, leader del suo partito al Senato e maggior sostenitore della legge, ritiene che “se i magistrati lavorassero di più i processi sarebbero più rapidi”. Tuttavia riconosce anche che hanno bisogno di più risorse e afferma che la finanziaria del 2010 aumenterà i fondi per i tribunali.

Anche se il governo mantenesse questa promessa, ci vorranno anni per riparare ai decenni di negligenza ai quali la giustizia italiana è stata soggetta. Nel frattempo se Gasparri e il suo capo hanno la meglio, nella società italiana regnerà ancora più illegalità di adesso.

[Articolo originale "Imposing limits"]

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3 commenti per Imporre limiti

  • Mirko

    Una deputata pdl ad 8 e mezzo di qualche giorno fa ha risposto alla domanda di Lilly Gruber su chi fosse l’unico che avrebbe tratto vantaggio dalla “riforma della giustizia” ammettendo candidamente che era chiaramente a vantaggio di Berlusconi: “non nascondiamoci dietro ad un dito”, mi sembra che abbia detto. Continuando poi col dire che successivamente sarebbero state allocate risorse finanziarie per permettere lo svolgimento più veloce dei processi, ignorando completamente le osservazioni del giornalista in studio che faceva notare come i tagli alla giustizia per il prossimo anno fossero di circa 400 milioni di euro, e come, anche se per assurdo il governo avesse davvero stanziato nuovi fondi (come sarebbe stato logico in qualsiasi altro paese) per rendere realisticamente applicabili i nuovi termini, ci sarebbero voluti anni affinché quei fondi potessero essere effettivamente messi a frutto per incrementare l’efficienza del sistema giudiziario.

    A questo punto la battuta di Zerb ‘diamo l’immunità a Berlusconi, basta che si tolga dalle palle’, sembra tragicamente essere, più che una battuta assurda (sempre in qualsiasi altro paese), il minore dei mali che si potrebbero scegliere in questo momento. Peccato che, personalmente, credo che anche se fosse davvero possibile, Berlusconi non accetterebbe mai: lui è il re taumaturgo scelto da dio e dal popolo; quindi è solo normale che sia totalmente intangibile e che possa, anzi debba, dire l’ultima parola su qualsiasi questione. Impedirglielo sarebbe sacrilegio.

  • Andrea sardegna

    Schifo totale. Provo sempre più vergogna a essere italiano. Un popolo serio non manda certo a governare un personaggio come Berlusconi. La fedina penale di quest’uomo vale più di mille parole. Parole come mafia, corruzzione, conflitto d’interessi, ecc non sono certo parole accostabili alla figura di un presidente del consiglio di una qualsiasi democrazia occidentale, salvo una, la nostra finta democrazia. Viviamo da anni sotto regime ma questo al grosso della popolazione sembra piacere perciò al diavolo l’italia e gli italiani che non si sanno alzare in piedi e manifestare il proprio sdegno davanti a uncos’ basso livello di moralità politica.

  • Andrea sardegna

    Schifo totale. Provo sempre più vergogna a essere italiano. Un popolo serio non manda certo a governare un personaggio come Berlusconi. La fedina penale di quest’uomo vale più di mille parole. Parole come mafia, corruzzione, conflitto d’interessi, ecc non sono certo parole accostabili alla figura di un presidente del consiglio di una qualsiasi democrazia occidentale, salvo una, la nostra finta democrazia. Viviamo da anni sotto regime ma questo al grosso della popolazione sembra piacere perciò al diavolo l’italia e gli italiani che non si sanno alzare in piedi e manifestare il proprio sdegno davanti a un così basso livello di moralità politica.

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