[The Guardian]
I chioschi di Kebab sotto attacco mentre la Lega Nord chiede il divieto per i cibi stranieri.
In una fredda e nebbiosa giornata Torinese, all’ora di pranzo, Demir Ergulu sta affettando pezzi di carne calda e scintillante in una pita fresca di forno, mentre impiegati affamati si mettono in fila. “Questo è agnello locale, bagnato in latte e cipolla tritata, quindi grigliato con l’aggiunta di un po’ di grasso d’agnello”, dice lo chef turco di kebab. “Noi non tocchiamo quei pezzi congelati di carne d’agnello mischiata a tacchino che arrivano dalla Germania.”
Torino ha sostenuto l’esperimento durato sei anni di Ergulu sui kebab da intenditore, trasformando il suo chiosco in un indirizzo di culto ed in un faro per chi crede che il multiculturalismo, ad iniziare dal cibo etnico, abbia una speranza in Italia. Ma mentre la popolazione di immigrati regolari nel paese cresce fino al 7% la situazione è a rischio, con politici anti immigrati in consigli comunali sparsi per l’Italia che utilizzano l’umile kebab come simbolo del tipo di invasione culturale che disprezzano.
Lucca in Toscana ha dato il calcio d’inizio a gennaio, seguita da Altopascio nelle vicinanze, dove assalitori sconosciuti hanno colpito con delle molotov un negozio di kebab. Cittadine vicino Bergamo e Genova hanno fatto seguito, come Prato in Toscana, dove 200 persone del posto si sono riunite questo mese per protestare contro il divieto nel centro storico, non solo dei negozi di kebab, ma anche di call center ed internet point, “che sono tutti, non per coincidenza, gestiti da stanieri”, ha affermato l’organizzatore della protesta Marco Monzali.
Un parlamentare del partito anti immigrazione Lega Nord, che è dietro a molti dei divieti, ha fatto in modo che il burro francese venisse escluso dal menu del ristorante del parlamento, mentre la polizia in Toscana sradicava e sequestrava verdure cinesi non autorizzate coltivate da immigrati cinesi.
Il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, membro della Lega Nord, ha appoggiato i raid. “Dobbiamo continuare a bloccare l’arrivo in questo paese dei cibi che non hanno nulla a che fare con la nostra tradizione agricola, che è estremamente ricca, e proteggere sia il duro lavoro dei nostri agricoltori che la salute degli Italiani”, ha affermato Zaia. “Dove sarebbe l’Italia oggi se la Lega Nord fosse stata presente per bloccare le prime importazioni di pomodori e patate?” si chiede il giornalista di gastronomia Vittorio Castellani.
In seguito allo sfoltimento dei negozi di kebab estivi, Zaia ha ammorbidito i toni. “Non abbiamo nulla contro il kebab”, afferma, “ma quelli congelati d’importazione sono troppo. Meglio usare ingredienti italiani.” Un’opportunità per Demir Ergulu, che è stato invitato da Castellani ad una manifestazione sul cibo a Milano la scorsa settimana per mettere in mostra il suo kebab fresco italiano, fatto con carne fresca nella pita, nei calzoni, nelle focacce e persino sulla pizza con la mozzarella. Nel menu anche lo chef sardo Luigi Pomata, che ha aperto un sushi bar a Cagliari e che usa solamente tonno sardo. “Quando abbiamo iniziato, nel 1996, mescolavamo con discrezione piatti di sushi col solito carpaccio italiano – strisce di pesce crudo con succo di limone. Ora Cagliari è traboccante di sushi bar.” ha detto. Lo schef marocchino Bouzhar Abderrahim, che ha studiato in Francia ed ora lavora a Torino, usa del couscous prodotto a Ferrara da cereali locali. “Grazie al cambiamento del clima, molti cibi esotici stanno per diventare italiani.” ha affermato Castellani. “L’okra viene ora coltivata nel nord Italia, e guava e litchi vengono prodotti in Sardegna.”
I consiglieri di Lucca insistono nel dire che l’ultima cosa che i turisti vogliono vedere sono file di negozi di kebab. “Idealmente dovremmo mangiare cibo proveniente dal nostro suolo – quella enorme risorsa gastronomica che tutti ci invidiano e che è il simbolo dell’Italia nel mondo.” ha affermato Zaia.
Ma Castellani ha affermato che gli italiani xenofobi hanno trovato nella difesa della tradizione culinaria italiana una causa conveniente da sposare. “Se andate alla pagina di Facebook ‘Sì alla Polenta, No al Couscous’, troverete dei violenti commenti razzisti.” ha affermato.
[Articolo originale "Anti-immigrant Italians find a new foe: food from abroad " di Tom Kington]




















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Ecchè è arrivato? Un uragano di italianità? Italiano è bello…….Italien uber alles…….libertè, egalitè, italianitè….
sono commosso raga !!!!!!!
Pensate se all’estero ci trattassero le ns pizzerie come pensate di trattare voi gli starnieri quì.
@ Zerb
effettivamente non c’ azzecca molto con la cucicna toscana. può bastare il fatto che è un patrimonio di tutto l’ universo ? spero di si, perchè poi non saprei più come difenderla :D. cmq neanche el padanuccio oserebbe metterela in discussione ;). o no?
forse la cosa migliore sarebbe avere locali esteticamente e culinariamente integrati con il resto del centro, come diceva paolo83, e poi lasciarli liberi di fare altri piatti etnici.
se escludiamo tutto il contorno che abbiamo esportato all’ estero con la pizza, e non parlo delle patatine, non hanno che da ringraziarci, per una volta!
@ el padanuccio
di al tuo sindaco che non sta più rimanendo un quadrato di verde oltre le mura ( vedi zona Arancio )
PS: adoro Lucca!!!
La lega è una forza politica che costruisce il suo consenso facendo leva sulle paure della gente di bassa cultura. Quello di costruire un nemico verso il quale dirottare l’attenzione delle masse è da sempre stato un mezzo che il potere ha utilizzato per aumentare il proprio controllo sugli uomini.
Bella Mimmo !!! Mai parole furono più saggie.
Che schifo di persone!, mi vergogno di condividere la mia bella Italia con delle persone del genere!.
Mimmo le tue parole sono come oro colato, i Leghisti di tutto il nord Italia si renderanno conto molto presto di quali menti idiote li rappresentano!.