No al crocifisso nelle aule italiane

[BBC]

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane. La Corte ha stabilito che la presenza dei crocifissi in aula viola il diritto dei genitori ad educare i figli secondo le proprie convinzioni ed è una violazione della libertà di culto degli alunni. La ricorrente è una madre italiana, Soile Lautsi, che intende dare ai propri figli un’educazione laica.

Il Vaticano si è detto sconvolto dalla sentenza, ritenendo “errato e miope” eliminare il crocifisso dalle classi. La sentenza ha scatenato l’ira dell’Italia, paese a maggioranza cattolica, dove un politico ha definito la sentenza “vergognosa”. La Corte di Strasburgo ha stabilito che: “L’esposizione obbligatoria, nelle classi delle scuole statali, del simbolo di una determinata religione…costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni”. Inoltre limita il “diritto degli alunni di credere o non credere”, hanno spiegato i sette giudici che si sono pronunciati sul caso in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa AFP.

L’identità europea

La Lautsi ha denunciato alla Corte europea il fatto che i suoi figli dovevano frequentare una scuola pubblica nel Nord Italia con un crocefisso in ogni aula. A titolo di risarcimento le sono stati riconosciuti € 5.000. L’AP riporta quanto dichiarato dal portavoce del Vaticano Federico Lombardi, secondo il quale la Corte europea non aveva il diritto di intervenire su una materia così profondamente italiana.

“Sembra che la Corte abbia voluto ignorare il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea, che è stata e resta essenziale”. Alla TV italiana ha dichiarato: “Il crocefisso è sempre stato un segno dell’amore di Dio, dell’unità e dell’ospitalità a tutta l’umanità. “È triste che sia considerato un segno di divisione, esclusione o una limitazione della libertà”.

“Tradizione italiana”

Molti politici italiani hanno reagito con rabbia. Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato che il crocifisso è un simbolo “della nostra tradizione” e non un segno dell’appartenenza al cattolicesimo. Un ministro del governo ha definito “vergognosa” la sentenza, mentre secondo un altro l’Europa sembra aver dimenticato la sua eredità cristiana. Il Governo dichiara che farà appello contro la decisione. Duncan Kennedy della BBC a Roma afferma che è consuetudine in Italia vedere crocefissi negli edifici pubblici, comprese le scuole, nonostante la Costituzione stabilisca la separazione tra Chiesa e Stato.

La legge che prevedeva l’esposizione dei crocefissi nelle scuole risale agli anni ‘20. Benché un accordo tra Vaticano e Governo italiano abbia abrogato il principio della religione cattolica come religione di stato nel 1984, la legge sul crocefisso non è mai stata abrogata. Alcuni conservatori hanno già denunciato la rinuncia di certe scuole alla recita sulla natività per non turbare i bambini musulmani.

[Articolo originale "The European Court of Human Rights has ruled against the use of crucifixes in classrooms in Italy" di BBC]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

33 commenti per No al crocifisso nelle aule italiane

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>