[Conjur]
La decisione della Corte Europea dei Diritti Umani sul caso Lautsi contro l’Italia, la prima contraria all’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche italiane, non può essere considerata ostile alla religione. Il giudizio è stato fondato interamente sulla Convenzione Europea dei Diritti Umani (1950) che impone agli stati firmatari, inclusa l’Italia, l’obbligo di rispettare il diritto che i genitori hanno di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose e filosofiche.
I due figli della signora Lautsi frequentavano una scuola pubblica in cui in tutte le aule era esposto un crocifisso appeso al muro. Irritata dall’influenza quotidiana che questo simbolo esercitava sull’educazione religiosa dei suoi figli, e argomentando che la situazione avrebbe violato il principio della laicità dello Stato italiano, tentò di risolvere il problema rivolgendosi alla direzione della scuola.
Poiché la scuola decise di mantenere i crocifissi, presentò senza successo il caso alla Giustizia italiana. In seguito la Lautsi si rivolse alla Corte Europea dei Diritti Umani, che ha condannato lo Stato italiano a pagare 5.000 euro a titolo di indennizzo.
La Corte ha deliberato che l’esposizione del crocifisso limita il diritto di alcuni genitori a educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e anche il diritto dei bambini a credere o non credere. La presenza del simbolo religioso rappresenterebbe per i bambini una sottile imposizione del credo raffigurato, sottoponendoli a una costrizione.
La sentenza, emessa il 3 novembre da un collegio di sette giudici della Corte di Strasburgo, si appoggia alla legislazione internazionale sui diritti umani.
Secondo l’art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, “chiunque ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”. Inoltre secondo l’art. 2 del protocollo n.1 della stessa convenzione “lo Stato deve rispettare il diritto dei genitori a garantire educazione ed insegnamento in conformità con le proprie convinzioni religiose e filosofiche”.
I giudici all’unanimità hanno deliberato che nel caso specifico c’è stata violazione di questi due articoli della convenzione. È importante osservare che la decisione non impedisce l’uso del crocifisso da parte del cittadino, che è soggetto attivo del diritto alla libertà religiosa. Questi potrà usare i suoi simboli religiosi nelle scuole pubbliche senza restrizione.
Viceversa, in un contesto non confessionale o laico, lo Stato non è soggetto attivo del diritto alla libertà religiosa. Così l’esposizione dei simboli religiosi da parte dello Stato viola la sua neutralità e l’uguaglianza dei cittadini rispetto alle differenze religiose che esistono nella società. Lo Stato, in pratica, non ha il diritto di esibire simboli religiosi. A questo spetta di proteggere i diritti e le libertà del cittadino.
Inoltre la sentenza della Corte non si estende alle scuole private a carattere confessionale. La decisione della Corte rappresenta una conquista storica a favore dell’uguaglianza della libertà religiosa per tutti i cittadini.
È certo che l’esposizione del simbolo di un’unica religione in tutte le classi delle scuole pubbliche in Italia non può considerarsi un diritto, bensì un privilegio che viola la laicità dello Stato e il principio universale di libertà religiosa.
Perciò non si può dire che la decisione è contraria alla religione. Nei fatti, la Corte Europea si è messa dalla parte dell’essere umano, i cui diritti devono essere difesi.
Infine non c’è dubbio che quest’importante sentenza di Strasburgo è conforme al diritto internazionale e in linea con la lotta costante per proteggere i diritti e le libertà fondamentali della persona umana e la sua dignità.
* Aldir Guedes Soriano è avvocato e membro della Commissione per il Diritto e la Libertà Religiosa dell’OAB-SP (Ordem dos Advogados do Brasil – Seção de São Paulo), nonché coordinatore dell’opera collettiva Diritto alla libertà religiosa: sfide e prospettive per il secolo XXI.




















(14 voti, media: 4,93 su 5)
Come possiamo notare, a tutti frega solo del diritto dei genitori a fare qualcosa, a nessuno interessa il diritto del bambino di scegliere e capire il mondo. Il diritto dei genitori a plasmare il bambino secondo il loro modello cristiano o ateo che sia. Tanto rumore per dei genitori frustrati. Il genitore ha diritto a imporre quindi il proprio credo? secondo me qui si fa una gran confusione. Il diritto alla libertà religiosa non dovrebbe essere del bambino, non certo del genitore di inculcargli la sua. Quindi ben venga pure che vengano insegnate le religioni a scuola, ma non una sentenza che prende il punto di vista del genitore, che vuole insegnare il “suo” credo al bambino e non lasciargli libertà di scelta.
la scuola pubblica italiana (come lo stato italiano) è LAICA!!!!! ficcatevelo bene nella testa! tutti i simboli religiosi presenti all’interno non c’entrano un cazzo!! solo nei luoghi di culto e nelle scuole religiose è giusto e legittimo che ci siano.
Spero non ti stia incazzando con me, per me non dovrebbe esserci il crocifisso, ma ripeto, è un falso problema primo, e inoltre se ti vai a leggere la sentenza della corte europea, non stanno difendendo la pluralità educativa, ma semplicemente il monismo culturale del modello famiglia.
Sul fatto che poi l’italia sia laica, certo, di diritto lo è. Ma di fatto? spero che tu non abbia gli occhi ricoperti di prosciutto. Anche la turchia è laica. E comunque laico significa poco, se vai su un dizionario significa semplicemente non scelto dal clero, ma questo non significa che le idee non siano le stesse. Infatti ci sono i preti laici.
Solo in un Paese confessionale come l’Italia il diritto di avere strutture pubbliche laiche puo’ creare disappunto
Questo dimostra come siamo lontani nella mentalita’ dalla grandi democrazie occidentali
Non mi sembra di aver notato tutto questo scandalo quando ministri delle Repubblica Italiana della Lega Nord si sono sposati con tradizione celtica rinnegando il rito cattolico
2 pesi 2 misure?
No: semplicemente non hanno messo in discussione il ruolo della Chiesa. Tu puoi onorare chi ti pare, l’importante è che non rompi gli zebedei pretendendo pari opportunità di culto. Quello che appare sempre più evidente è che di quel povero Cristo non frega niente a nessuno, men che meno a coloro che dicono di volerlo difendere (altrimenti non lo degraderebbero ad un mero simbolo “culturale”…): è solo una guerra di posizione. Hai visto mai che si parte con i simboli e si finisce col toccare il portafogli? Oltretutto è la dimostrazione di un antico vizio del tutto italico: quello di ritenere che rispettare le leggi (anche quelle costituzionali e internazionali) sia un fatto del tutto opzionale!
bravo harlock, è quello che intendevo. E’ solo una guerra di posizione, a nessuno interessa davvero del crocifisso, e tantomeno -e questo mi fa incazzare- dell’educazione civica e religiosa dei bambini
secondo me:
l’educazione civica ed etica dovrebbe essere data dalla scuola italiana
l’educazione religiosa dovrebbe essere esclusivamente della sfera personale (casa, chiesa) e non statale
più che il crocefisso personalmente mi lascia perplessa l’ora di religione:
tipicamente sulla religione cattolica, tipicamente con professori scelti dalla chiesa secondo canoni loro.
Perchè?
questa più di altre mi sembra un ingerenza religiosa nello stato, e visto che siamo in democrazia (e non in una teocrazia) a mio parere andrebbe modificata con altre attività,ad esempio educazione civica o etica, almeno nelle scuole statali.
Purtroppo su di questo non si è espressa la Corte di Strasburgo.
P.S: come ultima cosa vorrei solo dire che le risposte che hanno dato i vari politici a tale sentenza sono state ignobili, si può essere o non essere d’accordo con una sentenza, eventualmente dire che si ricorrerà in appello contro di essa; ma dire che comunque la si ignorerà (anche se dovesse perdere l’appello) non fa altro che aizzare la popolazione italiana contro la giustizia (europea e mondiale, oltre che quella italiana) e sprofondare ancora di più la credibilità del nostro paese da parte di chi ci guarda da fuori
come si diceva in altri commenti, si potrebbe fare un’ora di storia delle religioni con un professore scelto dallo Stato e che non sia un sacerdote, ma un docente di filosofia, per fare un esempio. credo che i bambini crescerebbero con meno pregiudizi e potrebbero poi seguire la religione a cui si sentono vicini o diventare anche atei, il tutto rispettando le scelte degli altri.
cmq, per me il problema crocifisso si crocifisso no è qualcosa da vedere nell’ottica di avvicinamento di parte della politica al Vaticano e ai ” suoi ” voti.
ciao a tutti
non fa altro che aizzare la popolazione italiana contro la giustizia
Hai centrato il vero obbiettivo.
Mi stupisce sempre la bagarre che può suscitare un arredo scolastico
(tra l’altro non obbligatorio, nelle aule che ho frequentato a volte c’era, altre no).
Sarebbe interessante sapere se dietro l’azione della signora Lautzi ci siano anche altre motivazioni,
magari dettate dall’esasperazione
Non mi stupirebbe se i figli fossero stati soggetti a bullismo,
agli imbecilli basta un pretesto qualunque, fosse anche il non frequentare l’ora di religione.
Mi viene in mente una vecchia battuta.
Parlando di tutti quegli ipocriti che bestemmiano in difesa dei valori cristiani,
valori che infrangono sistematicamente, non dovrebbero vergognarsi, ma ringraziare.
Ringraziare che quel povero cristo sia inchiodato al muro,
altrimenti sarebbe già sceso a dar loro quello che meritano!
il fatto è che noi siamo stati così tanto abituati avedelo questo povero-cristo appeso sulle lavagne che veramente forse non lo vediamo neanche più, ma a me sembra gravissimo che i cristiani-cattolici in primis lo usino come una mazza da dare in testa a chi non è in linea…
e anche qui ci sono preti intelligenti che si vergognano di come hanno ridotto questo simbolo e la stragrande parte di pecoroni conformisti che si devono sentire autorizzati a scandalizzarsi…A I U T O ! la domanda è: a che santo dobbiamo votarci?
In sintonia con quanto precedentemente è stato scritto nei commenti, aggiungo che l’attuale “governo” in odor di mafia, vicino al Vaticano (ricorda quel “socialista” che firmò i patti Lateranensi), ha deciso di ricorrere al verdetto della Corte europea, scatenando una guerra di religione, che non ha alcuna ragione d’essere. Ora che proprio loro, ovvero la “destra” e i clericali abbiano ad opporsi con toni eccessivi e privi di senso, quando nel 600/700 costrinsero gli ebrei nei ghetti (ben prima delle SS a Varsavia) fino a perseguitarli assieme agli omosessuali e agli scienziati, la dice lunga sull’attuale situazione politica e culturale del paese, dove neanche la “sinistra” (che dietro le quinte, fa affari con la “destra), oppone alcuna resistenza, oramai da anni alle pretese di conquista e nuove ingerenze da parte del Vaticano in territorio italiano, qui alcuni dettagli.
http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2009/11/simboli-religiosi-cattolici-nelle.html
Va pure aggiunto che un ulteriore segno negativo è stato registrato il 12 nov. a Roma, dove un gruppodi facinorosi simpatizanti di forza nuova ha condotto un blitz contro la sede del Partito Radicale, uno dei pochi baluardi alla laicità esistenti in Italia, che si battono per la libertà delle persone, non solo in Italia ma anche in molti paesi del mondo, qui altri dettagli.
http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2009/11/blitz-firmato-da-lotta-studentescanet.html
http://www.radicali.it/view.php?id=149121
Peggio nella città di Padova la famiglia Albertin che aveva adito la Corte europea, è stata minacciata con scritte nelle vicinanze della propria abitazione (Abano Terme), e lettere anonime, dunque reintroducento il Torquemada di turno.
Significativo il fatto che non vi siano prese di posizione civili e indignate da parte delle autorità ecclesistiche per tanto zelo, per atti contrari alla libera circolazione del pensiero e ancor peggio in seguito ad un atto legittimo di citadini italiani ricorrenti presso un organo istituzionale europeo.
http://www.radicali.it/view.php?id=149139