La giustizia italiana condanna 23 ex agenti della CIA, gli Stati Uniti si dicono “delusi”

[Le Monde]

Un tribunale italiano ha condannato, mercoledì 4 novembre, ventitre ex agenti della CIA e due italiani per il rapimento, nel 2003, di un imam egiziano a Milano, ma ha lasciato cadere le accuse contro l’ex capo della CIA a Roma e gli ex numero uno e due dei servizi segreti militari italiani.

In totale, ventisei Americani sono stati giudicati in contumacia e sette italiani per il rapimento, all’aperto a Milano nel febbraio 2003, dell’imam Abou Omar. Gli americani condannati sono l’ex responsabile della CIA a Milano, Robert Seldon Lady, che si è visto infliggere otto anni di prigione, e ventidue altri ex agenti che in teoria dovranno scontare cinque anni di reclusione. Due ex agenti italiani sono stati condannati a tre anni di carcere.

“Siamo delusi dal verdetto contro gli americani e gli italiani accusati a Milano”, ha dichiarato poco dopo il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ian Kelly. L’organizzazione umanitaria Human Rights Watch al contrario si è rallegrata del verdetto, anche se i più alti responsabili sono sfuggiti ad una condanna.

Un processo molto simbolico

Il tribunale di Milano ha infatti rinunciato a perseguire l’ex numero uno della CIA in Italia, Jeffrey Castelli, e altri due ex-agenti, Betnie Madero e Ralph Russomando, argomentando che erano protetti dalla dall’ “immunità diplomatica” in quanto funzionari americani a Roma. Allo stesso modo, il tribunale ha deciso di rinunciare a perseguire l’ex numero uno dei servizi segreti militari italiani Nicolò Pollari, l’ex aggiunto Marco Mancini e tre altri ex responsabili dei servizi segreti.

Il giudice Oscar Maggi ha deliberato il non luogo a procedere argomentando che i cinque ex responsabili italiani erano protetti dal “segreto di Stato” e non potevano essere giudicati. Il colonnello Luciano Seno, condannato a tre anni, ha definito la sentenza una “follia”. “Comme può essere che loro vengano rilasciati ed io condannato?” ha affermato.

D’altra parte, il tribunale ha condannato tutti gli accusati giudicati colpevoli a indennizzare l’ex imam con 1 milione di euro, lasciandogli la possibilità di ricorrrere ad un tribunale civile, e a versare 500,000 euro a sua moglie. Gli avvocati dell’imam affermano che è stato torturato nella prigione di massima sicurezza in cui è stato detenuto in Egitto e hanno reclamato 10 milioni di euro di danni ed interessi. Questo processo era altamente simbolico, perché si tratta del primo in Europa sui trasferimenti segreti effettuati dalla CIA di persone sospettate di terrorismo verso paesi noti per l’uso della tortura, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

[Articolo originale "La justice italienne condamne 23 ex-agents de la CIA, les Etats-Unis se disent "déçus"" di Le Monde]

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